Il giorno di Natale è una festa bella, tutti facciamo spazio e ci ritroviamo. Quest’anno, vista la comparsa delle nuove persone importanti, oltre ai legami di sangue, sono stati i legami di cuore a raccontarsi.
Venire ad un pranzo di Natale di una famiglia di quattordici era tanto. Arrivare per il caffè, o il dolce, o una chiacchiera, era un pensiero possibile. Così le tre persone i portanti sono arrivate, le cucciole hanno sapientemente calmierato gli orari in modo che comparissero grossomodo nello stesso momento. E loro hanno affrontato il primo sguardo delle generazioni grandi e di quelle piccole. A Natale, ancora più di sempre, ogni famiglia è un mondo a sé; catapultarcisi dentro la prima volta è un salto nel buio.
Sono grata di quanta gioia avete portato, in questa giornata. Mak, con i tuoi cioccolatini fondenti buonissimi, mille doni microbi e gli occhi bambini a giocare insieme facendo un disinfettante pieno di palline, insieme ai bimbi e alle bimbe di famiglia (grandi e piccole). Racconti di desideri, di scooter che non conosco e che tu sai precisamente, intorno a ldivano giochiamo al ‘domandario’ e ci raccontiamo un po’.
Aa, che hai pensato anche a dei doni per noi, e si vede che c’era un pensiero bello; e hai partecipato alla preparazione della partenza con la valigia di mezzo, quella che ha le cose di sci e i lustrini e i tacchi per la sera, pronti per la vostra vacanza sui monti. Che, calmo e pacato, hai recuperato sci e scarponi nuovi di pacca per alleggerire i trasporti di domani. Che hai giocato al domandario pensando agli investimenti e al futuro che sarà.
E LUi, che sei arrivato con la tua energia contagiosa. Una potrona a fagiolo di cui mi avevi detto, per quella sdraiata della cucciola grande che o è a cavallo oppure sdraiata sui libri, così si sdraia comoda. Sei arrivato con una fornitura di cioccolato prezioso che basterebbe per il Natale di tutta Milano, raccogli le preferenze di ciascuno di noi, le memorizzi e ‘saccheggi’ le scorte a tua disposizione accordingly. Così sai chi preferisce i nocciolini, il lampone, la crème brulée e il gianduia. Chiacchieri con le nonne di chissàche, insieme (non alle nonne), vi raccontate di musica e di concerti e della tua cassa che fa vibrare i sismografi.
Insieme, ciascuno di voi con il proprio sè, ci avete regalato un pomeriggio di gioia, di futuro. Sono grata di come avete saputo essere con noi, con questa banda di famiglia tutta insieme, della leggerezza che ci avete portato. Per nulla scontato, ed è stato una gioia.