mercoledì 22 luglio 2026

REPERIMENTI

La divisa non ancora, quella che la microba ha comprato di seconda mano dalla exchange student tedesca pagando il suo papà con paypal, ma le scarpe (parte dell’acquisto) sono state trovate fortunosamente, nel senso stretto del termine.

Accade che una exchange student fosse a scuola in bici, ma con tutti i supplies nuovi, le divise, lo zaino enorme eccetera, non riuscisse a tornare a casa. Così la tutor Emma le da un passaggio in macchina alla sua host family. Accade che la host family fosse la stessa della ragazza che ha venduto la sua divisa alla microba, dunque la host mamma dice alla tutor ‘guarda che io ho qui le scarpe di Maya.’

Così le scarpe sono state consegnate alla tutor, il giorno dopo alla microba che ora non ha più scuse e le tocca mettersi la divisa vera, anche se in prestito. Compresa la cravatta.

lunedì 20 luglio 2026

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Quando sei una exchange student e il tuo primo giorno di scuola è il 20 luglio.

Quando perdi l’autobus il primo giorno di scuola e arrivi tardi, anche se solo di due minuti.

Quando ‘comunque qualcuno ha anche preso il bus nella direzione sbagliata,   cosa vuoi che siano i miei due minuti…’

Quando hanno le case come a Hogwarts, ma molte di più, e tu sei una wildcat, ma hanno scelto loro, come a Hogwarts.

Quando hai comprato l’uniforme della scuola, ma usata, la scuola l’ha lavata insieme alle altre e l’ha persa.

Quando nella tua uniforme persa c’erano anche le scarpe che ora non ci sono più, anche se non sono state lavate.

Quando siccome non hai le scarpe ti dicono di andare il giorno dopo con la tenuta da sport, e tu non sai se la cravatta la devi mettere.

Quando sei stata costretta a comprare le calze della scuola, che ‘come fanno a sapere se le metto o no?’

Quando nel mezzo dell’orientamento suona l’allarme incendio e arrivano i pompieri.

Quando per andare nella zona sicura segui la tutor perché non hai idea di dove sei nè di dove andare.

Quando i pompieri se ne vanno da scuola dopo cinque minuti e dell’incendio non si sa più nulla.

Quando oltre all’uniforme ti danno lo zaino di scuola che è grande quando una roulotte.

Quando realizzi che la scuola è cattolica e si va in chiesa tutti i giorni.

domenica 19 luglio 2026

NEL FRATTEMPO, A SPARPAGLIARSI NEL MONDO

È stato un avvicinamento inesorabile come la stretta di un boa constrictor, quello che ha portato qui. Qui è in Asia, nella lontanissima Corea, a fare un doppio balzo anche in Giappone che già che sei qui son solo due ore di volo. E loro, le ragazze (al netto della microba che è più lontana ancora) hanno detto, radiose ‘veniamo anche noi!’.

Eccerto, che organizzare una trasferta di lavoro, in cui fare seminari ad ampie audience scarsamente anglofone, saltellando di penisola in isola, di treno in treno, intanto che loro vanno a zonzo golose di mondo…

Così, complici le ricche miglia della linea aerea che ha ridotto l’esborso, complice il fatto che loro dormissero in un lettino quasi singolo nella stanza albergo di XX, le ragazze hanno avuto un assaggio di Asia lontana. 

Un primo hotel al risparmio vicino al mercatino, l’esperienza al tempio buddista che no, è stata un pochino estrema con la sveglia alle 3.30 la mattina, le 108 prostrazioni e il digiuno intermittente in assenza di contesto; e poi la visita guidata al palazzo reale di Seul, dove si scopre che i draghi coreani non sputano fuoco, ma acqua, come dei grandi Grisù.

Il viaggio prosegue con visita alla zona demilitarizzata, quell’ampia zona di confine con la misteriosa ed oscura Corea del Nord. Il collega coreano di XX non si capacita dell’interesse europeo per qualcosa che loro, nella Corea del Sud, dopo quotidiani mal di testa, tentano di dimenticare. 

Punti di vista, un privilegio viverli.

giovedì 16 luglio 2026

USARE IL TEMPO

Che la cucciola di mezzo sia signora del tempo in un modo irrituale è cosa nota. E allora perché, sfruttando il wifi dell’aeroporto, non fare l’iscrizione all’università durante lo stopover del volo in Corea?

Ecco. Fatto.

martedì 14 luglio 2026

STOPOVER

Conversazioni tra ‘sorelke’ intorno al suo stopover:

‘Ciao microba come va, allora dove sei adesso?’

‘Sono a Doha, in Quatar. Ci sono i trenini in alto nell’aeroporto, guarda!’

‘Belli. Ma mi sembra un po’ vuoto l’aeroporto, non c’è nessuno?’

‘Si si, c’è gente, ho visto molti sceicchi, quelli col panno in testa.’

‘Ah, si, quelli come un barattolo di marmellata.’

Che dire, sono soddisfazioni…che prenda il prossimo volo per il balzo lungo, va.

IL CERCHIO PSICOMAGICO

Una data, un cerchio riparativo, SJ lo definisce ‘psicomagico’. Dieci anni fa una tragedia, per te scampata di pochissimo ma incisa nel tuo essere: quell’orrendo camion sulla folla a Nizza, tu, voi appena dall’altra parte della strada.

E oggi sono passati dieci anni, in Francia ci sono commemorazioni, e per noi la commemorazione è così preziosa: saperti sapiente, coraggiosa, avida di mondo. Anche se hai visto e vissuto la tragedia, il mondo sa essere anche bellezza. E ti sei così capace di cercarla, e trovarla e farla sorgere.

Così, in questa data tonda, celebro la bellezza che porti in noi e al mondo, il tuo viaggio di vita.

Grazie, microba.

QUELLA SCENA

Sveglia alle cinque, valigie pronte, zaino in spalla, viso verso il futuro. Al check in si scopre che le valigie microbe con dentro il suo mondo dei prossimi sei mesi pesano troppo, circa seicento euro di troppo. La signora del check in è deliziosa, fa un sacco di feste alla microba complimentandosi per il suo viaggio, e poi dice dai, togli un po’ di peso e lo metti nello zaino. Così, con quelle scene iconiche di chi si mette addosso tutto il guardaroba per togliere peso dalle valigie, ecco i bagagli microbi scomposti e spezzettati per mezzo aeroporto, il borsone sulla bilancia con lo sguardo pieno di speranza. Dal bagaglio escono un cuscino con foto stampata della microba e il suo Mak, le scarpette di arrampicata e perfino l’imbrago. Questa bigogna proprio raccontarla alla Lux.

Alla fine del riorganizzo, sovrappeso molto ridimensionato, e non si rinuncia a nulla, nemmeno al cuscino stampato.

lunedì 13 luglio 2026

L’ULTIMA NOTTE ITALIANA

Dalla tua camera esce la musica, le luci stroboscopiche blu e verdi e rosa e gialle. Hai due valigie non grandissime in cui ci sta il tuo mondo per i prossimi quasi sei mesi. Non so immaginare il frullatore di emozioni. Ti guardo, sembri centrata, tramquilla. Un goccio di tristezza quando hai accompagnato il tuo Mak, che ha passato la serata con noi, con te. Il salto lungo di un viaggio all’altro capo del mondo che ti aspetta, la sveglia all’alba.

E quell’abbraccio così nostro, così vero, così tuo, quell’abbraccio che non finiva e che voleva dirti sono con te, sono fiera di te, può non essere sempre facile e tu lo stai facendo lo stesso, e il mio cuose si scioglieva. Sentendoti così viva di mondo, microba mia. Buona ultima notte di Italia, di vita conosciuta. 

Buona vita nuova, buon vento del sud.

domenica 12 luglio 2026

I LEGNETTI

Che YY sia persona sostenibilie, lo si sa da tempo. Che la sua sostenibilità tocchi vette inesplorate riportando i sacchettini di carta della frutta a Kabur, che questi ricambi con la frutta bella matura che non vende, regalandone dei bilici; che YY trasformi sapiente in marmellate dai gusti gourmet tale frutta molto matura, regalandone vasetti a Kabur, ormai è storia nota.

Meno mota e più recente la sua passione per la falegnameria. Ha recuperato legnetti di risulta dai letti, ha progettato e costruito un mobile oer le bottiglie che troneggia, di un bel color rosso fiammante, accanto al frigo su una parete gialla.

Il mobile è riuscito una meraviglia, ‘perché non ne pai un altro, un mobile fratello da mettere anche qui?’ Suggerisce melliflua XX. Solo che non quasi finiti i legnetti, quindi si comprano altri legnetti online. Si vanno a ritirare i legnetti, che non si ritirano al negozio ma un poco più in là (‘non ti puoi sbagliare.’ ‘scommettiamo?’). Infatti ci sono volute un paio di rotonde in più, ma soprattutto poi i legnetti ordinati erano quelli sbagliati, con la misura della larghezza in mm anziché in cm. Uffa. Li vorremmo restituire. Ok ma il sistema si è bloccato. Torna in negozio e prendi quelli giusti, poi questi ti verranno accreditati nei prossimi giorni.

Solo che i legnetti della misura giusta dal negozio costano molto più del previsto, qui di si ripiega su un simil-impiallacciato che tanto poi pitturiamo tutto di rosso e non si vede.

I legnetti quasi giusti finalmente recuperati dal magazzino quasi non ci stanno in macchina e quasi non ci stanno in ascensore, dove per disincagliarli c’’è voluta tutta la santa pazienza di Giobbe.

Che dire, i legnetti dei letti erano molto meglio…

giovedì 2 luglio 2026

UN POSTO DA ELFI

Non delude mai. Il paese più intenso che XX abbia visitato, quello dove le mucche sono sacre anche se a vederle sono magrissime e mangiano spazzatura, quello dove c’è un altarino in ogni auto e convivono gli ossimori più estremi, non delude mai. 

Questa volta l’hanno portata su su al nord, al confine con il Tibet, in un posto con nome da elfo, Dehradun. Qui il monsone arriva di meno, come pure il caldo tropicale, il paesaggio è una distesa di colline verdissime e i tuk tuk sono blu e bianchi.

L’autostrada sembra quasi una delle italiche superstrade di campagna, ben asfaltata e non troppo trafficata, se non fosse che nelle oltre cinque ore di percorrenza si sono allegramente incontrati (non in ordine di incontro):

 Varie transenne di metallo giallo messe di traverso per farti rallentare

Il camion davanti non ci passa, attraverso lo stretto varco tra le transenne, e si ferma del tutto, e scende per spostarle

Il poliziotto a guardia delle transenne si sveglia e dice  all’autista del camion che non le può spostare

Lui le sposta appena un poco per passare

Il poliziotto torna a dormire sull’autostrada accanto alle transenne 

Un branco di scimmie in cerca di cibo

Un veicolo gagliardamente contromano

Un’iguana per evitare la quale non sono finiti fuori strada per un soffio

Altre transenne ma senza camion

Secondo veicolo ancora più gagliardamente in contromano

A dispetto di ogni previsione, sono riusciti a saltare sull’ultimo volo della sera per rientrare a Dehli.

sabato 20 giugno 2026

ECCOLA, LA HOST FAMILY ONLINE!

Quel sorriso, e quegli occhi aperti e gentili. Si e-conoscono in un caldo sabato mattina, la sera di Adelaide. Davanti allo schermo Gilder, il papà australiano, allegro e chiacchierone; Yuki, la mamma australiana, più riservata; Emma, che ha sette anni, attitudine curiosa, occhi a mandorla e ricci fitti fitti. La microba chiacchiera e dice di se, si parla di compleanni, di abitudini, di cucina, di pettinature, di bus (la fermata è vicino a casa, puoi andare dappertutto - lei sente ‘come essere accanto a Famagosta).

La nuova casa in Australia sarà a un tiro di schioppo dal mare, la scuola da raggiungere in bus, l’uniforme che su di lei sembra un ossimoro, Sa le ha chiesto la prima foto in divisa, per ridere.

martedì 16 giugno 2026

LA PIZZATA DI CLASSE

‘Pronto. Ciao microba! Come stai?’

Rumore rumore rumore.

‘Eeeehhhh?? NONSENTONIENTE. SONOALLAPIZZATADICLASSE.’

‘Ahh, bello! Ma ci sono anche i professori?’

‘Si, guarda, CISONOTUTTI. MATIPARE? SAICHIMANCA?’

‘Mmhh…il profeffore di filofofia?’

‘Infatti, però ha detto che viene dopo perché ci tiene troppo.’

‘Ah che carino. Magari, visto che va via e tu parti e lui è così magnifico, puoi chiedergli una mail personale…’

‘Ma va, mamma, lo seguo su insta. Il contatto c’è già.’

Ecco.

martedì 9 giugno 2026

CONTENTE

La cucina Noicinque, a seguito delle novelle passioni fermentative di YY, risulta oltremodo sottodimensionata. È un fiorire di barattoli e bottiglie e vasetti dal contenuto oscuro e vivente (aglio fermentato nel miele, giardiniera, mirtilli, zenzero, carote non quelle del cavallo, la birra dalle bucce di ananas e molto altro).

Inoltre il sodalizio con Kabur del banchetto del mercato fa sì che a YY venga donata una quantità di merce taglia mensa scolastica.

Risultato: dietro la sedia della cucciola di mezzo, che in effetti a tavola siede in un posticino sacrificato, è spuntata ora una cassetta di mele.

‘È pieno di formiche! Ma perché? Mangiano le mele?’

‘Eh, forse si è rotto un frutto e stanno bevendo il succo.’

‘Infatti. Guarda come sono contente.’

L’ASSIRO E IL SUCCESSO

La cucciola di mezzo che usa il tempo per migliorare. In particolare per migliorare il suo già più che ottimo inglese, così oggi è il giorno del ‘proficiency’, quell’esame che meglio di così, l’inglese, non lo puoi sapere.

L’inglese per passare l’esame va certo saputo ottimamente, ma anche impratichirsi con il modo in cui l’esame è strutturato aiuta. Così ha ricevuto qualche consiglio da un fine linguista che parla nove lingue e sta studiando l’assiro - non riesce a trovare molti colleghi di conversazione, no - che in casa noicinque viene per semplicità definito ‘l’assiro’. L’assiro è la persona che ha definito i punteggi del test di Cambridge, dunque i suoi consigli sono piuttosto strategici.

La cucciola fa l’esame. La cucciola passa l’esame benissimo!

martedì 2 giugno 2026

IL CALABRONE

In un giorno di festa e di sveglia presto, XX è appena arrivata alla sede di Amsterdam dove parlerà a un seminario.

Driiiin.

‘Pronto. Ciao microba, come stai?’(la microba chiama da una trasferta al mare, dove scorrazza gioiosa con la sua amica Mart).

‘Eh, non sappiamo cosa fare perché è entrato un calabrone. Ora abbiamo chiuso la porta, solo che ho tutta la roba di la. Come faccio?’

‘Prova a entrare, prendi la roba e il calabrone lo lasci lì.’

‘Ma va, che schifo. Chiamo il papà.’

Dopo alcune ore…

‘Ciao microba, allora, tutto bene il ritorno? Alla fine con il calabrone?’

‘Abbiamo fatto come ha detto il papà, abbiamo chiuso la camera e la casa e l’abbiamo lasciato lì.’

Ecco.

venerdì 22 maggio 2026

LA FESTA (CHE NON DOVEVA ESSERE)

Sei nato qui, Mak: mamma e papà dall’Egitto, e tu rappresenti un magnifico ponte fra le culture. La lingua che parli a casa non è la stessa che parli a  scuola, eppure sono entrambe la tua lingua. Insieme. Sai delle tue tradizioni, e sai e sei di questo paese. Anche se al mondiale di pallone, tiferai Egitto.

Eppure, per le leggi barocche di questo luogo, non potevi ancora dirti italiano. Perché mamma e papà sono dell’Egitto, appunto. Poco importa che tu sia nato qui, che sia andato all’asilo di zona, alla scuola elementare, alle medie e perfino ora alle superiori alla scuola italiana, la stessa scuola microba. Che canti tutte le canzoni più trap e rap e chissà, tutte italiane. Che tu sia stato, fin da bambino, profondamente immerso di italianità. 

Hai dovuto essere maggiorenne, ci è voluto un appuntamento con l’assessora in rappresentanza del sindaco, come per i matrimoni; avete parlato della Costituzione, lei ti ha chiesto l’articolo sulla guerra e si, l’Italia ripudia la guerra. Gliel’hai citato, accanto a quella prima ‘cantilena’ che in Italia sanno anche i sassi: ‘L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.’ Il primo articolo.

Ne hai parlato con l’assessora, lei ha scoperto che studi diritto, ha scritto un bel messaggio alla tua prof, che credo sia stata molto fiera di te.

Se fossi stata nell’assessora, proprio mentre firma il fatto che tu sia diventato italiano anche per le scartoffie, ti avrei detto quali sono per me le tre parole importanti di quella ‘cantilena’ del primo articolo della Costituzione.

Prima parola: repubblica. Vuol dire che è di tutti, viene dal latino res (cosa) pubblica. Quindi che l’Italia è di tutti noi, ed è importante averne cura. In un parco, in un discorso, con i gesti e con le parole. È nostra, e va trattata bene.

Seconda parola: democratica. Cioè tutti decidiamo e contribuiamo a renderla ciò che è. Potrai votare. Fallo, è importante, anche se pensi che il tuo voto sia piccolo in contronto ai grandi numeri. È il tuo pensiero, e in passato ci siamo battuti perché tutti, e tutte, potesserlo esprimerlo. Abbine cura.

Terza parola: lavoro. Sembra una parola di fatica, lavoro. E invece credo sia una parola di cura. Solo con lavoro accurato si fanno le cose belle, si pensano i pensieri belli. E quanti sono i pensieri belli che tu hai per noi e per la tua persona importante. Lavoro è quella vibrazione di affetto nella voce, quell’attesa, quello stare. È una parola bella, un modo bello.

Così l’assessora con la fascia tricolore ha firmato, e ora sei italiano. Lo eri già, ma ora lo dicono anche i documenti.

E io non ti so esprimere la gioia di saperlo. Dirai: ‘non cambia niente.’ Lo so, eppure non è vero. Cambia che il tuo essere ponte ora è ancora più solido e radicato.

Non so se era buona la torta che YY ha fatto per festeggiarti. Quello che c’era in quella torta è tutta la felicità di sapere che le cose diverse sanno stare bene insieme, come stanno in te. E anche se per te non cambia quasi nulla, noi siamo stati privilegiati ad aver partecipato a questa festa, che non avrebbe dovuto essere perché quel che si celebra era già. Speriamo di cambiarle in fretta, le regole delle scartoffie, così chi come te è ponte nel mondo lo sia senza bisogno di aspettare l’assessora.

giovedì 21 maggio 2026

HOST FAMILY!

In un anonimo giovedì di primavera, arriva quel messaggio che darà forma ai prossimi sei mesi microbi.

Il suo papà australiano si chiama Gilder, insegna inglese e filosofia. La sua mamma australiana si chiama Yuki, è giapponese e studia. Ci sono un fratellino e una sorellina che hanno due visi simpaticissimi, gli occhi a mandorla e i capelli ricci ricci.

La casetta in cui vivono è una villetta essenziale, la stanza microba ha l’aria frugale, ma tanto c’è il mare a meno di due chilometri, sai che meraviglia?

Non si sa molto di loro, sarebbe bello scrivere e organizzare una call per presentarsi (all’alba, vista la differenza di fuso), per ora si può solo immaginare una vita nuova all’altro capo del mondo, dove per andare a scuola hai l’uniforme tre pezzi ma poi il mare è proprio lí accanto, dove studi solo cinque materie e poi i club e gli sport ti impegnano quasi di più.

È un’emozione grande, vedere la nuova famiglia microba, e che possano essere legami di rispetto e gioia.

lunedì 11 maggio 2026

GITA COMPETITION

Ha vinto a mani basse la ‘gita competition’, la gara delle gite. Complice la pandemia, o forse no, la microba sbanca il borsino delle gite partendo con la sua classe in terza liceo per sei giorni in Sardegna a fare scuola di vela.

Le sorelle, che in gita sono state in giornata rispettivamente a Piacenza e a Brescia (Brescia!!! Vibra di indignazione la cucciola di mezzo) protestano retroattivamente per viaggi d’istruzione non goduti e la profonda ingiustizia del mondo.

In Sardegna hanno studiato i venti, qualcuno ha scuffiato, loro sono arrivati secondi alla regata che non hanno fatto perché c’era troppo vento, ma se fosse stata la regata quasi vincevano perché filavano velocissimi. Ed erano pure senza istruttore.

Pare la microba abbia vinto al trivial della vela (che forse lo facessero con i logaritmi e la termodinamica, le gare tipo ‘giochi senza frontiere’, imparerebbero volentieri pure quelli. Per vincere però, mica per saperlo).

Comunque. La gita in Sardegna, ops, il ‘viaggio d’istruzione’, ha visto preparativi variopinti: lo smarrimento di otto - si, otto - scarpine da scoglio, l’acquisto di una mezza muta ‘che la porto in Australia’, la chat dei genitori che esplode sul come fare i bagagli, e loro che sono quasi maggiorenni e una borsa per la vacanza se la potranno pure fare da soli, no? (certo, a trovare le scarpine da scoglio….). La negoziazione tranchant per stare in casetta a tre a tre. Oltre a Mart e Meg, le amicissime di classe, di compiti e di vita, c’era in classe un altro trio, quindi la stanza da sei era perfetta. Solo che era anche molto ambita, e alla fine, al grido di ‘siamo a nostro agio senza velo solo con loro’, le altre tre con il velo hanno vinto. Così, velo e no che la loro integrazione è cosa fatta, alla fine la stanza da tre era un appartamento con tre stanze da due, quindi loro hanno unito i letti, dormito in tre nelle stanze da due e lasciato le valigie belle paciocche in una camera tutta loro.

Mentre le sorelle pensavano alle meraviglie di Piacenza e di Brescia (Brescia!!!).

venerdì 8 maggio 2026

UN PASSATEMPO DI VIAGGIO

Viaggiando spesso in aereo, sto cominciando a sviluppare qualche bizzarra abitudine. L’osservazione attenta, al limite della maleducazione, degli altri passeggeri mentre salgono. Io facilmente ho il privolegio di sedermi tra i primi, e posso osservare indisturbata chi sale dopo. L’ansia di trovare un posto in alto per la valigia. Lo sguardo che saetta sui numeri delle file, come preoccupato che quel sedile non ci sia. 

Tutti i dove sei tu, finestrino, ah no in mezzo. Le acrobazie per infilare corpi grandi nei posti piccoli. I sacchetti dello shopping in aeroporto, i macaron francesi; chi non chiude il pc nemmeno mentre imbarca, le creaturine piccine spavalde che corrono avanti e quelle intimidite che non si muovono. 

I genitori con i neonati appesi, chi arriva e sembra in pigiama. Sullo stesso volo è facile vedere qualcuno con il piumino e qualcuno con i sandali, e possono essere la stessa persona.

I cappelli improbabili che non sai come sia possibile appoggiare la testa, le giacche stazzonate di fine giornata e quelle perfette, di ottima fattura. 

Vedo occhi di viaggio, occhi stanchi, occhi abituati e occhi curiosi. Cerco di individuare la lingua, la nazionalità, di indovinare il perché del viaggio.

E chissà perché, mi sento più vicina al mondo.

domenica 3 maggio 2026

I MEDICI DEGLI UMANI

‘Che pastiglia è?’

‘È l’antibiotico, me l’ha dato il dentista.’

‘E perché? Hai un’infezione?’

‘No, è proprio per non avere un’infezione, è profilassi.’

‘Ma tu pensa. Come sarebbe, che ti danno l’antibiotico preventivo? Noi, prima di dare un antibiotico, dobbiamo fare il batteriologico. Per la resistenza agli antibiotici, sai. Quindi, vedi, è colpa dei medici degli umani, che danno l’antibiotico a caso.’

I. Medici. Degli. Umani.

mercoledì 29 aprile 2026

UNA GIORNATA DOPPIA

Oggi è il giorno del secondo esame di guida microbo. Ha fatto lezione diligente, ha imparato a usare le marce, c’è il percorso lento da fare e poi quello veloce. E qui, per un secondo di troppo, le hanno detto che non aveva passato l’esame.

Uffa. Ha ricevuto parecchie dimostrazioni di solidarietà, una torta sacher, i ravioli cinesi, molti abbracci.

E poi l’universo si deve essere messo una mano sul cuore e le ha fatto arrivare via mail il visto per l’Australia!

sabato 25 aprile 2026

OLTRE LO SPAZIOTEMPO

La microba in quel bilancio di dare e avere fa in conti con quello che lascerà nei mesi australiani.

‘No, ma hai capito? Il 13 settembre c’è un concerto di Marra e Gué insieme. Non lo fanno da dieci anni. Cavoli.’

‘Vado io e ti videochiamo.’ Il problem solving delle sorelle maggiori.

martedì 7 aprile 2026

IL SIGNORINO QUINDICENNE

[Clop] Allora vi siete ricordati. Lo vedo, che voi bipedi festeggiate i compleanni, e che fate anche quella cosa rischiosissima con le candele e il fuoco, che poi non lo sapete che noi siamo curiosi e magari ci viene voglia di mangiare una candela e poi ci facciamo male? 

Beh, sono contento che il compleanno l’abbiate ricordato anche per me. Che sono venuto al mondo un sette di aprile di quindici anni fa da nobile stirpe olandese, come si evince dal tipico nome nordico che porto, Gino.

Durante i compleanni si fa un po’ il bilancio di dove si è arrivati. E allora te lo dico, bipede cucciola, che sono contento di dove sono arrivato. Il mio box è un po’ buio e io mi infango un pochino, ma vuoi mettere il divertimento? E poi mi piace quando arrivi e sento la tua voce da dietro l’angolo e lo so che staremo insieme e faremo una creatura sola. E alzo la zampa e tu mi dai solo mezzo biscotto, credi che non lo sappia che ce l’hai tutto intero? Però oggi sei arrivata con un bel mazzone di erba fresca e tutta mia, slurp. Ti prendi cura di me e l’ho visto, sai, che hai campionato la mia cacca? Che dopo essere stata nel frigo di casa Noicinque per tre giorni, l’hai portata in università a cercare i parassiti, e io di parassiti non ne ho!

Mi piace quando stiamo insieme, quando saltiamo alti nel cielo (veramente salto io, ma facciamo finta che qualche merito ce l’abbia anche tu), e quando mi porti a brucare l’erbetta più succulenta, quella che piace a tutti i cavalli e infatti ce n’è sempre troppo poca. Quando andiamo in passeggiata che poi mi viene voglia di stare primo e galoppare senza nessuno davanti, quando mi accarezzi con quel tocco speciale che sente.

Si, sono contento di questo compleanno, di stare in questo posto di campagna dove vieni con una dedizione commovente. Magari come regalo, possiamo allontanare tutte le farfalle? Quelle si, sono pericolose. Dai, magari l’anno prossimo. [Clop]

IL TUTOR

Giorno di vacanza da scuola, eppure la sveglia microba suona presto. È in programma la call con il tutor della scuola australiana, quello che magari spiega che cosa sono le materie tipo ‘furniture’ (falegnameria), ‘outdoor studies’ (gite e arrampicata e forse surf), ‘visual art’ (creazione di loghi), ‘textiles’ (taglio e cucito), in modo da scegliere per il meglio. Alla fine si scopre che la selezione è solo di cinque materie, che il suo accento australiano è incomprensibile, che l’orario di fotografia si sovrappone a fisica e allora vabbè andiamo in laboratorio a studiare il calore, che le foto le faccio da me.

Mancherebbe ancora la scelta dei club (dilemma tra armi cadets, quelli che si allenano per entrare nell’esercito, e fashion che è un’altra versione di taglio e cucito - in fondo le due attività si assomigliano).

Mancano da scegliere pure gli sport, vela ormai è suo quando ha scoperto che non si va sempre sullo stesso fazzoletto di mare - ‘piece of ocean’, nella verisone originale, ndt. Per il resto football, pallanuoto e chissà che altro c’è nel suo basket di desideri.

venerdì 3 aprile 2026

HIRE RATE, TAKE 2

Driiin

‘Pronto.’

‘MammamihannoassuntodaZara! Per un mese, solo che non ci posso andare sempre perché ho già una settimana occupata. Cosa faccio?’

‘Mi sa che devi dirglielo…’

‘No, ma uffa. Vabbè adesso le scrivo.’

Driiin

‘Pronto.’

‘No vabbè, ha detto che le serviva tutto il mese. Sono stata assunta e licenziata nel giro di un’ora, un record.’

‘Ma veramente a me sembra un record la tua hire rate: tu ti candidi e ti chiamano sempre!’

‘Seee, figurati. Una volta a febbraio NON MI HA RISPOSTO NESSUNO PER TRE GIORNI.’

Ah, quando mordi il mondo a diciannove anni…

giovedì 2 aprile 2026

SELFIE

I licei moderni non si occupano quasi mai. Vige una sorta di compromesso, pace armata con le autorità, nota come cogestione. Nella cogestione, il preside rinuncia a due, tre o quattro giorni di didattica, dipende da quanto è bravo a negoziare. Quei giorni sono riempiti dai ragazzi che organizzano assemblee con ospiti, dallo storico di arte bizantina ai campioni olimpici. Da cogestioni passate sono transitati ex politici, comici, cantanti, scrittori e varia umanità.

La cogestione al liceo microbo, dai racconti ricevuti, rischia di assomigliare un po’ di più alla guerriglia urbana, ci vuole un servizio d’ordine interno fatto dai ragazzi più grossi e speriamo non siano loro a fare casino, ci vuole l’ok del preside per fare la sicurezza. Devono essere quelli grossi, si, ma anche capaci di non accogliere le provocazioni. Perché ci saranno provocazioni? Pare, da ragazzi di altre scuole…

E poi ci sono le assemblee, e quella che più ha intrigato lo sguardo microbo è stata quella tenuta da carcerati. Non ex.

La microba mostra fierissima un selfie con uno di loro: lei è felice e posa come fosse con un vip, lui vestito bene per l’occasione dell’incontro con i ragazzi, sorridente come un vip, finalmente riconosciuto.

L’abbiamo già detto, che lei scombina tutte le carte del pregiudizio, e fa il mondo più bello, vero?