martedì 29 settembre 2026

LE LACRIME INSIEME

L’avevo cercato, fortissimo, lo spazio per andare a vedere Naza, il documentario in cui ventiquattro soldati israeliani raccontano come si fa, a sterminare un popolo.

E tu, cucciola meravigliosa, hai scelto di venire con me.

Lo so, lo so proprio, che nel tuo cuore abita una profondità intensa e autentica, che le tue antenne si accendono sul mondo per provare a leggerlo, a capirlo intimamente.

Così, sedute nei posti meno agevoli del cinema, seconda fila e di fianco, abbiamo visto, ascoltato e pianto insieme.

Ci ha colpito la ‘banalità del male’, il non farsi delle domande, la totale assenza di ricerca di significato. Il fatto che fosse tutto considerato normale, una pratica da evadere, dati da fornire, o da leggere. Infilarsi nel telefonino di una dodicenne, guardare le sue foto e trasmettere le informazioni perché tutto sia fatto saltare. ‘Papà è tornato’, e allora, se anche c’è una piccola probabilità che papà abbia a che fare con terrorismo, BUM, salta tutto, lui e la famiglia e i bambini e i vicini di casa. Naza, danni collaterali. Vabbè, dovevamo essere sicuri.

E invece talvolta nemmeno si era tanto sicuri, perché magari papà nemmeno c’era. Vabbè, sono tutti nemici.

Siamo uscite dal cinema con le lascrime sparpagliate sul viso insieme al mascara, i singhiozzi dal fondo dello stomaco e un grande bisogno di silenzio.

E le domande che questo film ha mosso restano appese. Ho letto un bell’articolo, l’abbiamo condiviso, per non lasciare che questo abisso scavi dentro di noi in silenzio.

Mi hai risposto, dell’articolo: ‘ho ritrovate molte cose che sono venute in mente anche a me, soprattutto perché questo week end quando mi stavo facendo le unghie ho visto un documentario su Hitler con tanti estratti di regitrazioni originali del processo di Norimberga..’

E io ho pensato alla tua meraviglia del saper tenere insieme un momento magari frivolo, e di cura, che solo le tue belle unghie, con la sete di profondità di mondo.

E l’abisso dentro di me si è un po’ rimpicciolito.

CHAT SENZA EGUALI

La chat che collega la cucciola grande e la sua mamma mostra elementi bizzarri e curiosi.

Scorrendo nelle ultime settimane, XX ci trova:

  • Varie foto dei suoi (di XX) parcheggi creativi, quando allo scadere dei quaranta minuti di ricerca di un posto sotto casa o nei dintorni si rassegna a lasciare la macchina un po’ in curva. E la vigilante cucciola fotografa dal balcone l’illecito.
  • Un video di un topo piuttosto tondo che gemini sostiene essere un’arvicola.
  • Foto della macchina che la cucciola si trova davanti sulla strada e che ha lo specchietto di destra chiuso. Per testimoniare che li trova tutti lei, quelli con gli specchietti chiusi.
  • Foto dei denti di cavallo che sono stati tolti dal dentista dei cavalli al suo amicocavallo Cip, che a causa della prognazione non riusciva a masticare. Una mezza dozzina di denti fanno la loro bella figura in un secchio di plastica bianca.
  • Foto dei suoi parcheggi sul marciapiede, come se ci fosse da esserne fiere.
  • Foto, sfuocata parecchio chè la creatura è veloce, di un geko entrato in casa e mai più trovato.

giovedì 24 settembre 2026

VENTI E RICORDI

Venti è un numero tondo. Venti è anche il plurale di vento, quel movimento di aria misterioso che non sai da dove arriva (si la pressione, la temperatura…), che fa sussurrare le foglie nei boschi e gonfiare le vele sui mari.

In ordine sparso, ecco venti venti, venti movimenti che in questi due decenni parlano di te, venti ricordi di un sorriso, una parola, un attimo, un colore che profumano della te autentica.

Quella volta che avevi un regalo da scegliere a Disneyland e dopo cinque minuti abbiamo comprato un capino modesto, l’abito di Rapunzel  (gonna e sottogonna e cerchio e maniche a sbuffo). E con lo stesso vestito di velluto per nulla appariscente sei andata alla festa dell’asilo, alla fine di giugno.

Quella volta che, al nido, Viola ti ha morso. La storia non dice che cosa le hai fatto tu, e il dolore condito dall’indignazione restano vivi nella memoria.

Quella volta che ‘are you a rower or a sailor?’ e io so che tu sei rower e sailor.

Quella volta che al centro del cerchio del pericolo, al saggio di kung fu li hai stesi tutti, i maschi.

Quella volta che ‘voglio cambiare università: mi manca la profondità di pensiero’.

Quella volta che in prima elementare hai cancellato la nota, e il papà l’ha firmata lo stesso.

Quelle (molte) volte che le tue unghie diventano la tua arte, il tuo passatempo, il tuo mood.

Quelle (molte) volte che sei stata presa dalle meduse, dalle ortiche, dal plancton che morde, dal mollusco contagioso, dall’impetigine, dalle verruche, dalle moltissime zanzare che preferiscono te.

Quella volta che, in sella ad una minuscola biciclettina tutta rosa e a tutti pedali sul marciapiede, hai proclamato, stentorea : ‘ATTENTO, SIGNORE!’ rivolto ad un povero ottuagenario con bastone, che caracollava sul marciapiede pericolosamente sulla tua traiettoria.

Quella volta che volevi fare il secondo buco alle orecchie, io non volevo e ora le tue orecchie sono bellissime e piene piene di gioielli.

Quella volta che quel tema su Harry Potter a otto anni ha mostrato, una volta ancora, la tua sapienza con le parole.

Quella volta che ‘voglio fare il proficiency’ e lo passi come una libellula.

Quella volta dell’estate lungo tutti i treni d’Italia, con le mille amiche.

Quella volta che hai compiuto sei anni e alla festa la parco hai invitato tutto il quartiere.

Quella volta che di anni ne hai compiuti diciotto, ed eri molto molto chic!

Quella volta che hai lavorato per le olimpiadi, e ti sei alzata alle cinque del mattino per due settimane per presidiare i tornelli.

Quella volta che sei arrivata in montagna dopo un viaggio di otto ore e il treno non si è fermato.

Quella volta che cerchi un libro ed è sempre un libro corposo, che nutre la tua sete di parole.

Quella volta che abbiamo esplorato un nuovo curriculum, e ci siamo commosse insieme.

Quelle (molte) volte che i tuoi occhi scoppiano di meraviglia come vulcani.

Che non si spenga mai la tua brace di vita.

Buoni venti di venti, cucciola di mezzo.

lunedì 21 settembre 2026

RICOMINCIARE

‘Prontooo, ciao cucciola grande. Com’è andata la ripresa delle lezioni? Tutto a posto? E la macchina? Hai usato la nostra?’

‘Si, tutto bene, la macchina bella, ha un clacson come si deve. Comunque il clacson che mi piace di più è quello della pante, sembra una nave.’

Ecco. Lei, quando guida (e guida tantissimo), vuole essere una nave.

sabato 19 settembre 2026

MULTIPURPOSE

Che YY sia bravo ad insegnare, ormai lo sanno anche i sassi. Spazia dalla trigonometria all’auristo, dalla termodinamica al De bello gallico. Occasionalmente si produce in lezioni più pratiche, come guidare la microba a cambiare una presa come una provetta elettricista in videochiamata con l’Australia.

E poi c’è la guida. YY è quello che sta a fianco di chi impara a guidare e non si agita. E alla microba ha insegnato, stando in chiamata su un altro scooter, a muoversi in strada con le due ruote.

Così, dopo avere fatto matematica con i gemellini vicini di casa, greco e latino e fisica e algebra con tutte le sue figlie e più, alla microba viene l’idea: ‘io, lo scooter, non lo uso, magari papà può insegnare anche a Mak, ora che ha il foglio rosa.’

Così parte un avvicinamento lento e inesorabile come le spire di un pitone, che culmina in un pomeriggio di scuola di due ruote, in uno scooter in prestito, in un ragazzo che (forse) scopre che quando ti impegni, funziona, se chiedi una mano, funziona.

Commoventi i due scooter che scorrazzano insieme, sotto i baffi microbi dall’Australia.

martedì 15 settembre 2026

E, ALLA FINE, PARTE

Ha mosso le montagne. È indignata ed infastidita, la microba in Australia, all’idea di non poter viaggiare in lungo e in largo per il continente come le aggrada. Potrebbe viaggiare con la sua famiglia, che però ha i bimbi piccoli e quindi si sposta poco.

Ha di recente intravisto uno spiraglio: il suo host dad in viaggio di lavoro a Melbourne. E siccome se viaggia con lui si può, ha cominciato a muovere le montagne per partire. Lui accetta di buon grado, serve un’autorizzazione della scuola di cinque pagine compilata da XX e YY e la host family e dalla scuola e autorizzata dal preside. Il preside autorizza solo se la microba sta in hotel nella stanza accanto e se l’hotel si premura di eliminare dal minibar gli alcolici. L’hotel, la microba che è minorenne non lo può prenotare, XX è costretta a chiamare più volte, prenota a nome suo, da il nome dell’host dad, ma non risultano prenotazioni per lui, perché la prenotazione era a nome del suo capo.

Una procedura autorizzativa che normalmente chiede 4-5 settimane, come in interstellar ha vissuto un altro tempo e si è completata in tre giorni.

La microba è partita, ha scorrazzato per Melbourne, fotografato tramonti, guidato (illecitamente, che se lo sa il preside…) monopattini elettrici, preso treni e sbagliato fermate, camminato ventottomila passi, cenato ‘da Geppetto’ dove le hanno offerto un lavoro, sperimentato la libertà da una stanza d’albergo tutta sua e di andare dove vuoi, quando vuoi.

Per tre giorni, la sua Melbourne.

domenica 13 settembre 2026

VIGILIA

La vigilia di un nuovo inizio. Ti penso stasera dietro la tua porta, cucciola mia, in quella stanza che oggi si mostra tutta linda e in superordine, con la libreria piena di libri densi di cui ti cibi, la scrivania che fa spazio al nuovo, il letto fatto con meticolosità militare, le cose sparse ciascuna al suo cantuccio, non più sparse. Mi piace pensare che sia anche un regalo a me, oltre che un modo speciale di celebrare un nuovo inizio. E te ne sono grata.

Penso alla tua curiosità di domani, alla voglia di mondo, di pensiero critico, di parole belle e nuove, di sapere e di non sapere, di scoperta e di passione.

L’università destinata ad ospitarti è bella, è antica, è fonte di cultura, è capace di accendere passione. 

E allora ecco, il pensiero per te (e mentre scrivo il cielo si infuoca di rosso e rosa, colori passione): che in questo inizio nuovo tu possa trovare casa, casa dove si cambia, si cresce, si impara e dispimpara. Casa che è luogo di appartenenza e crescita.

L’etimo di casa lo indica come luogo coperto e riparato. Lo possiamo chiamare luogo dove ti senti al sicuro. Ti auguro che in questa tua appartenenza possa sbocciare tutta la tua passione.

Buon inizio nuovo, cucciola mia, che la vita ti sia casa.

Ti voglio bene,


la tua mamma

venerdì 11 settembre 2026

SORELKE ACROSS CONTINENTS

Nel corso di una videocall con l’Australia.

‘Ciao microba come stai? Come è andato il kayak? Hai fatto la cacca nel bosco?’ Chiede la cucciola di mezzo, che di miglia in kayak all’attivo ne ha parecchie.

‘Nooo, ma va. C’era il buco, ma con dei ragni grossissimi, li abbiamo filmati con la go-pro.’

Nel bagno col buco nel bosco.

martedì 8 settembre 2026

ALLE VOLTE

‘Cucciola grande, allora, Amsterdam con le tue amiche? Che cosa ti è piaciuto di più?’

‘Il museo dei batteri.’

Alle volte, l’inatteso.

lunedì 7 settembre 2026

QUANDO, IN AUSTRALIA

Quando è lunedì mattina alle 7 e tu sei pronta per andare a scuola e il tuo papà australiano ti dice che scuola non c’è. Giorno libero per gli studenti, a caso, annunciato via mail alla host family.

Quando trovi un appoggio a Brisbane e compri i tuoi primi biglietti aerei in autonomia.