mercoledì 3 ottobre 2018

LA FISIOLOGIA DELLA VITA

“Certo che il coniglio di Toto era vero. Si chiama Jimmy. Ah, e invece sai che il suo camaleonte è morto?”
“Uuhh, povero. È morto perché fa troppo freddo?”
“No, credo che l’abbiano bagnato troppo.”

lunedì 1 ottobre 2018

DUE MANI QUASI INTERE

Ecco che oggi, cara microba, sei un po’ meno microba. Con i tuoi nove anni, che per mostrarli al cuginetto piccolo hai dovuto usare quasi tutte le (sue) dita, due mani quasi intere.
Nove anni fa sei entrata nel nostro mondo rumoroso e caotico e da allora l’hai reso decisamente più rumoroso e caotico. 
Dopo due sorelle rigorose, che a scuola, nello sport e con gli amici non cedono di un passo in diligenza e determinazione, sei arrivata tu, che qualche giorno fa ti sei presentata con un alias alla tua nuova maestra di matematica, facendole credere di essere un altro, maschio per giunta. Non uno scherzo innocente alla supplente del giorno, no: una dichiarazione di falsa identità alla MAESTRA DI MATEMATICA.
Mi chiedo da dove sei arrivata. Dopo il rigore, il rispetto per le regole, il piacere sottile nell’essere affidabili, che caratterizzano, con sfumature diverse, un po’ tutti gli altri Noicinque arrivi tu, con il tuo corredo di allegria senza tempo. Di ritmo indiavolato per fare quello che ami, ma i libri dei compiti vengono a casa il giorno giusto una volta su tre. 
La capacità di osservazione e di ascolto - ti accorgi di atteggiamenti e sensazioni davvero minimali - ti rendono una persona meravigliosa con cui stare: ergo, i tuoi amici più preziosi sono proprio amici preziosi di preziosità, quelli con cui è bello “stare” e basta, senza avere per forza gli amici di cose da fare. Poi, certo, di cose da fare ne trovate a bizzeffe - non tutte necessariamente con l’approvazione della parte genitoriale in causa - ma vederti e saperti capace di una tale empatia è un regalo grande.
E poi ci sono le cose che non vuoi fare. Non vuoi tagliarti le unghie, ma ami farti tagliare i capelli cortissimi, non vuoi scrivere in corsivo, non vuoi fare ordine sulla scrivania. D’altra parte, ci sono alcune cose che a sorpresa non vedi l’ora di fare, come per esempio andare dal dentista a mostrargli quanti denti sono caduti dall’ultima volta, passare ore senza tempo in libreria oppure, questo meno a sorpresa, sporcarti più che puoi, di ogni cosa che trovi. Non smetti di parlare mai, neppure da sola, neppure sotto la doccia o nel sonno. Ma sai di noi molto più di quanto racconti di te.
Con tutto questo, con il tuo bagaglio di cose che ami molto o molto meno, sei il nostro cerchio, il nostro intero e noi amiamo tutto di te, il tuo non essere stereotipo ma efficiente e determinata, la tua capacità di intrattenere relazioni con lontani colleghi o adulti amici d’infanzia dei tuoi genitori, il tuo essere tutto contenuto e nessuna forma - nessuna...
Che tutto questo tuo essere così semplicemente tu ti accompagni un un futuro radioso, microba grande.

La tua mamma

domenica 30 settembre 2018

IL SIMILE SCIOGLIE IL SIMILE

Cinque, anche se dovevano essere sei. Le amiche scelte perchè con loro è bello semplicemente “stare”. C’è quella che sorride e parla tantissimo, quella alta due spanne più di lei che parla un po’ meno. La biondissima amica delle elementari con cui l’essere simili è una scoperta quotidiana, quella che proprio non vuole disegnare. Tutte, insieme alla cucciola di mezzo, per una sera-notte-mattina insieme. Oggi si chiamano “pigiama party”.
Loro non vedono l’ora. Lei non vede l’ora. E poi, quando arrivano, cominciano a parlare fitto fitto. Giocano. Scelgono un film. Giocano a raccontarsi, fino alle tre del mattino, quando YY è dovuto intervenire per ricondurre lo schiamazzo ad un prudente e breve sonno.
La mattina sono felici, assonnate e unite più di prima, con la certezza nel cuore di saper, semplicemente stare. Con la gioia della scoperta, che insieme emoziona di più. Con la scoperta dello scoprirsi, proprio adesso che la personalità si forma, intorno a noi e intorno ai nostri simili. E sono proprio dei bei simili, quelli che circondano la cucciola di mezzo.

lunedì 24 settembre 2018

DO-DI-CI

Per mantenere la tradizione...
Do-di-ci meraviglie di te.

Uno, la tua parlantina forbita ed efficiente che rende il contraddittorio un esercizio intellettuale via via più oneroso
Due, gli sguardi che sanno essere addirittura più eloquenti delle tue già sapienti parole
Tre, il tuo saper guardare, vedere e raccontare gioie e ricchezze
Quattro, l’orgoglio con cui porti la tua preziosa cintura azzurra dell’arte del kung-fu
Cinque, l’indole della “signora Debora”, la portinaia che tutto sa e tutto controlla. Potrebbe anche essere Mata Hari, in effetti
Sei, le pagine, fitte fitte di parole senza cui non sai stare, che leggi, scrivi, sogni ed interpreti
Sette il tempo senza tempo delle giornate a mille all’ora e dei momenti dilatati, tutto contemporaneamente
Otto le storie di te, che non sei mai paga di ascoltare
Nove la tua cieca determinazione d’acciaio, che ti permette di arrampicare nella classe degli universitari (con cui esci gioconda a fare bagordi, sotto lo sguordo sbigottito dei tuoi genitori)
Dieci il tuo cuore generoso e profondo che legge gli altri e li sostiene
Undici un sorriso pronto e presente, quasi sempre - quando non oscurato da già citato sguardo eloquente
Do-di-ci la scoperta di te e del mondo, attimo per attimo

lunedì 17 settembre 2018

“LA CONOSCI?”

L’assedio è finito. Le sue mura invalicabili, costruite per sopravvivere alla infelice scuola media, si sono sciolte come neve al sole con l’inizio della scuola superiore. Una scelta fatta insieme, un po’ lei e un po’ loro, i suoi genitori, hanno portato la cucciola grande ad un inizio di liceo classico. Felice.
Non più sotto assedio, la cucciola grande sembra aprirsi al mondo, compreso quello di scuola, con un approccio curioso e positivo. 
Sono passati quattro giorni ed è fuori a pranzo con i compagni. Alla scuola media tre anni non sono bastati.
A tavola, a cena, chiacchiera raccontando aneddoti divertenti. XX e YY si guardano sbigottiti, chiedendosi chi sia quella nuova (e bellissima) persona che siede con loro a cena sbellicandosi dal ridere quando la prof. di matematica sbaglia orario e li lascia incustoditi, oppure facendo sbellicare loro dal ridere quando, il secondo giorno di scuola, si perde dentro la scuola, non trova la sua classe e, insieme ad altri tre campioni di orienteering, arriva in classe in ritardo di dieci minuti.
“La conosci?” si chiedono stupiti. E no, non la conoscono. Oppure si. E finalmente quella luce di gioia che trasuda normalità di relazioni, che racconta di una vita sulla rampa di lancio, che racconta di scoperte ed entusiasmi, è diventata visibile al mondo.

domenica 9 settembre 2018

IL TRAMONTO TRA LE VIGNE

Qualcuno ricorderà il capocarovana Andrea, gestore di un bucolico maneggio nell’Oltrepò pavese. A lui vengono affidate, tutti gli anni nel corso di una settimana di fine estate, le cucciole a pensione dal nonno GG. Da Andrea si sa quando si arriva ma non quando si andrà a cavallo: i leggiadri animali, destinati alla fatica della passeggiata, sono infatti in genere bradi per le vigne del circondario e bisogna andare a cercarli. Trovarli per i pascoli tra le colline, talvolta stanarli tra le vigne, indirizzarli come e meglio dei cani da pastore verso i pascoli noti - talvolta intrecciando rodei estemporanei con fuoristrada sui prati in salita. E poi acchiapparli per la criniera, loro che tutto vogliono tranne che farsi acchiappare. E quando un quadrupede muscoloso di seicento chili ti parte addosso al galoppo, beh, in genere ci si sposta. Una volta acchiappati i cavalli vengono sellati, portati al cospetto del capocarovana che, con la sua Audi scassata, percorre le colline e i vigneti in lungo e in largo alla guida o al seguito dei suoi animali da passeggiata.
Questa volta alla carovana partecipano, oltre che le cucciole, anche la frizzante Liluz e pure XX e YY. XX costretta a cambiare cavallo perchè non in grado di convincere il suo quadrupede a non brucare l’erba ogni minuto. YY al trotto che si chiede se non sia opportuno dotarsi di biancheria intima rinforzata.
La passeggiata si dipana tra vigneti e dolci pendii alla luce obliqua, allungata e calda del tramonto di settembre.
Le conseguenze della giornata si leggeranno nei prossimi temi della microba.

mercoledì 15 agosto 2018

QUELLA LUCE CHE SPARISCE

I ritmi delle vacanze Noicinque (al netto dei fuochi d’artificio e delle mondanità dei nonni) non hanno mai cambiato di moltissimo i regolari ritmi cittadini. Certo, magari ci si sveglia verso le otto e non alle seiequaranta come quando c’è scuola, ma dicamo che le ore piccole e le alzate a mezzogiorno non hanno mai fatto parte di alcun ritmo, domenicale o vacanziero.
Questo sempre, prima di quest’anno. Mantenute infatti le regolari alzate della mattina, non all’alba ma nemmeno allo zenith, quello che sta cambiando sono le attività serali. Un gelato di quelli buoni. Un film portato da casa. Ma soprattutto, un bagno serale, l’aperitivo e la cena in spiaggia, accompagnando la luce che cambia. La luna che si fa brillante, l’acqua che si fa via via più scura, le colline che si illuminano di piccole lucciole gialle e arancioni. Il mare che si illumina delle luci delle piccole e grandi imbarcazioni. Il cielo che si accende di stelle.
E noi, spettatori di tutto questo bello, che accade ogni sera ma di cui godiamo soltanto oggi. Grazie ai due meravigliosi amici delle insostituibili Ely e Tins, le compagne delle mille avventure di questo mare così speciale, che ci accompagnano nei tempi allungati e nella luce che sparisce con le sue impagabili suggestioni.

venerdì 10 agosto 2018

MOUTARD

“Quindi che salsa è, questa?”
“Senape di Digione. Occhio che è un po’ piccante.”
La senape viene servita in un piatto ormai vuoto.
“E con che cosa la mangi, la senape?”
“Con la forchetta.”
Ovvio, che domande. La microba e la sua logica lineare.

martedì 7 agosto 2018

ATTERRAGGIO

L’estate dei mille chilometri. Che sono più o meno tremila, nella realtà. Per visitare mezza Europa? Arrivare fino a Capo Nord? No, piuttosto per correre come palline impazzite sulla rete autostradale italiana e non solo al deposito/recupero e trasloco delle cucciole e delle loro voluminose masserizie. Sempre meno, infatti, i traslochi prevedono un pacchetto completo di minori tutte nello stesso posto. Sempre più le attività prevedono una logistica da fantascienza. 
È comunque arrivato, finalmente, il momento dell’atterraggio in vacanza per tutti, dopo un’ennesima quattro giorni da ovest ad est e viceversa sulle patrie ed estere strade.
La novità quest’anno prevedeva il recupero della biondissima Squit, amica e compagna delle più folli arrampicate della cucciola grande, che si unisce ai Noicinque per qualche giorno di mare insieme.
I letti ci sono, bisogna un po’ incastrarli con il tetris, ma è finalmente tempo di godere delle bellezze familiari e consuete. Benatterrati in vacanza, Noicinque + 1.

domenica 15 luglio 2018

CAMPOCAVALLO, CHE NON È UN POSTO

La consueta attività equestre della cucciola grande ha quest’anno avuto un’evoluzione. Non più i giorni regolari e prevedibili in maneggio, con l’emozione di una ventiquattr’ore di trekking sul fiume Trebbia, ma una ben più avventurosa attività itinerante, con tenda al seguito, lungo gli appennini Liguri.
Campocavallo prevedeva una dozzina di cavalli, condotti da una dozzina di ragazzine (un solo rappresentante del genere maschile, che in questa avventura un po’ da macho in compagnia femminile pare si sia trovato benissimo) ai comandi di Diego il condottiero che andava in esplorazione di sentieri e passi prima di condurvi la carovana.
L’avventura si è conclusa su una strada di montagna, in località non definita, dove sono stati ritrovati cavaliere e cavallerizze a rifocillarsi all’ombra, i cavalli già ripartiti - “Cucciola grande, ma i cavalli come fanno a tornare?” “Mmh, in pullmann...” -.
L’avventura ha restituito una cucciola grande poco loquace, ma questa non ha stupito nessuno, ma con un inatteso, spiccatissimo senso di adattamento. Pare infatti siano stati vari e variegati gli imprevisti, compreso un virus gastro-intestinale che ha provocato più di un mal di pancia ai cavalieri, accomodati nei boschi.
Pare che la tenda non fosse impermeabile dunque si è bagnata lei e tutto il contenuto, con cucciola grande che si infila nottetempo in tende altrui per stare all’asciutto. Le stringate cronache raccontano di sentieri impervi da percorrere a piedi, conducendo i cavalli; le stesse cronache si soffermano appena sulla puledra franata dal sentiero nel burrone, per fortuna senza conseguenze per nessuno. L’ufficio di igiene è rimasto all’oscuro del fatto che siano stati quasi tutti oggettto di puntura di zecche.
A parte la necessaria quarantena obbligata dei supplies di cavallo all’aperto per un numero imprecisato di giorni - analoga quarantena sarebbe stata necessaria per la cucciola grande, che per necessità logistiche è invece stata trasferita a casa della nonna MM che sperabilmente ne ha ridotto il rischio biologico.