Lo vedo, tutto il coraggio che ci è voluto. La posso solo immaginare la fatica per arrivare qui. Per venire la sera, chiedermi due cose di quello che sto guardando alla tele, avvicinare la conversazione, avvicinare la cosa importante. Hai preso coscienza: quello che studi non dice di te, non ti dice, non ti piace. Me lo spieghi con parole corpose: ‘mi manca la profondità di pensiero.’
Ecco, è stato sufficiente. Aprire la porta alla possibilità di essersi sbagliate, di aspettarsi altro. Aprire all’opportunità di farsi affascinare.
Così, come sai fare quando serve, hai raccolto tutta la tua presenza, tutta la tua sapienza di parole e di cuore e hai chiesto aiuto.
E io sono grata a questa giovane e incantevole creatura che si lascia affascinare e che sa anche svelare il fascino che non è per lei, quando non lo è.
Che grande sapienza, creatura di mezzo mia.
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