La mostruosa macchina organizzativa delle olimpiadi appalta a diverse agenzie, tra cui quella che ha assunto la cucciola di mezzo, una serie di servizi. Nello specifico il servizio è quello di sorveglianza ai tornelli della stazione centrale, dove un varco è riservato ai volontari. Così alla cucciola viene affidata la responsabilità di far passare dal suo varco solo chi ne ha diritto, fuori tutti gli altri. Che però stanno in file disordinate e affollatissime ai tornelli accanto, e tentano in ogni modo di passare dove sta lei. Poveretti.
A partire da quello stentoreo ‘ATTENTO SIGNORE.’ proclamato a tre anni scarsi dalla sua minuscola bici con le rotelle, stare a guardia di un varco solletica le sue molte propensioni tipo assertività, tendenza al comando, spregio per la stupidità.
Si alza all’alba, sale sul primo metro della mattina, è dotata di pettorina fosforescente che le darebbe il potere del ruolo e rimbalza viaggiatori prepotenti e instupiditi fino a metà pomeriggio, quando finalmente rientra alla base carica di freddo, umanità e stanchezza.
Racconta che sono moltissimi quelli che sbagliano stazione ‘da dove parte il mio treno?’
‘Non lo so signora, ci sono i tabelloni. Comunque non può passare da qui, è riservato.’ La signora si accanisce sul tornello accanto che non si apre, lei guarda il biglietto e scopre l’inghippo: il treno della signora parte da un’altra stazione. ‘Signora, guardi che il tornello non si apre perché il suo treno parte da Garibaldi.’ ‘Eh, ma io devo andare a Napoli.’ ‘…’
Cose così.
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