giovedì 1 gennaio 2026

COME PANTONE

Pantone ci dice la cifra dell’anno. Non so bene su che cosa si basi, dice ‘i trends’, e costruisce una storia, la storia del colore dell’anno. Così lasciamo il caldo Mocha Mousse del 2025 per tuffarci nel Cloud Dancer del 2026. Color nuvola. Dunque, siccome a me piacciono le parole, vorrei dare le mie pantole (parole come pantone) a questo anno in arrivo. Ce ne sono molte, che vorrei rendere vere nel 2026. La prima è bellezza. Accorgermi, vederla, anche nascosta, anche piccola. Sempre bellezza che sprigiona incanto. Come la bocca della verità di Roma, meta di xilioni di turisti che ci si incantano, alla sua leggenda, e che invece copriva, in origine e in orizzontale, la cloaca maxima. 

E poi il corsivo, l’arte di legare le lettere e farne parole più piene. L’unesco propone di farne partimonio immateriale dell’umanità, e noi lo sappiamo, che il corsivo fa le cose più vere dentro di noi. Non è tanto immateriale, ma un grande patrimonio.

E poi le paillettes, i piccoli tondini che brillano alla luce e creano improvvisi bagliori dove non c’erano, che si vedono se vuoi.

Nel 2025 ho tenuto traccia e raccontato e vorrei continuare a farlo cercando l’incanto, nascosto e in piena vista, così che sia visibile a più occhi e a più cuori.

giovedì 25 dicembre 2025

PER NULLA SCONTATO

Il giorno di Natale è una festa bella, tutti facciamo spazio e ci ritroviamo. Quest’anno, vista la comparsa delle nuove persone importanti, oltre ai legami di sangue, sono stati i legami di cuore a raccontarsi.

Venire ad un pranzo di Natale di una famiglia di quattordici era tanto. Arrivare per il caffè, o il dolce, o una chiacchiera, era un pensiero possibile. Così le tre persone i portanti sono arrivate, le cucciole hanno sapientemente calmierato gli orari in modo che comparissero grossomodo nello stesso momento. E loro hanno affrontato il primo sguardo delle generazioni grandi e di quelle piccole. A Natale, ancora più di sempre, ogni famiglia è un mondo a sé; catapultarcisi dentro la prima volta è un salto nel buio.

Sono grata di quanta gioia avete portato, in questa giornata. Mak, con i tuoi cioccolatini fondenti buonissimi, mille doni microbi e gli occhi bambini a giocare insieme facendo un disinfettante pieno di palline, insieme ai bimbi e alle bimbe di famiglia (grandi e piccole). Racconti di desideri, di scooter che non conosco e che tu sai precisamente, intorno a ldivano giochiamo al ‘domandario’ e ci raccontiamo un po’.

Aa, che hai pensato anche a dei doni per noi, e si vede che c’era un pensiero bello;  e hai partecipato alla preparazione della partenza con la valigia di mezzo, quella che ha le cose di sci e i lustrini e i tacchi per la sera, pronti per la vostra vacanza sui monti. Che, calmo e pacato, hai recuperato sci e scarponi nuovi di pacca per alleggerire i trasporti di domani. Che hai giocato al domandario pensando agli investimenti e al futuro che sarà.

E LUi, che sei arrivato con la tua energia contagiosa. Una potrona a fagiolo di cui mi avevi detto, per quella sdraiata della cucciola grande che o è a cavallo oppure sdraiata sui libri, così si sdraia comoda. Sei arrivato con una fornitura di cioccolato prezioso che basterebbe per il Natale di tutta Milano, raccogli le preferenze di ciascuno di noi, le memorizzi e ‘saccheggi’ le scorte a tua disposizione accordingly. Così sai chi preferisce i nocciolini, il lampone, la crème brulée e il gianduia. Chiacchieri con le nonne di chissàche, insieme (non alle nonne), vi raccontate di musica e di concerti e della tua cassa che fa vibrare i sismografi.

Insieme, ciascuno di voi con il proprio sè, ci avete regalato un pomeriggio di gioia, di futuro. Sono grata di come avete saputo essere con noi, con questa banda di famiglia tutta insieme, della leggerezza che ci avete portato. Per nulla scontato, ed è stato una gioia.

venerdì 19 dicembre 2025

CI VUOLE CORAGGIO

Lo vedo, tutto il coraggio che ci è voluto. La posso solo immaginare la fatica per arrivare qui. Per venire la sera, chiedermi due cose di quello che sto guardando alla tele, avvicinare la conversazione, avvicinare la cosa importante. Hai preso coscienza: quello che studi non dice di te, non ti dice, non ti piace. Me lo spieghi con parole corpose: ‘mi manca la profondità di pensiero.’

Ecco, è stato sufficiente. Aprire la porta alla possibilità di essersi sbagliate, di aspettarsi altro. Aprire all’opportunità di farsi affascinare.

Così, come sai fare quando serve, hai raccolto tutta la tua presenza, tutta la tua sapienza di parole e di cuore e hai chiesto aiuto.

E io sono grata a questa giovane e incantevole creatura che si lascia affascinare e che sa anche svelare il fascino che non è per lei, quando non lo è.

Che grande sapienza, creatura di mezzo mia.

martedì 16 dicembre 2025

‘NON SAI COSA MI HA FATTO LA PANTE’

Lei e le auto, lei e la benzina, lei e chi l’aiuta. La cucciola grande che imperversa per le strade di mezza Lombardia lamenta un rumorino strano della ‘sua auto’, quella ereditata dalla nonna. Registra il suono col telefono, non si sente niente, porta la sua macchina molto usata dal meccanico sotto casa. Lui usa la sua benzina per andare a casa, il giorno dopo dice che non ha sentito niente.

Ma siccome c’è la Pante a disposizione, la vera macchina della nonna, allora lei per i suoi oltre cento chilometri quotidiani chiede di usarla.

‘Non sai cosa mi ha fatto la Pante.’

‘Ho paura di saperlo.’

‘Infatti. Dovevo fare benzina, solo che non sapevo dov’era il pispolo per arpire. Lo trovo, lo pigio e sento STUMP. Si è aperto il cofano. Cerco la levetta per chiuderlo ma non la trovo. Nel frattempo ha aperto il gommista lì accanto, quindi gli ho chiesto se mi aiutava a chiudere il cofano. Siamo stati un quarto d’ora con la torcia del telefono a cercare la molletta per chiuderlo e non l’ha trovata nemmeno lui. Meno male che ero ancora a Milano, lui mi ha detto che c’era un concessionario in fondo alla via e ci sono andata, anche se io volevo andare con il cofano così. Però ha detto che cento chimolentri erano troppi. Il tizio del concessionario mi ha chiuso il cofano in un attimo, e poi mi ha pure fatto manovra per uscire perché avevo ancora la P e pensava fossi imbranata.

Ma tu pensa la Pante. Comunque era bloccato, il cofano, l’ha detto anche lui’.

‘…’

‘E comunque alla fine il tappo della benzina si apre col dito. E anche dentro non c’è la chiave. Che vuol dire che uno può rubarmi la benzina se ha il succhiolo?’

‘…’

lunedì 15 dicembre 2025

OUTFIT

Le tradizioni non si tradiscono. Così, nella tradizione della rocciosa Lux, prima di Natale si arrampica giocando, si fanno gare, ci si appendono le palle di Natale alle orecchie. Quest’anno, arricchita perfino da una comparsata della neononna Lux, le rocciose si sono pitturate gambe e braccia e musi di vernice fluorescente, hanno indossato chi barba e cappello di Babbo Natale e chi le  maestose corna di renna, e nel buio della scenografia hanno arrampicato su musiche natalizie.

Rappresentando la distribuzione di dono (caramelle lanciate come proiettili da un Babbo Natale arrampicato sul soffitto che si dondola come Tarzan di una presa all’altra, intanto che tenta di uccidere il pubblico con le caramelle).

La cucciola grande indossava pantaloncini cortissimi e vernice fosforescente, una barba bianca lunga e calda. Per uscire ha messo il cappuccio della felpa sulla testa e scaldini elettrici del suo LUi alle mani, mentre dalla vita in giù era vestita come a ferragosto. Ah, gli outfit a vent’anni.

domenica 7 dicembre 2025

E POI C’È PURE CHIMICA

Le due compagne di scuola microbe sono attese a casa Noicinque per la lezione di chimica di oggi. Il libro non spiega nulla, sbugiarda il capitolo precedente con quello successivo e loro ricorrono alle quasi dimenticate nozioni di XX.

Dunque a pranzo si ripassa, e la conversazione tocca vette inesplorate.

‘Gli orbitali obridi. Si, io mi ricordo che sp è caciocavallo.’ La sempre immensa capacità di sintesi della cucciola grande.

‘In effetti… magari non dire caciocavallo in interrogazione…’

Perché, puoi dire a forma di pera e non a forma di caciocavallo?’

‘Ah, come, ‘piriforme’ vuol dire a forma di pera? Non dovrebbe essere PERIFORME?’

‘Lo scopro adesso.’

Si annuncia un tempo entusiasmante.

sabato 6 dicembre 2025

QUANDO IL FISICO FA IL FISICO

‘Papi, non abbiamo capito l’energia potenziale elastica.’

‘Che cosa fa un elastico se lo tiri e poi lo molli?’

‘Vola.’

La lezione di fisica microba riprende arrcchendosi dei necessari dettagli.

domenica 30 novembre 2025

QUASI IL GIORNO GIUSTO

La nonna MM sta pe rcompiere gli anni. Solo che quel giorno XX sarà oltreoceano ed è un peccato non festeggiare. Così, in barba alle regole del ‘i compleanni non si festeggiano in anticipo’, lei invita i Noicinque al ristorante succulento, pei si torna a casa per la torta.

Per l’occasione si unisce anche Mak, la persona importante microba, che ha l’aria lieve e porta alla nonna regali profumati.

CHE COSA CI FAI QUI?

Da qualche tempo, quando arrivi negli USA, sei un po’ meno benvenuta di prima. All’immigration ti fanno millemila domande, prima fra tutte ‘che ci fai qui? Che sei qui a fare?’ (Sottotesto: dovevi proprio venire? Perché noi, qui, non ti vogliamo.’)

E allora mi è tornata in mente la rilettura del viaggio alla mia scuola speciale. Il viaggio che puoi fare dal divano, quello del sentirsi in vacanza in coda sulla tangenziale, quello dove l’ordine consueto si sospende. 

E così mi immagino a rispondere, anziché snocciolare titoli astratti come mi chiedono, ‘Viaggio. Faccio vuoto, un sopralluogo e cerco me.’

Oggi, all’immigration, non ho detto così. Ma la mia scuola mi ha aiutato a pensarlo.

mercoledì 26 novembre 2025

QUEI MODELLINI CHE AFFASCINANO

I modellini di edifici, quartieri, città, sono in grado di affascinare. Vedere tutto bene in piccolo quello che in brande vedi solo a pezzi è un modo nuovo di guardare.

Non si sa precisamente per quale materia, fatto sta che la cucciola di mezzo, con i suoi nuovi soci avvicinati dal caso della prossimità nell’elenco alfabetico e magicamente incastratisi come tre meravigliosi ingranaggi, lavorano da settimane alla costruzione di un modellino di un quartiere di Berlino.

Accanto alla facoltà sembra si possano acquistare facilmente gli alberelli per rendere i boulevard dei modellini più credibili. Loro avevano finito gli alberelli, dunque tornano a casa Noicinque a prendere la fresa per le unghie della cucciola di mezzo, indiscussa nail artist, fresa con cui fanno buchi nel cartoncino (vegetale) per riceare alberelli fatti man mano con i rami di una pianta morta sul balcone di Lol (una socia) e il muschio del presepe di Jor (l’altro socio).

Pare che il modellino abbia vinto l’intangibile premio del mejo modellino della classe.