sabato 23 marzo 2013

PON-TO

"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"ZA-O."
"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"TI HO DE-TTO ZAO, NON PON-TO."
"È vero, mi hai detto ciao. Allora come stai, come state, fate le bravissime?"
"PI-MA A-VE-VI DE-TTO PO-NTO. IO TI HO DE-TTO ZAO."
"Va bene, anche io ti dico ciao. Senza dire pronto. Ciao cucciola, come stai come state, fate le bravissime?"
"SI. ZAO. SMACK."
Click. Era tutto quel che XX voleva sapere (quasi).

mercoledì 20 marzo 2013

BONNIE&CLYDE

Le lungimiranti maestre della classe verde chiamano la microba e il suo amico Potts BONNIE&CLYDE.
Forse perché hanno rubato, di nascosto, uno per uno, gli gnocchi dal piatto di Taat?

martedì 19 marzo 2013

L'OCA SONIA E LA MINESTRA ARANCIONE

"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"PON-TO. SAI CHE A-BBIA-MO MAN-ZATO LA PI-ZZA E LA MI-NE-STRA A-RAN-ZO-NE?! E POI IL BU- DINO E POI A-BBIA-MO PA-RE-CCHIA-TO."
"Mmhh, buona, la pizz..."
"EEhh, sai che abbiamo mangiato il budino e poi abbiamo visto un film? E forse domani un altro film? Allora, alla fine abbiamo visto Pierino e il Lupo e l'oca Sonia e il gatto Ivan che vuole mangiare il picchio."
"Anche il nonno ha un gatto che si chiama Ivan!"
"EEhh, ma questo gatto Ivan non era a chiazze bianche e nere, era a righe rosse e arancioni. Tutto diverso."
"Ma che cos'è questa storia che a scuola si guardano sempre i film?"
"EEhh, allora, la storia è che il picchio piange perché pensa che il lupo abbia mangiato l'oca Sonia. Era con il cappello."
"Chi aveva il cappello, il picchio?"
"Noo-oo, l'oca Sonia aveva il cappello."
"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"Pronto. Ciao. Abbiamo mangiato la pasta con le foglie di olivo. Alle foglie di olivo. No, delle foglie di olivo. Era buonissima, ciao."

domenica 17 marzo 2013

A PARTE I MIRTILLI

"Pronto. Ciao nonna MM, ho saputo che hai invitato a pranzo le cucciole, come stai, come stanno, fanno le bravissime?"
"Siiiii, bravissimeeeee, VERO BAMBINEEE? Te le passo, ciao."
"Pronto. Ciao. Ho scritto una canzone che avevamo imparato con Mir - la maestra di musica della prima elementare, non la stazione spaziale, ndr - così non la dimentico, aspetta che te la canto:
E   -   ra   -   va   -   mo   -   tar   -   ta   -   ru   -   ghe   -   e   -   cam   -   mi   -   na   -   va   -   mo   -   pia   -   no.
Siam diventati asinelli e trotterellavamo un po'
Poisiamdiventatigazzelleecorriamoapiùnonposso!
Ti è piaciuta?"
"Bella, devi farla sentire anche al maestro di piano, è tutta sul ritmo, così, ti spiega..."
"Si, ciao, devo fare la cacca."
"PON-TO. ZAO. HO FI-NI-TO IL RI-SO-TO ZA-LLO PRI-MA DI TU-TTI."
"Mmhh, che bontà, sono sicura che era squisito!"
"Prontoooo, sai che io ho finito il risotto seconda di tutti. AAHHHH, la nonna ha rovesciato i mirtilli. Quanti mirtilli!"
"I mirtilli? Aiuta la nonna a raccoglierli, allora."
"EEEHHH, lo sto già facendo, ho una mano piena, ma sono millemila e sono rotolati dappertutto."
"Pronto, ciao XX, come stai?"
"Bene, bene, qui fa solo freddissimo. Lì tutto bene? Fanno le bravissime, le cucciole?"
"Sisisi, qui tutto bene, a parte i mirtilli..."

venerdì 15 marzo 2013

E INTANTO...

Più o meno intanto che che XX a settemila piedi di quota sulla costa orientale cercava di evitare lo shopping compulsivo proposto dall'appetitoso catalogo, YY dava prova di indubitabili capacità organizzative. È misterioso come possa, probabilmente senza neppure troppo utilizzare il suo piglio militare, rendere le cucciole pronte a muovere alla volta della scuola addirittura in anticipo sulla tabella di marcia. Fatto sta che pare che fossero tutte in ordine, la cucciola grande intenta a leggere uno dei numerosi libri che sta divorando in ogni minuto libero, la microba impegnata nella scelta del modello di alabarda portare con sé a scuola, la cucciola di mezzo a ritoccare la delicata pettinatura a spinacio, mentre YY preparava il triplo valigino minimal per lo sleepover delle cucciole dalla nonna MM in serata, smontava il lettino microbo e lo impacchettava dimenticando (omettendo?) il materasso ma non le lenzuola, per poi scaraventare la microba alla scuola materna, spedire le altre due alla scuola elementare, portare lettino+valigino alla nonna MM. Solo ora poteva incominciare - INCOMINCIARE - la sua giornata produttiva, che terminerà soltanto a notte fonda con la fine della partita fuori casa. Tra l'altro, per stare tranquilli l'imminente week-end prevede una serie di incastri che nemmento il tetris, con la spesa all'alba, il recupero delle cucciole dalla nonna MM, del lettino, valigino minimal eccetera, la tripla piscina cucciola, il pranzo comunitario con gli amici di nuoto, il deposito della cucciola di mezzo a casa della sua amica Bea (recupero con modalità non pervenute). Per la domenica sono previsti 'soltanto' un brunch parecchio partecipato di compagni vari della cucciola grande e una festa pomeridiana di un'amica della cucciola di mezzo. Ma dove lo nasconde, YY, il mantello di Superman?

giovedì 14 marzo 2013

SKYMALL: SONO CREATIVI PARECCHIO

Stipata su un aerucolo versione pullmino da NY al nulla del Nord Carolina, mentre il suo vicino legge nella la bibbia di Isaia e indossa delle cuffie antirumore enormi, XX, che non può ancora accendere i suoi numerosi devices elettronici a causa delle stringenti le regole aeroportuali, inganna l'astensione da tecnologia dando un'occhiata al giornalino della linea aerea, rigorosamente americana, rigorosamente dedicato allo shopping. E scopre che in volo, ma solo e soltanto mentre ci si trova a settemila piedi di altezza, si possono acquistare oggetti imperdibili. Come una gabbia per cani in legno massello, una siepe rampicante in plastica, una spada laser pieghevole che disinfetta la biancheria da letto, una tricicletta da duemila dollari, un appendiscarpe girevole, un mohai alto sei piedi (oltre centottanta centimetri di statua rappresentativa degli antenati dell'isola di Pasqua), un baldacchino da letto pop up, un lanciapalle da baseball, metri quadri di prato finto, un ombrellone di paglia, uno scaldabiberon in pelle di mucca pezzata, una bottiglia di birra gonfiabile, una cabina telefonica londinese, una lettiera per gatto nascosta in una finta lavatrice (lo slogan: a place for cleaning), un gazebo in versione gialla o viola, un tavolino per mettere la pappa del cane, svariati i-bigini ("getabstract, compressed knowledge") - ogni libro non più di cinque pagine - attenzione a non stancarsi - un sasso inciso, una statua dello yeti, un set di altimetro, variometro e bussola (che si sperano doppi rispetto a quelli in uso ai piloti), uno specchio con tre pettinature di baffi disegnati, per scegliere quale ci sta meglio, probabilmente, un riduttore del water per gatti (quelli che non amano la lettiera-lavatrice) un magico toglipuzza alle scarpe (le scarpe sono fotografate impalate su due pioli, nella spiegazione si cita una non meglio definita efficacissima lampada a UV e si enfatizza l'assenza di spray di qualsiasi genere: quasi quasi...).
...
Il post, alla faccia del bando tecnologico, postato da settemila piedi di altitudine a bordo del volo 3634 che attraversa qualche stato della costa orientale degli Stati Uniti (ndr).

domenica 10 marzo 2013

ESCONO? ESCONO.

La mamma di Liluz si è offerta di accompagnare, insieme alla sua frizzante pallina matta Liluz, anche le cucciole grande e di mezzo all'evento del quartiere: lo spettacolo teatrale della compagnia Cuore in Pezzi, composta da divertenti e divertiti genitori della locale scuola dell'infanzia che ormai sedici anni fa hanno dato luogo ad una scoppiettante serie di spettacoli per bambini a cui le scuole del quartiere partecipano con entusiasmo.
Così alle 19.45, in un anticipato dopocena, le cucciole escono. Escono? Escono. Armate di una borsa contenente un pezzo di cartone da imballaggio, delle forbici, un bicchiere di carta riempito da cioccolato da condividere con Liluz, un biglietto giallo che indica la destinazione del cioccolato, un braccialetto e una bottiglia d'acqua, oltre alle duemila raccomandazioni di XX sul fatelebrave, nondisturbate, siateubbidenti, nongridate, nonparlate ma anche nondormite, nonlitigate, nonsbatteteipiedisullapoltronadavanti, sono state recuperate dai simpatici e disponibili genitori di Liluz.
Al ritorno, tardissimo che più tardi non si può, sono state spedite a letto dopo unicamente un sommario lavaggio denti, mentre la mattina seguente si sono susseguiti racconti, chiacchiere ed impressioni sullo spettacolo e sulla storia.
In questa divina commedia, il cui ricavo è stato devoluto all'associazione Pane Quotidiano (poi capirete il motivo della precisazione), c'era Dante con il telefonino scarico ed è proprio per questo che si perde nel bosco. Non angeli ma Angela, che svolazza con le ali e si pettina i capelli come Rapunzel. Ci sono Pluto, che però non è l'amico di Topolino, Francesca ("Ma chi era 'sta Francesca?"), i diavoli che mentre accompagnavano Dante al lago ghiacciato facevano le pernacchie al microfono, Virgilio ("Ti ricordi che non abbiamo conosciuto un cavallo che si chiamava Basiglio?"), e i golosi ( "Ma io non sono golosa, mangio solo un po' di cioccolato ogni tanto!").
La storia e lo studio dell'opera avranno probabilmente bisogno di pazienti e zelanti insegnanti della scuola secondaria, mentre alcuni messaggi dal palco sono stati accuratamente recepiti:
"Avete visto che il papà ha comprato tantissimi tipi di pane per la colazione?"
"Anche il MARZAPANE?"
"No, il marzapane non c'è."
"Ah. E il PANEQUOTIDIANO, invece??"

giovedì 7 marzo 2013

IN 42 ORE

XX ricomincia a trottolare per il mondo, con partenze all'alba, rientri notturni e trasferte lampo. In quella di questa volta, di circa 42 ore in Inghilterra, ha chiamato casa qualche volta ricevendo, quando qualcuno sollevava il telefono, risposte a monosillabi ben poco presenti e consapevoli.
Finalmente rientra nottetempo e la mattina, al risveglio cucciolo in un vortice di entusiasmo e parole, scopre che: la cucciola grande ha perso un altro dente che però non ha perso nel senso di disperso, infatti è arrivato il topolino del papà (occhiolino complice), ma forse la notte prossima arriva anche il topolino della mamma? (secondo occhiolino molto più complice di sfacciata richiesta di denaro); che il pomeriggio sempre la cucciola grande con un dente di meno è riuscita ad anticipare la lezione di cavallo, cavalcando un cavallo dei preferiti che trotta ma non galoppa (e neppure lei, del resto); che la classe della cucciola grande è andata in gita al duomo di Milano dove hanno ascoltato interessanti notizie ognuno attraverso la sua radiolina; che la cucciola di mezzo ha convito la nonna MM a scambiare le lezioni della ginnastica ritmica con quelle della ginnastica artistica come fossero figurine; che la rocciosa maestra di roccia Lux è in vacanza e la lezione è stata fatta da Giacomo, ancora più divertente (ove possibile); che a scuola hanno trascorso ore su ore di verifiche e interrogazioni senza colpo ferire; che la microba è andata alla scuola materna con uno scolapasta rosso in testa (che pare servisse per non meglio precisati lavoretti). Tutto in 42 ore.

lunedì 4 marzo 2013

E IN CLASSE?

Dopo la nevosa eppur gioiosa settimana di sci, le cucciole sono finalmente riatterrate alla scuola elementare, in classi pervase da frenesia da compiti in classe. Il carnevale, la chiusura per le elezioni, l'imminente gita al duomo di Milano e qualche settimana bianca hanno infatti ridotto di parecchio il tempo utile alle insegnanti per concludere, nei tempi stabiliti, le verifiche di legge per la seconda pagella dell'anno.
Così si scopre che la cucciola di mezzo in un lunedì brumoso ha compilato fogli e fogli di sillabe e disegni, riorganizzato vignette in ordine logico, letto storielle da illustrare e compilato lunghi dettati. Si scopre anche le cucciola grande ha saltato l'ora di religione e l'intervallo per recuperare il compito sul dettato, compilare cornicette a completamento del compito in classe ed eseguito innumerevoli divisioni con la prova, analizzato frasi di grammatica, recitato poesie a memoria e risposto alle domande di geografia.
XX ricorda a malapena la sua terza elementare in prestito nei locali dell'oratorio perché la scuola era troppo zeppa di bambini, ricorda a malapena la maestra Sartori che le pizzicava le guance cicciottelle e le correggeva i disegni con la penna rossa, ma di sicuro non ricorda un rapporto così stretto, solidale ed empatico come quello che le cucciole sembrano avere con le loro illuminate insegnanti, rigorose ma disposte all'ascolto come poche altre.
Domani si replica con matematica, inglese, scienze e chissà cos'altro, mentre loro si divertono (per ora) e commentano gioiose finalmente un intervallo passato in giardino, a giocare a rialzo, ai quattro cantoni, a magoghiaccio e a ratatouille con topi e formaggio (regole non del tutto chiarite, ndr).

venerdì 1 marzo 2013

ORSO BRUNO, ZANNA DI LUPO E DIAVOLO ROSSO

Lunghezza della pista 'Orso bruno': 3600 metri
Distanza percorsa IN PISTA dalle cucciole grande e di mezzo: 150 metri, percorrendo il resto tra rami, bosco, salti e cunette in fuoripista. Il fuoripista si può chiamare, a seconda del maestro che te lo racconta, 'zanna di lupo', 'diavolo rosso' o chissàcomealtro.
Mentre YY si diverte come un matto a seguire le due scatenate lungo i percorsi alternativi, XX, che amerebbe stare IN PISTA, le segue suo malgrado insaccandosi le ginocchia ad ogni salto più alto di una spanna graffiandosi il viso con i rami del bosco e spera che nessuno si incastri davanti a lei. Loro, manco a dirlo, non si sono mai incastrate.