Venti è un numero tondo. Venti è anche il plurale di vento, quel movimento di aria misterioso che non sai da dove arriva (si la pressione, la temperatura…), che fa sussurrare le foglie nei boschi e gonfiare le vele sui mari.
In ordine sparso, ecco venti venti, venti movimenti che in questi due decenni parlano di te, venti ricordi di un sorriso, una parola, un attimo, un colore che profumano della te autentica.
Quella volta che avevi un regalo da scegliere a Disneyland e dopo cinque minuti abbiamo comprato un capino modesto, l’abito di Rapunzel (gonna e sottogonna e cerchio e maniche a sbuffo). E con lo stesso vestito di velluto per nulla appariscente sei andata alla festa dell’asilo, alla fine di giugno.
Quella volta che, al nido, Viola ti ha morso. La storia non dice che cosa le hai fatto tu, e il dolore condito dall’indignazione restano vivi nella memoria.
Quella volta che ‘are you a rower or a sailor?’ e io so che tu sei rower e sailor.
Quella volta che al centro del cerchio del pericolo, al saggio di kung fu li hai stesi tutti, i maschi.
Quella volta che ‘voglio cambiare università: mi manca la profondità di pensiero’.
Quella volta che in prima elementare hai cancellato la nota, e il papà l’ha firmata lo stesso.
Quelle (molte) volte che le tue unghie diventano la tua arte, il tuo passatempo, il tuo mood.
Quelle (molte) volte che sei stata presa dalle meduse, dalle ortiche, dal plancton che morde, dal mollusco contagioso, dall’impetigine, dalle verruche, dalle moltissime zanzare che preferiscono te.
Quella volta che, in sella ad una minuscola biciclettina tutta rosa e a tutti pedali sul marciapiede, hai proclamato, stentorea : ‘ATTENTO, SIGNORE!’ rivolto ad un povero ottuagenario con bastone, che caracollava sul marciapiede pericolosamente sulla tua traiettoria.
Quella volta che volevi fare il secondo buco alle orecchie, io non volevo e ora le tue orecchie sono bellissime e piene piene di gioielli.
Quella volta che quel tema su Harry Potter a otto anni ha mostrato, una volta ancora, la tua sapienza con le parole.
Quella volta che ‘voglio fare il proficiency’ e lo passi come una libellula.
Quella volta dell’estate lungo tutti i treni d’Italia, con le mille amiche.
Quella volta che hai compiuto sei anni e alla festa la parco hai invitato tutto il quartiere.
Quella volta che di anni ne hai compiuti diciotto, ed eri molto molto chic!
Quella volta che hai lavorato per le olimpiadi, e ti sei alzata alle cinque del mattino per due settimane per presidiare i tornelli.
Quella volta che sei arrivata in montagna dopo un viaggio di otto ore e il treno non si è fermato.
Quella volta che cerchi un libro ed è sempre un libro corposo, che nutre la tua sete di parole.
Quella volta che abbiamo esplorato un nuovo curriculum, e ci siamo commosse insieme.
Quelle (molte) volte che i tuoi occhi scoppiano di meraviglia come vulcani.
Che non si spenga mai la tua brace di vita.
Buoni venti di venti, cucciola di mezzo.