lunedì 14 dicembre 2020

PETS

Lo sgarrupato Andrea, che continua ad accogliere la cucciola grande un week end si e l'altro anche e a portarla a saltare ostacoli a cavallo in tutta la bassa padana, ha regalato a YY un paio di bottiglie di vino delle vigne di famiglia. Si scopre che, accanto al vino, sembrerebbe esserci un'avviata produzione di miele.

'Ah, si avevano le api, quest'estate - ricorda la cavallerizza - ma non pensavo per il miele.'

'No, infatti, si tengono come animali da compagnia, le api...'

YY e la sua ironia.

venerdì 11 dicembre 2020

TE L’AVEVO CHIESTO, È VERO

È vero, gli anni scorsi te l'avevo chiesto, caro Babbo Natale. Ti avevo chiesto di alleggerire la pressione sugli eventi, le consegne, le mille grandi e piccole incombenze del mese di dicembre, che rendono la preparazione ad una festa di grande spiritualità nella realtà un frullatore a velocità massima da uscirne milkshake. Avevo scritto qualcosa su una 'segreta speranza che la frenesia del Natale, sviluppantesi in innumerevoli richieste  di partecipazione ad eventi e attività, si sbricioli in un assai più sano e salutare NULLA.'.

Ecco, non dicevo proprio così, come oggi. Come questo nulla di adesso in cui ogni contatto è inibito, ogni incontro scoraggiato, temuto, proibito. Come questa realtà non reale, in cui la scuola si fa a casa, l'arrampicata si fa a casa, la ricerca dei regali si fa a casa, la festa di compleanno si fa a casa. Come adesso, quando la stanchezza di queste distanze sta rendendo faticosi anche i timidi tentativi di ritrovarsi grazie alla tecnologia, croce e delizia del momento. Quella tecnologia che ci permette di rimanere 'connessi', ma se ci chiediamo connessi a che cosa, forse talvolta scopriamo delle connessioni di paglia, di etere, virtuali, tra le quali tuttavia qualche legame solido riemerge, magari sepolto dal tempo e dalla vita ma sempre, strenuamente forte.

Ecco, caro Babbo Natale, non dicevo proprio così. Oggi, pensa un po', mi sembrerebbe quasi di voler ritornare a correre sulla ruota del criceto, di voler rientrare a testa in giù nel frullatore ed uscirne  milkshake. Per noi, certo, che nell'età adulta abbiamo ormai una eredità di relazioni preziose da coltivare. Ma soprattutto per loro, i dieci-sedicenni di oggi. Loro, che sono in quel tempo sospeso dove pensi di sapere chi sei e chi sarai e poi all'improvviso non lo sai più, e allora gli amici di questo tempo, che vivono con loro questa altalena di consapevolezza, li aiutano a vedersi. A riconoscersi. A trovarsi. E invece loro continuano a non riconoscersi, non vedersi, non trovarsi, o a pensare di sapere qualcosa che un minuto dopo non sanno più.

Ecco, Babbo Natale, fallo per loro, per i dieci-sedicenni di oggi, perché si possano finalmente rivedere e rispecchiare negli occhi degli altri. Perché possano fare le loro prove di volo, e perché noi 'grandi' possiamo assisterli nelle loro partenze ed accoglierli nei ritorni. Perché a volare, oggi, non si impari soltanto al simulatore.


martedì 8 dicembre 2020

TUTTO, A PARTE

'Quindi dobbiamo pensare ad un po' di ricette per Natale. Avete preferenze??’

'Certo, mettiamo insieme la solita 'Squatriglia Peperini' - la squadra di tre aiuto-cuochi ormai specializzata nello riempire peperoni, ndr - Comunque posso fare anche altro.'

'Per esempio, che cosa sai fare?'

'Seguendo le ricette, so fare tutto. A parte gli origami.'

La cucciola di mezzo e la sua intelligenza geometrico/spaziale.


giovedì 3 dicembre 2020

TONDO

Mi piace compiere gli anni. Oggi però...oggi è un compleanno tondo che sembra pesare un po’ di più, come se la cifra pari, multipla di dieci, in sé richiedesse bilanci e valutazioni in cui non sono sicura di aver voglia di imbarcarmi. Così non lo faccio, nella consapevolezza che il lock down parziale in cui siamo potrebbe evitare confronti forzati.

Si festeggia la mattina, secondo la tradizione di casa, con una torta con candelina e i doni sulla sedia, scoperti a colazione. Mi pendono alle orecchie degli orecchini di lava d’Islanda, dono delle cucciole comprati durante le vacanze nei negozi prequentati insieme (che neppure Mata , non mi sono accorta di nulla) e conservati con cura da allora per l’occasione. Al dito un anello di famiglia carico di amore, quello del fidanzamento dei nonni, custodito con cura ed altrettanto amore dalla nonna MM e ricevuto per l’occasione tonda.

La giornata scorre tranquilla in una routine lavorativo-domestica consueta, finché all’ora di pranzo la sorpresa dell’amica più antica SJ mi dice che in realtà la giornata di oggi potrebbe non passare in sordina. Lei si presenta con una golosa torta al cioccolato e la ‘Rima della meraviglia’:

La meraviglia è un dono rotondo

che va e ritorna fra gli occhi e il mondo. 

Gli occhi la spargono di fiori e prati

e poi li guardano meravigliati.

Gli occhi la spalmano sopra le cose

e poi le trovano meravigliose.

La meraviglia sta in quello che guardi?

Oppure sta nei tuoi sguardi?

Sta nelle cose che vedi e tocchi?

O nelle mani e negli occhi?

La meraviglia è vicino e lontano

è a metà strada tra il fiore e la mano;

è nella prosa, è nella rima,

è nella rosa che viene prima.

È nel silenzio che viene dopo, 

nelle parole che non hanno scopo,

nella dolcezza dopo aver pianto,

nel fiato preso prima di un canto,

nel passo indietro prima del salto,

nell’uomo basso che guarda in alto,

nell’uomo alto che guarda altrove,

negli orizzonti del non si sa dove,

nel buio vivido dopo la luce.

È la vigilia di tutte le cose,

è la vendemmia di tutte le rose,

è questo mondo quando ci assomiglia,

la meraviglia.

Bruno Tognolini


Così comincio a pensare che no, la giornata difficilmente passerà in sordina.

Segue cena a base di burrito messicani, programmati per tempo da YY che fa cuocere fagioli da giorni.

Bene, penso che così la giornata stia per terminare, dopo cena solita doccia, un libro, riposo. Invece.

Invece (ancora da acclarare se la scusa fosse davvero una scusa o la realtà), la microba non ha ancora studiato geografia. ‘Studiamo insieme? Dai, facciamo in fretta...’ ‘Mmhhh...a quest’ora? Non avevi detto di aver finito?’

Dopo i venti minuti a base di fasce climatiche, finalmente veniamo richiamate in comunità. E...

SORPRESAAAA

In soggiorno si apre un pc con molte finestrine da cui sbucano gli amici di sempre, quelli antichi, antichissimi e più moderni. Compare un barbutissimo MrDan, SJ e suoi occhi che ridono dacché me la ricordo, la compagnia delle biciclettate dei tempi dell’università. Le persone grazie alle quali sono diventata chi sono.

Tutti con un bicchiere, una bottiglia etichettata per l’occasione ed inviata a ciascuno, dalle Marche alla Brianza al varesotto. Un brindisi con lo stesso vino, le etichette a ricordo di questa giornata. I ricordi delle risate di allora, qualche aggiornamento sui figli cresciuti e con ambizioni internazionali, i sorrisi e i legami di chi non deve dimostrare, ma soltanto essere e stare.

Uno tsunami di emozioni, di persone preziose tutte raccolte insieme in uno schermo troppo piccolo per vedersi bene.

Grazie. Grazie alle meravigliose persone speciali che YY, meravigliosa persona speciale, è riuscito a raccogliere intorno ad un bicchiere, moltiplicato per quindici, in tutta Italia.

Altro che compleanno in sordina.


domenica 29 novembre 2020

LE HO TELEFONATO

La cucciola di mezzo, in trance pasticciera, è al supermercato di zona alla ricerca di ingredienti esotici. Quando YY scopre che la lista della spesa, integrata da un’ottimista sta XX, si è arricchita di paccottiglia ingombrante (e.g. 4 panettoni), si offre di andarle incontro per il trasloco della spesa stessa.

Ecco il racconto delle comunicazioni intercorse:

‘Le ho telefonato per sapere a che punto fosse, ma figurati...’

‘NON ERO IN CONDIZIONE DI RISPONDERE.’

‘Ma avevi sentito?’

‘No.’

martedì 24 novembre 2020

I RACCONTI (ASCIUTTI) DI SCUOLA

‘Comunque il prof. ci ha detto che Neville Paciock di Harry Potter si chiama O’Connor, in inglese. Paciock sta meglio.’

‘State facendo Harry Potter in inglese.’ A XX sembrava una bellissima idea.

‘No, in latino. A lui piace. Poi ci ha anche parlato del Signore degli Anelli.’ Che cosa non ci si inventa per tenere svegli dei sedicenni in dad.

‘È un amante del fantasy?’

‘Boh, pare. Fa anche la settimana enigmistica’

‘Quella non è fantasy.’

No, in effetti...e poi:

‘Comunque - altra cucciola, stesso incipit pre-adolescente - la teacher di inglese è simpaticissima. Adesso sa anche come mi chiamo.

‘E come ti chiama?’

‘Microba.’

‘E prima come ti chiamava?’

‘Tu.’

venerdì 20 novembre 2020

LA GIORNATA DEI BAMBINI

Oggi è la giornata dei diritti dei bambini. Ho qualche ricordo della deliziosa maestra Lil che a te, cucciola grande, e a te, microba, ha parlato di che cos'è un diritto, di quali sono i diritti inalienabili dei bambini e vi ha chiesto di riflettere su quale diritto davvero fosse indispensabile, per voi. Avete delle meravigliose magliette della scuola che rivendicano il ‘diritto a sporcarsi’, sottile metafora di un più generale diritto a essere bambini. 

E allora, in ricordo di tutti i messaggi, disegni, doni di varie fogge che sono arrivati negli anni in occasione della festa della mamma e della festa del papà, ecco una letterina per la vostra festa.

È vero, per alcune di voi ‘la giornata dei bambini’ sarà considerata non pertinente, assumendo che vi ritenete fuori dall'infanzia. È vero, siete (quasi) tutte in quello stato di mezzo, quando si sta costruendo la persona che sarete. Allora perché non partire dalle bambine che siete state, e che a tratti siete ancora? In un mix di caratteristiche, vediamo quelle in cui vi rispecchiate di più.

Siete state, siete e probabilmente sarete determinate, affettuose, meno affettuose, puntigliose, curiose, intelligenti, empatiche, solitarie, creative, socievoli, allegre, sorridenti, meno sorridenti, profonde, ‘tuned in’ con la natura, in comunicazione con gli animali, in comunicazione con gli altri, silenziose, non silenziose, agili, sportive, pigre, generose, organizzate, meno organizzate, studiose, competenti (a parte la geografia e un paio di altri dettagliucci di cultura generale...), entusiaste, attente, osservatrici, meno osservatrici, riservate, caciarone e un sacco di altre cose.

Magari potreste trovare voi le parole che vi descrivono meglio, soprattutto in questo momento di ponte tra l’infanzia e la non più infanzia - anche se ho l’ambizione di pensare che una parte dei bambini che siamo stati sarà sempre in noi. 

Così in questa festa di voi, mi piace lasciarci una riflessione su quanto siamo parole: Alberto Pellai scrive : ‘Le parole costruiscono il mondo. Anche se non hanno materia, danno materia. Sono ponti. Ci cammini sopra e vai dall'altra parte. Ti portano là dove si trova chi le ascolta. Trasformano te e lui in noi. Possono però anche distruggere. Allora sono pugnali che infilzano il cuore. E tutto sanguina. Noi siamo le parole che ci sono state dette quando ancora non sapevamo dirle noi stessi. Noi siamo anche le parole che impariamo a dire a noi stessi. Soprattutto siamo le parole che scegliamo di dire agli altri. Le parole sono una grande responsabilità che ci è assegnata. Sono ciò che ci rende umani.’

Con queste brevi, incisive frasi spero che potremo trovare sempre le parole, questi fili immateriali che creano connessioni, possono generare ponti o distanze, e che insieme sapremo sceglierle, cesellarle al meglio.

Le nostre parole, per costruire il mondo.

Vi abbraccio, ragazze, in questa vostra giornata un po’ speciale.

mercoledì 18 novembre 2020

NETTUNO

‘Nettuno è il dio di mari, dei venti e dei porcellini’.

Quando procellisque viene letto porcellisque.

By cucciola di mezzo.

domenica 8 novembre 2020

LA GEOGRAFIA

Sarà stata la didattica a distanza, le consegne forse non perfettamente esplicite sul numero delle pagine da studiare, dei temi forse non propriamente appassionanti per se. Insomma, XX ripassa geografia con la microba. E ad un certo punto il libro parla di ‘morfologia del territorio’. ‘È sostanzialmente la forma del territorio’. Spiega. ‘Ah, quindi...FORMOLOGIA’.

Sempre più futuro nel naming.  

sabato 7 novembre 2020

I TUOI SEDICI ANNI

Sedici anni, oggi. Potrei ripensare a quella mattina presto di sedici anni fa, quando sei arrivata inattesa, come tante delle tue cose sono arrivate inattese. Questa giornata invece è un segno. È il segno di questo tempo sospeso, chiuso tra le mura di casa - più facilmente dalle geometrie oblique e limitate della tua stanza, da cui esci di rado - con la finestra virtuale sul mondo, sugli altri, che del mondo e degli altri racconta non abbastanza. 

Ne abbiamo parlato un pochino, di questo tempo (il fluire delle tue parole rimane sempre piuttosto essenziale, in un’eredità che non posso non ricondurre alle parole essenziali di YY), ho capito che sei resiliente, non per dote ma per necessità. ‘Me ne sono fatta una ragione’, hai detto. Della didattica a distanza, del non potersi vedere ed ed abbracciare e raccontare fitto con le amiche (talvolta perfino la tua essenzialità viene meno), del non arrampicare, non andare a cavallo, non uscire se non in quei pranzi brevissimi e clandestini alla ‘Taverna della nonna’. Te ne sei fatta una ragione, la resilienza è piena di proverbi: di necessità virtù, e allora via a cercare tutti i lati positivi del tempo chiuso: si guadagna una mezz’ora buona di sonno ogni mattina, niente spostamenti, tempo risparmiato. 

Eppure. Eppure il mio cuore si stringe, a pensare che a sedici anni si cresce e la personalità si forgia anche, se non soprattutto, grazie alle interazioni con i pari. La musica scelta durante l’adolescenza sarà quella che rimane più profondamente nei nostri cuori, e talvolta la scegliamo o impariamo ad apprezzarla per un ascolto casuale dal compagno di banco. Così come tanti altri aspetti della personalità in formazione.

Così, da genitori, non sappiamo bene come fare, e forse non si deve neppure fare niente, perché i tuoi genitori, oggi, rappresentano gli antagonisti. E sono invece i compagni, gli amici, i pari o i leader che scegli (me ne vengono in mente un paio e la dama bianca è in cima alla lista) a crescere con te e in te.

Insomma, in un compleanno chiuso mi vorrei stringere a te, ma forse è invece di spazio che hai bisogno. Di quello spazio fisico che non si riesce ad avere, di quello spazio privato indispensabile alla tua età ed invece popolato dagli altri Noiquattro, anche loro chiusi nella stessa casa. Siamo fortunati, ad averci. E ad avere una casa con qualche spaziuccio ognuno il suo, anche se ci si sente attraverso i muri e ci si indovina attraverso le porte. Così siamo stati vicini ma non troppo e tu hai sorriso, ritrovando (forse) una famiglia che cerca di fare il meglio e in cui ogni tanto, in questa novella reclusione, sembra troppo stretto stare.

Buon compleanno chiuso, cucciola grande. Che sia chiuso soltanto per poco e che il tuo cuore sappia restare aperto al mondo.