giovedì 24 settembre 2026

VENTI E RICORDI

Venti è un numero tondo. Venti è anche il plurale di vento, quel movimento di aria misterioso che non sai da dove arriva (si la pressione, la temperatura…), che fa sussurrare le foglie nei boschi e gonfiare le vele sui mari.

In ordine sparso, ecco venti venti, venti movimenti che in questi due decenni parlano di te, venti ricordi di un sorriso, una parola, un attimo, un colore che profumano della te autentica.

Quella volta che avevi un regalo da scegliere a Disneyland e dopo cinque minuti abbiamo comprato un capino modesto, l’abito di Rapunzel  (gonna e sottogonna e cerchio e maniche a sbuffo). E con lo stesso vestito di velluto per nulla appariscente sei andata alla festa dell’asilo, alla fine di giugno.

Quella volta che, al nido, Viola ti ha morso. La storia non dice che cosa le hai fatto tu, e il dolore condito dall’indignazione restano vivi nella memoria.

Quella volta che ‘are you a rower or a sailor?’ e io so che tu sei rower e sailor.

Quella volta che al centro del cerchio del pericolo, al saggio di kung fu li hai stesi tutti, i maschi.

Quella volta che ‘voglio cambiare università: mi manca la profondità di pensiero’.

Quella volta che in prima elementare hai cancellato la nota, e il papà l’ha firmata lo stesso.

Quelle (molte) volte che le tue unghie diventano la tua arte, il tuo passatempo, il tuo mood.

Quelle (molte) volte che sei stata presa dalle meduse, dalle ortiche, dal plancton che morde, dal mollusco contagioso, dall’impetigine, dalle verruche, dalle moltissime zanzare che preferiscono te.

Quella volta che, in sella ad una minuscola biciclettina tutta rosa e a tutti pedali sul marciapiede, hai proclamato, stentorea : ‘ATTENTO, SIGNORE!’ rivolto ad un povero ottuagenario con bastone, che caracollava sul marciapiede pericolosamente sulla tua traiettoria.

Quella volta che volevi fare il secondo buco alle orecchie, io non volevo e ora le tue orecchie sono bellissime e piene piene di gioielli.

Quella volta che quel tema su Harry Potter a otto anni ha mostrato, una volta ancora, la tua sapienza con le parole.

Quella volta che ‘voglio fare il proficiency’ e lo passi come una libellula.

Quella volta dell’estate lungo tutti i treni d’Italia, con le mille amiche.

Quella volta che hai compiuto sei anni e alla festa la parco hai invitato tutto il quartiere.

Quella volta che di anni ne hai compiuti diciotto, ed eri molto molto chic!

Quella volta che hai lavorato per le olimpiadi, e ti sei alzata alle cinque del mattino per due settimane per presidiare i tornelli.

Quella volta che sei arrivata in montagna dopo un viaggio di otto ore e il treno non si è fermato.

Quella volta che cerchi un libro ed è sempre un libro corposo, che nutre la tua sete di parole.

Quella volta che abbiamo esplorato un nuovo curriculum, e ci siamo commosse insieme.

Quelle (molte) volte che i tuoi occhi scoppiano di meraviglia come vulcani.

Che non si spenga mai la tua brace di vita.

Buoni venti di venti, cucciola di mezzo.

lunedì 21 settembre 2026

RICOMINCIARE

‘Prontooo, ciao cucciola grande. Com’è andata la ripresa delle lezioni? Tutto a posto? E la macchina? Hai usato la nostra?’

‘Si, tutto bene, la macchina bella, ha un clacson come si deve. Comunque il clacson che mi piace di più è quello della pante, sembra una nave.’

Ecco. Lei, quando guida (e guida tantissimo), vuole essere una nave.

sabato 19 settembre 2026

MULTIPURPOSE

Che YY sia bravo ad insegnare, ormai lo sanno anche i sassi. Spazia dalla trigonometria all’auristo, dalla termodinamica al De bello gallico. Occasionalmente si produce in lezioni più pratiche, come guidare la microba a cambiare una presa come una provetta elettricista in videochiamata con l’Australia.

E poi c’è la guida. YY è quello che sta a fianco di chi impara a guidare e non si agita. E alla microba ha insegnato, stando in chiamata su un altro scooter, a muoversi in strada con le due ruote.

Così, dopo avere fatto matematica con i gemellini vicini di casa, greco e latino e fisica e algebra con tutte le sue figlie e più, alla microba viene l’idea: ‘io, lo scooter, non lo uso, magari papà può insegnare anche a Mak, ora che ha il foglio rosa.’

Così parte un avvicinamento lento e inesorabile come le spire di un pitone, che culmina in un pomeriggio di scuola di due ruote, in uno scooter in prestito, in un ragazzo che (forse) scopre che quando ti impegni, funziona, se chiedi una mano, funziona.

Commoventi i due scooter che scorrazzano insieme, sotto i baffi microbi dall’Australia.

martedì 15 settembre 2026

E, ALLA FINE, PARTE

Ha mosso le montagne. È indignata ed infastidita, la microba in Australia, all’idea di non poter viaggiare in lungo e in largo per il continente come le aggrada. Potrebbe viaggiare con la sua famiglia, che però ha i bimbi piccoli e quindi si sposta poco.

Ha di recente intravisto uno spiraglio: il suo host dad in viaggio di lavoro a Melbourne. E siccome se viaggia con lui si può, ha cominciato a muovere le montagne per partire. Lui accetta di buon grado, serve un’autorizzazione della scuola di cinque pagine compilata da XX e YY e la host family e dalla scuola e autorizzata dal preside. Il preside autorizza solo se la microba sta in hotel nella stanza accanto e se l’hotel si premura di eliminare dal minibar gli alcolici. L’hotel, la microba che è minorenne non lo può prenotare, XX è costretta a chiamare più volte, prenota a nome suo, da il nome dell’host dad, ma non risultano prenotazioni per lui, perché la prenotazione era a nome del suo capo.

Una procedura autorizzativa che normalmente chiede 4-5 settimane, come in interstellar ha vissuto un altro tempo e si è completata in tre giorni.

La microba è partita, ha scorrazzato per Melbourne, fotografato tramonti, guidato (illecitamente, che se lo sa il preside…) monopattini elettrici, preso treni e sbagliato fermate, camminato ventottomila passi, cenato ‘da Geppetto’ dove le hanno offerto un lavoro, sperimentato la libertà da una stanza d’albergo tutta sua e di andare dove vuoi, quando vuoi.

Per tre giorni, la sua Melbourne.

domenica 13 settembre 2026

VIGILIA

La vigilia di un nuovo inizio. Ti penso stasera dietro la tua porta, cucciola mia, in quella stanza che oggi si mostra tutta linda e in superordine, con la libreria piena di libri densi di cui ti cibi, la scrivania che fa spazio al nuovo, il letto fatto con meticolosità militare, le cose sparse ciascuna al suo cantuccio, non più sparse. Mi piace pensare che sia anche un regalo a me, oltre che un modo speciale di celebrare un nuovo inizio. E te ne sono grata.

Penso alla tua curiosità di domani, alla voglia di mondo, di pensiero critico, di parole belle e nuove, di sapere e di non sapere, di scoperta e di passione.

L’università destinata ad ospitarti è bella, è antica, è fonte di cultura, è capace di accendere passione. 

E allora ecco, il pensiero per te (e mentre scrivo il cielo si infuoca di rosso e rosa, colori passione): che in questo inizio nuovo tu possa trovare casa, casa dove si cambia, si cresce, si impara e dispimpara. Casa che è luogo di appartenenza e crescita.

L’etimo di casa lo indica come luogo coperto e riparato. Lo possiamo chiamare luogo dove ti senti al sicuro. Ti auguro che in questa tua appartenenza possa sbocciare tutta la tua passione.

Buon inizio nuovo, cucciola mia, che la vita ti sia casa.

Ti voglio bene,


la tua mamma

venerdì 11 settembre 2026

SORELKE ACROSS CONTINENTS

Nel corso di una videocall con l’Australia.

‘Ciao microba come stai? Come è andato il kayak? Hai fatto la cacca nel bosco?’ Chiede la cucciola di mezzo, che di miglia in kayak all’attivo ne ha parecchie.

‘Nooo, ma va. C’era il buco, ma con dei ragni grossissimi, li abbiamo filmati con la go-pro.’

Nel bagno col buco nel bosco.

martedì 8 settembre 2026

ALLE VOLTE

‘Cucciola grande, allora, Amsterdam con le tue amiche? Che cosa ti è piaciuto di più?’

‘Il museo dei batteri.’

Alle volte, l’inatteso.

lunedì 7 settembre 2026

QUANDO, IN AUSTRALIA

Quando è lunedì mattina alle 7 e tu sei pronta per andare a scuola e il tuo papà australiano ti dice che scuola non c’è. Giorno libero per gli studenti, a caso, annunciato via mail alla host family.

Quando trovi un appoggio a Brisbane e compri i tuoi primi biglietti aerei in autonomia.

giovedì 3 settembre 2026

SOPRAVVIVENZA

Quando ci si assicura che una figlia ormai adulta abbia gli elementi per sopravvivenza di base.

‘Certo che so fare la pasta col sugo.’

‘E come lo fai il sugo?’

‘Dipende da che sugo ho.’

Esatto, quasi.

martedì 1 settembre 2026

E POI, QUELL’ALTRO VETERINARIO

‘E invece quando è che vai con l’altro veterinario, quello di Gino?’

‘Eehh, vediamo, non è che posso prendere la yaris e andare a Taranto.’

‘A Taranto?’

‘No, lo so dov’è Taranto.’

Appunto.

lunedì 31 agosto 2026

ZOE E ZOE

Il suo giorno di tirocinio al triage della clinica universitaria. In ordine sparso, frammenti di conversazione della cucciola grande.

‘Si, ero con un mio compagno che conosco. Ci avevo anche già parlato.’ Addirittura.

‘È arrivato un cane grasso, ma proprio grasso, con una pancia così.’ ‘Che cos’aveva?’

‘Boh, forse la torsione del colon. Ma dall’ecografia non si vedeva niente, era tutto grasso. Lo stavano operando quando sono andata via.’ 

Apposto.

‘Sono arrivati due cani che si chiamavano Zoe. Zoe e Zoe.’

‘Ah, e un amstaff cerca casa.’ ‘Che cos’è un amstaff?’ ‘Un cane, un pitbull ma grande.’ 

YY: ‘Lascia pure che cerchi, su immobiliare.dog.’

‘Noo, è buonissimo.’ Certamente. ‘È solo un po’ maleducato, abbaia quando arrivi perché vuole la pappa, abbaia perché vuole le coccole…’ 

Una meraviglia.

‘Cucciola, ma tu che cosa fai, hai dato i farmaci? E come si fa?’ ‘Guardi il farmaco, lo dosi, e poi lo metti nella flebo. Se non sei citrullo come l’amstaff che si è mangiato una pastiglia enorme come fosse un biscotto.’ 

Ma che tesoro.

‘Sono arrivati solo cani e gatti?’ ‘C’era un’anatra, ma non mi riguardava, era negli animali esotici.’ 

Un’anatra. Alle volte, le classificazioni…

BURATTINI

Videochiamata Italia-Australia.

‘Oggi abbiamo fatto la foto.’

‘Ah, la foto di classe, tutti insieme? Come funziona?’

‘Ma va, le foto da soli, per fare l’album. Tu pensa, dovevamo avere la divisa tutta giusta, la camicia, la giacca, la cravatta che ti strozza, niente maglione.’

‘E tu lo sai fare, il nodo alla cravatta?’

‘No, ma va, uso il nodo che mi ha fatto Gilder il primo giorno. Solo che poi la puntina dietro era troppo lunga allora l’ho nascosta nella camicia.’

‘Nella foto magari non si vede, no?’

‘E poi…ma ti pare, non si potevano avere più di due orecchini, e nemmeno i bijoux…tutto per cancellare l’identità, la personalità, per farci essere come BURATTINI.’

‘Microba mia, io credo che nessun orecchino non concesso possa cancellare quella meravigliosa e fortissima identità che costruisci.’

sabato 22 agosto 2026

PAROLE

Sa carissima, 

Mi è capitato di leggere di recente la frase ‘noi siamo parole’. Lo credo anch’io, noi siamo le parole che ci diciamo e diciamo agli altri, le parole belle che generano legami e connessione ed emozione e gentilezza.

E vorrei dirti, sommessamente con queste, di parole, di quanto sono grata. Sono grata di averti nella mia vita, di averti e avervi nella nostra vita. Sono grata perchè dalle tue parole belle imparo le mie, sono grata di questo legame che è un po’ come un ellissi, si allunga e si fa stretto e lungo sembra lontano ma in realtà siamo sempre nello stesso campo.

Crescere con te, con voi, confrontarci con le gioie e le fatiche, ha contribuito a rendermi la persona che sono, e c’è molto di te, di Si e delle ragazze.

Questo nostro legame mi sembra come un fiore, che quando è la sua stagione sboccia e sa che sboccerà, e anche nelle altre stagioni resta li, sapendosi, sbriciolandosi di pistilli e di vita.

Così questo pensiero è proprio soltanto di una parola, grazie di gratitudine di esserci con noi.

Un mondo di bene,


XX

sabato 15 agosto 2026

mercoledì 12 agosto 2026

CIELO, MARE, SOLE, AMICI

Se ne parla da giorni, dell’eclissi di oggi. Dove andiamo a vederla, l’orizzonte deve essere libero, il sole si vede a ovest, ci vogliono gli occhialini, meno male che la farmacista mi ha suggerito di comprare il giornale locale, l’ho prenotato e ora abbiamo quattro paia di occhialini precisi.

Scegliamo, con gli amici preziosi, di andare a Sestri, dove di solito si vede il tramonto sul mare. ‘Chat dice che non si vede, c’è il promontorio.’ ‘Ma vaaa, abbiamo le foto dei tramonti degli anni scorsi.’

E così, su una spiaggia familiare eppure nuova, lo guardiamo. Il sole sempre considerato il centro. E poi la luna, questo sasso che si mette in mezzo e che talvolta la luce la interrompe, cambia le cose. È arrivato un vento fresco, il vento dell’eclissi, le ondine del mare, il buio non completo, una fettina sottilissima di sole. Che poi, in effetti, va dietro il promontorio. Ma l’eclissi l’abbiamo vista bella.

Mi emoziona sempre.

giovedì 6 agosto 2026

QUASI BENE

Giorno di gita, nel paese downunder. Gita in kayak sul lago. Hanno fatto tutte le prove di salvamento, mi ribalto e non mi spavento, mi ribalto e riemergo dall’acqua, mi ribalto, riemergo e giro il kayak, lo svuoto e ci risalgo, qualcuno si ribalta e io lo aiuto.

La gita allo West Lake pare sia stata una bella esperienza, se non fosse che la microba proprio alla fine, mentre giocavano a ce l’hai in kayak, si sia ribaltata da ferma. E quando accade, funziona che in realtà un pochino ti spaventi e poi la prof, che era vicina, ti aiuta a risalire.

E poi in diretta la giornata evolve con il meeting di tutti gli studenti internazionali (ma non lo sapevano che avevamo la gita? Non potevano farlo in un altro giorno?) e per il ritorno si organizzano dei taxi (ma non potevano chiamarli prima? Che sono tutta puzzolente di lago e aspetto da 45 minuti) e finalmente si giunge ad un meritatissimo riposo.

Le attività downunder, tutte insieme.

martedì 4 agosto 2026

ASSAGGIO

Oggi è quel giorno. Dopo un lungo avvicinamento, molti ragionamenti sull’assicurazione, alcuni accesi dibattiti con l’università in tema di tirocinio, oggi è quel giorno in cui la cucciola grande segue il suo veterinario di riferimento, quello a cui affida la cura del prezioso Gino.

Il veterinario di chiama Stefano, è specializzato in ortopedia e chirurgia dei cavalli, ha una clinica a Brescia e viaggia come un fringuello per mezza Europa. Cura Gino quando lei lo ‘sente storto’, e ha accettato di scarrozzare la cucciola grande nelle sue giornate interessanti. Lui le spiega, lei l’accompagna e un po’ lo aiuta, lui paga il pranzo.

Il resoconto della giornata sembra una storia di fantasia: un cavallo scappa, vede la pappa dei conigli, si ingolosisce e ne mangia troppa. Indigestione? Macché. Ai cavalli che brillantemente e golosamente mangiano troppo del cibo (neppure loro), può accadere che per questioni di pressione vascolare, si stacchi un dito. Laminite, dice.

‘I cavalli hanno le dita?’ chiede ingenua XX, giusto per ricevere lo sguardo di rirpovazione cucciolo. Ma soprattutto, perché di stacca un dito se mangiano troppo? E perché mangiano teoppo?

Troppi interrogativi a cui la cucciovet non ha alcuna intenzione di rispondere.

Alla prossima puntata, al seguito di Stefano e il loro mondo di meraviglie.

domenica 26 luglio 2026

UN RICCIOLO ALLA VOLTA

Alla scuola microba australiana ci sono alcune regole barocche. Per esempio la divisa, che poi è gender friendly quindi tu hai tenuta gonna o pantalone e puoi mattere quello che ti pare che tu sia maschio femmina o come vuoi. Per i capelli, invece, pare che la regola sia capelli legati all’indietro (per le ragazze, ai maschi pare la ciuffo o frangia siano concessi), volto bello in vista e niente acconciature elaborate. E qui casca l’asino, perché la microba ha la sua espressione identitaria proprio nell’acconciare i capelli legati: righe e sculture e tirabaci, qualche treccina, riccioli che nemmeno Giotto.

Così la prima settimana passa con una acconciatura quasi standard. Poi è la volta di una stella scolpita dalle ciocche e una treccina che sgorga al centro.

Pare sia passata anche questa: ‘Oggi così, la settimana prossima faccio un ricciolo nuovo e vedo come va.’

La rivoluzione, un ricciolo alla volta.

giovedì 23 luglio 2026

CHILOMETRI

Quel momento in cui nell’universo sono tutte sparpagliate: la microba in Australia a fare il primo giorno di scuola vera, lezioni vere; la cucciola grande brada in Corea che sta per salire su un volo intercontinentale (senza back up, per ripartenza dopo poche ore per la Spagna con le amiche) e la cucciola di mezzo, occhi intensi da mozzare il fiato, che molla valigie nei locker giapponesi, e prenderà mille treni per raggiungere XX a Odawara. Tutte sparse, tutte sapienti. 

mercoledì 22 luglio 2026

REPERIMENTI

La divisa non ancora, quella che la microba ha comprato di seconda mano dalla exchange student tedesca pagando il suo papà con paypal, ma le scarpe (parte dell’acquisto) sono state trovate fortunosamente, nel senso stretto del termine.

Accade che una exchange student fosse a scuola in bici, ma con tutti i supplies nuovi, le divise, lo zaino enorme eccetera, non riuscisse a tornare a casa. Così la tutor Emma le da un passaggio in macchina alla sua host family. Accade che la host family fosse la stessa della ragazza che ha venduto la sua divisa alla microba, dunque la host mamma dice alla tutor ‘guarda che io ho qui le scarpe di Maya.’

Così le scarpe sono state consegnate alla tutor, il giorno dopo alla microba che ora non ha più scuse e le tocca mettersi la divisa vera, anche se in prestito. Compresa la cravatta.

lunedì 20 luglio 2026

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Quando sei una exchange student e il tuo primo giorno di scuola è il 20 luglio.

Quando perdi l’autobus il primo giorno di scuola e arrivi tardi, anche se solo di due minuti.

Quando ‘comunque qualcuno ha anche preso il bus nella direzione sbagliata,   cosa vuoi che siano i miei due minuti…’

Quando hanno le case come a Hogwarts, ma molte di più, e tu sei una wildcat, ma hanno scelto loro, come a Hogwarts.

Quando hai comprato l’uniforme della scuola, ma usata, la scuola l’ha lavata insieme alle altre e l’ha persa.

Quando nella tua uniforme persa c’erano anche le scarpe che ora non ci sono più, anche se non sono state lavate.

Quando siccome non hai le scarpe ti dicono di andare il giorno dopo con la tenuta da sport, e tu non sai se la cravatta la devi mettere.

Quando sei stata costretta a comprare le calze della scuola, che ‘come fanno a sapere se le metto o no?’

Quando nel mezzo dell’orientamento suona l’allarme incendio e arrivano i pompieri.

Quando per andare nella zona sicura segui la tutor perché non hai idea di dove sei nè di dove andare.

Quando i pompieri se ne vanno da scuola dopo cinque minuti e dell’incendio non si sa più nulla.

Quando oltre all’uniforme ti danno lo zaino di scuola che è grande quando una roulotte.

Quando realizzi che la scuola è cattolica e si va in chiesa tutti i giorni.

domenica 19 luglio 2026

NEL FRATTEMPO, A SPARPAGLIARSI NEL MONDO

È stato un avvicinamento inesorabile come la stretta di un boa constrictor, quello che ha portato qui. Qui è in Asia, nella lontanissima Corea, a fare un doppio balzo anche in Giappone che già che sei qui son solo due ore di volo. E loro, le ragazze (al netto della microba che è più lontana ancora) hanno detto, radiose ‘veniamo anche noi!’.

Eccerto, che organizzare una trasferta di lavoro, in cui fare seminari ad ampie audience scarsamente anglofone, saltellando di penisola in isola, di treno in treno, intanto che loro vanno a zonzo golose di mondo…

Così, complici le ricche miglia della linea aerea che ha ridotto l’esborso, complice il fatto che loro dormissero in un lettino quasi singolo nella stanza albergo di XX, le ragazze hanno avuto un assaggio di Asia lontana. 

Un primo hotel al risparmio vicino al mercatino, l’esperienza al tempio buddista che no, è stata un pochino estrema con la sveglia alle 3.30 la mattina, le 108 prostrazioni e il digiuno intermittente in assenza di contesto; e poi la visita guidata al palazzo reale di Seul, dove si scopre che i draghi coreani non sputano fuoco, ma acqua, come dei grandi Grisù.

Il viaggio prosegue con visita alla zona demilitarizzata, quell’ampia zona di confine con la misteriosa ed oscura Corea del Nord. Il collega coreano di XX non si capacita dell’interesse europeo per qualcosa che loro, nella Corea del Sud, dopo quotidiani mal di testa, tentano di dimenticare. 

Punti di vista, un privilegio viverli.

giovedì 16 luglio 2026

USARE IL TEMPO

Che la cucciola di mezzo sia signora del tempo in un modo irrituale è cosa nota. E allora perché, sfruttando il wifi dell’aeroporto, non fare l’iscrizione all’università durante lo stopover del volo in Corea?

Ecco. Fatto.

martedì 14 luglio 2026

STOPOVER

Conversazioni tra ‘sorelke’ intorno al suo stopover:

‘Ciao microba come va, allora dove sei adesso?’

‘Sono a Doha, in Quatar. Ci sono i trenini in alto nell’aeroporto, guarda!’

‘Belli. Ma mi sembra un po’ vuoto l’aeroporto, non c’è nessuno?’

‘Si si, c’è gente, ho visto molti sceicchi, quelli col panno in testa.’

‘Ah, si, quelli come un barattolo di marmellata.’

Che dire, sono soddisfazioni…che prenda il prossimo volo per il balzo lungo, va.

IL CERCHIO PSICOMAGICO

Una data, un cerchio riparativo, SJ lo definisce ‘psicomagico’. Dieci anni fa una tragedia, per te scampata di pochissimo ma incisa nel tuo essere: quell’orrendo camion sulla folla a Nizza, tu, voi appena dall’altra parte della strada.

E oggi sono passati dieci anni, in Francia ci sono commemorazioni, e per noi la commemorazione è così preziosa: saperti sapiente, coraggiosa, avida di mondo. Anche se hai visto e vissuto la tragedia, il mondo sa essere anche bellezza. E ti sei così capace di cercarla, e trovarla e farla sorgere.

Così, in questa data tonda, celebro la bellezza che porti in noi e al mondo, il tuo viaggio di vita.

Grazie, microba.

QUELLA SCENA

Sveglia alle cinque, valigie pronte, zaino in spalla, viso verso il futuro. Al check in si scopre che le valigie microbe con dentro il suo mondo dei prossimi sei mesi pesano troppo, circa seicento euro di troppo. La signora del check in è deliziosa, fa un sacco di feste alla microba complimentandosi per il suo viaggio, e poi dice dai, togli un po’ di peso e lo metti nello zaino. Così, con quelle scene iconiche di chi si mette addosso tutto il guardaroba per togliere peso dalle valigie, ecco i bagagli microbi scomposti e spezzettati per mezzo aeroporto, il borsone sulla bilancia con lo sguardo pieno di speranza. Dal bagaglio escono un cuscino con foto stampata della microba e il suo Mak, le scarpette di arrampicata e perfino l’imbrago. Questa bigogna proprio raccontarla alla Lux.

Alla fine del riorganizzo, sovrappeso molto ridimensionato, e non si rinuncia a nulla, nemmeno al cuscino stampato.

lunedì 13 luglio 2026

L’ULTIMA NOTTE ITALIANA

Dalla tua camera esce la musica, le luci stroboscopiche blu e verdi e rosa e gialle. Hai due valigie non grandissime in cui ci sta il tuo mondo per i prossimi quasi sei mesi. Non so immaginare il frullatore di emozioni. Ti guardo, sembri centrata, tramquilla. Un goccio di tristezza quando hai accompagnato il tuo Mak, che ha passato la serata con noi, con te. Il salto lungo di un viaggio all’altro capo del mondo che ti aspetta, la sveglia all’alba.

E quell’abbraccio così nostro, così vero, così tuo, quell’abbraccio che non finiva e che voleva dirti sono con te, sono fiera di te, può non essere sempre facile e tu lo stai facendo lo stesso, e il mio cuose si scioglieva. Sentendoti così viva di mondo, microba mia. Buona ultima notte di Italia, di vita conosciuta. 

Buona vita nuova, buon vento del sud.

domenica 12 luglio 2026

I LEGNETTI

Che YY sia persona sostenibilie, lo si sa da tempo. Che la sua sostenibilità tocchi vette inesplorate riportando i sacchettini di carta della frutta a Kabur, che questi ricambi con la frutta bella matura che non vende, regalandone dei bilici; che YY trasformi sapiente in marmellate dai gusti gourmet tale frutta molto matura, regalandone vasetti a Kabur, ormai è storia nota.

Meno mota e più recente la sua passione per la falegnameria. Ha recuperato legnetti di risulta dai letti, ha progettato e costruito un mobile oer le bottiglie che troneggia, di un bel color rosso fiammante, accanto al frigo su una parete gialla.

Il mobile è riuscito una meraviglia, ‘perché non ne pai un altro, un mobile fratello da mettere anche qui?’ Suggerisce melliflua XX. Solo che non quasi finiti i legnetti, quindi si comprano altri legnetti online. Si vanno a ritirare i legnetti, che non si ritirano al negozio ma un poco più in là (‘non ti puoi sbagliare.’ ‘scommettiamo?’). Infatti ci sono volute un paio di rotonde in più, ma soprattutto poi i legnetti ordinati erano quelli sbagliati, con la misura della larghezza in mm anziché in cm. Uffa. Li vorremmo restituire. Ok ma il sistema si è bloccato. Torna in negozio e prendi quelli giusti, poi questi ti verranno accreditati nei prossimi giorni.

Solo che i legnetti della misura giusta dal negozio costano molto più del previsto, qui di si ripiega su un simil-impiallacciato che tanto poi pitturiamo tutto di rosso e non si vede.

I legnetti quasi giusti finalmente recuperati dal magazzino quasi non ci stanno in macchina e quasi non ci stanno in ascensore, dove per disincagliarli c’’è voluta tutta la santa pazienza di Giobbe.

Che dire, i legnetti dei letti erano molto meglio…