Le ore di buio sono lunghe, si ha l’impressione, di fatto si vive, di notte. Così oggi, tra un fiordo, la spiaggia più lunga delle Lofoten a Romberg, il paesino caratteristico di Nusfjord e il campo di calcio più suggestivo del mondo costruito su uno scoglio di Henningsvaer, circondato dal mare da tutti i lati, Lux racconta. Racconta le storie della befana di montagna, di Eufemia che era bella e si innamora del riccone e poi qualcuno la spaventa mentre lei lava i panni, c’è una cugina che fa la spiona e l’acqua bollente del bucato, e insomma, il giorno della befana si dice Gabinatt e si risponde sutt la coda del gatt, noto animale stregonesco.
giovedì 6 gennaio 2022
mercoledì 5 gennaio 2022
BIANCO, BIANCO E BIANCO
Il tempo, oggi è bianco. Bianco di neve, di bufera, di vento e di ghiaccio. Ma la gita si può fare lo stesso, siamo bene attrezzati.
Anche la strada è bianca, e appena prima di arrivare alla partenza del trekking, il dislvello è bianco, la neve è scivolosa e bisogna procedere a zig zag e nel corso di uno zig, o di uno zag, il furgone si inclina fuori strada, non ribaltandosi per un soffio.
La BigFamily sbarca, scarica e bagagli e guarda sconsolata il furgone incastrato sul ciglio della strada con due ruote sollevate.
Lux, per non avere addosso troppi occhi preoccupati, li spedisce a fare la gita ‘seguite il sentiero, (bianco anche lui) è facile’, e si dedica alla ricerca dei soccorsi.
La dama bianca è quasi invisibile nella remosta strada colpita dalla bufera e indossa il gilet giallo, catarifrangente e visibile da lontano. Peccato non passi nessuno per vederlo.
Si incammina verso la fattoria più vicina, abitata da una coppia di anziani norvegese-parlanti. Cerca di farsi capire usango google translator, il vecchietto non vede perché non ha gli occhiali, ogni parola viene screenshottata per ingrandirla…ad un tratto sulla strada sferzata dalla bufera compare un trattore, che fornisce un biglietto da visita del soccorso stradale. Chissà a quanti è già successo di essere traditi da tutto quel bianco.
La BigFamily nel frattempo ansima su un sentiero innevato, affonda nella neve soffice o spera di avere un buon grip dei ramponi sul ghiaccio. Ci sono rocce da scavalcare, stalattiti di ghiaccio enormi e una volta arrivati al passo si apre la meraviglia di uno scenario alpino, un doppio mare, cristalli di neve e perfino un po’ di sereno, la bufera si quieta.
Lux li chiama per assicurarsi di non disperdere il gruppo, loro scendono e la bufera si rianima, insieme aspettano il soccorso. Si palesa, dopo poco, un mezzo giallo, delle dimensioni di un ape car, guidato da un tranquillo e mingherlino soccorritore vestito di giallo.
L’ape di soccorso guarda il furgone, si puntella con dei perni nella neve, attacca un cavo al furgone e comincia, lento ed efficiente, il suo recupero.
La BigFamily versione umarell commenta che non è possibile, pesi, angoli, leve sono tutti sbagliati. Invece dopo dieci minuti il furgone è libero e non sembra avere riportato danni.
La gita in solitaria, l’avventuroso recupero hanno reso questa una giornata memorabile.
lunedì 3 gennaio 2022
ANCHE SE NON C’È FUSO ORARIO…
Atterrati sotto una bufera nella pista costruita sul mare, meno male che era buio e non si vedeva, alla BigFamily viene concessa ancora qualche ora di sonno in una casa affittata per l’occasione. Essendo però l’alba, il padrone di casa non aveva messo a disposizione le chiavi dove avrebbe dovuto e i sette si ritrovano a dormire in una casa vicina, non loro, senza acqua ne riscaldamento (reato di effrazione, in effetti). Ma i letti hanno fatto il loro dovere. Quando albeggia, circa verso le undici del mattino, si cominciano a vedere i magici profili delle montagne di neve che si tuffano a picco nel mare, e sono tutti già innamorati di questa magia.
A completamento del viaggio dalle notti turbolente, appena auguratisi la buonanotte, tutti in branda in pigiama nella casa di fronte al mare, ecco che l’energico bussare alla porta non lascia dubbi: ‘l’auroraaaa!’. Così escono, chi in pigiama, chi un po’ più vestito, tutti con i ramponi ai piedi per stare stabili sul ghiaccio e con le batterie di scorta delle macchine fotografiche. Il cielo regala una girandola veloce e le strisce di colore tra una nuvola e l’altra. E il viaggio si qualifica come ufficialmente meraviglioso.
domenica 2 gennaio 2022
PARTENZA COL BOTTO
Lux è alla Malpensa, il check in a Linate chiude in venti minuti. XX tenta di ritardare di qualche secondo l’inarrestabile chiusura, niente da fare. Lux non parte, almeno non con i voli programmati.
Di tutti gli imprevisti possibili, tra la roulette dei tamponi, gli ottomila voli cancellati ieri, il nome sbagliato di YY sul biglietto…ecco, di tutto quello che ci si poteva aspettare, questo era davvero il più impensabile avvenimento.
Lux ha corso come una pazza, non c’è stato nulla da fare. L’aeroporto è stato rinnovato, pare ora di sia una biglietteria unica, lei riesce a trovare un biglietto che parte dall’aeroporto di prima. Ci si vede a Oslo, prima di fare l’ultimo salto.
Così, neve e nebbia fuori, legno chiaro e un mucchio di gente dentro, la BigFamily e Lux si incrociano, per caso tra la folla, all’aeroporto di Oslo. Lei prende un volo prima, loro tentano di ridurre le sei ore di attesa, intanto bisogna fare dogana con le valige, come se la Norvegia fosse uscita dagli accordi di Schengen nella notte. La questione del tampone all’ingresso, poi, è quasi esilarante. Si inquadra un QR code che porta ad una pagina di registrazione, due volte su tre non arriva la validazione del telefono, una volta in coda una signora con pettorina gialla dell’aeroporto grida a tutti che chi è arrivato con volo Lufthansa non deve fare la coda per il test lí, Ma piuttosto andare a recuperarsi le valige. Pazienza se non siamo all’aeroporto di destinazione e le valige hanno scritto invece proprio quello sull’etichetta. E il test? Seguire le indicazioni gialle, scendere le scale, seguire le altre frecce gialle…’No, qui il test non si può fare.’ ‘Scusi, Ma ci siamo registrati, da su ci avete mandato giù, e le valige, eccetera…’ ‘Vabbè, il test lo potete comprare in farmacia e lo fate a casa. Entro 24h.’ ‘Aspetta…quindi è un test autosomministrato? E i risultati?’ ‘Nooo, non importa, solo se esce positivo dovete prenotare un antigenico.’ ‘Boh…quindi il test dove si compra?’ ‘ In farmacia.’ ‘Ah, ecco la farmacia dell’aeroporto. Avremmo bisogno di comprare dei test covid per autosommin…’ ‘Eh, peccato, li abbiamo appena finiti.’ Quindi? Con tutta la buona volontà del mondo, la BigFamily segue altri due percorsi per i test, uno a pagamento, uno con una registrazione barocca, e alla fine decide che avendo tutti un tampone negativo, allora vabbè, se i norvegesi si fidano, si fidassero. E prendono il volo successivo.
sabato 1 gennaio 2022
TRE ORE E DICIASSETE MINUTI
Dopo tre ore e sette minuti arriva il loro turno. Hanni i piedi gelati, le mani anche come probabilmente tutti quelli che sono nella coda con loro. Dopo altri dieci minuti, ecco i risultati, tutti ok. Nell'attesa, intrattengono conversazione con gli umarell riadattati, che in assenza di cantieri si chiedono che cosa ci fa tutta quella gente in fila. Ma cos'è, non ce l'hanno il green pass? No perché lui si, ce l'ha anche di carta che così è più sicuro. Ma allora, tutta la fila è per andare a lavorare?
No, signore, almeno per loro, è per tentare di andare in Norvegia.
venerdì 31 dicembre 2021
PAPELEO
Primo, si chiama la Lufthansa per una conferma sui biglietti, che essendo stati cancellati già tre volte nelle scorse settimane e talvolta rimpiazzati da tratte diverse che si concludevano a Monaco di Baviera, per esempio, se si possono confermare sotto data è meglio. Cos', due chiamate e una ventina di minuti di conversazione in inglese con operatrice dall'accento indiano, i voli sembrano confermati, i documenti meno.
Secondo, scoprire i documenti: per transitare in Germania serve fornire prova di vaccinazione, da caricarsi online. Il sito chiede uno per uno i certificati vaccinali (compresi quelli di oltre sei mesi fa, come il primo di XX, che sono scaduti e XX non li ha), non accetta il green pass europeo. Ottimo. Si cerca di recuperare la certificazione della prima dose, ma quella del centro vaccinale, perché anche il primo green pass non viene accettato dal sistema - benedetta tecnologia. YY suggerisce di accedere al fascicolo sanitario dove si trovano tutte le informazioni richieste, XX tenta di accedere con lo spid, questa chimera degli accessi ufficiali - lo spid ti porta sull'app delle poste, la password è scaduta, bisogna rimettere un'altra password dai criteri davvero stringenti, ok, trovata una nuova password che viene accettata, aspetta, prima va memorizzata sull'app delle password che poi se uno se la dimentica è un macello, e anche sul file backup del pc. Ok, password campbiata, ora si torna sul sito delle poste per avere l'accesso al fascicolo sanitario. Il sito è in down, non è possibile accedere al fascicolo sanitario. Ok, riproviamo tra un po'. Va bene, da qui è possibile scaricare l'elenco delle vaccinazioni. Però anche l'elenco non viene accettato dal sistema. E poi il sistema chiede anche il form di registrazione in Norvegia, quello solo elettronico per cui non è arrivata alcuna copia né ricevuta. Quindi, per ognuno dei Noicinque, bisogna ri-registrarsi con il telefono (univoco, impossibile pensare che un minore che entra in Norvegia non abbia il suo telefono, di questi tempi - XX non è stata necessariamente contenta di inserire i numeri delle sue figlie sui server del governo norvegese, ma vabbè), recuperare i dati inseriti, crearne un pdf, salvarlo sul pce finalmente caricarlo sul sito lufthansa. Nel frattempo YY riesce, non si sa bene con quale cracking, a fare accettare al sistema anche l'elenco delle vaccinazioni, che va recuperato dose per dose, figlia per figlia.
Il tutto, nell'attesa, domani, di fare un test di sicurezza pre viaggio per evitare di essere quarantenati al nord.
La giornata papeleo. Elettronico, però.
martedì 21 dicembre 2021
UN ADDIO CHE SUONA ARRIVEDERCI
Lei viaggia, è ufficiale. Con la forza, la determinazione, l'energia che ha mostrato e condiviso in tutti questi anni, la rocciosa Lux ha scelto di viaggiare. E lo fa in uno dei momenti in cui, da Cristoforo Colombo in poi, il senso del viaggio, ma anche la sua concretezza, la possibilità di muoversi, sono ai minimi storici. Lo stesso, lei sceglie di fare questo in questa sua nuova fase della vita, lasciando la sua comunità di quelli che arrampicano ai suoi eredi, quelli che sono cresciuti con lei: la Coccinella detta Cocci, il Mostro, la Wallie - tutti meravigliosi ex, ed attuali, allievi di un'arrampicata per il piacere di farlo e di sfidarsi, più che di sfidare gli altri.
Come Lux, anche loro sanno inventarsi vie e giochi meravigliosi.
Ma oggi è la sua ultima lezione. Così si sentono rimbombare, fin da fuori la palestra, le grida, il tifo, l'incitamento, gli applausi e le risate a crepapelle dei giochi che oggi ha organizzato. Le t, bandiera, l'arrampicata alla cieca - ogni tanto si vedono volare palline attraverso la palestra ed arrivare quasi a colpire i tapis roulant su cui indefessi atleti corrono con gli auricolari, incuranti della bagarre che si incendia intorno. Oltre il vetro, una sfortunata lezione di Tai-chi trova un ambiente decisamente diverso dal silenzioso ascolto tipico della disciplina.
Così, con un po' di magone, i lucciconi agli occhi (soprattutto la Cocci, ma anche molti altri) e un grandissimo in bocca al lupo per questa ennesima, coraggiosa scelta delle tue, ascoltiamo le parole che hai per tutti, ma anche per ciascuno dei tuoi "nani", o ex nani, visto che ormai molti superano il metro e ottanta. Una parola, un pensiero, un ricordo a ciascuno di loro, che li rende e speciali e unici e la rende speciale e unica.
Le parole Noicinque in occasione dei saluti:
Lux, ciao.
In questi tuoi ultimi giorni di lezione di arrampicata quando costruisci e inventi giochi, entusiasmo e tifo che nemmeno alle Olimpiadi, mi piace ripensare e condividere i ricordi speciali che serbo nel cuore.
Fin da quella quasi anonima mamma della scuola materna che, al mio piccolo ‘allarme’ sul fatto che Tea – la tua Otto - si arrampicasse ovunque, e al mio desiderio che imparasse a farlo in sicuzezza – pensavo – mi ha suggerito ‘oh, per arrampicare c’è una palestra in via Ripamonti’.
Ecco – così siamo arrivate io, genitore inesperto, lei, quattrenne non socievole – e si è incendiata la passione per te, quello che fai, per come lo insegni, per chi sei.
Lei, piccola tra i piccoli, ora valchiria quasi maggiorenne che trova in te e nei tuoi modi il suo porto sicuro.
E io, cui hai insegnato la leggerezza, l’autorevolezza, l’autenticità. La tua leggiadria, la tua capacità di stupirti, di rivoluzionare la tua vita ma anche quelle che tocchi, come le nostre. L’autorevolezza, la figura maestra, e non solo di quale presa prendere o come mantenere l’equilibrio. L’autenticità in noi e negli altri. La partecipazione vera, l’empatia, il supporto, la cura, l’attenzione, l’ascolto.
Mi vengono in mente mille momenti in cui hai reso le nostre giornate speciali:
- la prima Traversella di Tea, quando è tornata con i vestiti del primo giorno (che ridere!) e le felci appiccicate alle unghie con lo smalto forforescente giallo – tipiche degli “elfi dei boschi”
- la festa di Natale al buio e in segreto, ravvivata da lampade UV
- quando sei saltata sulla falesia delle Speranze perchè Marghe – la tua Mini - aveva fatto un ingrarbuglio con la corda che non si sbrogliava
- la festa di fine anno arrampicando sulle case del quartiere Ravizza e tu indicavi le “prese” con uno scopettone
- il crash pad sotto gli alberi, sempre del Ravizza, dove avevi fatto arrampicare un grappolo di nani
- le mele che spezzi in due con le mani come fossero una michetta
- i meravigliosi soprannomi con cui regali a ciascuno il suo essere speciale
- il tifo che fai, per tutti, e che insegni a tutti a fare, per tutti
- l’idea di “fare sicura” – con l’imbrago e nella vita. Che bella la fiducia.
E poi sei stata speciale nel farci vedere i tuoi angoli preferiti di mondo: la Lapponia, le aurore di Abisko, l’Islanda estiva.
Ci, mi mancherà moltissimo il tuo bianco outfit del lunedì (l’outfit è di sempre, a dire la verità, ma ultimamente lo vedo il lunedì) quando con una parola o uno sguardo sei capace di raddrizzare una giornata. Tutte le giornate, in effetti.
Sarà bello continuare a viaggiare con te. Ci mancherai nel tuo ruolo guida di questa speciale metafora della vita che è l’arrampicata.
Grazie, Lux. Grazie. Per chi sei stata (e sei) per tutti noi.
Con grande affetto.
Firmato: XX
Lux, ciao.
In quest tredici anni di arrampicata, di prese tenute, prese mollate e prese in giro, ho mille ricordi della nostra ‘Maestra Bianca’: la ragnatela nei giorni di pioggia di Traversella, la coppa del mondo di palloncino assassino, le battaglie di magnesite e gli incontri sulle vie.
Ci manchetà tutto ma...la tua scelta ti porterà lontano - e qualche volta noi con te ;).
E quando sei qui, ci vediamo in parete.
Firmato: Cucciola grande, aka Otto
Lux, ciao.
Mi dispiace tanto che questa sarà la tua ultima lezione, ma almeno ci vedremo alle Lofoten e chissà dove altro :).
Tra palloncini, ragnatele, vipere e corde mi sono divertita un mondo, tutto grazie a te e alle tue bellissime lezioni.
Con te qualsiasi cosa diventa divertente.
Spero che ci rivedremo in altri viaggi nella neve, bianca e immacolata come te.
Ciao, Lux.
Firmato: Microca, aka Goccia
Lux, ciao.
Ormai mi conosci da dodici anni, da quando ero una bambina piccola e ingenua e pensavo che su fossi esclusivamente un’insegnante di arrampicata, eccessivamente ed extra severa.
Ecco, la penso ancora così riguardo la parte della tua stravagante creatività, alla quale ho dovuto sopravvivere il più delle volte, ma che ho anche imparato ad ammirare, ma non potevo sbagliarmi di più riguardo al resto.
Infatti, oltre all’abilità di abbarbicarmi su rocce inaccessibili al più della gente, mi hai lasciato ricordi di pura gioia, nella gran parte dei quali ci siamo ci siamo noi “costretti” a cimentarci nelle attività più stupide che ti potessero venire in mente (come mangiare patatine con le bacchette cinesi o cotruire costumi da troll minuti di un paio di ciuffi d’erba e smalto fluorescente) e poi ci sei tu, che vedendoci obbedire ad ogni pazzia tu riesca ad inventarti ridi a crepapelle e, occasionalmente, documenti il tutto.
Per questo ti ringrazio, per tutto quello che mi hai insegnato, dal rinviare una corda all’usare la turca, e per tutto quello che ancora mi insegnerai.
Ci hai guardato crescere e ci hai aiutato ad iniziare a volare, come una madre fa con i piccoli appena nati. Adesso sappiamo volare da soli e non vogliamo più costringerti nel nido. Quindi vola, fai un buon viaggio, e magari qualche volta torna a ricordarci che non sappiamo arrampicare.
Firmato, Cucciola di mezzo, aka Mini
sabato 18 dicembre 2021
EARTHQUAKE
Quelli che stanno facendo la verifica di matematica e mentre la terra trema il prof tuona ‘ Non vi muovete!’.
Quelli che escono da scuola con la cartella, speranzosi, per poi rientrarci un minuto dopo.
Quelli che il prof di scienze ‘Mettersi sotto i banchi non serve’.
Quelli che la prof di greco è sparita, probabilmente cercando informazioni su che cosa fare.
Quelli che ‘L’avete sentito?’ sulla chat di famiglia.
Quelli che si è sentito anche dal marciapiede ‘Apperò quanto si sentono le vibrazioni del metrò!’
giovedì 16 dicembre 2021
UNA GIORNATA DI QUELLE
Intanto che lei è oltralpe, il governo italiano cambia le regole per il rientro. Serve un tampone rapido a non più di 24 ore dall’ingresso in Italia. Così parte la ricerca forsennata di come fare un tampone dalla zona industriale in cui si trova. Mentre sta per rivoluzionare la giornata, il meeting sul futuro con il capo, eccetera, intravede una mail di Air France, che le cancella uno dei voli di rientro. Ottimo, bisogna rivoluzionare la ricerca del tampone per rimanere nel limite delle 24 ore. Però il volo cancellato è solo il secondo, e la riprogrammazione prevede comunque una partenza all’alba e uno stopover eterno. Il tutto incompatibile con la questione delle 24 ore. Così si mette al telefono per riorganizzare i voli, online per cercare un tampone l’indomani. In serata, anche il secondo volo è cancellato per un arrivo altre la mezzanotte. In una Italia scossa da uno degli scioperi generali più generali di sempre, che sembra quasi di essere rimasti in Francia.
Nel frattempo, l’assistenza al tampone prenotato con il nome della segretaria viene gestita con la complessità della burocrazia indiana; il tassì che la scorrazza per tutta la regione dei Midi Pyrenées la aspetta mentre lei spiega alla farmacia Lafayette di Ramonville la questione del tampone per viaggiare, loro si chiedono come registrare il tampone di chi non è francese, la spingarda nel naso sembra arrivare ben oltre la corteccia prefrontale e all’aeroporto le dicono che sul certificato manca la data.
Che quasi quasi, forse era più facile accettare di essere portati in Italia dal tassí di Christopher, il sosia di Raul Cremona.
IL CERCHIO E L'INFINITO
Avrei voluto farlo prima, e che questa lettera virtuale arrivasse puntuale, ci ho messo un po’ a mettere in fila tutte le cose da dirti. Non hai voluto festeggiamenti in pompa magna, sorprese né antiche amicizie. Ti sei circondata di noi, noi e basta. Noi che tu tieni insieme con la tua dolcezza, con la tua cura, con il tuo ascolto di quelli veri. Che esempio mirabile sei per me, mamma. Garbata, positiva e generosa in un mondo maschile urlato ed ego riferito: così ho visto la tua vita professionale crescere e fiorire. E guarda un po’, ad un certo punto ti premiano, una specie di premio alla carriera dei giornalisti. Che bello. E poi oltre a mamma speciale che mi ha insegnato quel pochino di ambizione quella buona, non sopra agli altri ma al meglio di se; mi hai mostrato, con esempio impareggiabile, l’indipendenza, la curiosità del nuovo, che mi trasmesso la passione smodata per il mondo (guarda un po’, mentre scrivo sono nel cielo su un aereo).
Sei diventata una stra-mamma per le ragazze, queste nipoti tutte al femminile. Con ciascuna di loro hai un legame speciale, unico e diverso, che si modella al loro essere. Che bello. Che bello sapervi insieme, che privilegio essere testimone di te che racconti le storie di famiglia e loro ti introducono ai segreti di Netflix. Che bello, questo mondo che ho intorno, che tu modelli e nutri di giorno in giorno e che mi racchiude in una coccola senza tempo. Proprio come il segno dell’infinito, ma in verticale, che è l’otto di questi tuoi anni tondi, accanto al cerchio dello zero che ci racchiude in un abbraccio caldo e pieno di amore. Buon compleanno infinito e tondo, mamma.