sabato 16 febbraio 2019

SEMPRE DI PIÙ

Le barzellette su Harry Potter e Voldemort evolvono. La chat “secondaA”, quella nuova nuova che vede l’inclusione di Fy, racconta proprio di inclusione. Leggendola, si scoprono saluti, da garbati ad entustiasti, qualche messaggio di servizio sui compiti da fare e su quanti sono, ma anche qualche foto di Fy in azione a basket e un’ovazione virtuale degli amici che gli scrivono “sei meglio di tutti noi.”.  Lui che risponde “mi piace chattare, con la voce non riesco a legare le sillabe” e una sua visione sull’ormai pensionata insegnante di sostegno. Un po’ rigidina.
La chat parla di cose normali, di quanto è bella la piscina e di quanto sono lunghi gli esercizi di inglese, Fy ogni tanto chiede messaggi vocali per ascoltare le voci degli amici, gli piacciono le loro voci. E commenta “si, cavolo, sono come voi”. In fondo, Fy, sei speciale. Speciale come sono speciali loro. E, per una volta, la tecnologia permette di superare gli scogli della malattia del contatto e delle relazioni e rendere evidenti le meraviglie che siete.

venerdì 8 febbraio 2019

UNISCI I PUNTINI

Laura Boldrini. Il Taekwondo. Gli anni di piombo. Il milanese imbruttito. Uno scrittore. I social network.  Il concerto rock. Lo studio in prigione. Una non meglio definita comunicazione. L’olimpionica di ginnastica artistica.
Che cosa unisce tutto questo?
Da qualche tempo, in alcuni licei di Milano, con un compromesso che per alcuni può suonare una forzatura, si è stretto un patto di non belligeranza chiamato cogestione. Basta con picchetti ed autogestioni dure, le scuola concede un numero limitato di giornate agli studenti che hanno il diritto e l’onere di riempirle di contenuti, invitando ospiti illustri, amici degli amici, testimonial ad affrontare temi di interesse comune.
Ora, si potrebbe dissertare se il taekwondo sia tema di così ampio interesse comune, ma in effetti questa prima esperienza di affaccio al mondo vero sembra essere stata positiva. Alleggeriti, di misura, da compiti e verifiche, i ragazzi sperimentano una discussione ed un confronto concreti.
Ha funzionato, per la sociopatica - non più sociopatica - cucciola grande?
Semberebbe. Reticente ed omertosa come di consueto, ricorda solo alcuni interventi, tra cui Laura Boldrini che avrebbe sapientemente e positivamente infiammato la giovane folla ed il programma di studio in carcere. Alla famiglia non è dato sapere altro, se non covare la sottile speranza che anche questa esperienza li sostenga nel progetto guidare delle proprie figlie a belle persone grandi.

giovedì 31 gennaio 2019

ALTRE COSE BELLE DALLA A ALLA ZETA

L’alfabeto delle cose belle (dal quaderno di italiano microbo, quartabì)
A = Andare al cinema
B = Basket
C = i Cani!
D = i Dinosauri
E = Esperimenti
F = Fare sport
G = Gorilla
I = Istrici
L = Leggere!
M = Mitologia
N = Notte, perchè si dorme
O = le Olive
P = il Pollo
Q = Quaglia
R = Roast-beef (yum)
S = Sciare
T = le Tartarughe
U = Uva
V = Viaggiare
Z = lo Zucchero
L’acca non c’era ma sapevo già cosa scrivere. Avrei scritto HAMBURGER.”

martedì 29 gennaio 2019

UNA COSA BELLA

La cucciola di mezzo ha, in classe, un compagno speciale. Alto fin quasi allo stipite della porta ma ancora margolino, i piedi che calzano scarpe numero quarantasei, un’energia difficile da contenere ma accolta con affetto da tutti, una diagnosi complessa: autismo. In classe vige una marziale organizzazione di tutoring con amici che di settimana in settimana si alternano nel compito di scrivere i compiti sul diario di Fy, i turni all’intervallo per fare la merenda con lui (e occhio a non farsela rubare che Fy è celiaco e se mangia un boccone della merenda sbagliata poi sta malissimo), si turna a stare in banco accanto a lui - e certo che la nuova prof di sostegno non è forte come quella di prima, che è andata in pensione, un po’ brusca ma che alla fine riusciva a stare.
Ebbene, la meravigliosa mamma di Fy, donna dalla dolcezza e dalla forza straordinarie, si accorda con la prof. Maps, le cui virtù sono più che evidenti, e con le rappresentanti di classe. Facciamo una chat con Fy, per poter avere i compiti anche nelle ore in cui Fy non è a scuola. 
Parte la chat. La mamma di Fy ringrazia tutti, pensando ad una chat operativa al servizio dei compiti e poco più. E loro no, cominciano a capire che Fy magari non parla ma con la tastiera, dal telefono della mamma forse può scrivere, nonostante la grave disprassia. E così nella prima mezz’ora di vita della chat, il gruppo viene investito dalle meglio barzellette in circolazione. A base di sarcasmo amaro, talvolta, di caricature di Harry Potter altre. 
XX si chiede se Fy le capisca, quelle barzellette, perchè in effetti lei su qualcuna di esse ha qualche dubbio. La cucciola di mezzo conferma che Fy non ha nessuna difficoltà con le barzellette - sai, quando c’è da ridere...e tutti ne cercano altre, nel sublime tentativo di aprire i canali della connessione profonda.
In effetti chi l’avrebbe detto, che una vignetta con Voldemort avrebbe avuto un simile valore.

sabato 26 gennaio 2019

NON TUTTI EPPURE TUTTI

A scuola, si sa, si impara. A leggere, scrivere e far di conto, si diceva un tempo. Ora in effetti si dovrebbero acquisire una serie di competenze dettagliate, tra le quali la capacità di lavorare in gruppo. Così, ogni tanto, accade che la microba abbia un lavoro di compito da fare in gruppo. Così, ogni tanto, accade che tre famiglie trovino un momento per far incontrare i loro novenni e agevolare il lavoro di gruppo.
I novenni in questione sono diversissimi, c’è quello che ama il calcio e giocherebbe a nascondino tutto il giorno, l’amica tranquilla che ama leggere ma magari scrive con ortografia creativa, e la microba che quando c’è da fare macello è in primissima fila. Questo gruppo eterogeneo, dopo una prima merenda un po’ turbolenta con la nonna MM e la zia Ely e la consegna, naturalmente disattesa, di cominciare a lavorare sulla ricerca dul vulcano Stromboli, ha passato il sabato pomeriggio a definire attività eruttiva e lapilli e ceneri del vulcano delle Eolie. Scoprendo leggende sui nomi, navigando tra i tipi di lava e riformulando le parole talvolta difficili di wikipedia. XX e YY si sono resi conto di quanto pregiato, profondo e intimo sia il talvolta negletto lavoro delle loro insegnanti, che con tutti e con ciascuno cercano la migliore modalità di far emergere i loro talenti. Loro, in due, con tre bambini di cui una di naturale pertinenza, per tre ore un sabato pomeriggio e con una consegna precisa, e neppure troppo impegnativa, a sera erano stremati. La ricerca di gruppo, tre pagine di parole e immagini di lapilli e un video esperimento di eruzione home-made pare abbia funzionato. Hanno imparato qualcosa? Forse, loro, i novenni, del vulcano Stromboli ancora per qualche giorno si ricorderanno. XX ha osservato le mille modalità di preziosa interazione motivazionale di YY con ciascuno dei nani, ognuno con le sue caratteristiche. Dunque puntiamo al calcio, le partite, il nascondino, ma anche alle parole, troviamo quelle che risuonano di più. E tutto è risuonato.

venerdì 18 gennaio 2019

SEMPRE PIÙ UN FUTURO NEL NAMING

“OK, allora per il mal di gola prendi questa pastiglia.”
“Bleah...ah ma...come si scrive?”
“Che cosa? Tachipirina?”
“Ahh...ma guarda...pensavo che si scrivesse ATTACCHIPIRINA.”
Sempre più naming.

mercoledì 26 dicembre 2018

IL VULCANO DEL SACRO FUOCO

Dicesi “sacro fuoco” quella compulsione di cui XX è preda, circa intorno al Natale, che prevede una riorganizzazione delle domestiche cose con approccio minimal. Si butta tutto quello che non è servito nelle 24  ore precedenti. Il sacro fuoco è tanto più intenso quanto più gli strati di accumulo sono antichi, voluminosi e sconosciuti. Tipicamente si applica alle cose cucciole.
Così, nell’odierno sacro fuoco la microba è riuscita a procrastinare di qualche giorno lo smaltimento di un vulcano home made che richiede un magheggio chimico a base di aceto e bicarbonato per mimare un’eruzione (al termine della quale il suddetto, imperdibile oggetto, avrà inesorabilmente concluso la sua funzione a casa Noicinque).
Apparentemente interessata di scienza, una sorella si informa: “Ma il vulcano non l’avete ancora fatto ERUGGERE?”

lunedì 24 dicembre 2018

LE FORME

Leggendo qua e là: “Così Odd prese una selce e...”
“Ti ricordi che cos’è la selce?”
“Certo. È una pietra tagliente a forma di amigdala.”
Amigdala. Ovvio.

venerdì 21 dicembre 2018

ECCO LA LETTERA CHE...

Tema in classe di Natale (prof.ssa Maps, secondaà)
Ecco la lettera che non ho mai osato scrivere...

Cari genitori, (eccoci qua)
è da tempo che voglio scrivervi questa lettera. - col senno di poi, la traccia del tema ci appare un po’ un colpo basso da parte della professoressa Maps, in effetti.- Ma non solo io, forse tutti gli adolescenti - tutti. Nientedimeno - vorrebbero scrivere questa lettera ai propri genitori. Nessuno trova il coraggio, così ho deciso di farlo io. Io, noi, stiamo attraversando un periodo molto fragile della nostra vita; - veramente siamo anche noi genitori, sai, a sentirci fragili, in bilico su un baratro di cui non sembriamo avvertire la profondità- si tratta del periodo in cui commettiamo i nostri più grandi errori, il periodo in cui otteniamo le nostre più grandi conquiste, - aggiungerei, e non mi sembra uno spunto da poco, il periodo in cui scorpite e scegliete chi essere. Non che cosa fare, ma che persone diventerete. E per adesso, nonostante alcune puntuali rivendicazioni, sembrereste evolvere in belle persone - il periodo in cui non ci si ferma mai e in questo turbinio di scuola, sport, compiti e amici non troviamo mai il tempo di sospendere tutto e pensare a noi stessi. - ad un occhio poco esperto potrebbe sembrare che voi pensaste a voi stessi piuttosto spesso e con una centralità tutta vostra, anche se sappiamo che il pensiero lineare non appartiene necessariamente a questi momenti...- Alla nostra famiglia. Ma io penso che qualche volta dovremmo farlo. Fermare tutto, anche solo per un giorno, scordarsi di essere adolescenti, lasciarsi tutto alle spalle e stare un giorno con la propria famiglia. Un giorno soltanto.
Perché non è facile essere adolescenti; tutti i compiti, lo stress, le insicurezze, le urla, i pianti prima di dormire, i primi sfuggenti amori e i casini e le litigate. Ma so anche che non è facile essere genitori. Noi vi sembreremo fragili e stupidi, pronti a fare qualsiasi cosa pur di diventare popolari. È facile dire “No, non fumerò.”, ma quando ti ritrovi in discoteca insieme ai peggio ragazzi del quartiere che ti offrono una sigaretta per entrare nella loro gang, beh, allora non ragioni più così lucidamente. - Magari di questa cosa della discoteca e dei peggio ragazzi del quartiere la discutiamo a voce, eh? - Noi, o perlomeno io, non vorremmo farlo, io ho paura di questo, dell’adoloscenza, è un momento che noi viviamo anche come una sofferenza. Ma questo voi non sembrate capirlo. Io non so per quali motivi voi abbiate cancellato l’adolescenza, la vostra adolescenza, dalla mente, e l’abbiate rimpiazzata con il solito stereotipo: “STUPIDITÀ”. E tutte quelle voci nella vostra testa che dicono “ Non lasciate che i vostri figli escano di casa troppo spesso.” “Non ragionano.” “Non lasciate che frequentino brutte persone.” “Dovete controllarli.” - In effetti sappiamo oggi che alcune tappe caratteristiche dello sviluppo del cervello adolescente sono la ragione fondamentale alla base degli atteggiamenti che niente o poco hanno a che fare con la stupidità.
Io lo so che lo fate per il nostro bene, ma questo è il nostro momento, è la nostra adolescenza, dobbiamo provare, sbagliare e poi imparare dai nostri sbagli. Dobbiamo avere la nostra libertà. Abbiamo bisogno di imparare dalla nostra esperienza, non dalla vostra. - Perfetto, possiamo partire da qui: dalla vostra esperienza, dalla tua, che sei libera di vivere all’interno di alcune regole del buonsenso, del vivere civile e della gentilezza che siamo tenuti a definire non soltanto per ruolo. Siamo stati adolescenti, eccome. Non troppo ribelli, forse. Non troppo arrabbiatati. Ma su quell’ altalena che in una giornata ti porta dalle stelle al buio del magone più nero ci siamo stati anche noi, ed è per questo che cerchiamo di accompagnare, anche se tutto è perfettibile, questi anni vorticosi. Con qualcosa che non si alza e si abbassa, però. Con qualcosa che sia la certezza di un’ancora, la sicurezza di un porto rispetto al mare in burrasca. Il nostro bene.-
Non so che cosa vuol dire essere genitore, genitore di un adolescente. Ma so che cosa vuol dire essere adolescente.
Ed ho bisogno di viverlo. - E noi saremo fieri di esserti a fianco, facendo il tifo per te e per la persona che sceglierai di diventare. Il tifo per te. Sempre. Dal tuo porto dove trovare rifugio dalla tempesta. -

Con immenso affetto,
Cucciola di mezzo

Con immeso affetto,
La tua mamma e il tuo papà

giovedì 6 dicembre 2018

IN JAGUAR

Alla nonna MM succedono talvolta cose bizzarre. Tra queste, le capita di avere un problema ad un dente e lei, come tutti, chiama lo studio del dentista. Il giorno è prefestivo e il dottore è a studio a Cremona. A tutti gli altri sarebbe stato chiesto di rimandare la visita al dopo-ponte, portando un po’ di pazienza. La nonna MM invece riceve la chiamata del medico, che si informa sul problema, ma soprattutto la informa sui suoi spostamenti, disponibile ad aprire lo studio a Milano alle nove di sera di un giorno di partenze, al ritorno dalla giornata cremonese.
Non pago, le chiede dove abita ed essendo in zona, si offre di andarla a prendere per andare in studio insieme. Lei fornisce i dettagli e dopo poco si trova infilata in una Jaguar spider bianca, nuova fiammante, che sfreccia per le strade di una città ormai quasi vuota. 
Arrivano a studio, visita, attività di minima manutenzione (rimandando in effetti la soluzione definitiva al post-ponte), riaccompagnamento a casa in Jaguar fiammante.

Visto così, sembrebbe quasi che le facesse la corte.