domenica 1 ottobre 2017

L'INFINITO, SE LO GIRI

Otto gli anni che compi oggi. Otto è palindromo, anche se lo leggi al contrario resta uguale. E se lo scrivi in numero, e poi giri il foglio, hai rappresentato...l’infinito.
Ecco, Microba, questo tuo giorno speciale diciamo che è come un po’ come te e come l’otto: un po’ palindromo, un po’ infinito.
Palindromo come il davanti e il dietro, non sono importanti quando metti una maglietta (tipicamente al contrario, ma lei non è palindroma e si vede);
infinito come lo spazio nei tuoi occhi, capaci di vedere quel che nessuno vede e stupirsi di quel che non stupisce nessuno;
palindromo come lo skateboard, che in avanti o all’indietro è (quasi) lo stesso;
infinito come le sfumature degli improbabili colori che ti ostini ad accostare scientemente;
palindromo come i compiti che l’inizio e la fine non sono mai troppo chiari...
infinito come il cerchio che hai chiuso di noi.
Tu. Palindromo e infinito.

Buon ottavo compleanno, Microba.

domenica 24 settembre 2017

OLTRE LA DECINA

Undici meraviglie di te

Uno, il tuo intuito che ascolta con le mille antenne, fino ad indagare e svoltare le pieghe nascoste dei nostri cuori, nudi di fronte a te
Due, le parole che sai usare senza economia, con sapiente appropriatezza
Tre, la gratuita generosità del tuo cuore immenso
Quattro, la rigorosa determinazione che ti permette di fare ciò che vuoi, sempre al meglio
Cinque, gli altri, che ami e frequenti con gioia
Sei, i mille (ma mai sufficienti) libri che leggi, scrivi e sogni
Sette, gli abbracci abbracci, quelli che sai donare come nessuno, perfino quando dormi
Otto, i tuoi occhi di velluto, capaci di profondità impensabili
Nove, le storie di te, che ami ascoltare in racconti senza fine
Dieci, le giornate fitte fitte, vissute a cento all’ora nel rispettare le mille consegne
Undici, gli anni dei tuoi independence days

mercoledì 13 settembre 2017

INDEPENDENCE DAYS

E dopo il primo giorno, sono venuti il secondo e il terzo. I primi tre giorni in cui la cucciola di mezzo assapora un’autonomia inedita, fuori dai confini del quartiere. XX e YY sostengono e promuovono il cambiamento. Che dal loro punto di vista sembrerebbe avvenuto un po’ rapidamente, però. Da “quasi undici” a “diciotto” anni in settantadue ore, in effetti, sembra un filo rapido.
Durante i primi pomeriggi di libertà il sapore di indipendenza è molto ghiotto e riempie di idee il cuore cucciolo di mezzo. Le idee vengono, a tratti, comunicate a XX per via di quei messaggi vocali tanto cari ai giovani ma che XX sente con una differita di ore, perdendo inevitabilmente traccia di impegni e spostamenti. “SONODALLAVITT!!!” “SOLOUNQUARTOD’ORA” e qualche minuto dopo “ANDIAMODACECIA”, ma soprattutto “TORNOQUANDOPOSSO”. 
Torno. Quando. Posso.
XX grazie al cielo ascolta i messaggi con troppo ritardo per agitarsi. Si morde la lingua, scopre che le comunicazioni non sono per nulla rappresentative degli spostamenti del pomeriggio. Mancano un incontro in gelateria, la visita alla maestra delle elementari e l’invasione della scuola materna, da cui Taat ha cercato inutilmente di raggiongere XX per avvisarla del gregge fuori dal recinto.
A XX e YY non resta che confidare nella professionalità di Maps, che in qualche giorno caricherà i sedicenti diciottenni di analisi grammaticale a nastro, impedendo loro di ciondolare il libertà fuori dai recinti.

lunedì 11 settembre 2017

QUEL PRIMO GIORNO CON MAPS

Inizio di scuola a scacchiera in casa Noicinque. La prima ad inaugurare la serie è la cucciola di mezzo che, forte di una scuola non troppo rispondente frequentata dalla sorella maggiore, è stata inviata verso altri lidi.
Gli altri lidi hanno inaugurato oggi l’inizio delle attività, capitanate da una profesoressa di italiano, la prof Maps, decisamente a forma di professoressa di italiano. Brillante e severa, granitica e simpatica, ha intrattenuti i suoi nuovi ragazzini per le due ore concesse oggi alla presenza dei genitori. Sue alcune chicche che ne hanno fatto il personaggio del giorno.
“Cari genitori, sappiate che oggi mi consegnate dei pacifici ragazzini appena usciti dalle elementari e io, fra tre anni, vi renderò...una banda di cannibali. Tale è l’evoluzione nell’adolescenza. E ricordatevi che una delle più grandi educatrici del nostro tempo scriveva che l’educazione è una grazia. Oppure, scevro da significati religiosi, diciamo una fortuna. Non importa quanto si semina, quello che arriva, se arriva, non è scontato.”
E poi ancora...”Ah, ciao, tu sei il fratello di...” Il malcapitato risponde “Ciao.” Sbagliato. “Non ciao. Buongiorno.”
La granitica prof racconta anche che si, lei avrà dieci ore con la classe, e che con l’italiano, la storia e la geografia si possono vivere grandi passioni. Con il complemento oggetto, meno. E che di appassionati del complemento oggetto qualcuno le è capitato di incontrarne, ma che sotto sotto le hanno sempre fatto un po’ paura. Cinonostante lei si ostinerà caparbiamente ad insegnare anche, anzi, soprattutto, il complemento oggetto.

La cucciola di mezzo, come già il primo giorno di prima elementare, si è piazzata al centro geometrico dell’aula, ha seguito con attenzione le regole della prof Maps e sorriso alle numerose battute. Ha passato il pomeriggio a comprare quaderni colorati e mangiare gelati con i vecchi amici, inondando la chat di famiglia di messaggi vocali sui suoi spostamenti. Da domani si comincia davvero. Primo appuntamento, h. 7.20 con i vecchi amici. Per far la strada insieme, anche se non siamo proprio sicuri di dove andare.

mercoledì 6 settembre 2017

CON LA GRANITICA CERTEZZA CHE FOSSE UN'OTTIMA IDEA

Era una di quelle cose segnalate da un’amica grazie ai mille intrecci della rete. Un acquisto abbordabile, circa cinque euro quella settimana al discount. Così XX e YY si convincono, sembra proprio una buona idea per cominciare a stimolare, oltre all’ormai indiscussa autonomia, anche un po’ di collaborazione alla cura ordinaria delle attività famigliari da parte delle cucciole, oggi così resposabili dei loro affari e per nulla degli affari di tutti. Così, con la granitica certezza che fosse una buona idea, hanno comprato la “Lavagnetta delle ricompense”. Si tratta di una lavagnetta magnetica in cui programmare nella settimana chi si occupa delle attività spicciole come apparecchiare e sparecchiare la tavola. Bagnare le piante, aiutare a cucinare e fare i letti. Ad ogni turno rispettato, ad ogni attività completata, si accumulano punti che danno diritto, al raggiungimento di una soglia, ad una ricompensa da negoziare con cura.
Fantastico.
XX e YY accarezzano il sogno di una tavola apparecchiata e sparecchiata al momento giusto, ordine, lavatrici e piante ben innaffiate.
Quello che non avevano previsto, però, era l’insensata rincorsa al prossimo punto per raggiungere la meta più presto. Oggi i punti vengono infatti  autoassegnati dalle cucciole anche solo dopo aver pelato mezza patata o messo le posate in tavola.
Se disgraziatamente qualcuno tarda ad apparecchiare il giorno del suo turno, si scatenano liti furiose al grido del “TOCCAVAAMEEEEE!”.

Così con la caccia all’innaffiatoio delle piante e al tavolo del prossimo pasto la lavagnetta sta diventando oggetto di regole ferre e di una contabilità complessa, con la speranza, un po’ meno granitica, che la lavagnetta delle ricompense possa finalmente tornare ad essere un’ottima idea.

martedì 15 agosto 2017

FEDERICO, FILOSOFO

Come in tutti i posti di mare in cui la montagna si affaccia direttamente nell’acqua salata, la Ligura non fa eccezione: anche qui si contano spiagge risicate e scogli appuntiti che sembrano essere stati gettati in mare da mano sapiente con l’intento di sfidare passanti e bagnanti, quasi dicendo: “Io sono qui, guardiano di un mare turchese e cristallino. Sarai così ardimentoso da arrampicarti sui miei spigoli taglienti e, una volta in cima, tuffarti a godere di un mare trasparente e chiaro? Sono qui, ti aspetto...”
Oggi le cucciole hanno raccolto la sfida. Con manovra di avvicinamento si sono cimentate, con le inseparabili amiche del mare Ele e Tins, in tuffi da mezza costa, salendo di una spanna per volta come capre di montagna per tuffarsi ogni volta da un po’ più in alto. Sopra tutte, Federico. Un filosofo dodicenne, habitué della spiaggia, che dopo qualche tuffo di riscaldamento si fermava sulla sommità dello scoglio, a guardare il mare con la sapienza di un nostromo, a scambiare qualche parola con gli aspiranti tuffatori e ad esercitare il ruolo di motivatore esperto verso i tuffatori titubanti. Che, a ben guardare, un po’ di ragione l’avrebbero anche avuta, a fermarsi quell’attimo in più sul sottile confine tra paura e coraggio: nove metri di altezza, un volo in veticale e sotto, un po’ sotto il mare, un sacco di scogli ben visibili nell’acqua trasparente.
Qualcuno ha bisogno di più tentativi per aggrapparsi al suo coraggio. Dopo un po’, il meccanismo si è oliato, il filosofo ricomincia a tuffarsi anche lui e i tuffi si contabilizzano a ventine per volta. A persona.

martedì 8 agosto 2017

FINALLY

L’estate dalla logistica complicata sembra finalmente quietarsi con l’ultimo recupero cucciolo, finalmente dalla Francia alla rassicurante e consueta Liguria.
Dopo un anno di città grigia e pulsante, vissuta alla frequenza milanese, quella che non sembra permettere di  scendere dalla centrifuga vorticosa (ed un’estate analoga, fino ad ora), ecco i profumi, i colori, le stradine e i rumori del tempo allungato del mare. Tutti insieme, finalmente, la gioia di ritrovare le risate spensierate, le letture interminabili, le chiacchiere senza fretta, il gelato straordinario dal nome ordinario (Mario?!).
Il mare regala ai Noicinque una prima giornata in grande spolvero dall’acqua turchese e cristallina dedicata tutta dedicata al ritrovarsi: insieme, finally dopo tante settimane, la spiaggia di sempre, i giochi, lo scoglio grande e quelli più piccoli, la zattera immutabile nei secoli sopravvissuta a mille mareggiate.
Tempo di vacanza, finally.

lunedì 17 luglio 2017

POCO MENO DELLA METÀ DELLA MIA VITA

Due decenni. Tanto è passato da quel temporale potente e scuro, come te, che accoglieva il tuo viaggio in quello che abbiamo imparato a chiamare il “mondo luminoso”, con la luminosa speranza che sia davvero così. Venti anni senza le tue mani forti e capaci di aggiustare tutto, senza la tua mente brillante e analitica, la tua parola gentile ed ironica ma anche ferma, sarcastica e decisa al bisogno. Venti anni senza la tua curiosità di capire e scoprire, senza la tua passione del saper fare con cura precisa per i dettagli. Senza il tuo volare sopra la Brianza che avevi imparato a conoscere dall’alto, i campanili e le cime delle prime Alpi, il Resegone, i corni di Canzo, ma soprattutto i laghetti, quegli specchi d’acqua di cui pochi milanesi sanno se non chi li vede e lo gode dall’alto come hai fatto tu.
Venti anni senza le tue letture rapidissime, senza le tue soluzioni ingegnose e precise, i progetti realizzati con cura e rigore. Senza la tua sete di sapere ogni giorno una cosa nuova, fosse un nodo, una parola, un proverbio o grande scienza.
Tutto questo resta con te, resta con noi. Siamo venute a salutarti, sai? Dal basso, pieds dans l’eau, sulla riva di uno dei tuoi laghetti, la mamma aveva preparato i consueti cuoricini di carta su cui abbiamo scritto quanto ci manchi; due fiori in regalo, una giornata per noi. Con te in una pace silenziosa, nel tentativo di riempire di te questi venti, lunghissimi anni. Ti voglio bene, papà.

venerdì 14 luglio 2017

UN ANNO DA QUELLA FOLLIA

Il cielo francese non si è illuminato, stasera. Nonostante il quattordici luglio rimanga un giorno speciale per il paese d’oltralpe, questa volta rimane una festa triste e sommessa, lontana dalla grandeur di cui i francesi sono capaci. Non ci siete, a Nizza oggi. Nessuna di voi. Le piccole ostaggio di una invisa colonia in montagna, la nonna MM ostaggio, pare, di check up pre-vacanza. È, forse, il risultato di quell’orrendo camion che a velocità folle piombava su una festa, su chi, come voi, cercava la meraviglia delle luci nel cielo nel giorno della libertà. Rimane nella memoria, sepolto nel cuore di chi c’era e chi invece era lontano, il terrore amplificato, se possibile, dalla distanza, impossibile da raccontare, da spiegare, da vivere. Però ci siete state prima, in quella che rimane le Nizza vostra e della nonna, e dei mille amici che come voi ricordano e ritornano, godendo del bello del mondo. E ci ritornerete tra appena una settimana, nella vostra Nizza, a godere del bello del mondo, dei tempi allungati sui giochi di carte sulla spiaggia, delle turchesi onde morbide della mattina o dei marosi agitati del pomeriggio. La vostra Nizza, rimane vostra, e di tutti. Ma resta senza di voi in questo quattordici luglio.

sabato 1 luglio 2017

LA SCIMMIA CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI

Estate frenetica, questa del 2017. Senza un week end di tregua, praticamente. Ma con mille esperienze da mettere in cascina. E quella della settimana che è passata è una di quelle cose divertenti e rassicuranti, che ormai si fanno ogni estate da tempo: la settimana a cavallo. Quel tempo afoso sulle colline piacentine che affacciano la valle del Trebbia a stare in casette caldissime e minuscole e parlare e vivere cavalli e campagna. Così, dopo averle depositate al consueto maneggio, XX e YY sono, sei giorni dopo, andati a recuperare le cucciole che, con naturalità e cura speciale, sellavano e accudivano i loro stalloni. Le avventure di questi giorni non sono mancate, tra galoppi e sgroppate inattesi, ma una cosa ha colpito il cuore di XX: la completa e autentica simbiosi della cucciola grande con la sua cavalla grigia, dalla reputazione indomabile ma che sembrava piuttosto mansueta. Una treccina, una carezza, uno sguardo, una parola o un gesto impercettibile facevano delle due uno, cavallo e cavaliere in un unicum dalla volontà univoca. I cavalli sul campo si sono incrociati e affiancati, figure pare difficili, e sempre gli occhi e lo sguardo della cucciola grande erano dentro di loro, lei e la sua cavalla. Così anche l’odore persistente e i sei stivali infangati sono diventati un inevitabile e quasi piacevole corollario di questi giorni verdi, a base di campagna e simbiosi.