giovedì 15 marzo 2012

MUMBAI, INDIA, SI COMINCIA

Dopo soltanto qualche frammentaria ora di sonno (i trasferimenti Jakarta-Mumbai sono molto più lunghi, faticosi e a tappe di quanto ci si potrebbe aspettare), XX e MarMan sbarcano all'alba alla fiera con l'obiettivo di montare una brevettatissima struttura un tre minuti, un po' come le tende da montagna. Nella realtà, essendo appunto l'alba, trovano moltissimi montatori che dormono pacifici negli altri stand montati la sera prima. Dopo un paio di disguidi, il prestito di una scala a pioli indiana su cui arrampicarsi, senza piedi prensili, è stato piuttosto avventuroso, finalmente la struttura è montata, XX e MarMan sembra abbiano dormito lì anche loro e si aprono le porte per cominciare.
XX prova la stessa, profondissima emozione dei suoi primi viaggi in questo paese così intenso e vibrante, colorato e polveroso, affollato e intimo.

martedì 13 marzo 2012

JAKARTA, INDONESIA, LA TECNOLOGIA

Nonostante l'hotel sia chic e moderno, difeso come se non meglio di Fort Knox, per avere una connessione wireless XX ha prima intavolato una serrata discussione con il concierge, negoziato al business center ed infine convinto un impiegato ad andare ad installare nella sua camera il "device", uno strano plasticone che dovrebbe fungere da hotspot. Rientrati dalla cena impegnativa, XX completa anche di bolle pruriginose su un braccio, prova la connessione che naturalmente non funziona. Telefona al concierge, naturalmente ormai è tarda sera, lui prima le chiede di controllare i più improbabili codici indonesiani sul retro del "coso" (come chiameremmo il "device" in italiano), finalmente si decide e dopo qualche minuto compare un diligente impiegato del business center che controlla tutto e poi serafico rilegge la password in modo corretto, codice che XX aveva mal interpretato scambiando per "ll" un undici. Finalmente, ormai si è tirato tardi ed è l'ora giusta per video chiamare a casa. La video chiamata necessita naturalmente di telefonata preventiva, la linea va e viene, le cucciole davanti allo schermo anche loro vanno e vengono cadendo a turno dall'unica sedia su cui si sono arrampicate e questa sera ci si riprova. XX ha il velato sospetto che la nonna MM preferisca il telefono tradizionale, per il quale ormai non litiga più nessuno.
La sera successiva, XX dopo una cena appena un filo meno impegnativa, ma questa volta in compagnia di cinque indigeni, cerca di lavorare un po', ma scopre ahimè che la connessione non è che vada e venga come ieri, non va punto. Richiama il concierge, diverso da ieri, che non ha capito bene e si presenta, dopo una buona mezz'ora, armato di un nuovo "coso" da installare. Nel frattempo, accanto alla non connessione, XX si rende conto con orrore che il cavo di alimentazione del pc ha qualcosa che non va, il computer è praticamente scarico ed è impossibile ricaricarlo, da qualsiasi presa e con qualsiasi adattatore a disposizione. Segnala il problema al concierge, che nel frattempo è riuscito, anche con il coso vecchio, a far ripartire la connessione, e lui di dice disponibile a prestarle un cavo fino alla mattina successiva. Corre alla ricerca del cavo e si ripresenta con un curioso mezzo cavo e accrocchio di adattatori che però sembra funzionare. Dunque XX ha perso mezzo cavo non funzionante con presa italiana compresa di messa a terra ma ne ha guadagnato uno, con multipli adattatori in serie, funzionante, di spiccata natura indonesiana. Ora, come lo spiegherà ai colleghi informatici?

JAKARTA, INDONESIA, LA LINGUA

A sorpresa, in Indonesia si usano per scrivere i caratteri latini. Nonostante sia una nazione musulmana, corre lo stesso anno che in Italia, il 2012, che risulterebbe calcolato dall'anno di nascita di Cristo.
Sembra che alcune parole abbiano derivazione latina, ma anche un po' sarda e un po' rumena. Nella realtà, viene spiegato ad una curiosa XX in vena di interrogatori, la loro lingua si basa sul sanscrito, ma con influenze marcate di olandese e portoghese. Per esempio, gratis si dice gratis (ma questo è latino), e loro si chiamano Imelda, Estelita, Rina e Jonathan. Un po' portoghesi e un po' olandesi.

JAKARTA, INDONESIA, IL CIBO

Lei non mangia pesce pesce per scelta, lui non mangerebbe pesce, né carne perché alcuni recenti studi hanno dimostrato la salubrità di una dieta vegetariana.
Loro i gamberi non li considerano pesce, e servono a lei piatti ricchi di ricciolini rosa. Lui chiede una bevanda tradizionale indonesiana e viene loro servito un cocktail di yogurt e fango marcio che fa riempire lei di bolle su un braccio.
Loro considerano una leccornia il caffè di seconda mano (ossia mangiato, non digerito ma espulso da una particolare specie di opossum): si chiama luwak, è il caffè più caro del mondo e si trova negli escrementi di opossum, meglio se selvatico (ci sono anche quelli allevati apposta per mangiare e non digerire il caffė, ma lo stress dell'animale lo fa diventare meno buono).

JAKARTA, INDONESIA, LA SICUREZZA

La prima impressione di Jakarta (o Cakarta, come la chiamano i locali), e che sia buia, buia, buia. Per un curioso e bizzarro uso dei fusi orari XX e MarMan, che sono prima sbarcati a Singapore per una specie di scalo tecnico, hanno saltellato avanti e indietro di un'ora della loro vita senza capirci troppo. Nonostante Singapore sia più a ovest di Jakarta, in termini di fuso orario sono sei le ore che separano quest'ultima dal confortevole orario italiano mentre sono sette quelle che ne separano Singapore.
La seconda impressione di che XX e MarMan hanno avuto di Jakarta è che sia piuttosto pericolosa. Hanno infatti trovato poco rassicuranti le seguenti misure di sicurezza:
- per arrivare ad un qualsiasi taxi vieni comunque scortato
- per entrare nel driveway dell'albergo si passano due cancelli di metallo, un controllo con tre militari che cercano bombe nascoste sotto la vettura, procedura di apertura del cofano ed identificazione dei passeggeri
- per entrare nella hall dell'albergo tutte le borse e borsine vengono scansite ai raggi X, come pure gli umani che passano sotto un ennesimo metal detector
- al posto del solito, pittoresco figurante in costume retrò, all'ingresso campeggiano due soldati armati di mitra che tutto sembrano tranne che figuranti
- insieme ai soldati, si viene anche ispezionati con cura da poco amichevole rottweiler nero, presumibilmente alla ricerca di esplosivo

lunedì 12 marzo 2012

UN VIAGGIO DA SIGNORI

Ripartenza di XX con il vivace collega MarMan. Di nuovo di domenica, di nuovo saltando la festa di compleanno dello zio PP, che è invece stato festeggiato da mille cucciole che gli hanno regalato un numero imprecisato di scarpe di vari colori. Tutte troppo piccole, pare.
Questa volta, però, il viaggio pare essere meno estenuante del solito, complici delle bizzarre regole aziendali che autorizzano a viaggiare in business class a patto che l'itinerario comprenda l'India o la Cina. Non importa quanto lontano vai, quanto dura il volo, quanto hai viaggiato nelle settimane precedenti o quanto sei alto e dunque incompatibile con i minuscoli sedili della coach (non il caso di XX questo, comunque). Fatto sta che essendo Mumbai, India, una tappa del pesante itinerario, XX e MarMan sono stati autorizzati ad un viaggio più confortevole. Che non vuole soltanto dire una poltrona grande e reclinabile e tutto lo spazio che vuoi, ma anche un'accoglienza calorosa, il cuoco (cuoco? Oppure era solo una comparsa?) di bordo che compare, vestito da cuoco, appunto, offrendo cioccolatini belgi (su una compagnia area turca?!) e brioches calde, le ciabattine da riciclare, una bella coperta trapuntata e le posate di metallo. Durante uno dei numerosi scali, questa volta a Istambul, XX ha anche sfruttato la tecnologia video chiamando, grazie ai nuovi mezzi di cui si è dotata, prima un finalmente rilassato YY in accappatoio post-doccia e poi una sempre pimpante nonna MM per segnalarle i prossimi video-appuntamenti, con complesso calcolo di fusi orari e doposcuola. Funzionerranno, gli appuntamenti virtuali?

giovedì 8 marzo 2012

LA MERLA MERLINA

C'è una merla, a Milano, una di quelle belle merle nere nere un po' cicciotte che non hanno paura di niente, che ha trovato un giardinetto accogliente, uno di quei giardini nascosti di Milano la cui esistenza è celata ai più. Ci sono tre bimbe e una nonna, a Milano, che hanno adottato la merla cicciotta e che nel giardino della nonna non le fanno mai mancare una briciola di pane o l'acqua fresca da bere.
La merla da oggi ha un nome, si chiama merla Merlina anche se è una merlona, con tutte le briciole di pane che mangia. Alle bimbe e alla nonna piace pensare, in una giornata come quella di oggi che celebra la natura femminile troppo spesso dimenticata, che la merla è diventata socievole e coraggiosa per il bene non soltanto suo, ma anche dei suoi merlini nel nido, a cui si sospetta vada la gran parte delle briciole di pane.
In questa storia affettuosa di integrazione uomo (donne, in realtà)-uccello e natura-città sembra però mancare il merlo papà, anche lui nero nero ma con becco giallo brillante. Ebbene, nello stesso giardinetto nascosto sembra che un merlo, meno socievole e meno coraggioso, sia stato avvistato qualche volta da cuccioli occhi attenti e acuti. Il cuore di nonna e bimbe, però, resta con la merla Merlina.

lunedì 5 marzo 2012

ROBIN HOOD

"Scusa, ma perchè tutti sono finiti in prigione?"
"Chi è che è finito in prigione?"
"Tutti i buoni."
"Perchè non avevano più soldi per pagare le tasse."
"Anche quello lì, quello con il giubbotto marrone?"
"Ma dici il frate, frate Tuck? Quello con la faccia da tasso?"
"Si, lui è un tasso."
"Però è un tasso marrone, mentre i tassi sono bianchi e neri."
"TAC" (=invece di occuparci di moda e aspetti naturalistici sul colore del manto dei tassi, a me che volevo vedere la pimpa sempre e solo la pimpa qualcuno potrebbe cortesemente spiegare che storia è questa? Chi è che fa tac? Ma soprattutto, perchè non stiamo guardando la pimpa?)

domenica 4 marzo 2012

DAL QUADERNO DI ITALIANO, CLASSE SECONDA A

Analizza questa frase: lo scoiattolo mangia le ghiande.
Lo: articolo determinativo
scoiattolo: nome comune di animale
mangia: verbo
le: articolo determinativo
ghiande: nome comune di cibo

Scrivi un tuo ritratto e ricorda di descrivere anche il tuo carattere e i tuoi gusti personali (cibo, abbigliamento...)
Mi chiamo cucciola grande.
Il mio viso è rotondo, il mio naso è lungo, i miei capelli sono castani, di corporatura sono alta, i miei occhi sono marroni e grandi e sono simpatica e sorridente. I miei gusti personali sono i dinosauri, gli animali, i bastoncini di pesce, la pizza e la pasta al ragù. Mi piace anche andare dalla nonna, la maglietta da cane, la felpa viola, il maglione dell'agnello e i pantaloni della tuta.

venerdì 2 marzo 2012

SOTTO I BAFFI

"Scusa, ma perchè sta ridendo sotto i baffi?"
"Eee chi è Sottoibaffi?"
"Ma nooo, SOTTO-I-BAFFI non è mica una persona, è un modo dire. Come i baffi. Vedi, tutti abbiamo dei pelucchi, qui, vedi? Quindi se ridi qui sotto, stai ridendo sotto i baffi, ecco."