domenica 12 luglio 2026

I LEGNETTI

Che YY sia persona sostenibilie, lo si sa da tempo. Che la sua sostenibilità tocchi vette inesplorate riportando i sacchettini di carta della frutta a Kabur, che questi ricambi con la frutta bella matura che non vende, regalandone dei bilici; che YY trasformi sapiente in marmellate dai gusti gourmet tale frutta molto matura, regalandone vasetti a Kabur, ormai è storia nota.

Meno mota e più recente la sua passione per la falegnameria. Ha recuperato legnetti di risulta dai letti, ha progettato e costruito un mobile oer le bottiglie che troneggia, di un bel color rosso fiammante, accanto al frigo su una parete gialla.

Il mobile è riuscito una meraviglia, ‘perché non ne pai un altro, un mobile fratello da mettere anche qui?’ Suggerisce melliflua XX. Solo che non quasi finiti i legnetti, quindi si comprano altri legnetti online. Si vanno a ritirare i legnetti, che non si ritirano al negozio ma un poco più in là (‘non ti puoi sbagliare.’ ‘scommettiamo?’). Infatti ci sono volute un paio di rotonde in più, ma soprattutto poi i legnetti ordinati erano quelli sbagliati, con la misura della larghezza in mm anziché in cm. Uffa. Li vorremmo restituire. Ok ma il sistema si è bloccato. Torna in negozio e prendi quelli giusti, poi questi ti verranno accreditati nei prossimi giorni.

Solo che i legnetti della misura giusta dal negozio costano molto più del previsto, qui di si ripiega su un simil-impiallacciato che tanto poi pitturiamo tutto di rosso e non si vede.

I legnetti quasi giusti finalmente recuperati dal magazzino quasi non ci stanno in macchina e quasi non ci stanno in ascensore, dove per disincagliarli c’’è voluta tutta la santa pazienza di Giobbe.

Che dire, i legnetti dei letti erano molto meglio…

giovedì 2 luglio 2026

UN POSTO DA ELFI

Non delude mai. Il paese più intenso che XX abbia visitato, quello dove le mucche sono sacre anche se a vederle sono magrissime e mangiano spazzatura, quello dove c’è un altarino in ogni auto e convivono gli ossimori più estremi, non delude mai. 

Questa volta l’hanno portata su su al nord, al confine con il Tibet, in un posto con nome da elfo, Dehradun. Qui il monsone arriva di meno, come pure il caldo tropicale, il paesaggio è una distesa di colline verdissime e i tuk tuk sono blu e bianchi.

L’autostrada sembra quasi una delle italiche superstrade di campagna, ben asfaltata e non troppo trafficata, se non fosse che nelle oltre cinque ore di percorrenza si sono allegramente incontrati (non in ordine di incontro):

 Varie transenne di metallo giallo messe di traverso per farti rallentare

Il camion davanti non ci passa, attraverso lo stretto varco tra le transenne, e si ferma del tutto, e scende per spostarle

Il poliziotto a guardia delle transenne si sveglia e dice  all’autista del camion che non le può spostare

Lui le sposta appena un poco per passare

Il poliziotto torna a dormire sull’autostrada accanto alle transenne 

Un branco di scimmie in cerca di cibo

Un veicolo gagliardamente contromano

Un’iguana per evitare la quale non sono finiti fuori strada per un soffio

Altre transenne ma senza camion

Secondo veicolo ancora più gagliardamente in contromano

A dispetto di ogni previsione, sono riusciti a saltare sull’ultimo volo della sera per rientrare a Dehli.

sabato 20 giugno 2026

ECCOLA, LA HOST FAMILY ONLINE!

Quel sorriso, e quegli occhi aperti e gentili. Si e-conoscono in un caldo sabato mattina, la sera di Adelaide. Davanti allo schermo Gilder, il papà australiano, allegro e chiacchierone; Yuki, la mamma australiana, più riservata; Emma, che ha sette anni, attitudine curiosa, occhi a mandorla e ricci fitti fitti. La microba chiacchiera e dice di se, si parla di compleanni, di abitudini, di cucina, di pettinature, di bus (la fermata è vicino a casa, puoi andare dappertutto - lei sente ‘come essere accanto a Famagosta).

La nuova casa in Australia sarà a un tiro di schioppo dal mare, la scuola da raggiungere in bus, l’uniforme che su di lei sembra un ossimoro, Sa le ha chiesto la prima foto in divisa, per ridere.

martedì 16 giugno 2026

LA PIZZATA DI CLASSE

‘Pronto. Ciao microba! Come stai?’

Rumore rumore rumore.

‘Eeeehhhh?? NONSENTONIENTE. SONOALLAPIZZATADICLASSE.’

‘Ahh, bello! Ma ci sono anche i professori?’

‘Si, guarda, CISONOTUTTI. MATIPARE? SAICHIMANCA?’

‘Mmhh…il profeffore di filofofia?’

‘Infatti, però ha detto che viene dopo perché ci tiene troppo.’

‘Ah che carino. Magari, visto che va via e tu parti e lui è così magnifico, puoi chiedergli una mail personale…’

‘Ma va, mamma, lo seguo su insta. Il contatto c’è già.’

Ecco.

martedì 9 giugno 2026

CONTENTE

La cucina Noicinque, a seguito delle novelle passioni fermentative di YY, risulta oltremodo sottodimensionata. È un fiorire di barattoli e bottiglie e vasetti dal contenuto oscuro e vivente (aglio fermentato nel miele, giardiniera, mirtilli, zenzero, carote non quelle del cavallo, la birra dalle bucce di ananas e molto altro).

Inoltre il sodalizio con Kabur del banchetto del mercato fa sì che a YY venga donata una quantità di merce taglia mensa scolastica.

Risultato: dietro la sedia della cucciola di mezzo, che in effetti a tavola siede in un posticino sacrificato, è spuntata ora una cassetta di mele.

‘È pieno di formiche! Ma perché? Mangiano le mele?’

‘Eh, forse si è rotto un frutto e stanno bevendo il succo.’

‘Infatti. Guarda come sono contente.’

L’ASSIRO E IL SUCCESSO

La cucciola di mezzo che usa il tempo per migliorare. In particolare per migliorare il suo già più che ottimo inglese, così oggi è il giorno del ‘proficiency’, quell’esame che meglio di così, l’inglese, non lo puoi sapere.

L’inglese per passare l’esame va certo saputo ottimamente, ma anche impratichirsi con il modo in cui l’esame è strutturato aiuta. Così ha ricevuto qualche consiglio da un fine linguista che parla nove lingue e sta studiando l’assiro - non riesce a trovare molti colleghi di conversazione, no - che in casa noicinque viene per semplicità definito ‘l’assiro’. L’assiro è la persona che ha definito i punteggi del test di Cambridge, dunque i suoi consigli sono piuttosto strategici.

La cucciola fa l’esame. La cucciola passa l’esame benissimo!

martedì 2 giugno 2026

IL CALABRONE

In un giorno di festa e di sveglia presto, XX è appena arrivata alla sede di Amsterdam dove parlerà a un seminario.

Driiiin.

‘Pronto. Ciao microba, come stai?’(la microba chiama da una trasferta al mare, dove scorrazza gioiosa con la sua amica Mart).

‘Eh, non sappiamo cosa fare perché è entrato un calabrone. Ora abbiamo chiuso la porta, solo che ho tutta la roba di la. Come faccio?’

‘Prova a entrare, prendi la roba e il calabrone lo lasci lì.’

‘Ma va, che schifo. Chiamo il papà.’

Dopo alcune ore…

‘Ciao microba, allora, tutto bene il ritorno? Alla fine con il calabrone?’

‘Abbiamo fatto come ha detto il papà, abbiamo chiuso la camera e la casa e l’abbiamo lasciato lì.’

Ecco.

venerdì 22 maggio 2026

LA FESTA (CHE NON DOVEVA ESSERE)

Sei nato qui, Mak: mamma e papà dall’Egitto, e tu rappresenti un magnifico ponte fra le culture. La lingua che parli a casa non è la stessa che parli a  scuola, eppure sono entrambe la tua lingua. Insieme. Sai delle tue tradizioni, e sai e sei di questo paese. Anche se al mondiale di pallone, tiferai Egitto.

Eppure, per le leggi barocche di questo luogo, non potevi ancora dirti italiano. Perché mamma e papà sono dell’Egitto, appunto. Poco importa che tu sia nato qui, che sia andato all’asilo di zona, alla scuola elementare, alle medie e perfino ora alle superiori alla scuola italiana, la stessa scuola microba. Che canti tutte le canzoni più trap e rap e chissà, tutte italiane. Che tu sia stato, fin da bambino, profondamente immerso di italianità. 

Hai dovuto essere maggiorenne, ci è voluto un appuntamento con l’assessora in rappresentanza del sindaco, come per i matrimoni; avete parlato della Costituzione, lei ti ha chiesto l’articolo sulla guerra e si, l’Italia ripudia la guerra. Gliel’hai citato, accanto a quella prima ‘cantilena’ che in Italia sanno anche i sassi: ‘L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.’ Il primo articolo.

Ne hai parlato con l’assessora, lei ha scoperto che studi diritto, ha scritto un bel messaggio alla tua prof, che credo sia stata molto fiera di te.

Se fossi stata nell’assessora, proprio mentre firma il fatto che tu sia diventato italiano anche per le scartoffie, ti avrei detto quali sono per me le tre parole importanti di quella ‘cantilena’ del primo articolo della Costituzione.

Prima parola: repubblica. Vuol dire che è di tutti, viene dal latino res (cosa) pubblica. Quindi che l’Italia è di tutti noi, ed è importante averne cura. In un parco, in un discorso, con i gesti e con le parole. È nostra, e va trattata bene.

Seconda parola: democratica. Cioè tutti decidiamo e contribuiamo a renderla ciò che è. Potrai votare. Fallo, è importante, anche se pensi che il tuo voto sia piccolo in contronto ai grandi numeri. È il tuo pensiero, e in passato ci siamo battuti perché tutti, e tutte, potesserlo esprimerlo. Abbine cura.

Terza parola: lavoro. Sembra una parola di fatica, lavoro. E invece credo sia una parola di cura. Solo con lavoro accurato si fanno le cose belle, si pensano i pensieri belli. E quanti sono i pensieri belli che tu hai per noi e per la tua persona importante. Lavoro è quella vibrazione di affetto nella voce, quell’attesa, quello stare. È una parola bella, un modo bello.

Così l’assessora con la fascia tricolore ha firmato, e ora sei italiano. Lo eri già, ma ora lo dicono anche i documenti.

E io non ti so esprimere la gioia di saperlo. Dirai: ‘non cambia niente.’ Lo so, eppure non è vero. Cambia che il tuo essere ponte ora è ancora più solido e radicato.

Non so se era buona la torta che YY ha fatto per festeggiarti. Quello che c’era in quella torta è tutta la felicità di sapere che le cose diverse sanno stare bene insieme, come stanno in te. E anche se per te non cambia quasi nulla, noi siamo stati privilegiati ad aver partecipato a questa festa, che non avrebbe dovuto essere perché quel che si celebra era già. Speriamo di cambiarle in fretta, le regole delle scartoffie, così chi come te è ponte nel mondo lo sia senza bisogno di aspettare l’assessora.

giovedì 21 maggio 2026

HOST FAMILY!

In un anonimo giovedì di primavera, arriva quel messaggio che darà forma ai prossimi sei mesi microbi.

Il suo papà australiano si chiama Gilder, insegna inglese e filosofia. La sua mamma australiana si chiama Yuki, è giapponese e studia. Ci sono un fratellino e una sorellina che hanno due visi simpaticissimi, gli occhi a mandorla e i capelli ricci ricci.

La casetta in cui vivono è una villetta essenziale, la stanza microba ha l’aria frugale, ma tanto c’è il mare a meno di due chilometri, sai che meraviglia?

Non si sa molto di loro, sarebbe bello scrivere e organizzare una call per presentarsi (all’alba, vista la differenza di fuso), per ora si può solo immaginare una vita nuova all’altro capo del mondo, dove per andare a scuola hai l’uniforme tre pezzi ma poi il mare è proprio lí accanto, dove studi solo cinque materie e poi i club e gli sport ti impegnano quasi di più.

È un’emozione grande, vedere la nuova famiglia microba, e che possano essere legami di rispetto e gioia.

lunedì 11 maggio 2026

GITA COMPETITION

Ha vinto a mani basse la ‘gita competition’, la gara delle gite. Complice la pandemia, o forse no, la microba sbanca il borsino delle gite partendo con la sua classe in terza liceo per sei giorni in Sardegna a fare scuola di vela.

Le sorelle, che in gita sono state in giornata rispettivamente a Piacenza e a Brescia (Brescia!!! Vibra di indignazione la cucciola di mezzo) protestano retroattivamente per viaggi d’istruzione non goduti e la profonda ingiustizia del mondo.

In Sardegna hanno studiato i venti, qualcuno ha scuffiato, loro sono arrivati secondi alla regata che non hanno fatto perché c’era troppo vento, ma se fosse stata la regata quasi vincevano perché filavano velocissimi. Ed erano pure senza istruttore.

Pare la microba abbia vinto al trivial della vela (che forse lo facessero con i logaritmi e la termodinamica, le gare tipo ‘giochi senza frontiere’, imparerebbero volentieri pure quelli. Per vincere però, mica per saperlo).

Comunque. La gita in Sardegna, ops, il ‘viaggio d’istruzione’, ha visto preparativi variopinti: lo smarrimento di otto - si, otto - scarpine da scoglio, l’acquisto di una mezza muta ‘che la porto in Australia’, la chat dei genitori che esplode sul come fare i bagagli, e loro che sono quasi maggiorenni e una borsa per la vacanza se la potranno pure fare da soli, no? (certo, a trovare le scarpine da scoglio….). La negoziazione tranchant per stare in casetta a tre a tre. Oltre a Mart e Meg, le amicissime di classe, di compiti e di vita, c’era in classe un altro trio, quindi la stanza da sei era perfetta. Solo che era anche molto ambita, e alla fine, al grido di ‘siamo a nostro agio senza velo solo con loro’, le altre tre con il velo hanno vinto. Così, velo e no che la loro integrazione è cosa fatta, alla fine la stanza da tre era un appartamento con tre stanze da due, quindi loro hanno unito i letti, dormito in tre nelle stanze da due e lasciato le valigie belle paciocche in una camera tutta loro.

Mentre le sorelle pensavano alle meraviglie di Piacenza e di Brescia (Brescia!!!).