martedì 4 agosto 2026

ASSAGGIO

Oggi è quel giorno. Dopo un lungo avvicinamento, molti ragionamenti sull’assicurazione, alcuni accesi dibattiti con l’università in tema di tirocinio, oggi è quel giorno in cui la cucciola grande segue il suo veterinario di riferimento, quello a cui affida la cura del prezioso Gino.

Il veterinario di chiama Stefano, è specializzato in ortopedia e chirurgia dei cavalli, ha una clinica a Brescia e viaggia come un fringuello per mezza Europa. Cura Gino quando lei lo ‘sente storto’, e ha accettato di scarrozzare la cucciola grande nelle sue giornate interessanti. Lui le spiega, lei l’accompagna e un po’ lo aiuta, lui paga il pranzo.

Il resoconto della giornata sembra una storia di fantasia: un cavallo scappa, vede la pappa dei conigli, si ingolosisce e ne mangia troppa. Indigestione? Macché. Ai cavalli che brillantemente e golosamente mangiano troppo del cibo (neppure loro), può accadere che per questioni di pressione vascolare, si stacchi un dito. Laminite, dice.

‘I cavalli hanno le dita?’ chiede ingenua XX, giusto per ricevere lo sguardo di rirpovazione cucciolo. Ma soprattutto, perché di stacca un dito se mangiano troppo? E perché mangiano teoppo?

Troppi interrogativi a cui la cucciovet non ha alcuna intenzione di rispondere.

Alla prossima puntata, al seguito di Stefano e il loro mondo di meraviglie.

domenica 26 luglio 2026

UN RICCIOLO ALLA VOLTA

Alla scuola microba australiana ci sono alcune regole barocche. Per esempio la divisa, che poi è gender friendly quindi tu hai tenuta gonna o pantalone e puoi mattere quello che ti pare che tu sia maschio femmina o come vuoi. Per i capelli, invece, pare che la regola sia capelli legati all’indietro (per le ragazze, ai maschi pare la ciuffo o frangia siano concessi), volto bello in vista e niente acconciature elaborate. E qui casca l’asino, perché la microba ha la sua espressione identitaria proprio nell’acconciare i capelli legati: righe e sculture e tirabaci, qualche treccina, riccioli che nemmeno Giotto.

Così la prima settimana passa con una acconciatura quasi standard. Poi è la volta di una stella scolpita dalle ciocche e una treccina che sgorga al centro.

Pare sia passata anche questa: ‘Oggi così, la settimana prossima faccio un ricciolo nuovo e vedo come va.’

La rivoluzione, un ricciolo alla volta.

giovedì 23 luglio 2026

CHILOMETRI

Quel momento in cui nell’universo sono tutte sparpagliate: la microba in Australia a fare il primo giorno di scuola vera, lezioni vere; la cucciola grande brada in Corea che sta per salire su un volo intercontinentale (senza back up, per ripartenza dopo poche ore per la Spagna con le amiche) e la cucciola di mezzo, occhi intensi da mozzare il fiato, che molla valigie nei locker giapponesi, e prenderà mille treni per raggiungere XX a Odawara. Tutte sparse, tutte sapienti. 

mercoledì 22 luglio 2026

REPERIMENTI

La divisa non ancora, quella che la microba ha comprato di seconda mano dalla exchange student tedesca pagando il suo papà con paypal, ma le scarpe (parte dell’acquisto) sono state trovate fortunosamente, nel senso stretto del termine.

Accade che una exchange student fosse a scuola in bici, ma con tutti i supplies nuovi, le divise, lo zaino enorme eccetera, non riuscisse a tornare a casa. Così la tutor Emma le da un passaggio in macchina alla sua host family. Accade che la host family fosse la stessa della ragazza che ha venduto la sua divisa alla microba, dunque la host mamma dice alla tutor ‘guarda che io ho qui le scarpe di Maya.’

Così le scarpe sono state consegnate alla tutor, il giorno dopo alla microba che ora non ha più scuse e le tocca mettersi la divisa vera, anche se in prestito. Compresa la cravatta.

lunedì 20 luglio 2026

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Quando sei una exchange student e il tuo primo giorno di scuola è il 20 luglio.

Quando perdi l’autobus il primo giorno di scuola e arrivi tardi, anche se solo di due minuti.

Quando ‘comunque qualcuno ha anche preso il bus nella direzione sbagliata,   cosa vuoi che siano i miei due minuti…’

Quando hanno le case come a Hogwarts, ma molte di più, e tu sei una wildcat, ma hanno scelto loro, come a Hogwarts.

Quando hai comprato l’uniforme della scuola, ma usata, la scuola l’ha lavata insieme alle altre e l’ha persa.

Quando nella tua uniforme persa c’erano anche le scarpe che ora non ci sono più, anche se non sono state lavate.

Quando siccome non hai le scarpe ti dicono di andare il giorno dopo con la tenuta da sport, e tu non sai se la cravatta la devi mettere.

Quando sei stata costretta a comprare le calze della scuola, che ‘come fanno a sapere se le metto o no?’

Quando nel mezzo dell’orientamento suona l’allarme incendio e arrivano i pompieri.

Quando per andare nella zona sicura segui la tutor perché non hai idea di dove sei nè di dove andare.

Quando i pompieri se ne vanno da scuola dopo cinque minuti e dell’incendio non si sa più nulla.

Quando oltre all’uniforme ti danno lo zaino di scuola che è grande quando una roulotte.

Quando realizzi che la scuola è cattolica e si va in chiesa tutti i giorni.

domenica 19 luglio 2026

NEL FRATTEMPO, A SPARPAGLIARSI NEL MONDO

È stato un avvicinamento inesorabile come la stretta di un boa constrictor, quello che ha portato qui. Qui è in Asia, nella lontanissima Corea, a fare un doppio balzo anche in Giappone che già che sei qui son solo due ore di volo. E loro, le ragazze (al netto della microba che è più lontana ancora) hanno detto, radiose ‘veniamo anche noi!’.

Eccerto, che organizzare una trasferta di lavoro, in cui fare seminari ad ampie audience scarsamente anglofone, saltellando di penisola in isola, di treno in treno, intanto che loro vanno a zonzo golose di mondo…

Così, complici le ricche miglia della linea aerea che ha ridotto l’esborso, complice il fatto che loro dormissero in un lettino quasi singolo nella stanza albergo di XX, le ragazze hanno avuto un assaggio di Asia lontana. 

Un primo hotel al risparmio vicino al mercatino, l’esperienza al tempio buddista che no, è stata un pochino estrema con la sveglia alle 3.30 la mattina, le 108 prostrazioni e il digiuno intermittente in assenza di contesto; e poi la visita guidata al palazzo reale di Seul, dove si scopre che i draghi coreani non sputano fuoco, ma acqua, come dei grandi Grisù.

Il viaggio prosegue con visita alla zona demilitarizzata, quell’ampia zona di confine con la misteriosa ed oscura Corea del Nord. Il collega coreano di XX non si capacita dell’interesse europeo per qualcosa che loro, nella Corea del Sud, dopo quotidiani mal di testa, tentano di dimenticare. 

Punti di vista, un privilegio viverli.

giovedì 16 luglio 2026

USARE IL TEMPO

Che la cucciola di mezzo sia signora del tempo in un modo irrituale è cosa nota. E allora perché, sfruttando il wifi dell’aeroporto, non fare l’iscrizione all’università durante lo stopover del volo in Corea?

Ecco. Fatto.

martedì 14 luglio 2026

STOPOVER

Conversazioni tra ‘sorelke’ intorno al suo stopover:

‘Ciao microba come va, allora dove sei adesso?’

‘Sono a Doha, in Quatar. Ci sono i trenini in alto nell’aeroporto, guarda!’

‘Belli. Ma mi sembra un po’ vuoto l’aeroporto, non c’è nessuno?’

‘Si si, c’è gente, ho visto molti sceicchi, quelli col panno in testa.’

‘Ah, si, quelli come un barattolo di marmellata.’

Che dire, sono soddisfazioni…che prenda il prossimo volo per il balzo lungo, va.

IL CERCHIO PSICOMAGICO

Una data, un cerchio riparativo, SJ lo definisce ‘psicomagico’. Dieci anni fa una tragedia, per te scampata di pochissimo ma incisa nel tuo essere: quell’orrendo camion sulla folla a Nizza, tu, voi appena dall’altra parte della strada.

E oggi sono passati dieci anni, in Francia ci sono commemorazioni, e per noi la commemorazione è così preziosa: saperti sapiente, coraggiosa, avida di mondo. Anche se hai visto e vissuto la tragedia, il mondo sa essere anche bellezza. E ti sei così capace di cercarla, e trovarla e farla sorgere.

Così, in questa data tonda, celebro la bellezza che porti in noi e al mondo, il tuo viaggio di vita.

Grazie, microba.

QUELLA SCENA

Sveglia alle cinque, valigie pronte, zaino in spalla, viso verso il futuro. Al check in si scopre che le valigie microbe con dentro il suo mondo dei prossimi sei mesi pesano troppo, circa seicento euro di troppo. La signora del check in è deliziosa, fa un sacco di feste alla microba complimentandosi per il suo viaggio, e poi dice dai, togli un po’ di peso e lo metti nello zaino. Così, con quelle scene iconiche di chi si mette addosso tutto il guardaroba per togliere peso dalle valigie, ecco i bagagli microbi scomposti e spezzettati per mezzo aeroporto, il borsone sulla bilancia con lo sguardo pieno di speranza. Dal bagaglio escono un cuscino con foto stampata della microba e il suo Mak, le scarpette di arrampicata e perfino l’imbrago. Questa bigogna proprio raccontarla alla Lux.

Alla fine del riorganizzo, sovrappeso molto ridimensionato, e non si rinuncia a nulla, nemmeno al cuscino stampato.