martedì 10 febbraio 2026

CHAT ‘SORELKE’

Si avvicina a grandi passi il compleanno di YY. Loro, le ragazze, si scrivono idee varie, dai biglietti dei concerti al proprio non so. Poi si distrugge la maschera da sci di YY, con la gommapiuma che si sbriciola e ti lascia il muso che sembri uno della Banda Bassotti, così si dicono ok, maschera da sci. Meglio fotocromatica, oppure con i vetri che si cambiano? La ordinano, la cucciola grande che scorrazza quotidianamente per mezza Lombradia la ritira nel negozio di sport, XX assiste all’organizzo e scopre i metodi di comunicazione.

‘Avete una chat voi tre?’

‘Eccerto.’

‘E come si chiama la vostra chat?’

‘Sorelke.’

‘Ma perché?’

‘Giocavamo a scrivere con gli occhi chiusi.’

In effetti, che domande.

venerdì 6 febbraio 2026

LA PETTORINA COME UNIFORME

La mostruosa macchina organizzativa delle olimpiadi appalta a diverse agenzie, tra cui quella che ha assunto la cucciola di mezzo, una serie di servizi. Nello specifico il servizio è quello di sorveglianza ai tornelli della stazione centrale, dove un varco è riservato ai volontari. Così alla cucciola viene affidata la responsabilità di far passare dal suo varco solo chi ne ha diritto, fuori tutti gli altri. Che però stanno in file disordinate e affollatissime ai tornelli accanto, e tentano in ogni modo di passare dove sta lei. Poveretti.

A partire da quello stentoreo ‘ATTENTO SIGNORE.’ proclamato a tre anni scarsi dalla sua minuscola bici con le rotelle, stare a guardia di un varco solletica le sue molte propensioni tipo assertività, tendenza al comando, spregio per la stupidità.

Si alza all’alba, sale sul primo metro della mattina, è dotata di pettorina fosforescente che le darebbe il potere del ruolo e rimbalza viaggiatori prepotenti e instupiditi fino a metà pomeriggio, quando finalmente rientra alla base carica di freddo, umanità e stanchezza.

Racconta che sono moltissimi quelli che sbagliano stazione ‘da dove parte il mio treno?’

‘Non lo so signora, ci sono i tabelloni. Comunque non può passare da qui, è riservato.’ La signora si accanisce sul tornello accanto che non si apre, lei guarda il biglietto e scopre l’inghippo: il treno della signora parte da un’altra stazione. ‘Signora, guardi che il tornello non si apre perché il suo treno parte da Garibaldi.’ ‘Eh, ma io devo andare a Napoli.’ ‘…’

Cose così.

giovedì 5 febbraio 2026

MILLE OCCHI, MILLE MANI E PURE QUALCHE PIEDE

Siamo venuti a trovarti, a farti un salutino, a dirti come siamo fieri di te, della tua resilienza, del tuo metterti in gioco. Ti troviamo ai tornelli della stazione, al tuo tornello, quello dove passano si e no in dieci tutto il giorno e l’attività è tenere fuori tutti gli altri. Tu tieni fuori, hai occhio sui QR code dei biglietti e li riconosci anche a distanza (ricordamelo, abbiamo comprato le lenti bioniche per vista aumentata, questo mese?), fai passare gli imbranati dagli altri tornelli, rispondi a domande varie in molte lingue e sembri avere mille occhi, mille mani. Non ti sfugge una sola virgola, rispondi cortese ma ferma, poi ferma e magari meno cortese che no, la stupidità la cortesia non se la merita.

Ti portiamo una brioche alla marmellata che lasciamo giù nella vostra stanza delle olimpiadi, chissà se avrai tempo per mangiarla.

domenica 1 febbraio 2026

HIRE RATE

CV, agenzie, foto, mail di presentazione, scouting di possibili attività per questi mesi.

Oltre alla sua fiorente professionalità di ripetizioni a pigra e diabolica fanciulla dodicenne della prima media, che le chiede di scrivere temi sulla sua (della dodicenne) migliore amica - ‘dai, dettami che scrivo’ - la cucciola di mezzo si sta dedicando a fare esperienza. Cerca lavoro, nel tempo che si è data con coraggio titanico nel riconoscere che no, quella scelta del Politecnico forse non è lei. Non c’è profondità di pensiero.

Accipicchia.

E quindi, scelto il prossimo corso di studi, cerca modi per riempire le giornate con attività che le portino qualche soldo in tasca.

Ha screenato molte agenzie e ha un hire rate del 100%, che le permette anche di rifiutare alcune delle offerte meno appetibili, tipo la escape room dove le si chiedeva di fare tutto compresa l’attrice con compenso subordinato alle stelline del rating, e la boutique di classe che per un mese le avrebbe riconosciuto la paga oraria dei deliveroo.

Si chiama sfruttamento, non contratto di collaborazione occasionale.

Quello che ha accettatto è un impegno per le olimpiadi, sarà in stazione a gestire alcuni accessi (di persone o auto).

E nel frattempo tutti i colloqui che fa hanno successo.

Chapeau.