martedì 7 aprile 2026

IL SIGNORINO QUINDICENNE

[Clop] Allora vi siete ricordati. Lo vedo, che voi bipedi festeggiate i compleanni, e che fate anche quella cosa rischiosissima con le candele e il fuoco, che poi non lo sapete che noi siamo curiosi e magari ci viene voglia di mangiare una candela e poi ci facciamo male? 

Beh, sono contento che il compleanno l’abbiate ricordato anche per me. Che sono venuto al mondo un sette di aprile di quindici anni fa da nobile stirpe olandese, come si evince dal tipico nome nordico che porto, Gino.

Durante i compleanni si fa un po’ il bilancio di dove si è arrivati. E allora te lo dico, bipede cucciola, che sono contento di dove sono arrivato. Il mio box è un po’ buio e io mi infango un pochino, ma vuoi mettere il divertimento? E poi mi piace quando arrivi e sento la tua voce da dietro l’angolo e lo so che staremo insieme e faremo una creatura sola. E alzo la zampa e tu mi dai solo mezzo biscotto, credi che non lo sappia che ce l’hai tutto intero? Però oggi sei arrivata con un bel mazzone di erba fresca e tutta mia, slurp. Ti prendi cura di me e l’ho visto, sai, che hai campionato la mia cacca? Che dopo essere stata nel frigo di casa Noicinque per tre giorni, l’hai portata in università a cercare i parassiti, e io di parassiti non ne ho!

Mi piace quando stiamo insieme, quando saltiamo alti nel cielo (veramente salto io, ma facciamo finta che qualche merito ce l’abbia anche tu), e quando mi porti a brucare l’erbetta più succulenta, quella che piace a tutti i cavalli e infatti ce n’è sempre troppo poca. Quando andiamo in passeggiata che poi mi viene voglia di stare primo e galoppare senza nessuno davanti, quando mi accarezzi con quel tocco speciale che sente.

Si, sono contento di questo compleanno, di stare in questo posto di campagna dove vieni con una dedizione commovente. Magari come regalo, possiamo allontanare tutte le farfalle? Quelle si, sono pericolose. Dai, magari l’anno prossimo. [Clop]

IL TUTOR

Giorno di vacanza da scuola, eppure la sveglia microba suona presto. È in programma la call con il tutor della scuola australiana, quello che magari spiega che cosa sono le materie tipo ‘furniture’ (falegnameria), ‘outdoor studies’ (gite e arrampicata e forse surf), ‘visual art’ (creazione di loghi), ‘textiles’ (taglio e cucito), in modo da scegliere per il meglio. Alla fine si scopre che la selezione è solo di cinque materie, che il suo accento australiano è incomprensibile, che l’orario di fotografia si sovrappone a fisica e allora vabbè andiamo in laboratorio a studiare il calore, che le foto le faccio da me.

Mancherebbe ancora la scelta dei club (dilemma tra armi cadets, quelli che si allenano per entrare nell’esercito, e fashion che è un’altra versione di taglio e cucito - in fondo le due attività si assomigliano).

Mancano da scegliere pure gli sport, vela ormai è suo quando ha scoperto che non si va sempre sullo stesso fazzoletto di mare - ‘piece of ocean’, nella verisone originale, ndt. Per il resto football, pallanuoto e chissà che altro c’è nel suo basket di desideri.

venerdì 3 aprile 2026

HIRE RATE, TAKE 2

Driiin

‘Pronto.’

‘MammamihannoassuntodaZara! Per un mese, solo che non ci posso andare sempre perché ho già una settimana occupata. Cosa faccio?’

‘Mi sa che devi dirglielo…’

‘No, ma uffa. Vabbè adesso le scrivo.’

Driiin

‘Pronto.’

‘No vabbè, ha detto che le serviva tutto il mese. Sono stata assunta e licenziata nel giro di un’ora, un record.’

‘Ma veramente a me sembra un record la tua hire rate: tu ti candidi e ti chiamano sempre!’

‘Seee, figurati. Una volta a febbraio NON MI HA RISPOSTO NESSUNO PER TRE GIORNI.’

Ah, quando mordi il mondo a diciannove anni…

giovedì 2 aprile 2026

SELFIE

I licei moderni non si occupano quasi mai. Vige una sorta di compromesso, pace armata con le autorità, nota come cogestione. Nella cogestione, il preside rinuncia a due, tre o quattro giorni di didattica, dipende da quanto è bravo a negoziare. Quei giorni sono riempiti dai ragazzi che organizzano assemblee con ospiti, dallo storico di arte bizantina ai campioni olimpici. Da cogestioni passate sono transitati ex politici, comici, cantanti, scrittori e varia umanità.

La cogestione al liceo microbo, dai racconti ricevuti, rischia di assomigliare un po’ di più alla guerriglia urbana, ci vuole un servizio d’ordine interno fatto dai ragazzi più grossi e speriamo non siano loro a fare casino, ci vuole l’ok del preside per fare la sicurezza. Devono essere quelli grossi, si, ma anche capaci di non accogliere le provocazioni. Perché ci saranno provocazioni? Pare, da ragazzi di altre scuole…

E poi ci sono le assemblee, e quella che più ha intrigato lo sguardo microbo è stata quella tenuta da carcerati. Non ex.

La microba mostra fierissima un selfie con uno di loro: lei è felice e posa come fosse con un vip, lui vestito bene per l’occasione dell’incontro con i ragazzi, sorridente come un vip, finalmente riconosciuto.

L’abbiamo già detto, che lei scombina tutte le carte del pregiudizio, e fa il mondo più bello, vero?

martedì 31 marzo 2026

DEBRIEF REVISIONE

‘Come mai non ce l’avevamo, la revisione? Cucciola, tu che hai appena fatto la patente, ogni quanto si deve fare?’

‘Boh. Ma non lo sapevo nemmeno quando ho fatto la patente’.

Apposto.

CON CHIMICA ABBIAMO FINITO, ORA C’È BIOLOGIA

‘Pronto! Ciao microba! Sono appena uscita dall’ufficio, arrivo a casa tra quaranta minuti, tutto ok? Chi c’è a cena?’

‘Non so, poi ti dico.’

Poi…

‘Tutto a posto per scuola?’

‘Si, sto facendo genetica. Con chimica se Dio vuole abbiamo finito, ora c’è biologia, cioè i geni.’

‘Ah, ti ricordi, i geni stanno arrotolati su delle proteine che si chiamano istoni. Quando sono tutti arrotolati, come in un gomitolo, c’è un alto grado di metilazione e non sono leggibili. Per diventare leggibili si devono srotolare, con una reazione di acetilazione…’

‘Si, vabbè, gli istoni li abbiamo fatti l’anno scorso. Se non capisco te lo chiedo.’ Sottotesto: mollami.

Conversazioni tangenziale-casa.

lunedì 30 marzo 2026

‘LASCIA STARE LA NONNA’

Scambio whatsapp:

Cucciola grande: ‘Ciaooooo ti serve la macchina domani per caso?’ 

XX: ‘Yes...non mi manderai con la tua yaris puzzola…’

Cucciola grande: ‘Allora prendo la pante, che la yaris deve fare la revisione.’

XX: ‘Oki :)’

Cucciola grande: ‘Non ti chiedi come ho scoperto di non avere la revisione?’

XX: gif

La cucciola grande è stata fermata dalla polizia: ‘Lo sai che dovevi fare la revisione a febbraio?’ ‘Ah, no, la macchina è della nonna…aspetta che la chiamo e glielo chiedo.’ ‘No, ma va, lascia stare la nonna. Ti metto il bollino per tornare a casa e fai la revisione domani.’

La cucciola torna a casa con la multa (che ha pagato la nonna), la macchina col bollino e la revisione da fare naturalmente in carico a YY. Un ringraziamento silenzioso all’agente per la sua cura ‘Lascia stare la nonna.’.

giovedì 19 marzo 2026

IL PROFEFFORE DI FILOFOFIA

XX lo conosce per sentito dire, il prof di filosofia. Dalla microba, a cui piace moltissimo ma non è dato conoscere ulteriori dettagli, si sa, la reticenza sedicenne. Solo questo lieve difetto di pronuncia che non è uno sfottò, e questo, con dei teen agers, è incredibile e la dice lunga sul valore di questo prof.

E poi da un’amica di yoga, che insegna in un altro liceo dove è in forza anche il suddetto filosofo, assegnato a due scuole.

Per conoscersi, per avere un altro sguardo sulla microba, per qualche consiglio sul supporto per il semestre in Australia, XX chiede un colloquio online. Si apre lo schermino del telefono e compaiono due baffi impomatati che sembrano quelli di Vittorio Emanuele II, lo schermo si muove in continuazione e la conversazione si avventura su scenari inediti.

Intro di XX sulla microba e il suo semestre in Australia, di cui tutti gli insegnanti sono al corrente.

‘Uuhh, ferpenti e ragni mortali!’

‘Beh, ecco magari non glielo diciamo che già ha un un po’ una fobia per gli insetti…’

‘E come fa col fuo fidanzato? Lo fa, che fono la coppia della scuola? E fi vede che la microba ha un’influenza molto pofitiva su di lui.’

‘Ah, si, beh, intanto hanno fatto un pezzo di strada insieme, non so, si aspetteranno se vorranno…’

‘La microba fi fente che c’è. Non ha bifogno di metterfi in moftra, ma ha quella prefenza prefente e partecipe che mi piace molto. La afpetto per Ariftotele. Etica e politica. Glielo dica, che quefto argomento è proprio nelle fue corde. Mi afpetto molto, da lei.’

E così tra ragni, serpenti, fidanzati e Aristotele, il colloquio vibrava di relazione e stima, a dispetto di un difetto di pronuncia che diventa rispetto pure quello.

venerdì 13 marzo 2026

KABUR

Kabur e YY si chiamano per nome, si guardano negli occhi e hanno un modo tutto loro di vivere la sostenibilità. Kabur ha un banco di frutta e verdura al mercato del venerdì, lo gestisce con cura e determinazione, i suoi ragazzi allineano le zucchine e girano le fragole per fare le belle geometrie. Kabur è alto e magro, ha baffoni che sembra messicano, indossa camicie che non ti aspetti e la frutta te la vende solo dopo che l’ha assaggiata, e solo se è buona. Se no non te la vende, oppure te la regala. ‘Per fare marmellata.’ E YY fa la marmellata, senza zucchero, e gliene porta un po’. Questa volta era uva e cacao.

Kabur e YY ormai si conoscono un po’, che quando ci sono le coste lui le infila nel carrello di YY che sono di ieri e non le vendo, e la zucca la vuoi? No, le fragole meglio quelle spagnole, assaggia. Senti questa pera. Banane? I kiwi te li regalo che sono da mangiare oggi. YY gli riporta i sacchetti di carta, che se tutti riciclassero come fanno loro il mondo sarebbe più bello. Lui li prende e li riempie di nuovo. La cura del dettaglio di questi due è commovente.

sabato 28 febbraio 2026

IO SONO

Ti hanno chiesto un video in cui dici di te. Per farti conoscere dalla tua host family, dicono. Per trovare la famiglia migliore per te. Così la tua energia si concentra per rileggerti e saperti. Hai già scritto di te nel profilo dell’application per l’Australia, usi la tecnologia per scegliere le parole che vibrino con la tua natura. Racconti del nome che hai per gli amici, tutti, da sempre; delle sorelle, del restare al passo con loro. Ci hai chiesto come sei per noi. Per me, hai due superpoteri: l’empatia, e il senso della fragranza, sviluppatissimi. Ti accorgi. Dei piccoli dettagli, un muscolo del viso che fa una microespressione strana, così come il tuo naso si accorge anche di picogrammi di odori. Sei curiosa, divertente, aperta alle culture del mondo. Papà dice anche che talvolta sei una meravigliosa caparbia e che ascolti musica discutibile. 

Racconti della patente per la moto, da mesi ormai scorrazzi come una biker di lungo corso con il foglio rosa in tasca, immagini la meraviglia quando vedrai il tuo primo canguro, e i sorrisi accoglienti della tua host family.

Il tuo racconto di te a loro.

venerdì 20 febbraio 2026

QUELLE CANDELINE

Oggi è una giornata di quelle importanti. Mak, la persona importante microba, compie diciotto anni. Solo che il calendario non gli è amico e oggi è la seconda giornata di ramadan. In questo mese di purificazione non si mangia quando c’è luce, neppure si beve, non si ascolta musica, non si dicono parolacce e, insomma, si sta un po’ schisci, come si dice da queste parti.

Però quando diventi maggiorenne ed è il giorno del tuo compleanno, tu schiscio non è che ci stia proprio volentieri. In più è venerdì, il primo venerdì di ramadan con quel tempo di famiglia, di religione, insomma, non è che proprio il tuo compleanno sia stato una priorità.

Intanto la microba cucina torte e biscotti, che dopo il tramonto e dopo la cena in famiglia al buio il ramadan sparisce, o forse non sparisce ma concede.

La microba lo sa, che il compleanno di Mak è stato un po’ sottotono. E anche se lui ha origini egiziane, e nella sua famiglia i compleanni non sono un grande evento, è pur cresciuto in Italia e compie diciotto anni, quindi si, oggi dovrebbe essere un grande evento.

Così la microba con le sue torte e i suoi biscotti chiede in casa di festeggiare come si fa in casa Noicinque. Che poi vuol dire una torta con le candeline, un buffo cappello di compleanno in testa usato nei vent’anni precedenti eppure ancora in servizio.

Così si cercano diciotto candeline che alla fine tutte diverse e mezze corte, già usate su innumerevoli torte, almeno sono diciotto che non erano sicuri di averle. E poi si spegne la luce, si canta, il cappello è piccino per la capoccia di Mak. Una fetta di torta e via in quella camera da cui escono risate e luci stroboscopiche di ogni colore per la loro festa.

È quello che è accaduto all’atmosfera che è stato speciale: Mak, grande e grosso e maggiorenne, con un cappello scemo troppo piccolo in testa e le lacrime di commozione agli occhi. La gioia microba. Gli occhi umidi di XX che i suoi neuroni specchio sono troppo attivi.

Lui che si sente accolto, e che tardi nella notte scrive un messaggio delizioso. A XX.

L’accoglienza, il ponte fra le culture, quello che l’occhio microbo sa vedere e sentire.

Buon compleanno Mak, che la vita ti sia lieve. Da oggi puoi chiedere la cittadinanza, iscriverti a scuola guida, votare. E che quegli occhi lucidi e affettuosi ti siano guida e luce.

martedì 17 febbraio 2026

CAPITA UN PO’ DI TUTTO

‘Ehi, cucciola di mezzo, come è andata ai tornelli oggi?’

‘Lascia perdere. Che è pure esplosa una birra.’

‘In che senso?’

‘Nel senso che uno aveva due valigie e voleva passare con sua moglie dal mio tornello ma non poteva, quindi io gli ho spostato indietro le valigie e lui aveva sopra una birra che è caduta ed è esplosa. Non si è arrabbiato troppo, però.

Ah, e poi devo capire come si dice cioccolato in arabo che lo porto a Mohammed che sta alla sicurezza degli altri tornelli. Lui sempre, però. Gli ho promesso che gli porto il cioccolato.’

Vita da tornelli.

domenica 15 febbraio 2026

LO SPIRITO OLIMPICO IN UN GIORNO SPECIALE

Oggi è giorno di festa. È la festa di YY, in una tranquilla domenica di febbraio. E poi è anche una festa fuori, con le olimpiadi sotto casa e nel supermercato di quartiere. A XX serve un ultimo ingrediente per la torta di compleanno, fa un salto al supermercato. Qui il suo spirito olimpico si risveglia, ci sono persone da ogni dove che si aggirano per le corsie. Così lei li ferma, e ci parla. All’enorme canadese che indossa la maglietta nera con la foglia d’acero della nazionale di hockey, lui dice è bellissimo qui, stiamo prendendo gli snack per la partita, go Canada! Poi uno stormo di fanciulle bionde, tutte vestite con i colori della Svizzera. ‘Siete qui per le olimpiadi? Vi piace?’ ‘Si, è bellissimo, stasera abbiamo la semifinale contro gli USA.’ ‘Ah, in bocca al lupo! E benvenute!’.

Cose così, da spirito olimpico. Alla fine ha parlato con mezzo supermercato e la torta a YY l’ha fatta parecchio più tardi.

giovedì 12 febbraio 2026

LE INFO SEPOLTE

Quella sciagura del registro elettronico mantiene sepolti segreti che, come la tomba di Tutankhamen, vengono alla luce solo a seguito di seria attività archeologica.

Così XX scopre che le note non sono tutte uguali, che ci sono due pagine diverse: ‘annotazioni’ e ‘note disciplinari’. Nelle regole barocche della scuola di oggi, se prendi anche solo una ‘nota disciplinare’, ti danno non più di otto in condotta e non ti contano i crediti extra, quelli per cui la microba è alla pesca grossa.

Così si evince che la devi combinare grossa per avere una ‘nota disciplinare’, e che tutto il resto viene scritto nelle ‘annotazioni ‘. Solo che tali comunicazioni possono essere di natura varia, magari ci scrivono che i ragazzi si sono comportati benissimo in gita e che sapevano pure la fisica e bravi loro, oppure che non hai fatto il compito di latino.

Un’assolutamente casuale attività archeologica (alla ricerca di altro, come sono la gran parte delle scoperte) fa affiorare alla coscienza la seguente ‘annotazione’, risalente al mese di novembre:

‘L’alunna alle ore 13.05 chiede di andare in bagno, esce con lo zaino e non rientra in classe.’

Sembra una di quelle note dei libri da ridere con le citazioni dei registri. Ma scusa, non le puoi dire dove vai con lo zaino, in bagno non ti serve, lascialo qui?

A domanda, la microba giura che alla fine lo zaino non l’ha preso, che erano nell’aula di disegno e lei voleva salire prima di tutti,  mica fa pipì a scuola, ma va - alert to teachers: magari non va in bagno, quando ve lo chiede…- e che insomma poi quella roba era di novembre, ormai si sarà dimenticata.

Beh, la tomba di Tutankhamen ha rivelato tesori di cui godiamo ancora oggi.

martedì 10 febbraio 2026

CHAT ‘SORELKE’

Si avvicina a grandi passi il compleanno di YY. Loro, le ragazze, si scrivono idee varie, dai biglietti dei concerti al proprio non so. Poi si distrugge la maschera da sci di YY, con la gommapiuma che si sbriciola e ti lascia il muso che sembri uno della Banda Bassotti, così si dicono ok, maschera da sci. Meglio fotocromatica, oppure con i vetri che si cambiano? La ordinano, la cucciola grande che scorrazza quotidianamente per mezza Lombradia la ritira nel negozio di sport, XX assiste all’organizzo e scopre i metodi di comunicazione.

‘Avete una chat voi tre?’

‘Eccerto.’

‘E come si chiama la vostra chat?’

‘Sorelke.’

‘Ma perché?’

‘Giocavamo a scrivere con gli occhi chiusi.’

In effetti, che domande.

venerdì 6 febbraio 2026

LA PETTORINA COME UNIFORME

La mostruosa macchina organizzativa delle olimpiadi appalta a diverse agenzie, tra cui quella che ha assunto la cucciola di mezzo, una serie di servizi. Nello specifico il servizio è quello di sorveglianza ai tornelli della stazione centrale, dove un varco è riservato ai volontari. Così alla cucciola viene affidata la responsabilità di far passare dal suo varco solo chi ne ha diritto, fuori tutti gli altri. Che però stanno in file disordinate e affollatissime ai tornelli accanto, e tentano in ogni modo di passare dove sta lei. Poveretti.

A partire da quello stentoreo ‘ATTENTO SIGNORE.’ proclamato a tre anni scarsi dalla sua minuscola bici con le rotelle, stare a guardia di un varco solletica le sue molte propensioni tipo assertività, tendenza al comando, spregio per la stupidità.

Si alza all’alba, sale sul primo metro della mattina, è dotata di pettorina fosforescente che le darebbe il potere del ruolo e rimbalza viaggiatori prepotenti e instupiditi fino a metà pomeriggio, quando finalmente rientra alla base carica di freddo, umanità e stanchezza.

Racconta che sono moltissimi quelli che sbagliano stazione ‘da dove parte il mio treno?’

‘Non lo so signora, ci sono i tabelloni. Comunque non può passare da qui, è riservato.’ La signora si accanisce sul tornello accanto che non si apre, lei guarda il biglietto e scopre l’inghippo: il treno della signora parte da un’altra stazione. ‘Signora, guardi che il tornello non si apre perché il suo treno parte da Garibaldi.’ ‘Eh, ma io devo andare a Napoli.’ ‘…’

Cose così.

giovedì 5 febbraio 2026

MILLE OCCHI, MILLE MANI E PURE QUALCHE PIEDE

Siamo venuti a trovarti, a farti un salutino, a dirti come siamo fieri di te, della tua resilienza, del tuo metterti in gioco. Ti troviamo ai tornelli della stazione, al tuo tornello, quello dove passano si e no in dieci tutto il giorno e l’attività è tenere fuori tutti gli altri. Tu tieni fuori, hai occhio sui QR code dei biglietti e li riconosci anche a distanza (ricordamelo, abbiamo comprato le lenti bioniche per vista aumentata, questo mese?), fai passare gli imbranati dagli altri tornelli, rispondi a domande varie in molte lingue e sembri avere mille occhi, mille mani. Non ti sfugge una sola virgola, rispondi cortese ma ferma, poi ferma e magari meno cortese che no, la stupidità la cortesia non se la merita.

Ti portiamo una brioche alla marmellata che lasciamo giù nella vostra stanza delle olimpiadi, chissà se avrai tempo per mangiarla.

domenica 1 febbraio 2026

HIRE RATE

CV, agenzie, foto, mail di presentazione, scouting di possibili attività per questi mesi.

Oltre alla sua fiorente professionalità di ripetizioni a pigra e diabolica fanciulla dodicenne della prima media, che le chiede di scrivere temi sulla sua (della dodicenne) migliore amica - ‘dai, dettami che scrivo’ - la cucciola di mezzo si sta dedicando a fare esperienza. Cerca lavoro, nel tempo che si è data con coraggio titanico nel riconoscere che no, quella scelta del Politecnico forse non è lei. Non c’è profondità di pensiero.

Accipicchia.

E quindi, scelto il prossimo corso di studi, cerca modi per riempire le giornate con attività che le portino qualche soldo in tasca.

Ha screenato molte agenzie e ha un hire rate del 100%, che le permette anche di rifiutare alcune delle offerte meno appetibili, tipo la escape room dove le si chiedeva di fare tutto compresa l’attrice con compenso subordinato alle stelline del rating, e la boutique di classe che per un mese le avrebbe riconosciuto la paga oraria dei deliveroo.

Si chiama sfruttamento, non contratto di collaborazione occasionale.

Quello che ha accettatto è un impegno per le olimpiadi, sarà in stazione a gestire alcuni accessi (di persone o auto).

E nel frattempo tutti i colloqui che fa hanno successo.

Chapeau.

venerdì 30 gennaio 2026

COMUNQUE

‘Comunque. Nell’esame di gestione della clinica veterinaria ho rifiutato ventotto.’

‘Scusa?’

‘Si, mi sono arrabbiata. Ho fatto tutto giusto e siccome ho scritto un risultato parzialmente fuori dalla sua tabellina del piffero, mi ha tolto tre punti. Ma figurati.’

‘Quindi lo devi rifare?’

‘Nooo, l’ho appena rifatto. Il voto l’avevo rifiutato a novembre. Così l’ho fatto insieme a un altro e avevo più tempo. Che poi, lui è stupido e quello che mi da fastidio è che lui stesso non sarebbe in grado di fare il suo esame.’

‘Quindi dici che non è intellettualmente onesto?’

‘Dico che non è intellettualmente vivo.’

‘Ah ecco.’

‘E comunque nel suo esame stavolta sai quanto ho preso?’

‘Quanto hai preso?’

‘Trenta e lode.’

Comunque.

giovedì 29 gennaio 2026

INTERVIEWS

Dopo il coraggio che ci è voluto per dire non è il mio, questo corso di studi, e lo stesso andare a supportare i suoi compagni dell’ordine alfabetico a disegnare la sua parte di tavole, dopo avere deciso che cosa le piace e che sarà per l’anno prossimo (a nutrire il suo profondo), la cucciola di mezzo si inventa attività. Dunque cerca attivamente lavoro, ha già fatto un numero spropositato di colloqui, rifiutato la proposta della ‘escape room’ che era lontana, pagava pochissimo e bisognava fare di tutto, compresa la comparsa che suggerisce la soluzione. Così fa colloqui comunitari online, ruba giacche nere per mostrarsi in tenuta ufficiale nelle foto, continua le ripetizioni alla ragazzina delle medie che non sa le tabelline e si candida per mansioni di ogni tipo.

Nel frattempo legge Kafka e Dostojevski, cucina torte deliziose e ha fatto un decluttering olimpico nella sua camera.

lunedì 26 gennaio 2026

AREA 51

Settimana di esami, questa la chiamano ‘sessione’, le sessioni sono tutte diverse, gli stanchi cervelli dei genitori non hanno idea di quando cominci o finisca una sessione. Quello che si capisce da sottili indizi (‘non salire che non ho tempo di mettere a posto e poi di viene la gastrite, facciamo la settimana prossima’) è che ci saranno gli esami dell’anno.

Con un ghigno fiero e determinato, si scopre che tra gli esami della ‘sessione’ ce ne sta pure uno fatto a novembre dove qualcuna ha rifiutato ventotto.

‘Perché il prof è stupido. Ho scritto fuori dalla casellina e mi toglie tre punti? Ma nemmeno per idea, cosa siamo, in prima elementare? Che poi il suo esame lui non sarebbe in grado di farlo. Quindi sono arrabbiata, ho rifiutato e lo rifaccio insieme a un altro esame, almeno ho più tempo, e poi con la penna cancellabile. Così impara.’

‘Non credo si possano fare gli esami con la penna cancellabile…’

‘Figurati se se ne accorge.’

‘E che altro esame devi fare?’

‘Medicina legale.’

‘Oddio, le autopsie?’

‘Ma vaaaa, le leggi. Però abbiamo visto l’autopsia a una gallina.’

‘In che senso?’

‘Eh, una signora ha portato la sua gallina morta, le hanno fatto l’autopsia e non eravamo li a vedere.’

‘Ma perché si fa l’autopsia alle galline?’

‘Boh, un sacco di gente porta i loro animali alla clinica perché si faccia l’autopsia.’

Decisamente misteriosa almeno quanto l’area 51 del New Mexico. Almeno. 

L’autopsia. Alla. Gallina. Della. Signora.

giovedì 15 gennaio 2026

RACCOLTA DI CREDITI

I meccanismi dell’odierna maturità sono barocchi, constano di calcoli complessi di medie e crediti. Quello che si capisce è che, a partire del triennio, parte la raccolta dei crediti extra, quelli che non hanno a che fare con la media, il profitto, i voti, ma che si basano più sull’impegno, la dedizione, la buona volontà.

La microba non si sa se ha capito che i crediti extra sono al massimo uno all’anno, e si candida per tutte le attività che possono garantirne. Così fa parte del gruppo degli amici del teatro e andrà a vedere tre spettacoli alla Scala, il palcoscenico più suggestivo. ‘Anche se per il credito ne bastano due’. Le piaceranno, gli spettacoli? Soprattutto il credito.

Poi, con la sua inseparabile Mart, si candida per presentare il laboratorio di geometria agli open day della scuola, che sono di sabato, mannaggia, tocca alzarsi presto purenoggi. Se no che credito sarebbe?

Poi valorizza il tesseramento agonistico di arrampicata sostenendo di essere una sportiva di lungo corso, e anche questo potrebbe garantire un credito.

Non paga: ‘comunque non è possibile che se fai la patente non ti danno crediti. Ci vuole un sacco di tempo’.

Essì, la patente…

mercoledì 14 gennaio 2026

IL LORO MODO

‘Psst! Ehi, mamma, vieni a vedere!’

XX varca la soglia dell’antro oscuro microbo, sente un ronzio. Sulla scrivania campeggia il telefono in videochiamata muta con la sua compagna Meg, che ha una maschera di bellezza sul viso e parla da sola, ma non si sente niente.

Dalle masserizie della scrivania emerge un sifolotto che ronza, sembra un rotolo di carta igienica che fa una luce blu sparata verso l’alto. Sul soffitto campeggia un trapezio tutto colorato, proiezione sfocata del monitor del computer microbo.

Faccia goduta e fierissima. ‘Hai visto?’

‘Gulp…ma…?’

‘È per guardare i film da sdraiati. Dal letto, li proietto sul soffitto.’

‘L’apoteosi degli sdraiati…, ma non sei in chiamata? - si vede palesemente una figura misteriosa nel telefono che indossa una maschera di bellezza e ha l’aria di parlare, anche se non si sente niente - Perché noi qui stiamo blaterando…’

‘Sii, è Meg, ma anche lei è in muto. Stiamo ripetendo letteratura latina.’

‘Scusa, ma cosa ti ripete a fare se tu non senti? Come fai ad ascoltare?’

‘Ma va, mica ci sentiamo. È il nostro modo.’

Intanto sul soffitto si apre netflix e sa il cielo cos’altro, alla faccia della letteratura latina.

Il loro modo.