‘Abbiamo fato le acque. Le ho studiate, chiedimi quello che vuoi.’
‘Ok, il mare è salato. Come si chiama il sale che contiene?’
‘Cloruro.’
‘Cloruro di...?’
‘CLORURO DI MARE.’
‘Abbiamo fato le acque. Le ho studiate, chiedimi quello che vuoi.’
‘Ok, il mare è salato. Come si chiama il sale che contiene?’
‘Cloruro.’
‘Cloruro di...?’
‘CLORURO DI MARE.’
Nel ritorno da queste bucoliche, tuttavia oscure avventure, XX si riempie gli occhi di una tramonto da urlo che racconta di un mondo bello. Proprio bello. Che voglia di tornare a percorrerlo.
Parte con un volume di masserizie imponente, e stavolta non c’è nemmeno la sella.
‘Mamma mia, quanta roba...che cosa c’è in quel sacchetto?’
‘E, la roba che non ci stava in valigia.’
‘’Si ma il sacchetto ha una forma strana.’
‘Ci sono i biscotti per i cavalli.’
‘Hai comprato i biscotti per cavalli?’
‘Si, gusto MELA.’
Li vizia, come le nonne viziano lei.
E allora l’augurio per questo tempo nuovo è che ci siano personalità positive, dedicate e modello a mostrare la strada alle donne di domani.
La discussione geografica evolve a più sottili questioni meteorologiche.
‘Sono sicurissima. Se c’è l’alta pressione è tempo brutto.’
‘Scusa, ma Alta pressione confonde...perché non dicono ‘tanta pressione’?’
‘Veramente è come dire ‘alta temperatura’. Tu dici ‘tanta temperatura’?’
‘Vabbè, comunque se la pressione è alta piove.’
‘Ragazze - il fisico emerge - se la pressione è più alta, schiaccia le nuvole e le manda via.’
‘Non schiaccia la pioggia? Sono sicurissima, ogni volta faccio il ragionamento giusto e invece è il contrario.’
‘Appunto. Se non eventualmente chiediamo a Bernoulli se può cambiare le leggi della fisica...’
‘Così oggi abbiamo fatto la verifica di geografia. Montagne, colline e pianure. Ma ci ha chiesto solo le pianure. Però io mi ricordavo solo il massiccio renano e il bassopiano sarmatico. No, la pianura padana non l’ho messa perché è troppo piccola. Ah, e poi quelle del nord...come lo Iutland.’
‘Giusto lo Iutland. Ragazze, dov’è lo Iutland?’
‘Aspetta...in America...ah, già, in Messico.’
Vero che non sono zone moltissimo frequentate nemmeno nei discorsi di famiglia, ma la prossima assonanza geografica da testare, dopo i cavalli di battaglia Bari-Bali, Tanzania-Tailandia-Tasmania, è diventata Iutland-Yucatàn.
La microba a cena che si strofina le mani fra loro, appare una preoccupante tonta di verde.
‘Per favore. Ti stai pulendo le mani dal guacamole?’
‘No, lo spalmo.’
La giornata di oggi è tradizionalmente dedicata alla befana, quella vecchiarda un po' stramba che a cavallo di una scopa porterebbe dolci e doni nelle calze dei bimbi buoni. In senso lato, le befane sono delle signore un po' agée, non necessariamente garbate.
Ebbene, la giornata di oggiè stata popolata da befane ma rilette, in chiave simile a fate. Fata, o befata, l'amica antica SJ con cui le camminate tra i sentieri del parco sono diventate piacevole abitudine, nettare e sollievo dalle restrizioni sociali, occasione per raccontare e raccontarsi.
E poi le befate antiche, quelle che un tempo lavoravano con la nonna MM, che oggi, giornata perfetta, hanno indetto un get together su zoom. Così la nonna, dopo aver inutilmente precettato almeno due nipoti per l'assistenza tecnologica, si collega, con due minuti di anticipo (lei sperava almeno in una mezz'ora, è così che fanno le signore beneducate) e dal suo ipad cominciano a fiorire saluti e sorrisi di meraviglia. La meraviglia è tutta loro, di queste fate, alcune delle quali non più giovanissime, che hanno saputo nutrire il bisogno di relazioni antiche e solide, come le loro.
Che bella, la giornata delle befane e delle fate, le befate.
In quel residuo di Prussia che rimane nei loro cuori, YY e XX segnalano la necessità di cambiare il fuso orario dello spegnimento della luce serale.
‘Guardate che fra tre giorni dovete ricominciare - seee, ‘ricominciare...magari! - ad avere il cervello sveglio e acceso alle otto del mattino, quindi se volete dormire di più tocca andare a letto prima.’
‘No, scusa. Il bello di poter dormire tanto è poter dormire DOPO, non prima.’
La logica inappuntabile dell’adolescenza.