martedì 16 giugno 2020

I QUATTRODICIMILA

Un mondo nuovo, quello professionale in cui XX si nuove da un paio di settimane. Non una stretta di mano, i volti conosciuti di persona si contano sulle dita di una mano e sono coinquilini incidentali dell’ufficio, nessuna relazione funzionale. Invece, XX ha a che fare con Shokh da New York, che ostinatamente le scrive alla mail vecchia, Andre dal Brasile, e con un milione di colleghi francesi sparpagliati nei territori d’oltralpe. Si fanno le call puntuali, non si perde nemmeno un minuto ma non c’è il tempo per dirsi e capirsi, quello che gli americani chiamano ‘debrief’. Non c’è una spiegazione dei flussi, si naviga a vista in un mondo di quattordicimila altre persone che condividono una mail costruita come la tua. Quattordicimila...

venerdì 12 giugno 2020

5B’S GOT...FUTURE!

La didattica a distanza ha facilitato non poco la raccolta e la gestione dei contributi che sono serviti a comporre il libro dei ricordi della classe microba, dove ormai di microbo sono rimasti solo gli evetuali pidocchi (che non si capisce se il lockdown è riuscito a sterminare).
Ecco alcuni degli spunti più illuminati, intagliati nelle “domande aperte”, fonte di meraviglia. La maestra inizia la frase con una parola, i ragazzi completano con i loro spunti...
ARRENDERSI  certe volte è necessario per vincere
IL VIAGGIATORE più famoso al mondo non lo conosco
POCHI gesti e poche parole fanno grandi successi
LA MAESTRA è un altro mio parente
BELLE, quelle statue, assomigliano a me
IL MIO amore è infinito
LA FELICITÀ di mia mamma è anche la mia
NON DITE a nessuno che ho rotto le chiavi!
RICORDO la scuola, com’era piena di risate e bambini, prima!
NON CONTA vincere, ma divertirsi!
IL SOLE illumina la nostra vita e i nostri pensieri
SOTTO l’asfalto, cosa c’è?
IL PROFUMO non serve perché tanto la gente che va in giro ha la mascherina e non lo può sentire
L’AMORE non si può comprare
PENSARE è utilissimo, io penso sempre
IL SOLE è nato 5 miliardi di anni fa e alcune stelle sono anche più grandi del sole
LE STELLE, brillano per illuminare i sogni delle persone
TU sei il particolare che io amo nel mondo
NON CONTA come sei vestito in videoconferenza perché non si capisce se hai un pigiama o no
Ed ecco alcune altre gemme non trascurabili.
“Ho capito che dentro di noi ci sono dei piccoli, grandi talenti.”
“Maestra, le tue lezioni sono belle...ma l’intervallo non lo batte nessuno!”
“Ho conosciuto i miei compagni meglio che potevo e sono felice di avere gli amici che ho per quello che sono.”
“A nessuno piace dover sapere che cosa si coltiva in Sardegna o quali sono le industrie della Lombardia, che sono tantissime.”

La generazione della non-geografia.

giovedì 11 giugno 2020

CIAO SCUOLA. ANCHE DAL PRATO

Ci si è provato in ogni modo, a far rientrare i bambini a scuola. Si è perfino chiesto al il viceministro, che era stata possibilista almeno per i bambini che concludevano un ciclo. Non è stato possibile, dunque ci si è arrangiati come si poteva. Con un impegno rigoroso, orario preciso (mancava solo la campanella, al minuto secondo) le maestre hanno dato appuntamento ai decenni di quinta, quelli che si sono persi il loro ultimo giorno di elementari con il giro della scuola e l’uscita con i coriandoli, quando tutti aspettano le due classi in uscita per gridare evviva, hip hip hurrá e, perché no, dedicare due lascimucce di commozione (cosa che regolarmente XX ha fatto ogni ultimo giorno, qualsiasi fosse la quinta in uscita, da dieci anni). Si sono trovati in un prato poco frequentato del quartiere, vestiti delle loro passioni (letteralmente). Così la microba indossava fiera una divisa dei Lakers, T. una divisa da chef con baffetti del cuoco di Ratatouille, c’era un viaggiatore (il meraviglioso Potts che con l’occasione ne ha approfittato per perdere gli occhiali da vista), la calciatrice, l’influencer e l’ingegnere abbigliato con la giacca in gessato dl nonno e una planimetria delle fogne a sostenere la parte. 
Si sono raccontati, in cerchio, ognuno ascoltando gli altri, le aspettative e le paure dl futuro. Le speranze. Le gioie. Hanno segnato per il compagno sordo. Un’ora dopo, altra campanella virtuale in forma di tam tam su whatsapp, i genitori si nono presentati con i coriandoli. Qualcuno se li è sparati sui piedi, non c’era molto pubblico, ma sono stati spesi innumerevoli abbracci con le maestre e, insomma, anche con il Covid, almeno un po’, in un prato e vestiti di sogno, si sono salutati. 

mercoledì 10 giugno 2020

LE REFERENZE IT

L’inizio tecnologico di XX nella sua nuova casa professionale sembra essere stato piuttosto respingente. Per motivi non noti, non uno dei sistemi previsti funzionava non solo al momento del suo arrivo, ma neppure una settimana dopo. Così non c’è un indirizzo e mail, e si deve andare in parallelo con la mail vecchia, che grazie al cielo funziona ancora. Questo implica l’uso di due computer, il travaso di file, la complessità nel tenerli aggiornati. La mail sembra essere la porta per il mondo nuovo, dunque senza mail non si accede a nessun sistema. 
Per osmosi, anche il programma dei badges del nuovo ufficio non va, dunque XX quando va in sede deve telefonare a qualcuno (che non conosce e che facilmente ha il telefono deviato sul cellulare, e speriamo che non sia in home office proprio oggi) per farsi aprire la porta. Non ha funzionato la richiesta della carta di credito, quindi ‘gentilmente devi farti ridare la procedura - dall’ufficio polacco’. Peccato che il contatto che le hanno dato abbia smesso di essere il contatto proprio oggi, dunque XX ha lasciato un milione di messaggi alla segreteria telefonica polacca per nulla. Non va il telefono, il cui sistema va compleamente integrato a mano passando ad iOS. L’ipad non ha la SIM, è XX ha passato l’week end a tentare di trovare il posto della tesserina (invano. Le mancava solo di ricorrere a Mr.Dan, che peraltro ha chiamato dopo aver provato spilli e graffette per una mezza giornata nel tentativo aprire lo sportellino della sim del telefono).
Così ad un certo punto succede che in una tarda serata il suo capo la chiama, sta al telefono con lei in francese e intanto chatta sul sistema interno con un non meglio specificato IT manager che promette mari e monti.
Il giorno dopo le telefona un Jean Christophe dalla Svizzera, e configura con lei parlando in francese in pc in inglese e un telefono in italiano. L’intera procedura ha richiesto oltre quattro ore.
Poi finalmente succede che il sistema sembra COMINCIARE a funzionare. Peccato che con la mail le abbiano fatto sparire i file su cui aveva lavorato nei giorni precedenti. Così scopre come segnalare un malfunzionamento, e due giorni dopo sulla chat interna si palesa un Daniel da Budapest. XX non sa chi sia Daniel, nè da dove chiami, ma grazie al cielo il sistema mette in chiaro la funzione, e quando XX legge IT manager molla tutto e si rende disponibile per il nuovo salvatore. Che sembra risolverle il nuovo problema, le ricancella i nuovi files (sembrano non poterne fare a meno) e dice che si informa per un’ultima, piccola questione rimasta in sospeso.
Che le referenze tecnologiche di XX siano travasate, in un leakage di informazioni, dal vecchio al nuovo IT? Nessuno si spiega la montagna di problemi incontrati nelle prime ore di nuova tecnologia e si, forse il vecchio direttore IT aveva ragione: voleva chiamare il suo cugino esorcista.

lunedì 8 giugno 2020

CIAO, ELEMENTARI!

In un curioso lunedì, è arrivato anche l’ultimo giorno di scuola. O di non-scuola, in effetti, dal momento che i ragazzi hanno smesso di frequentarla la settimana di carnevale. Beh, è arrivato anche quest’ultimo giorno di get-together dietro uno schermo in cui vi siete visti, frequentati ma  non toccati davvero. 
E così in mezzo alle promesse, ai saluti, ai sorrisi e ai festeggiamenti, qualche ardimentoso si è cimentato in lavori di informatica con video, collezioni di foto e di ricordi. Così c’è chi ha messo sul gruppo delle lezioni una collezione di foto e musica, chi ha condiviso il discorso di Albus Silente alla fine del primo anno di Hogwarts.
E tu, mia meravigliosa microba, hai preparato una presentazione con un ricordo per ciascuno dei tuoi compagni. Sei andata a ripescare la foto di classe di prima elementare, dove dei visi infantili e rotondi hanno lasciato ora posto a quel momento di mezzo, quando qualcuno è già cresciuto e qualcuno no, quando qualcuno ha un viso sfilato e maturo e qualcuno ancora la statura delle elementari, di quando, non importa quanto alto siete arrivati ad essere in questa fine scuola così strana, siete tutti, innegabilmente, prontissimi alla prossima avventura della scuola media. Scrivi nell’intestazione un grande e colorato “Mi mancherete”. Descrivi le espressioni di voi piccini: ‘Quando c’era ancora S,  che poi si è trasferito. T con i capelli lunghi e M corti. LD con una strana faccia e Potts con gli occhiali vecchi, quelli che si rompevano ogni due per tre. A imbronciata e T felicissimo. K con gli occhi chiusi ed E che guardava da tutt’altra parte. LB con una faccia stanca e V anche lei imbronciata. L senza denti davanti e G (sua migliore amica) lì di fianco. TT che non è cambiata per niente e S intimidita. R, quella un pochino più bassa, e M con la testa fra le nuvole (nemmeno questo è cambiato). V (stranamente) felice e MH con le mani sotto il sedere. EL tutta calma e poi io.’
Alla commovente foto di voi minuscoli fa da contraltare la foto della quinta, quella costruita come un puzzle dal momento che c’era il lockdown. Ad ogni vostra foto tessera è stato chiesto di associare una parola del vostro tempo, e così si leggono, tra colori e fumetti,  chiacchiere, team, ricordo, sognalibro, amicizia, volonterosi, coraggio, videolezioni, allegria, vittorie - le parole di voi nel vostro tempo.
Scrivi, accanto a questo mosaico di sorrisi: ‘In videolezioni. Senza C, con MA, con CR, con MR - le maestre, ndr - ...un anno speciale, diverso, nuovo. Con le videolezioni le maestre vedevano le nostre case, e viceversa. Con le videolezioni ci siamo accorti che siamo lontani, ma vicini. Con le videolezioni ci siamo resi conto di quanto cresciamo in due settimane. Con le videolezioni abbiamo potuto mettere gli effetti speciali, dormire di più, non mangiare Milano Ristorazione (anche se dopo un po’ forse, e dico FORSE, ci manca anche quella). Malgrado tutte queste cose, abbiamo reagito bene allo stare a casa tutto il tempo. E tutto questo grazie alle nostre meravigliose maestre, LIL, MD, GU, CR e MR.’
Concludi con un grazie in LIS montato a dovere in modo che si veda il movimento della mano.
E questo è il tuo, commovente, lavoro di hacker che mette insieme cuore e tecnologia al servizio di una profondissima capacità di relazione. Buona fine scuola, microba. Che il mondo ti accompagni dove vorrai guardare. 

sabato 6 giugno 2020

LE ASSONANZE GEOGRAFICHE

La cucciola grande ha finito il ginnasio, oggi. In una giornata in cui l’wifi faceva le bizze, la prof di greco ha tentato di interrogarla nell’ultima ora del sabato di scuola e a lei non sembra vero, da domani, di poter dormire qualche quarto d’ora (...) in più.
Nel frattempo non si perde l’abitudine a frequentare gli abissi geografici in cui si aggira la conoscenza del ginnasio. Che, si evidenzia oggi, si basa, graniticamente e con profonda certezza, sulle assonanze. Così, dopo i noti challenge Lecco-Lucca-Lecce, Taranto-Toronto, Tanzania-Tasmania-Tailandia, oggi emergono dei non meno creativi Dublino-Dubai, che fra l’altro fa pericolosamente rima con Shanghai, confondendo ulteriormente le giovani menti. Che del resto erano già sufficientemente messe alla prova da Pordenone-Frosinone: diversa iniziale, ma un’assonanza quasi completa.
Così si scopre che l’isola d’Elba potrebbe trovarsi nel triangolo delle Bermuda e che Bitonto, ma si chiama Bitonto o PItonto non si sa dov’è...proprio come Viterbo, che si chiama Viterbo o Piterbo, visto che parlavamo della sillaba PI?
Si profila una richiesta al ministro degli affari regionali affinché le regioni, che sono venti, abbiano tutte iniziale diversa (giuste giuste, saltiamo l’acca) e che le province all’interno della regione ne mantengano scrupolosamente l’iniziale.
Se la stessa regola si potesse poi applicare ad isole, arcipelaghi, fiumi, laghi e monti sai che regalo, per le giovani menti delle future generazioni alle prese con la geografia?

mercoledì 3 giugno 2020

NUOVA CASA

Un fiume di parole, incoraggianti, empatiche ed affettuose ricevute da ex colleghi non hanno impedito a XX di sentire lo strappo verso la ‘vecchia’ casa. Quando si lascia una dimora, però, si abbandonano alcuni spazi per farne propri altri, per chiamare casa un altro luogo. Ebbene, oggi è successo proprio questo: XX è andata per la prima volta a calpestare i pavimenti del luogo altro, quello che sarà base in caso di bisogno ma non per forza luogo da frequentare in orari precisi, grazie alla nuova flessibilità appresa in tempi di Covid (e non solo).
Così XX calpesta oggi nuovi corridoi, incontrando nuovi colleghi qua e là nascosti dietro una mascherina. I tempi dell’integrazione in punta di piedi.

martedì 2 giugno 2020

E POI SI TORNA A USCIRE

Un weekend lungo, il primo in cui il naso si può timidamente mettere fuori di casa. Nello specifico al maneggio sgarrupato, quello che ormai sarebbe - al netto della frequenza scolastica  - dimora fissa della cucciola grande, e che appena la frequenza scolastica non sarà più un ostacolo lei ambisce a far diventare dimora permanente. La sella, le redini, le staffe, la lunghina ed ogni altro paramento equestre sono stati appesi ovunque nella sua camera durante i mesi di lockdown, nei quali il guardaroba equino si è anche arricchito di un lussuosissimo copri muso/copriorecchie fatto all’uncinetto dalle mani cucciole. 
Si profila un weekend a base di cavalli, aria aperta e trionfo della rinascita di primavera per tutte e tre le cucciole, cacciate fuori (chi ha opposto nessuna resistenza, che un po’ di più) dai genitori che ritengono la ripresa di un minimo di vita all’aria aperta fondamentale. Così le cucciole vengono depositate allo sgarrupato maneggio, affidate al bizzarro Andrea e recuperate tre giorni dopo.
Si narrano aneddoti divertenti, come quando la cucciola grande è stata dotata di camicia bianca per fare bella figura nell’accogliere, a cavallo, alcuni ospiti annunciati al maneggio. Il suo cavallo avrebbe, nell’attesa, calpestato il cane di una compagna, anche lei incamiciata allo stesso scopo. Il cane si sarebbe offeso e avrebbe morsicato il cavallo cucciolo, che a sua volta avrebbe sgroppato per scalciare via il cane. Il tutto mentre l’auto degli ospiti, basiti, faceva richiudere il cancello tre volte nel dubbio su come comportarsi. Poi il cane, vista la mala parata, si è messo in un posticino all’ombra, dove la microba, ligia nel suo compito di aprire il cancello agli ospiti (se solo non l’avessero fatto richiudere tutte quelle volte...) sostiene di aver sentito squittire: trovando due tortore implumi cadute dal nido (da quando in qua le tortore squittiscono?). Corre a chiamare aiuto, viene dotata di una scatola di brioches da riempire d’erba in cui accomodare i due pulcini di tortora. Chiama a supporto un’amica settenne, e insieme salvano i due uccellini.
E poi succede che durante un non meglio precisato accompagnamento a casa di una ennesima ragazzina (non chiaro se a cavallo o con altro mezzo). La macchina di Andrea sembra tamponare leggermente in cavallo della cucciola di mezzo, con lei sopra. Il cavallo sgroppa e dà un calcio alla macchina, polverizzando il simbolo Mercedes della macchina di Andrea.
E alla fine succede anche che le redini, che sono legate alla testiera (un incrocio di striscie di cuoio in cui si accomoda la testa del cavallo) si sfilino dalla testa e rimangano in mano a tale Anna, che montava a pelo dunque senza sella nè staffe: durante la passeggiata al cavallo Mordicchio (nomen omen) si sarebbe infatti tolta pure la testiera. Così, per cavalcare come gli Apaches.
 E YY ritrovano tre cucciole un po’ inselvatichite, lorde di fango e dalle unghie inguardabili solo come a Traversella, ma felici e competenti nella prossimità con i fieri animali. Resta solo la camicia bianca dell’accoglienza da lavare, per i prossimi ospiti cui dare il benvenuto.

venerdì 29 maggio 2020

CIAO, AZIENDA

Ci lavora da due anni, XX, insieme ad una squadra di personaggi assortiti, dal rigoroso e granitico amministratore delegato al più empatico avvocato corporate, diventato amica preziosa ed insostituibile. Ebbene, viste le strategie aziendali e tutti i paroloni a corollario, alla fine il cuore di quello di cui si occupa XX è stato venduto. Con lei, consenziente, dentro. Così sono giorni che inscatola dossier, libri e paccottiglia dei suoi 18 anni di azienda, e la saluta così:
Carissima Azienda, 
Ciao. Ciao perché non percorrerò più (quasi sempre di corsa) i corridoi dal pavimento azzurro della sede di Milano, cercando di essere puntuale alla prossima riunione. Ciao e grazie, grazie perchè tra i tuoi muri, i tuoi uffici (nel mondo), i tuoi laboratori, i tuoi impianti ho potuto incontrare molti talenti profondi ed entusiasti che hanno alimentato la mia energia. È proprio dal profondo sapere, dalla cura, dall’attenzione ai dettagli, dall’amore per la scienza, la comprensione dei fenomeni che la mia professionalità è cresciuta, nutrita dalla prossimità con tale eccellenza.
Una signora nobile e distinta, intelligente, accurata e affidabile, che dice quello che fa e fa quello che dice. Così saresti, se fossi una persona, solida, presente, attenta, profonda, eclettica, il carattere composito dei molti talenti che accogli.
Con te, in te ho accompagnato la mia curiosità, ho potuto incontrare persone di e diverse accomunate dall’interesse per la scienza e per le piante, la natura; ho potuto mettere alla prova, ed affinare, alcune capacità professionali che non. Ridevo di avere e che, Azienda, mi hai fatto scoprire e hai fatto sbocciare in me.
Così ti ringrazio per quello che sei e che hai fatto in modo che dossi io, in questi lunghi, eppur brevissimi, diciotto anni. E ti auguro di non cambiare, eppure di saper cambiare, accogliendo sfide sempre nuove senza perdere la tua profonda natura solida, presente, attenta, profonda, eclettica, il tuo amore profondo per la natura.
Grazie, Azienda.


Firmato: XX

giovedì 7 maggio 2020

LA RIUNIONE DI SCUOLA

Il rigore, la puntualità è quella mancanza di chiacchiera hanno caratterizzato la riunione della scuola microba. Le insegnanti hanno chiamato, con una disponibilità di tempo esteso che i locali della scuola non avevano mai concesso, una riunione con i genitori alle 19, quando chi ha ripreso a lavorare da poco può partecipare. La piattaforma è la stessa delle lezioni online, la disciplina pure. Tutti collegati cinque minuti prima, tranne chi pensa che il quarto d’ora accademico valga anche online. No, non vale. I genitori ‘identificati’ dall’account e dal nome dei figli. Tutti Messi in muto intanto che parlano le insegnanti, che con una forza e un’energia molto speciali raccontano della resilienza, dell’immediato adattamento alla didattica a distanza, dell’entusiasmo che dimostrano anche in questa modalità così più fredda, della loro pazienza, volontà, disciplina e partecipazione. ‘Sempre con il sorriso.’, aggiungono.
E XX in un tempo brevissimo realizza di come sia diverso questo interagire da quello consueto, da quando alzi la mano per dire una cosa che pensi interessante e uno sguardo ti può scaldare il cuore. Oggi invece sono stati tutti in silenzio, in ascolto non interattivo, con un dibattito e un confronto limitato ai ringraziamenti del fine riunione. Forse non c’era molto da dire, in realtà. Ma se si fossero visti dal vero, nessuno avrebbe chiesto come vi sembra che stiano i nostri ragazzi? Che cosa vivono, negli schermi illuminati? Che cosa scrivono, che cosa sperano, che cosa chiedono?
Si, le domande sarebbero state fatte. Invece si sono tutti adeguati alla disciplina operativa del rispetto dei tempi, delle comunicazioni operative, rimandando il tempo delle lacrime e dei sorrisi emozionati a quando li si potrà vedere davvero, i sorrisi, senza bisogno di indovinarli dalle pieghe di una mascherina.