mercoledì 13 febbraio 2013
MELANGE
Il cerchio, ampio e bianco, della sottogonna. Il viola, intenso e profondo, dell'abito lungo. Il lilla degli inserti di seta sintetica dell'abito. L'azzurro carta da zucchero dei pantaloni sotto la sottogonna. Le zampe, marroncine, del cappello da pastore tedesco lunghe fino all'ombelico. Il grigio topo del "ZU-BBO-TTO DA NE-VE". Il nero del muso del cappello a forma di pastore tedesco peloso. Il bianco brillante delle scarpe da ginnastica. Il rosso acceso dei guanti ciascuno con cinque faccine alla fine delle cinque dita. Oggi era la festa di carnevale, a scuola. Ti sentivi elegantissima.
venerdì 8 febbraio 2013
L'OVIRAPTOR E IL BUDINO AL CIOCCOLATO
Compito per lunedì 11 febbraio: ricerca di gruppo, con Liluz. Dinosauro: oviraptor, da fare al computer.
La creativa maestra di terza elementare ha assegnato, nel tentativo di incentivare il lavoro di gruppo anche con i compiti a casa, una stimolante ricerca: a ciascun gruppo un differente dinosauro, da descrivere, raccontare e rappresentare. Alla cucciola grande sono capitati il dinosauro oviraptor, che vuol dire ladro di uova ma alla fine hanno scoperto che le uova con cui lo hanno sempre ritrovato erano le sue, e come compagna di ricerca la più che frizzante Liluz.
In un pomeriggio che già dall'inizio si presentava impegnativo, XX va dunque a recuperare le cucciole + Liluz e viene accolta da richieste di vario genere:
"Possiamo comprare le chiacchiere?"
"Ma quando facciamo la ricerca, possiamo anche giocare un po': sai che non so stare tanto ferma..." (Si, lo sa, ahimé)
"Iiiihhh, guarda: NON mi chiedere che cosa è successo, è esploso il budino nel cappello!" (Il cappello: bianco, di pelo e a forma di orso polare, ndr).
La ricerca sul più controverso dinosauro del cretaceo è stata scritta dalla cucciola grande al computer di YY (con cui XX non ha particolare familiarità), illustrata da una recalcitrante Liluz che ha ricalcato più di un esemplare di oviraptor con il cestino pieno di uova rubate, (con il buio XX è stata costretta ad appiccicare una torcia fuori dalla finestra per permettere una precisa visione del disegno da ricalcare oltre le cinque del pomeriggio), assemblata da entrambe con chilometri di scotch, letta con orgoglio al papà di Liluz e finalmente archiviata come mission accomplished. Nel frattempo XX stava facendo la terza lavatrice del cappello di orso nel tentativo di rimuovere i residui di budino al cioccolato (che non è ancora chiaro come abbia potuto esplodere in un cappello), la cucciola di mezzo commentava ogni passo della ricerca e dell'oviraptor mentre confezionava una bambolina a forma di nonna con un cucchiaino del gelato e mentre la nonna MM trapiantava primule con la microba. Microba che, una volta rientrata con i capolavori fatti a scuola non ha più smesso di parlare, tanto per cambiare.
La creativa maestra di terza elementare ha assegnato, nel tentativo di incentivare il lavoro di gruppo anche con i compiti a casa, una stimolante ricerca: a ciascun gruppo un differente dinosauro, da descrivere, raccontare e rappresentare. Alla cucciola grande sono capitati il dinosauro oviraptor, che vuol dire ladro di uova ma alla fine hanno scoperto che le uova con cui lo hanno sempre ritrovato erano le sue, e come compagna di ricerca la più che frizzante Liluz.
In un pomeriggio che già dall'inizio si presentava impegnativo, XX va dunque a recuperare le cucciole + Liluz e viene accolta da richieste di vario genere:
"Possiamo comprare le chiacchiere?"
"Ma quando facciamo la ricerca, possiamo anche giocare un po': sai che non so stare tanto ferma..." (Si, lo sa, ahimé)
"Iiiihhh, guarda: NON mi chiedere che cosa è successo, è esploso il budino nel cappello!" (Il cappello: bianco, di pelo e a forma di orso polare, ndr).
La ricerca sul più controverso dinosauro del cretaceo è stata scritta dalla cucciola grande al computer di YY (con cui XX non ha particolare familiarità), illustrata da una recalcitrante Liluz che ha ricalcato più di un esemplare di oviraptor con il cestino pieno di uova rubate, (con il buio XX è stata costretta ad appiccicare una torcia fuori dalla finestra per permettere una precisa visione del disegno da ricalcare oltre le cinque del pomeriggio), assemblata da entrambe con chilometri di scotch, letta con orgoglio al papà di Liluz e finalmente archiviata come mission accomplished. Nel frattempo XX stava facendo la terza lavatrice del cappello di orso nel tentativo di rimuovere i residui di budino al cioccolato (che non è ancora chiaro come abbia potuto esplodere in un cappello), la cucciola di mezzo commentava ogni passo della ricerca e dell'oviraptor mentre confezionava una bambolina a forma di nonna con un cucchiaino del gelato e mentre la nonna MM trapiantava primule con la microba. Microba che, una volta rientrata con i capolavori fatti a scuola non ha più smesso di parlare, tanto per cambiare.
mercoledì 6 febbraio 2013
IL DOLORE, LA SPERANZA E LA MAGIA
È un pomeriggio triste, adombrato dalla notizia della perdita dell'adorato nonnogiulio, nonno dell'amichetta ELE. La speciale Sara, mamma di ELE, figlia brillante, simpatica e travolgente del carismatico nonnogiulio, colui che al mare comprava una caramella per ciascun bambino, che raccontava storie appassionanti a occhi e bocche cucciole spalancate dall'incredula meraviglia, ebbene questa splendida donna mamma attenta ed empatica delle due specialissime ELE e Tins, ha attraversato il giorno più buio. E racconta con il cuore spezzato che spiegare la morte, così spaventosa e definitiva, alla geniale ELE è stata la cosa più difficile della sua vita.
"Comunque non ti preoccupare, so già come fare. Chiederò a Babbo Natale di di non portarmi più, mai mai più, nemmeno un piccolo regalo. In cambio, mi può riportare il mio nonnogiulio."
"ELE, temo che nemmeno Babbo Natale potrà mai fare una simile magia. Il tuo speciale, forte, carismatico ed appassionante cantastorie nonnogiulio lo troverai dentro di te, con il suo ricordo, le sue parole, quel pezzetto di lui che sei diventata; quando aprirai il tuo cuore lui ti verrà a trovare e tu riscoprirai la persona speciale che è stato per tutti noi."
Un abbraccio stretto a Sara, Simone, ELE, Tins e alla loro nonna nel ricordo di un uomo forte e speciale, che ha attraversato come un sorriso gioioso le pigre ma frenetiche giornate di vacanza dei Noicinque.
Ciao, nonnogiulio.
"Comunque non ti preoccupare, so già come fare. Chiederò a Babbo Natale di di non portarmi più, mai mai più, nemmeno un piccolo regalo. In cambio, mi può riportare il mio nonnogiulio."
"ELE, temo che nemmeno Babbo Natale potrà mai fare una simile magia. Il tuo speciale, forte, carismatico ed appassionante cantastorie nonnogiulio lo troverai dentro di te, con il suo ricordo, le sue parole, quel pezzetto di lui che sei diventata; quando aprirai il tuo cuore lui ti verrà a trovare e tu riscoprirai la persona speciale che è stato per tutti noi."
Un abbraccio stretto a Sara, Simone, ELE, Tins e alla loro nonna nel ricordo di un uomo forte e speciale, che ha attraversato come un sorriso gioioso le pigre ma frenetiche giornate di vacanza dei Noicinque.
Ciao, nonnogiulio.
mercoledì 30 gennaio 2013
FILOTTO
Si avvicina il quarto giorno di incastri pirotecnici: la nonna MM, colonna portante della logistica familiare, è rimasta in Italia solo 72 ore, per ripartire alla volta della Francia a capire come prendersi cura della cara zia Lilli, rimasta sola e caduta rovinosamente in casa e ora ricoverata in sconosciuto ospedale nizzardo dove pare che incontrare un medico sia più difficile che vedere una rondine nei giorni della merla.
La cucciola grande ha accolto un virus pestilenziale che le sta facendo sfiorare la febbre a quaranta, si regge a stento in piedi, mangia come un uccellino e probabilmente alla fine della malattia sarà diventata alta come una valchiria.
La zia ELY incrocia, esattamente nei giorni di emergenza, un importante convegno per preparare il quale ha lavorato giorno e notte nelle ultime settimane.
La nonna GG resiste con forza e si presta a gestire i logisticamente complessi pomeriggi della famiglia. La preziosa amica SIL atterra tutte le mattine per prendersi cura di una catatonica e bollente cucciola grande. La sua sorella di mezzo, che con lei condivide la scuola elementare, le ha portato gioiosa una tonnellata di compiti da fare per rimettersi in pari, godendo dello sguardo strabiliato di XX (pare che invece la cucciola grande non abbia avuto reazioni, ancora catatonica e febbricitante).
La microba non perde occasione di far leva sull'attuale emergenza e strillare a pieni polmoni tutto il suo dissenso mattutino quando la si deposita a scuola.
Questa sera la microba in vena di proteste ha saltato la cena, la lavatrice ha perso acqua, alla cucciola grande è uscito sangue dal naso. Sembra un'eternità, eppure di questo filotto di piccoli disastri sono passati soltanto tre giorni.
La cucciola grande ha accolto un virus pestilenziale che le sta facendo sfiorare la febbre a quaranta, si regge a stento in piedi, mangia come un uccellino e probabilmente alla fine della malattia sarà diventata alta come una valchiria.
La zia ELY incrocia, esattamente nei giorni di emergenza, un importante convegno per preparare il quale ha lavorato giorno e notte nelle ultime settimane.
La nonna GG resiste con forza e si presta a gestire i logisticamente complessi pomeriggi della famiglia. La preziosa amica SIL atterra tutte le mattine per prendersi cura di una catatonica e bollente cucciola grande. La sua sorella di mezzo, che con lei condivide la scuola elementare, le ha portato gioiosa una tonnellata di compiti da fare per rimettersi in pari, godendo dello sguardo strabiliato di XX (pare che invece la cucciola grande non abbia avuto reazioni, ancora catatonica e febbricitante).
La microba non perde occasione di far leva sull'attuale emergenza e strillare a pieni polmoni tutto il suo dissenso mattutino quando la si deposita a scuola.
Questa sera la microba in vena di proteste ha saltato la cena, la lavatrice ha perso acqua, alla cucciola grande è uscito sangue dal naso. Sembra un'eternità, eppure di questo filotto di piccoli disastri sono passati soltanto tre giorni.
domenica 27 gennaio 2013
L'ERBA
"Allora, ricapitoliamo, che frutta volete?"
"IO VO-IO LA BA-NA-NA."
"L'erba voio non cresce neanche nel giardino del re." Una cucciola di mezzo in versione grillo parlante.
"NON HO DE-TTO E-BA." (Ti pregherei di non entrare in faccende che non ti competono, cara la mia sorella di mezzo. Mi hanno chiesto che frutta gradisco e ho risposto con decisione, inutile che ti preoccupi dei formalismi con i quali il concetto è stato espresso. La mia banana, grazie, dimenticando erba re e giardini.)
"IO VO-IO LA BA-NA-NA."
"L'erba voio non cresce neanche nel giardino del re." Una cucciola di mezzo in versione grillo parlante.
"NON HO DE-TTO E-BA." (Ti pregherei di non entrare in faccende che non ti competono, cara la mia sorella di mezzo. Mi hanno chiesto che frutta gradisco e ho risposto con decisione, inutile che ti preoccupi dei formalismi con i quali il concetto è stato espresso. La mia banana, grazie, dimenticando erba re e giardini.)
domenica 20 gennaio 2013
UNA FREDDA E BRUMOSA MATTINA DI GENNAIO
Grazie al tuo agire clandestino e carbonaro insieme alla nonna MM, la domenica mattina (non importa quanto freddo fa, quanto nevica o piove) è dedicata a una delle tue attività preferite: cavalcare al maneggio appena fuori città.
Oggi tocca a me, finalmente dopo troppe domeniche, godere del tuo sguardo concentrato e intenso, attento a cogliere ogni segno del tuo cavallo in una simbiosi profonda, godere della gioia pura che provi e trasmetti mentre monti questi splendidi animali. Conosci a menadito tutti gli altri animali del centro, il cane Bussola, il falcone, le targarughine e i cani leonbeger, i molti cavalli che hai cavalcato e anche quelli su cui non sei mai salita, sai dove abitano, dove sono i loro box, e anche quando ti hanno per sbaglio chiusa, con il cavallo, in una delle stalle, sei rimasta a godere di questa imprevista prossimità con gli occhi e il cuore che ridevano.
Che splendida, fredda, brumosa e nevosa domenica di gennaio.
Oggi tocca a me, finalmente dopo troppe domeniche, godere del tuo sguardo concentrato e intenso, attento a cogliere ogni segno del tuo cavallo in una simbiosi profonda, godere della gioia pura che provi e trasmetti mentre monti questi splendidi animali. Conosci a menadito tutti gli altri animali del centro, il cane Bussola, il falcone, le targarughine e i cani leonbeger, i molti cavalli che hai cavalcato e anche quelli su cui non sei mai salita, sai dove abitano, dove sono i loro box, e anche quando ti hanno per sbaglio chiusa, con il cavallo, in una delle stalle, sei rimasta a godere di questa imprevista prossimità con gli occhi e il cuore che ridevano.
Che splendida, fredda, brumosa e nevosa domenica di gennaio.
venerdì 18 gennaio 2013
CI SARÀ, NEL GUINNESS DEI PRIMATI?
Se ci fosse, sarebbe assegnato alla microba. Record di masticazione della zucchina in padella (mai deglutita, ma solo disintegrata): 86 minuti primi, rilevato dalle 19.22 alle 20.48 di venerdì, 18 gennaio a Milano.
Inarrivabile.
Inarrivabile.
mercoledì 16 gennaio 2013
CON QUELLA PRECISIONE CHE...
Qualche statistica: la nonna MM, in trasferta oltreoceano a godersi un po' di meritato sole e caldo vacanziero, è assente dalla vita (e dalla logistica) dei Noicinque per dieci giorni lavorativi, dieci piccoli giorni su un anno solare, dieci piccoli granellini in confronto alle oltre trecento giornate che, nell'anno solare, godono del suo supporto prezioso.
XX, di solito, non smette di vantarsi di quanto siano vivaci e sane le cucciole, mai neppure un raffreddore, probabilmente grazie allo svezzamento in bicicletta con la neve degli anni della prima infanzia. Mai più puntuali i fatti a sbugiardarla.
Due giorni fa riceve, mezz'ora prima dell'uscita sindacale da scuola alle quattro e venti, una curiosa telefonata della bidella che la informa che la cucciola di mezzo ha un po' di febbre.
"Signora, mi scusi, ma i bambini escono tra mezz'ora, ora non faccio in tempo a venirla a prendere prima."
"Si, si, ma non si deve preoccupare, faccia come vuole, tanto ha soltanto qualche lineetta, trentasetteedue."
"Trentasetteedue? E tra mezz'ora escono?"
"Si, guardi, faccia come vuole, noi l'abbiamo avvisata."
"Ecco, allora, dica pure alla maestra che prenderò la cucciola di mezzo all'uscita, alle quattro e venti, cioè tra venticinque minuti."
Il lunedì successivo parte una logistica circense per la cucciola di mezzo che, dopo aver passato un meraviglioso week-end di festeggiamenti natalizi residui, si fa montare un bel febbrone il lunedì mattina.
Il martedì viene rispedita a scuola con medicine di contrabbando in tasca da prendere di nascosto dalle maestre.
Il mercoledì, ore dieci del mattino, mentre XX è in una sorta di riunione plenaria, riceve la seguente telefonata:
"Pronto, XX, sono Taat."
"Ciao Taat, che succede?"
"Succede che la microba ha avuto la caccamolle per due volte, l'abbiamo cambiata tutta ma ora devi venire a prenderla."
"Ok, ora ci organizziamo e viene qualcuno."
Parte un secondo circo logistico a base di YY a cavallo della sua moto gialla, la nonna GG che si fionda fuori casa, la preziosa amica SYL di supporto all'arrampicata.
XX rientra alle sei di sera, trova una microba salterina e caprioleggiante che non presenta alcun sintomo di malessere, pronta a farsi ritornare qualsiasi malattia esotica appena si gira l'occhio.
Curioso il tempismo delle cucciole che si ammalano in quei piccoli dieci giorni, quando in famiglia nessuno ricorda l'ultima visita dalla pediatra, troppo indietro nel tempo per essere presente nell'album dei ricordi. Che tempismo.
XX, di solito, non smette di vantarsi di quanto siano vivaci e sane le cucciole, mai neppure un raffreddore, probabilmente grazie allo svezzamento in bicicletta con la neve degli anni della prima infanzia. Mai più puntuali i fatti a sbugiardarla.
Due giorni fa riceve, mezz'ora prima dell'uscita sindacale da scuola alle quattro e venti, una curiosa telefonata della bidella che la informa che la cucciola di mezzo ha un po' di febbre.
"Signora, mi scusi, ma i bambini escono tra mezz'ora, ora non faccio in tempo a venirla a prendere prima."
"Si, si, ma non si deve preoccupare, faccia come vuole, tanto ha soltanto qualche lineetta, trentasetteedue."
"Trentasetteedue? E tra mezz'ora escono?"
"Si, guardi, faccia come vuole, noi l'abbiamo avvisata."
"Ecco, allora, dica pure alla maestra che prenderò la cucciola di mezzo all'uscita, alle quattro e venti, cioè tra venticinque minuti."
Il lunedì successivo parte una logistica circense per la cucciola di mezzo che, dopo aver passato un meraviglioso week-end di festeggiamenti natalizi residui, si fa montare un bel febbrone il lunedì mattina.
Il martedì viene rispedita a scuola con medicine di contrabbando in tasca da prendere di nascosto dalle maestre.
Il mercoledì, ore dieci del mattino, mentre XX è in una sorta di riunione plenaria, riceve la seguente telefonata:
"Pronto, XX, sono Taat."
"Ciao Taat, che succede?"
"Succede che la microba ha avuto la caccamolle per due volte, l'abbiamo cambiata tutta ma ora devi venire a prenderla."
"Ok, ora ci organizziamo e viene qualcuno."
Parte un secondo circo logistico a base di YY a cavallo della sua moto gialla, la nonna GG che si fionda fuori casa, la preziosa amica SYL di supporto all'arrampicata.
XX rientra alle sei di sera, trova una microba salterina e caprioleggiante che non presenta alcun sintomo di malessere, pronta a farsi ritornare qualsiasi malattia esotica appena si gira l'occhio.
Curioso il tempismo delle cucciole che si ammalano in quei piccoli dieci giorni, quando in famiglia nessuno ricorda l'ultima visita dalla pediatra, troppo indietro nel tempo per essere presente nell'album dei ricordi. Che tempismo.
domenica 13 gennaio 2013
LO STRETTO SENSO DI UNA FAMIGLIA LARGHISSIMA
YY pensava che i festeggi natalizi in contumacia si concludessero con l'Epifania, che tutte le feste si porta via. Ebbene, si sbagliava.
La domenica successiva alla befana si è infatti tenuto un festeggiamento allargato (diciannove adulti seduti allo stesso tavolo + quattro minorenni al tavolino dei minuscoli) organizzato dal patriarca nonno GG e da sua moglie PP. Hanno cucinato per giorni e per un reggimento, invitato un reggimento collegato da una fitta trama di parentele complicate (definire allargata la famiglia appare quasi riduttivo), preparato regalini della befana in quantità da grossisti di giocattoli e creato un'atmosfera di famiglia profondissima.
Alla fine del pranzo, il reggimento dei diciannove ha collaborato per sparecchiare, smontare il tavolo, archiviare le sedie, spazzare per terra, attivare la prima delle sette lavastoviglie necessarie, giocare con le cucciole e in un attimo la casa è ritornata quasi presentabile. Cugini, ziastre e cuginette hanno circondato XX e YY in un abbraccio stretto di famiglia presente e spumeggiante, di quelle in cui ti senti accolto ma non giudicato, di quelle in cui ti siedi sul divano e in una giornata parli sempre con qualcuno diverso, il cugino acquisito che fa il poliziotto o lo zio filosofo, e tutti ti lasciano un pezzetto di sé.
Grazie, famiglia allargata, per questo senso di famiglia strettisimo, grazie a SIMONBELLE e Sarsazì per la loro calda e frizzante accoglienza (e per le perline, i segnalibri, i braccialetti, i boa di struzzo, i mug e il milione di altri doni dedicati alle cucciole).
La domenica successiva alla befana si è infatti tenuto un festeggiamento allargato (diciannove adulti seduti allo stesso tavolo + quattro minorenni al tavolino dei minuscoli) organizzato dal patriarca nonno GG e da sua moglie PP. Hanno cucinato per giorni e per un reggimento, invitato un reggimento collegato da una fitta trama di parentele complicate (definire allargata la famiglia appare quasi riduttivo), preparato regalini della befana in quantità da grossisti di giocattoli e creato un'atmosfera di famiglia profondissima.
Alla fine del pranzo, il reggimento dei diciannove ha collaborato per sparecchiare, smontare il tavolo, archiviare le sedie, spazzare per terra, attivare la prima delle sette lavastoviglie necessarie, giocare con le cucciole e in un attimo la casa è ritornata quasi presentabile. Cugini, ziastre e cuginette hanno circondato XX e YY in un abbraccio stretto di famiglia presente e spumeggiante, di quelle in cui ti senti accolto ma non giudicato, di quelle in cui ti siedi sul divano e in una giornata parli sempre con qualcuno diverso, il cugino acquisito che fa il poliziotto o lo zio filosofo, e tutti ti lasciano un pezzetto di sé.
Grazie, famiglia allargata, per questo senso di famiglia strettisimo, grazie a SIMONBELLE e Sarsazì per la loro calda e frizzante accoglienza (e per le perline, i segnalibri, i braccialetti, i boa di struzzo, i mug e il milione di altri doni dedicati alle cucciole).
martedì 8 gennaio 2013
MIAO CHE DISEGNA SCIMMIETTE BRILLANTI
Il primo pomeriggio di rientro, di impegni circensi (ricominciano finalmente le lezioni di musica di una stonatissima, ma appassionata, cucciola grande) accompagnato dalla bella e bionda Miao. La nonna MM è i fatti partita per la sua vacanza esotica di gennaio, e dato il moltiplicarsi degli impegni cuccioli e nonostante la fitta rete di sostegno a cui XX non sarà mai troppo grata, si è pensato di ingaggiare una giovane e allegra tata per qualche pomeriggio delle prossime settimane.
Ricordate la settimana estiva di arrampicata delle cucciole nel rifugio, quella dove tutti avevano un soprannome, dove la cucciola grande è tornata con le foglie di felci appiccicate alle unghie con lo smalto giallo fosforescente e la cucciola di mezzo è rimasta appesa in parete? Quella settimana dalla quale sono tornate strafelici, anche se in due avevano totalizzato una sola doccia e tre cambi di mutande in tutta la settimana? Ebbene, Miao era parzialmente responsabile della riuscita (igienicamente discutibile) di quella vacanza, avendo fornito assistenza full time alla rocciosa Lux.
Così oggi la non più bionda Miao ("Non l'avevo riconosciuta perché aveva le trecce rosse, meno male che ho visto la cucciola di mezzo arrampicata sulla cancellata" - ecco, meno male) ha trascorso il suo primo pomeriggio casalingo disegnando meravigliose scimmiette brillanti, contingentando merende e vincendo a tombola.
Ricordate la settimana estiva di arrampicata delle cucciole nel rifugio, quella dove tutti avevano un soprannome, dove la cucciola grande è tornata con le foglie di felci appiccicate alle unghie con lo smalto giallo fosforescente e la cucciola di mezzo è rimasta appesa in parete? Quella settimana dalla quale sono tornate strafelici, anche se in due avevano totalizzato una sola doccia e tre cambi di mutande in tutta la settimana? Ebbene, Miao era parzialmente responsabile della riuscita (igienicamente discutibile) di quella vacanza, avendo fornito assistenza full time alla rocciosa Lux.
Così oggi la non più bionda Miao ("Non l'avevo riconosciuta perché aveva le trecce rosse, meno male che ho visto la cucciola di mezzo arrampicata sulla cancellata" - ecco, meno male) ha trascorso il suo primo pomeriggio casalingo disegnando meravigliose scimmiette brillanti, contingentando merende e vincendo a tombola.
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