martedì 2 giugno 2026

IL CALABRONE

In un giorno di festa e di sveglia presto, XX è appena arrivata alla sede di Amsterdam dove parlerà a un seminario.

Driiiin.

‘Pronto. Ciao microba, come stai?’(la microba chiama da una trasferta al mare, dove scorrazza gioiosa con la sua amica Mart).

‘Eh, non sappiamo cosa fare perché è entrato un calabrone. Ora abbiamo chiuso la porta, solo che ho tutta la roba di la. Come faccio?’

‘Prova a entrare, prendi la roba e il calabrone lo lasci lì.’

‘Ma va, che schifo. Chiamo il papà.’

Dopo alcune ore…

‘Ciao microba, allora, tutto bene il ritorno? Alla fine con il calabrone?’

‘Abbiamo fatto come ha detto il papà, abbiamo chiuso la camera e la casa e l’abbiamo lasciato lì.’

Ecco.

venerdì 22 maggio 2026

LA FESTA (CHE NON DOVEVA ESSERE)

Sei nato qui, Mak: mamma e papà dall’Egitto, e tu rappresenti un magnifico ponte fra le culture. La lingua che parli a casa non è la stessa che parli a  scuola, eppure sono entrambe la tua lingua. Insieme. Sai delle tue tradizioni, e sai e sei di questo paese. Anche se al mondiale di pallone, tiferai Egitto.

Eppure, per le leggi barocche di questo luogo, non potevi ancora dirti italiano. Perché mamma e papà sono dell’Egitto, appunto. Poco importa che tu sia nato qui, che sia andato all’asilo di zona, alla scuola elementare, alle medie e perfino ora alle superiori alla scuola italiana, la stessa scuola microba. Che canti tutte le canzoni più trap e rap e chissà, tutte italiane. Che tu sia stato, fin da bambino, profondamente immerso di italianità. 

Hai dovuto essere maggiorenne, ci è voluto un appuntamento con l’assessora in rappresentanza del sindaco, come per i matrimoni; avete parlato della Costituzione, lei ti ha chiesto l’articolo sulla guerra e si, l’Italia ripudia la guerra. Gliel’hai citato, accanto a quella prima ‘cantilena’ che in Italia sanno anche i sassi: ‘L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.’ Il primo articolo.

Ne hai parlato con l’assessora, lei ha scoperto che studi diritto, ha scritto un bel messaggio alla tua prof, che credo sia stata molto fiera di te.

Se fossi stata nell’assessora, proprio mentre firma il fatto che tu sia diventato italiano anche per le scartoffie, ti avrei detto quali sono per me le tre parole importanti di quella ‘cantilena’ del primo articolo della Costituzione.

Prima parola: repubblica. Vuol dire che è di tutti, viene dal latino res (cosa) pubblica. Quindi che l’Italia è di tutti noi, ed è importante averne cura. In un parco, in un discorso, con i gesti e con le parole. È nostra, e va trattata bene.

Seconda parola: democratica. Cioè tutti decidiamo e contribuiamo a renderla ciò che è. Potrai votare. Fallo, è importante, anche se pensi che il tuo voto sia piccolo in contronto ai grandi numeri. È il tuo pensiero, e in passato ci siamo battuti perché tutti, e tutte, potesserlo esprimerlo. Abbine cura.

Terza parola: lavoro. Sembra una parola di fatica, lavoro. E invece credo sia una parola di cura. Solo con lavoro accurato si fanno le cose belle, si pensano i pensieri belli. E quanti sono i pensieri belli che tu hai per noi e per la tua persona importante. Lavoro è quella vibrazione di affetto nella voce, quell’attesa, quello stare. È una parola bella, un modo bello.

Così l’assessora con la fascia tricolore ha firmato, e ora sei italiano. Lo eri già, ma ora lo dicono anche i documenti.

E io non ti so esprimere la gioia di saperlo. Dirai: ‘non cambia niente.’ Lo so, eppure non è vero. Cambia che il tuo essere ponte ora è ancora più solido e radicato.

Non so se era buona la torta che YY ha fatto per festeggiarti. Quello che c’era in quella torta è tutta la felicità di sapere che le cose diverse sanno stare bene insieme, come stanno in te. E anche se per te non cambia quasi nulla, noi siamo stati privilegiati ad aver partecipato a questa festa, che non avrebbe dovuto essere perché quel che si celebra era già. Speriamo di cambiarle in fretta, le regole delle scartoffie, così chi come te è ponte nel mondo lo sia senza bisogno di aspettare l’assessora.

giovedì 21 maggio 2026

HOST FAMILY!

In un anonimo giovedì di primavera, arriva quel messaggio che darà forma ai prossimi sei mesi microbi.

Il suo papà australiano si chiama Gilder, insegna inglese e filosofia. La sua mamma australiana si chiama Yuki, è giapponese e studia. Ci sono un fratellino e una sorellina che hanno due visi simpaticissimi, gli occhi a mandorla e i capelli ricci ricci.

La casetta in cui vivono è una villetta essenziale, la stanza microba ha l’aria frugale, ma tanto c’è il mare a meno di due chilometri, sai che meraviglia?

Non si sa molto di loro, sarebbe bello scrivere e organizzare una call per presentarsi (all’alba, vista la differenza di fuso), per ora si può solo immaginare una vita nuova all’altro capo del mondo, dove per andare a scuola hai l’uniforme tre pezzi ma poi il mare è proprio lí accanto, dove studi solo cinque materie e poi i club e gli sport ti impegnano quasi di più.

È un’emozione grande, vedere la nuova famiglia microba, e che possano essere legami di rispetto e gioia.

lunedì 11 maggio 2026

GITA COMPETITION

Ha vinto a mani basse la ‘gita competition’, la gara delle gite. Complice la pandemia, o forse no, la microba sbanca il borsino delle gite partendo con la sua classe in terza liceo per sei giorni in Sardegna a fare scuola di vela.

Le sorelle, che in gita sono state in giornata rispettivamente a Piacenza e a Brescia (Brescia!!! Vibra di indignazione la cucciola di mezzo) protestano retroattivamente per viaggi d’istruzione non goduti e la profonda ingiustizia del mondo.

In Sardegna hanno studiato i venti, qualcuno ha scuffiato, loro sono arrivati secondi alla regata che non hanno fatto perché c’era troppo vento, ma se fosse stata la regata quasi vincevano perché filavano velocissimi. Ed erano pure senza istruttore.

Pare la microba abbia vinto al trivial della vela (che forse lo facessero con i logaritmi e la termodinamica, le gare tipo ‘giochi senza frontiere’, imparerebbero volentieri pure quelli. Per vincere però, mica per saperlo).

Comunque. La gita in Sardegna, ops, il ‘viaggio d’istruzione’, ha visto preparativi variopinti: lo smarrimento di otto - si, otto - scarpine da scoglio, l’acquisto di una mezza muta ‘che la porto in Australia’, la chat dei genitori che esplode sul come fare i bagagli, e loro che sono quasi maggiorenni e una borsa per la vacanza se la potranno pure fare da soli, no? (certo, a trovare le scarpine da scoglio….). La negoziazione tranchant per stare in casetta a tre a tre. Oltre a Mart e Meg, le amicissime di classe, di compiti e di vita, c’era in classe un altro trio, quindi la stanza da sei era perfetta. Solo che era anche molto ambita, e alla fine, al grido di ‘siamo a nostro agio senza velo solo con loro’, le altre tre con il velo hanno vinto. Così, velo e no che la loro integrazione è cosa fatta, alla fine la stanza da tre era un appartamento con tre stanze da due, quindi loro hanno unito i letti, dormito in tre nelle stanze da due e lasciato le valigie belle paciocche in una camera tutta loro.

Mentre le sorelle pensavano alle meraviglie di Piacenza e di Brescia (Brescia!!!).

venerdì 8 maggio 2026

UN PASSATEMPO DI VIAGGIO

Viaggiando spesso in aereo, sto cominciando a sviluppare qualche bizzarra abitudine. L’osservazione attenta, al limite della maleducazione, degli altri passeggeri mentre salgono. Io facilmente ho il privolegio di sedermi tra i primi, e posso osservare indisturbata chi sale dopo. L’ansia di trovare un posto in alto per la valigia. Lo sguardo che saetta sui numeri delle file, come preoccupato che quel sedile non ci sia. 

Tutti i dove sei tu, finestrino, ah no in mezzo. Le acrobazie per infilare corpi grandi nei posti piccoli. I sacchetti dello shopping in aeroporto, i macaron francesi; chi non chiude il pc nemmeno mentre imbarca, le creaturine piccine spavalde che corrono avanti e quelle intimidite che non si muovono. 

I genitori con i neonati appesi, chi arriva e sembra in pigiama. Sullo stesso volo è facile vedere qualcuno con il piumino e qualcuno con i sandali, e possono essere la stessa persona.

I cappelli improbabili che non sai come sia possibile appoggiare la testa, le giacche stazzonate di fine giornata e quelle perfette, di ottima fattura. 

Vedo occhi di viaggio, occhi stanchi, occhi abituati e occhi curiosi. Cerco di individuare la lingua, la nazionalità, di indovinare il perché del viaggio.

E chissà perché, mi sento più vicina al mondo.

domenica 3 maggio 2026

I MEDICI DEGLI UMANI

‘Che pastiglia è?’

‘È l’antibiotico, me l’ha dato il dentista.’

‘E perché? Hai un’infezione?’

‘No, è proprio per non avere un’infezione, è profilassi.’

‘Ma tu pensa. Come sarebbe, che ti danno l’antibiotico preventivo? Noi, prima di dare un antibiotico, dobbiamo fare il batteriologico. Per la resistenza agli antibiotici, sai. Quindi, vedi, è colpa dei medici degli umani, che danno l’antibiotico a caso.’

I. Medici. Degli. Umani.

mercoledì 29 aprile 2026

UNA GIORNATA DOPPIA

Oggi è il giorno del secondo esame di guida microbo. Ha fatto lezione diligente, ha imparato a usare le marce, c’è il percorso lento da fare e poi quello veloce. E qui, per un secondo di troppo, le hanno detto che non aveva passato l’esame.

Uffa. Ha ricevuto parecchie dimostrazioni di solidarietà, una torta sacher, i ravioli cinesi, molti abbracci.

E poi l’universo si deve essere messo una mano sul cuore e le ha fatto arrivare via mail il visto per l’Australia!

sabato 25 aprile 2026

OLTRE LO SPAZIOTEMPO

La microba in quel bilancio di dare e avere fa in conti con quello che lascerà nei mesi australiani.

‘No, ma hai capito? Il 13 settembre c’è un concerto di Marra e Gué insieme. Non lo fanno da dieci anni. Cavoli.’

‘Vado io e ti videochiamo.’ Il problem solving delle sorelle maggiori.

martedì 7 aprile 2026

IL SIGNORINO QUINDICENNE

[Clop] Allora vi siete ricordati. Lo vedo, che voi bipedi festeggiate i compleanni, e che fate anche quella cosa rischiosissima con le candele e il fuoco, che poi non lo sapete che noi siamo curiosi e magari ci viene voglia di mangiare una candela e poi ci facciamo male? 

Beh, sono contento che il compleanno l’abbiate ricordato anche per me. Che sono venuto al mondo un sette di aprile di quindici anni fa da nobile stirpe olandese, come si evince dal tipico nome nordico che porto, Gino.

Durante i compleanni si fa un po’ il bilancio di dove si è arrivati. E allora te lo dico, bipede cucciola, che sono contento di dove sono arrivato. Il mio box è un po’ buio e io mi infango un pochino, ma vuoi mettere il divertimento? E poi mi piace quando arrivi e sento la tua voce da dietro l’angolo e lo so che staremo insieme e faremo una creatura sola. E alzo la zampa e tu mi dai solo mezzo biscotto, credi che non lo sappia che ce l’hai tutto intero? Però oggi sei arrivata con un bel mazzone di erba fresca e tutta mia, slurp. Ti prendi cura di me e l’ho visto, sai, che hai campionato la mia cacca? Che dopo essere stata nel frigo di casa Noicinque per tre giorni, l’hai portata in università a cercare i parassiti, e io di parassiti non ne ho!

Mi piace quando stiamo insieme, quando saltiamo alti nel cielo (veramente salto io, ma facciamo finta che qualche merito ce l’abbia anche tu), e quando mi porti a brucare l’erbetta più succulenta, quella che piace a tutti i cavalli e infatti ce n’è sempre troppo poca. Quando andiamo in passeggiata che poi mi viene voglia di stare primo e galoppare senza nessuno davanti, quando mi accarezzi con quel tocco speciale che sente.

Si, sono contento di questo compleanno, di stare in questo posto di campagna dove vieni con una dedizione commovente. Magari come regalo, possiamo allontanare tutte le farfalle? Quelle si, sono pericolose. Dai, magari l’anno prossimo. [Clop]

IL TUTOR

Giorno di vacanza da scuola, eppure la sveglia microba suona presto. È in programma la call con il tutor della scuola australiana, quello che magari spiega che cosa sono le materie tipo ‘furniture’ (falegnameria), ‘outdoor studies’ (gite e arrampicata e forse surf), ‘visual art’ (creazione di loghi), ‘textiles’ (taglio e cucito), in modo da scegliere per il meglio. Alla fine si scopre che la selezione è solo di cinque materie, che il suo accento australiano è incomprensibile, che l’orario di fotografia si sovrappone a fisica e allora vabbè andiamo in laboratorio a studiare il calore, che le foto le faccio da me.

Mancherebbe ancora la scelta dei club (dilemma tra armi cadets, quelli che si allenano per entrare nell’esercito, e fashion che è un’altra versione di taglio e cucito - in fondo le due attività si assomigliano).

Mancano da scegliere pure gli sport, vela ormai è suo quando ha scoperto che non si va sempre sullo stesso fazzoletto di mare - ‘piece of ocean’, nella verisone originale, ndt. Per il resto football, pallanuoto e chissà che altro c’è nel suo basket di desideri.

venerdì 3 aprile 2026

HIRE RATE, TAKE 2

Driiin

‘Pronto.’

‘MammamihannoassuntodaZara! Per un mese, solo che non ci posso andare sempre perché ho già una settimana occupata. Cosa faccio?’

‘Mi sa che devi dirglielo…’

‘No, ma uffa. Vabbè adesso le scrivo.’

Driiin

‘Pronto.’

‘No vabbè, ha detto che le serviva tutto il mese. Sono stata assunta e licenziata nel giro di un’ora, un record.’

‘Ma veramente a me sembra un record la tua hire rate: tu ti candidi e ti chiamano sempre!’

‘Seee, figurati. Una volta a febbraio NON MI HA RISPOSTO NESSUNO PER TRE GIORNI.’

Ah, quando mordi il mondo a diciannove anni…

giovedì 2 aprile 2026

SELFIE

I licei moderni non si occupano quasi mai. Vige una sorta di compromesso, pace armata con le autorità, nota come cogestione. Nella cogestione, il preside rinuncia a due, tre o quattro giorni di didattica, dipende da quanto è bravo a negoziare. Quei giorni sono riempiti dai ragazzi che organizzano assemblee con ospiti, dallo storico di arte bizantina ai campioni olimpici. Da cogestioni passate sono transitati ex politici, comici, cantanti, scrittori e varia umanità.

La cogestione al liceo microbo, dai racconti ricevuti, rischia di assomigliare un po’ di più alla guerriglia urbana, ci vuole un servizio d’ordine interno fatto dai ragazzi più grossi e speriamo non siano loro a fare casino, ci vuole l’ok del preside per fare la sicurezza. Devono essere quelli grossi, si, ma anche capaci di non accogliere le provocazioni. Perché ci saranno provocazioni? Pare, da ragazzi di altre scuole…

E poi ci sono le assemblee, e quella che più ha intrigato lo sguardo microbo è stata quella tenuta da carcerati. Non ex.

La microba mostra fierissima un selfie con uno di loro: lei è felice e posa come fosse con un vip, lui vestito bene per l’occasione dell’incontro con i ragazzi, sorridente come un vip, finalmente riconosciuto.

L’abbiamo già detto, che lei scombina tutte le carte del pregiudizio, e fa il mondo più bello, vero?

martedì 31 marzo 2026

DEBRIEF REVISIONE

‘Come mai non ce l’avevamo, la revisione? Cucciola, tu che hai appena fatto la patente, ogni quanto si deve fare?’

‘Boh. Ma non lo sapevo nemmeno quando ho fatto la patente’.

Apposto.

CON CHIMICA ABBIAMO FINITO, ORA C’È BIOLOGIA

‘Pronto! Ciao microba! Sono appena uscita dall’ufficio, arrivo a casa tra quaranta minuti, tutto ok? Chi c’è a cena?’

‘Non so, poi ti dico.’

Poi…

‘Tutto a posto per scuola?’

‘Si, sto facendo genetica. Con chimica se Dio vuole abbiamo finito, ora c’è biologia, cioè i geni.’

‘Ah, ti ricordi, i geni stanno arrotolati su delle proteine che si chiamano istoni. Quando sono tutti arrotolati, come in un gomitolo, c’è un alto grado di metilazione e non sono leggibili. Per diventare leggibili si devono srotolare, con una reazione di acetilazione…’

‘Si, vabbè, gli istoni li abbiamo fatti l’anno scorso. Se non capisco te lo chiedo.’ Sottotesto: mollami.

Conversazioni tangenziale-casa.

lunedì 30 marzo 2026

‘LASCIA STARE LA NONNA’

Scambio whatsapp:

Cucciola grande: ‘Ciaooooo ti serve la macchina domani per caso?’ 

XX: ‘Yes...non mi manderai con la tua yaris puzzola…’

Cucciola grande: ‘Allora prendo la pante, che la yaris deve fare la revisione.’

XX: ‘Oki :)’

Cucciola grande: ‘Non ti chiedi come ho scoperto di non avere la revisione?’

XX: gif

La cucciola grande è stata fermata dalla polizia: ‘Lo sai che dovevi fare la revisione a febbraio?’ ‘Ah, no, la macchina è della nonna…aspetta che la chiamo e glielo chiedo.’ ‘No, ma va, lascia stare la nonna. Ti metto il bollino per tornare a casa e fai la revisione domani.’

La cucciola torna a casa con la multa (che ha pagato la nonna), la macchina col bollino e la revisione da fare naturalmente in carico a YY. Un ringraziamento silenzioso all’agente per la sua cura ‘Lascia stare la nonna.’.

giovedì 19 marzo 2026

IL PROFEFFORE DI FILOFOFIA

XX lo conosce per sentito dire, il prof di filosofia. Dalla microba, a cui piace moltissimo ma non è dato conoscere ulteriori dettagli, si sa, la reticenza sedicenne. Solo questo lieve difetto di pronuncia che non è uno sfottò, e questo, con dei teen agers, è incredibile e la dice lunga sul valore di questo prof.

E poi da un’amica di yoga, che insegna in un altro liceo dove è in forza anche il suddetto filosofo, assegnato a due scuole.

Per conoscersi, per avere un altro sguardo sulla microba, per qualche consiglio sul supporto per il semestre in Australia, XX chiede un colloquio online. Si apre lo schermino del telefono e compaiono due baffi impomatati che sembrano quelli di Vittorio Emanuele II, lo schermo si muove in continuazione e la conversazione si avventura su scenari inediti.

Intro di XX sulla microba e il suo semestre in Australia, di cui tutti gli insegnanti sono al corrente.

‘Uuhh, ferpenti e ragni mortali!’

‘Beh, ecco magari non glielo diciamo che già ha un un po’ una fobia per gli insetti…’

‘E come fa col fuo fidanzato? Lo fa, che fono la coppia della scuola? E fi vede che la microba ha un’influenza molto pofitiva su di lui.’

‘Ah, si, beh, intanto hanno fatto un pezzo di strada insieme, non so, si aspetteranno se vorranno…’

‘La microba fi fente che c’è. Non ha bifogno di metterfi in moftra, ma ha quella prefenza prefente e partecipe che mi piace molto. La afpetto per Ariftotele. Etica e politica. Glielo dica, che quefto argomento è proprio nelle fue corde. Mi afpetto molto, da lei.’

E così tra ragni, serpenti, fidanzati e Aristotele, il colloquio vibrava di relazione e stima, a dispetto di un difetto di pronuncia che diventa rispetto pure quello.

venerdì 13 marzo 2026

KABUR

Kabur e YY si chiamano per nome, si guardano negli occhi e hanno un modo tutto loro di vivere la sostenibilità. Kabur ha un banco di frutta e verdura al mercato del venerdì, lo gestisce con cura e determinazione, i suoi ragazzi allineano le zucchine e girano le fragole per fare le belle geometrie. Kabur è alto e magro, ha baffoni che sembra messicano, indossa camicie che non ti aspetti e la frutta te la vende solo dopo che l’ha assaggiata, e solo se è buona. Se no non te la vende, oppure te la regala. ‘Per fare marmellata.’ E YY fa la marmellata, senza zucchero, e gliene porta un po’. Questa volta era uva e cacao.

Kabur e YY ormai si conoscono un po’, che quando ci sono le coste lui le infila nel carrello di YY che sono di ieri e non le vendo, e la zucca la vuoi? No, le fragole meglio quelle spagnole, assaggia. Senti questa pera. Banane? I kiwi te li regalo che sono da mangiare oggi. YY gli riporta i sacchetti di carta, che se tutti riciclassero come fanno loro il mondo sarebbe più bello. Lui li prende e li riempie di nuovo. La cura del dettaglio di questi due è commovente.

sabato 28 febbraio 2026

IO SONO

Ti hanno chiesto un video in cui dici di te. Per farti conoscere dalla tua host family, dicono. Per trovare la famiglia migliore per te. Così la tua energia si concentra per rileggerti e saperti. Hai già scritto di te nel profilo dell’application per l’Australia, usi la tecnologia per scegliere le parole che vibrino con la tua natura. Racconti del nome che hai per gli amici, tutti, da sempre; delle sorelle, del restare al passo con loro. Ci hai chiesto come sei per noi. Per me, hai due superpoteri: l’empatia, e il senso della fragranza, sviluppatissimi. Ti accorgi. Dei piccoli dettagli, un muscolo del viso che fa una microespressione strana, così come il tuo naso si accorge anche di picogrammi di odori. Sei curiosa, divertente, aperta alle culture del mondo. Papà dice anche che talvolta sei una meravigliosa caparbia e che ascolti musica discutibile. 

Racconti della patente per la moto, da mesi ormai scorrazzi come una biker di lungo corso con il foglio rosa in tasca, immagini la meraviglia quando vedrai il tuo primo canguro, e i sorrisi accoglienti della tua host family.

Il tuo racconto di te a loro.

venerdì 20 febbraio 2026

QUELLE CANDELINE

Oggi è una giornata di quelle importanti. Mak, la persona importante microba, compie diciotto anni. Solo che il calendario non gli è amico e oggi è la seconda giornata di ramadan. In questo mese di purificazione non si mangia quando c’è luce, neppure si beve, non si ascolta musica, non si dicono parolacce e, insomma, si sta un po’ schisci, come si dice da queste parti.

Però quando diventi maggiorenne ed è il giorno del tuo compleanno, tu schiscio non è che ci stia proprio volentieri. In più è venerdì, il primo venerdì di ramadan con quel tempo di famiglia, di religione, insomma, non è che proprio il tuo compleanno sia stato una priorità.

Intanto la microba cucina torte e biscotti, che dopo il tramonto e dopo la cena in famiglia al buio il ramadan sparisce, o forse non sparisce ma concede.

La microba lo sa, che il compleanno di Mak è stato un po’ sottotono. E anche se lui ha origini egiziane, e nella sua famiglia i compleanni non sono un grande evento, è pur cresciuto in Italia e compie diciotto anni, quindi si, oggi dovrebbe essere un grande evento.

Così la microba con le sue torte e i suoi biscotti chiede in casa di festeggiare come si fa in casa Noicinque. Che poi vuol dire una torta con le candeline, un buffo cappello di compleanno in testa usato nei vent’anni precedenti eppure ancora in servizio.

Così si cercano diciotto candeline che alla fine tutte diverse e mezze corte, già usate su innumerevoli torte, almeno sono diciotto che non erano sicuri di averle. E poi si spegne la luce, si canta, il cappello è piccino per la capoccia di Mak. Una fetta di torta e via in quella camera da cui escono risate e luci stroboscopiche di ogni colore per la loro festa.

È quello che è accaduto all’atmosfera che è stato speciale: Mak, grande e grosso e maggiorenne, con un cappello scemo troppo piccolo in testa e le lacrime di commozione agli occhi. La gioia microba. Gli occhi umidi di XX che i suoi neuroni specchio sono troppo attivi.

Lui che si sente accolto, e che tardi nella notte scrive un messaggio delizioso. A XX.

L’accoglienza, il ponte fra le culture, quello che l’occhio microbo sa vedere e sentire.

Buon compleanno Mak, che la vita ti sia lieve. Da oggi puoi chiedere la cittadinanza, iscriverti a scuola guida, votare. E che quegli occhi lucidi e affettuosi ti siano guida e luce.

martedì 17 febbraio 2026

CAPITA UN PO’ DI TUTTO

‘Ehi, cucciola di mezzo, come è andata ai tornelli oggi?’

‘Lascia perdere. Che è pure esplosa una birra.’

‘In che senso?’

‘Nel senso che uno aveva due valigie e voleva passare con sua moglie dal mio tornello ma non poteva, quindi io gli ho spostato indietro le valigie e lui aveva sopra una birra che è caduta ed è esplosa. Non si è arrabbiato troppo, però.

Ah, e poi devo capire come si dice cioccolato in arabo che lo porto a Mohammed che sta alla sicurezza degli altri tornelli. Lui sempre, però. Gli ho promesso che gli porto il cioccolato.’

Vita da tornelli.

domenica 15 febbraio 2026

LO SPIRITO OLIMPICO IN UN GIORNO SPECIALE

Oggi è giorno di festa. È la festa di YY, in una tranquilla domenica di febbraio. E poi è anche una festa fuori, con le olimpiadi sotto casa e nel supermercato di quartiere. A XX serve un ultimo ingrediente per la torta di compleanno, fa un salto al supermercato. Qui il suo spirito olimpico si risveglia, ci sono persone da ogni dove che si aggirano per le corsie. Così lei li ferma, e ci parla. All’enorme canadese che indossa la maglietta nera con la foglia d’acero della nazionale di hockey, lui dice è bellissimo qui, stiamo prendendo gli snack per la partita, go Canada! Poi uno stormo di fanciulle bionde, tutte vestite con i colori della Svizzera. ‘Siete qui per le olimpiadi? Vi piace?’ ‘Si, è bellissimo, stasera abbiamo la semifinale contro gli USA.’ ‘Ah, in bocca al lupo! E benvenute!’.

Cose così, da spirito olimpico. Alla fine ha parlato con mezzo supermercato e la torta a YY l’ha fatta parecchio più tardi.

giovedì 12 febbraio 2026

LE INFO SEPOLTE

Quella sciagura del registro elettronico mantiene sepolti segreti che, come la tomba di Tutankhamen, vengono alla luce solo a seguito di seria attività archeologica.

Così XX scopre che le note non sono tutte uguali, che ci sono due pagine diverse: ‘annotazioni’ e ‘note disciplinari’. Nelle regole barocche della scuola di oggi, se prendi anche solo una ‘nota disciplinare’, ti danno non più di otto in condotta e non ti contano i crediti extra, quelli per cui la microba è alla pesca grossa.

Così si evince che la devi combinare grossa per avere una ‘nota disciplinare’, e che tutto il resto viene scritto nelle ‘annotazioni ‘. Solo che tali comunicazioni possono essere di natura varia, magari ci scrivono che i ragazzi si sono comportati benissimo in gita e che sapevano pure la fisica e bravi loro, oppure che non hai fatto il compito di latino.

Un’assolutamente casuale attività archeologica (alla ricerca di altro, come sono la gran parte delle scoperte) fa affiorare alla coscienza la seguente ‘annotazione’, risalente al mese di novembre:

‘L’alunna alle ore 13.05 chiede di andare in bagno, esce con lo zaino e non rientra in classe.’

Sembra una di quelle note dei libri da ridere con le citazioni dei registri. Ma scusa, non le puoi dire dove vai con lo zaino, in bagno non ti serve, lascialo qui?

A domanda, la microba giura che alla fine lo zaino non l’ha preso, che erano nell’aula di disegno e lei voleva salire prima di tutti,  mica fa pipì a scuola, ma va - alert to teachers: magari non va in bagno, quando ve lo chiede…- e che insomma poi quella roba era di novembre, ormai si sarà dimenticata.

Beh, la tomba di Tutankhamen ha rivelato tesori di cui godiamo ancora oggi.

martedì 10 febbraio 2026

CHAT ‘SORELKE’

Si avvicina a grandi passi il compleanno di YY. Loro, le ragazze, si scrivono idee varie, dai biglietti dei concerti al proprio non so. Poi si distrugge la maschera da sci di YY, con la gommapiuma che si sbriciola e ti lascia il muso che sembri uno della Banda Bassotti, così si dicono ok, maschera da sci. Meglio fotocromatica, oppure con i vetri che si cambiano? La ordinano, la cucciola grande che scorrazza quotidianamente per mezza Lombradia la ritira nel negozio di sport, XX assiste all’organizzo e scopre i metodi di comunicazione.

‘Avete una chat voi tre?’

‘Eccerto.’

‘E come si chiama la vostra chat?’

‘Sorelke.’

‘Ma perché?’

‘Giocavamo a scrivere con gli occhi chiusi.’

In effetti, che domande.

venerdì 6 febbraio 2026

LA PETTORINA COME UNIFORME

La mostruosa macchina organizzativa delle olimpiadi appalta a diverse agenzie, tra cui quella che ha assunto la cucciola di mezzo, una serie di servizi. Nello specifico il servizio è quello di sorveglianza ai tornelli della stazione centrale, dove un varco è riservato ai volontari. Così alla cucciola viene affidata la responsabilità di far passare dal suo varco solo chi ne ha diritto, fuori tutti gli altri. Che però stanno in file disordinate e affollatissime ai tornelli accanto, e tentano in ogni modo di passare dove sta lei. Poveretti.

A partire da quello stentoreo ‘ATTENTO SIGNORE.’ proclamato a tre anni scarsi dalla sua minuscola bici con le rotelle, stare a guardia di un varco solletica le sue molte propensioni tipo assertività, tendenza al comando, spregio per la stupidità.

Si alza all’alba, sale sul primo metro della mattina, è dotata di pettorina fosforescente che le darebbe il potere del ruolo e rimbalza viaggiatori prepotenti e instupiditi fino a metà pomeriggio, quando finalmente rientra alla base carica di freddo, umanità e stanchezza.

Racconta che sono moltissimi quelli che sbagliano stazione ‘da dove parte il mio treno?’

‘Non lo so signora, ci sono i tabelloni. Comunque non può passare da qui, è riservato.’ La signora si accanisce sul tornello accanto che non si apre, lei guarda il biglietto e scopre l’inghippo: il treno della signora parte da un’altra stazione. ‘Signora, guardi che il tornello non si apre perché il suo treno parte da Garibaldi.’ ‘Eh, ma io devo andare a Napoli.’ ‘…’

Cose così.

giovedì 5 febbraio 2026

MILLE OCCHI, MILLE MANI E PURE QUALCHE PIEDE

Siamo venuti a trovarti, a farti un salutino, a dirti come siamo fieri di te, della tua resilienza, del tuo metterti in gioco. Ti troviamo ai tornelli della stazione, al tuo tornello, quello dove passano si e no in dieci tutto il giorno e l’attività è tenere fuori tutti gli altri. Tu tieni fuori, hai occhio sui QR code dei biglietti e li riconosci anche a distanza (ricordamelo, abbiamo comprato le lenti bioniche per vista aumentata, questo mese?), fai passare gli imbranati dagli altri tornelli, rispondi a domande varie in molte lingue e sembri avere mille occhi, mille mani. Non ti sfugge una sola virgola, rispondi cortese ma ferma, poi ferma e magari meno cortese che no, la stupidità la cortesia non se la merita.

Ti portiamo una brioche alla marmellata che lasciamo giù nella vostra stanza delle olimpiadi, chissà se avrai tempo per mangiarla.