lunedì 20 luglio 2026

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Quando sei una exchange student e il tuo primo giorno di scuola è il 20 luglio.

Quando perdi l’autobus il primo giorno di scuola e arrivi tardi, anche se solo di due minuti.

Quando ‘comunque qualcuno ha anche preso il bus nella direzione sbagliata,   cosa vuoi che siano i miei due minuti…’

Quando hanno le case come a Hogwarts, ma molte di più, e tu sei una wildcat, ma hanno scelto loro, come a Hogwarts.

Quando hai comprato l’uniforme della scuola, ma usata, la scuola l’ha lavata insieme alle altre e l’ha persa.

Quando nella tua uniforme persa c’erano anche le scarpe che ora non ci sono più, anche se non sono state lavate.

Quando siccome non hai le scarpe ti dicono di andare il giorno dopo con la tenuta da sport, e tu non sai se la cravatta la devi mettere.

Quando sei stata costretta a comprare le calze della scuola, che ‘come fanno a sapere se le metto o no?’

Quando nel mezzo dell’orientamento suona l’allarme incendio e arrivano i pompieri.

Quando per andare nella zona sicura segui la tutor perché non hai idea di dove sei nè di dove andare.

Quando i pompieri se ne vanno da scuola dopo cinque minuti e dell’incendio non si sa più nulla.

Quando oltre all’uniforme ti danno lo zaino di scuola che è grande quando una roulotte.

Quando realizzi che la scuola è cattolica e si va in chiesa tutti i giorni.

domenica 19 luglio 2026

NEL FRATTEMPO, A SPARPAGLIARSI NEL MONDO

È stato un avvicinamento inesorabile come la stretta di un boa constrictor, quello che ha portato qui. Qui è in Asia, nella lontanissima Corea, a fare un doppio balzo anche in Giappone che già che sei qui son solo due ore di volo. E loro, le ragazze (al netto della microba che è più lontana ancora) hanno detto, radiose ‘veniamo anche noi!’.

Eccerto, che organizzare una trasferta di lavoro, in cui fare seminari ad ampie audience scarsamente anglofone, saltellando di penisola in isola, di treno in treno, intanto che loro vanno a zonzo golose di mondo…

Così, complici le ricche miglia della linea aerea che ha ridotto l’esborso, complice il fatto che loro dormissero in un lettino quasi singolo nella stanza albergo di XX, le ragazze hanno avuto un assaggio di Asia lontana. 

Un primo hotel al risparmio vicino al mercatino, l’esperienza al tempio buddista che no, è stata un pochino estrema con la sveglia alle 3.30 la mattina, le 108 prostrazioni e il digiuno intermittente in assenza di contesto; e poi la visita guidata al palazzo reale di Seul, dove si scopre che i draghi coreani non sputano fuoco, ma acqua, come dei grandi Grisù.

Il viaggio prosegue con visita alla zona demilitarizzata, quell’ampia zona di confine con la misteriosa ed oscura Corea del Nord. Il collega coreano di XX non si capacita dell’interesse europeo per qualcosa che loro, nella Corea del Sud, dopo quotidiani mal di testa, tentano di dimenticare. 

Punti di vista, un privilegio viverli.

giovedì 16 luglio 2026

USARE IL TEMPO

Che la cucciola di mezzo sia signora del tempo in un modo irrituale è cosa nota. E allora perché, sfruttando il wifi dell’aeroporto, non fare l’iscrizione all’università durante lo stopover del volo in Corea?

Ecco. Fatto.

martedì 14 luglio 2026

STOPOVER

Conversazioni tra ‘sorelke’ intorno al suo stopover:

‘Ciao microba come va, allora dove sei adesso?’

‘Sono a Doha, in Quatar. Ci sono i trenini in alto nell’aeroporto, guarda!’

‘Belli. Ma mi sembra un po’ vuoto l’aeroporto, non c’è nessuno?’

‘Si si, c’è gente, ho visto molti sceicchi, quelli col panno in testa.’

‘Ah, si, quelli come un barattolo di marmellata.’

Che dire, sono soddisfazioni…che prenda il prossimo volo per il balzo lungo, va.

IL CERCHIO PSICOMAGICO

Una data, un cerchio riparativo, SJ lo definisce ‘psicomagico’. Dieci anni fa una tragedia, per te scampata di pochissimo ma incisa nel tuo essere: quell’orrendo camion sulla folla a Nizza, tu, voi appena dall’altra parte della strada.

E oggi sono passati dieci anni, in Francia ci sono commemorazioni, e per noi la commemorazione è così preziosa: saperti sapiente, coraggiosa, avida di mondo. Anche se hai visto e vissuto la tragedia, il mondo sa essere anche bellezza. E ti sei così capace di cercarla, e trovarla e farla sorgere.

Così, in questa data tonda, celebro la bellezza che porti in noi e al mondo, il tuo viaggio di vita.

Grazie, microba.

QUELLA SCENA

Sveglia alle cinque, valigie pronte, zaino in spalla, viso verso il futuro. Al check in si scopre che le valigie microbe con dentro il suo mondo dei prossimi sei mesi pesano troppo, circa seicento euro di troppo. La signora del check in è deliziosa, fa un sacco di feste alla microba complimentandosi per il suo viaggio, e poi dice dai, togli un po’ di peso e lo metti nello zaino. Così, con quelle scene iconiche di chi si mette addosso tutto il guardaroba per togliere peso dalle valigie, ecco i bagagli microbi scomposti e spezzettati per mezzo aeroporto, il borsone sulla bilancia con lo sguardo pieno di speranza. Dal bagaglio escono un cuscino con foto stampata della microba e il suo Mak, le scarpette di arrampicata e perfino l’imbrago. Questa bigogna proprio raccontarla alla Lux.

Alla fine del riorganizzo, sovrappeso molto ridimensionato, e non si rinuncia a nulla, nemmeno al cuscino stampato.

lunedì 13 luglio 2026

L’ULTIMA NOTTE ITALIANA

Dalla tua camera esce la musica, le luci stroboscopiche blu e verdi e rosa e gialle. Hai due valigie non grandissime in cui ci sta il tuo mondo per i prossimi quasi sei mesi. Non so immaginare il frullatore di emozioni. Ti guardo, sembri centrata, tramquilla. Un goccio di tristezza quando hai accompagnato il tuo Mak, che ha passato la serata con noi, con te. Il salto lungo di un viaggio all’altro capo del mondo che ti aspetta, la sveglia all’alba.

E quell’abbraccio così nostro, così vero, così tuo, quell’abbraccio che non finiva e che voleva dirti sono con te, sono fiera di te, può non essere sempre facile e tu lo stai facendo lo stesso, e il mio cuose si scioglieva. Sentendoti così viva di mondo, microba mia. Buona ultima notte di Italia, di vita conosciuta. 

Buona vita nuova, buon vento del sud.

domenica 12 luglio 2026

I LEGNETTI

Che YY sia persona sostenibilie, lo si sa da tempo. Che la sua sostenibilità tocchi vette inesplorate riportando i sacchettini di carta della frutta a Kabur, che questi ricambi con la frutta bella matura che non vende, regalandone dei bilici; che YY trasformi sapiente in marmellate dai gusti gourmet tale frutta molto matura, regalandone vasetti a Kabur, ormai è storia nota.

Meno mota e più recente la sua passione per la falegnameria. Ha recuperato legnetti di risulta dai letti, ha progettato e costruito un mobile oer le bottiglie che troneggia, di un bel color rosso fiammante, accanto al frigo su una parete gialla.

Il mobile è riuscito una meraviglia, ‘perché non ne pai un altro, un mobile fratello da mettere anche qui?’ Suggerisce melliflua XX. Solo che non quasi finiti i legnetti, quindi si comprano altri legnetti online. Si vanno a ritirare i legnetti, che non si ritirano al negozio ma un poco più in là (‘non ti puoi sbagliare.’ ‘scommettiamo?’). Infatti ci sono volute un paio di rotonde in più, ma soprattutto poi i legnetti ordinati erano quelli sbagliati, con la misura della larghezza in mm anziché in cm. Uffa. Li vorremmo restituire. Ok ma il sistema si è bloccato. Torna in negozio e prendi quelli giusti, poi questi ti verranno accreditati nei prossimi giorni.

Solo che i legnetti della misura giusta dal negozio costano molto più del previsto, qui di si ripiega su un simil-impiallacciato che tanto poi pitturiamo tutto di rosso e non si vede.

I legnetti quasi giusti finalmente recuperati dal magazzino quasi non ci stanno in macchina e quasi non ci stanno in ascensore, dove per disincagliarli c’’è voluta tutta la santa pazienza di Giobbe.

Che dire, i legnetti dei letti erano molto meglio…

giovedì 2 luglio 2026

UN POSTO DA ELFI

Non delude mai. Il paese più intenso che XX abbia visitato, quello dove le mucche sono sacre anche se a vederle sono magrissime e mangiano spazzatura, quello dove c’è un altarino in ogni auto e convivono gli ossimori più estremi, non delude mai. 

Questa volta l’hanno portata su su al nord, al confine con il Tibet, in un posto con nome da elfo, Dehradun. Qui il monsone arriva di meno, come pure il caldo tropicale, il paesaggio è una distesa di colline verdissime e i tuk tuk sono blu e bianchi.

L’autostrada sembra quasi una delle italiche superstrade di campagna, ben asfaltata e non troppo trafficata, se non fosse che nelle oltre cinque ore di percorrenza si sono allegramente incontrati (non in ordine di incontro):

 Varie transenne di metallo giallo messe di traverso per farti rallentare

Il camion davanti non ci passa, attraverso lo stretto varco tra le transenne, e si ferma del tutto, e scende per spostarle

Il poliziotto a guardia delle transenne si sveglia e dice  all’autista del camion che non le può spostare

Lui le sposta appena un poco per passare

Il poliziotto torna a dormire sull’autostrada accanto alle transenne 

Un branco di scimmie in cerca di cibo

Un veicolo gagliardamente contromano

Un’iguana per evitare la quale non sono finiti fuori strada per un soffio

Altre transenne ma senza camion

Secondo veicolo ancora più gagliardamente in contromano

A dispetto di ogni previsione, sono riusciti a saltare sull’ultimo volo della sera per rientrare a Dehli.

sabato 20 giugno 2026

ECCOLA, LA HOST FAMILY ONLINE!

Quel sorriso, e quegli occhi aperti e gentili. Si e-conoscono in un caldo sabato mattina, la sera di Adelaide. Davanti allo schermo Gilder, il papà australiano, allegro e chiacchierone; Yuki, la mamma australiana, più riservata; Emma, che ha sette anni, attitudine curiosa, occhi a mandorla e ricci fitti fitti. La microba chiacchiera e dice di se, si parla di compleanni, di abitudini, di cucina, di pettinature, di bus (la fermata è vicino a casa, puoi andare dappertutto - lei sente ‘come essere accanto a Famagosta).

La nuova casa in Australia sarà a un tiro di schioppo dal mare, la scuola da raggiungere in bus, l’uniforme che su di lei sembra un ossimoro, Sa le ha chiesto la prima foto in divisa, per ridere.