I licei moderni non si occupano quasi mai. Vige una sorta di compromesso, pace armata con le autorità, nota come cogestione. Nella cogestione, il preside rinuncia a due, tre o quattro giorni di didattica, dipende da quanto è bravo a negoziare. Quei giorni sono riempiti dai ragazzi che organizzano assemblee con ospiti, dallo storico di arte bizantina ai campioni olimpici. Da cogestioni passate sono transitati ex politici, comici, cantanti, scrittori e varia umanità.
La cogestione al liceo microbo, dai racconti ricevuti, rischia di assomigliare un po’ di più alla guerriglia urbana, ci vuole un servizio d’ordine interno fatto dai ragazzi più grossi e speriamo non siano loro a fare casino, ci vuole l’ok del preside per fare la sicurezza. Devono essere quelli grossi, si, ma anche capaci di non accogliere le provocazioni. Perché ci saranno provocazioni? Pare, da ragazzi di altre scuole…
E poi ci sono le assemblee, e quella che più ha intrigato lo sguardo microbo è stata quella tenuta da carcerati. Non ex.
La microba mostra fierissima un selfie con uno di loro: lei è felice e posa come fosse con un vip, lui vestito bene per l’occasione dell’incontro con i ragazzi, sorridente come un vip, finalmente riconosciuto.
L’abbiamo già detto, che lei scombina tutte le carte del pregiudizio, e fa il mondo più bello, vero?
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