Ore 8.04, XX si trascina due cucciole sotto un diluvio a catinelle con destinazione scuola materna prima, scuola elementare poi. Le attività di oggi: gli ultimi dettagli da sistemare per la frizzantisisma festa di fine anno della scuola materna (per la quale XX va portando non meno di nove chili di bevande e tre di carta lucida formato A3) e la partenza per la sospirata gita delle elementari, già rimandata due volte per maltempo (non che questa mattina il tempo fosse migliore).
In accordo al miglior e più violento diluvio estivo, XX trova, alle 8.06 in un prescuola pochissimo affollato, le maestre meste meste e con i piedi parecchio bagnati. Scopre che oggi, il giorno della gran prova generale dello spettacolo, delle prove costume, degli aggiustamenti per lo spettacolo di domani, quello tutto, ma proprio tutto preparato con e DAI bambini (sceneggiatura, scenografie, regia, luci, musiche e suoni, oltre alla scontata ma non facile recitazione), a causa del diluvio notturno tutti i materiali si sono rovinati per il gravissimo allagamento del salone dello spettacolo.
Le maestre hanno l'aria triste, i piedi fradici e le lacrime agli occhi avendo intuito quanto grave è stato l'allagamento e quanto materiale sia irrecuperabile.
XX attiva una insperata catena di solidarietà per una volta unanime tra i genitori dei bambini ricevendo adesioni disponibili a qualsiasi attività. Non è ancora chiaro se, né quando, lo spettacolo potrà avere luogo, ma XX, con cucciola di mezzo rapita nella parte, si stringe con affetto intorno alle educatrici che con entusiasmo, energia e nessun mezzo erano riuscite a creare un progetto così meravigliosamente coinvolgente. Allagato o no, questo spettacolo resterà nel suo cuore.
lunedì 4 giugno 2012
martedì 29 maggio 2012
IL SUONO DEL SILENZIO
Qualche insistenza è bastata a far capitolare una già più che convinta XX per le lezioni di musica. In fondo sono due anni che la cucciola grande, naturalmente stonata come e più di un campanaccio da mucca, va cantando e solfeggiando note varie a squarciagola. In fondo sono due anni che la cucciola grande, appena trova una tastiera di qualsiasi genere, tenta di strimpellarla con passione.
Così XX, sfruttando i preziosi consigli dei carissimi Laura&Mau, ha chiamato oggi un loro amico: un curioso, serafico e geniale maestro di musica, Lucaconlabarba. Si chiama Luca, ha la barba, un tono di voce pacato ed interessante e ama arrampicare, oltre alla musica, proprio come la cucciola grande (e anche la cucciola di mezzo per osmosi).
Pare sia stato accolto da due cucciole festose ma nascoste, si sia fatto ascoltare subito dopo averle cercate e trovate e abbia conquistato il cuore della cucciola grande, alla quale ha chiesto di disegnare il silenzio, di fare un ritmo, di riconoscere le note acute da quelle gravi. Lei intanto suona do-re-mi-fa-sol con la mano destra, e all'ora di andare a dormire ha già chiesto il permesso di poter suonare di nuovo domattina in pigiama. Domattina, però, ora suona il silenzio.
Così XX, sfruttando i preziosi consigli dei carissimi Laura&Mau, ha chiamato oggi un loro amico: un curioso, serafico e geniale maestro di musica, Lucaconlabarba. Si chiama Luca, ha la barba, un tono di voce pacato ed interessante e ama arrampicare, oltre alla musica, proprio come la cucciola grande (e anche la cucciola di mezzo per osmosi).
Pare sia stato accolto da due cucciole festose ma nascoste, si sia fatto ascoltare subito dopo averle cercate e trovate e abbia conquistato il cuore della cucciola grande, alla quale ha chiesto di disegnare il silenzio, di fare un ritmo, di riconoscere le note acute da quelle gravi. Lei intanto suona do-re-mi-fa-sol con la mano destra, e all'ora di andare a dormire ha già chiesto il permesso di poter suonare di nuovo domattina in pigiama. Domattina, però, ora suona il silenzio.
sabato 26 maggio 2012
SEMPRE PIÙ BIANCHE, SEMPRE PIÙ PROFONDA
Wow. WOW. È appena terminato il secondo ingaggio di quella magia che è il coro delle mani bianche, impegnato questa volta in una rassegna al teatro Arcimboldi di Milano. Si, proprio quello che ha sostituito il Teatro alla Scala quando questo era in ristrutturazione, quello che ha un'acustica perfetta, quello per cui si vede benissimo dappertutto. E il vostro coro, questi guantini sempre più bianchi, sempre più in vista, sempre più esuberanti, guidati dalle vostre capaci manine hanno emozionato duemila e cinquecento persone. Teatro pieno, cuori gonfi di commozione, qualche occhio gonfio di lacrime (sicuramente i miei), nell'avvertire il miracolo dell'integrazione, della musica ma anche del gruppo, dell'amicizia e dell'apertura a forme diverse di comunicazione. Vi siete esibiti su un palco che in pochi hanno la fortuna di vedere anche da spettatori, ci avete regalato la possibilità di emozionarci con voi dallo stesso palco (mille le raccomandazioni di essere silenziosi e discreti, ma siamo stati emozionati e commossi tanto da non riuscire neppure a fare clac). Mentre cantavate segnando, ho buttato un'occhiata al pubblico: brrr, quanti occhi, quanti cuori tutti per voi, con voi.
Grazie a te, cucciola grande, alla maestra del coro che ha il nome di un mammifero del mare, ma anche alla vulcanica Liluz, a Lapo, Arek, Susanna e tutti gli altri portatori di guantini sapienti.
Le vostre mani, sempre più bianche. La nostra emozione, sempre più profonda.
Grazie a te, cucciola grande, alla maestra del coro che ha il nome di un mammifero del mare, ma anche alla vulcanica Liluz, a Lapo, Arek, Susanna e tutti gli altri portatori di guantini sapienti.
Le vostre mani, sempre più bianche. La nostra emozione, sempre più profonda.
venerdì 25 maggio 2012
LE MAGLIE
Al ritorno da una giornata e una settimana frenetiche, da una festa esuberante e divertentissima, XX e la cucciola di mezzo incrociano sul marciapiede uno sconosciuto ragazzo che indossa una maglia da calciatore dai colori altrettanto sconosciuti.
"Ma di che maglia è quella maglia?"
"Di quale squadra, dici?"
"Ehh, si, di quale squadra?"
"Mi pare di averla già vista, ma ora proprio non mi ricordo."
"Secondo me, azzurra così, è la maglia della TALANTOLA."
"Perché, com'è quella maglia?"
"Ahh, no, è vero, la maglia della TALANTOLA è azzurra e nera. Quasi come l'Inter, che invece è blu e nera. Quindi l'Inter e la TALANTOLA sono quasi uguali ma non proprio uguali."
Ad una rapida descrizione della maglia a YY durante la cena, si scopre che la maglia non è né dell'Inter (ma questa XX pensava di poterla riconoscere), né della TALANTOLA, ma dell'Argentina.
"Ma di che maglia è quella maglia?"
"Di quale squadra, dici?"
"Ehh, si, di quale squadra?"
"Mi pare di averla già vista, ma ora proprio non mi ricordo."
"Secondo me, azzurra così, è la maglia della TALANTOLA."
"Perché, com'è quella maglia?"
"Ahh, no, è vero, la maglia della TALANTOLA è azzurra e nera. Quasi come l'Inter, che invece è blu e nera. Quindi l'Inter e la TALANTOLA sono quasi uguali ma non proprio uguali."
Ad una rapida descrizione della maglia a YY durante la cena, si scopre che la maglia non è né dell'Inter (ma questa XX pensava di poterla riconoscere), né della TALANTOLA, ma dell'Argentina.
lunedì 21 maggio 2012
BZZZZ
"La gita di domani è annullata causa maltempo." Domenica sera, ore 21.42. Questo il funesto annuncio della sempre efficiente rappresentante della classe seconda A giunto via mail a tutti i genitori. Vari, pittoreschi e monotematici i commenti delle mamme raggiunte dalla comunicazione. Questa mattina hanno costretto degli immusoniti, delusi, infuriati e recalcitranti settenni, anziché andare a Como in gita a studiare le api, causa acqua a catinelle, ad andare in classe a fare le verifiche di italiano, chi con e chi senza la cartella (ma pare abbiano altruisticamente condiviso fogli, penne, matite e pennarelli).
"Cucciola, vi ė toccato fare la verifica di italiano, allora?"
"Si, ma poi abbiamo almeno studiato le api con Elsa. - la maestra di scienze, ndr - l'ape-regina-depone-almeno-trecento-uova-al-giorno-da-cui-nascono-altre-api-e-qualche-volta-altre-regine-punto-poi-fanno-la-lotta-e-chi-ė-la-più-forte-diventa-la-nuova-regina-"
"Vi ha anche detto come si chiamano le api maschi?"
"BOMBI!"
"No, fuchi."
"Solo-i-maschi-non-hanno-il-pungiglione-punto-le-operaie-nutrono-le-larve-"
"Cosa sono le larve?"
"I piccoli delle api, allora -virgola-le-abbeverano-e-si-prendono-cura-di-tutto-l'alveare-punto-producono-anche-il-miele-virgola-polline-e-nettare".
Quasi come essere stati a vedere le arnie.
"Cucciola, vi ė toccato fare la verifica di italiano, allora?"
"Si, ma poi abbiamo almeno studiato le api con Elsa. - la maestra di scienze, ndr - l'ape-regina-depone-almeno-trecento-uova-al-giorno-da-cui-nascono-altre-api-e-qualche-volta-altre-regine-punto-poi-fanno-la-lotta-e-chi-ė-la-più-forte-diventa-la-nuova-regina-"
"Vi ha anche detto come si chiamano le api maschi?"
"BOMBI!"
"No, fuchi."
"Solo-i-maschi-non-hanno-il-pungiglione-punto-le-operaie-nutrono-le-larve-"
"Cosa sono le larve?"
"I piccoli delle api, allora -virgola-le-abbeverano-e-si-prendono-cura-di-tutto-l'alveare-punto-producono-anche-il-miele-virgola-polline-e-nettare".
Quasi come essere stati a vedere le arnie.
giovedì 17 maggio 2012
OGNI VOLTA
Ogni volta che XX viaggia negli Stati Uniti sono sempre di più le domande che le affollano la mente, alcune sempre uguali (possibile che gli americani siano flessibili come degli schiacciasassi?), alcune nuove (sorprendente la capacità che hanno di stupire) ma soprattutto ogni volta XX scopre alcuni dettagli che le erano precedentemente sfuggiti. Per esempio, dopo la scoperta - confermata anche in questa trasferta - che i condizionatori delle stanze d'albergo non dispongono del tasto OFF, XX ha realizzato con sbigottimento che alcuni specchi delle stesse stanze d'albergo rendono l'immagine più magra. Ma di parecchio, anche se ci sono dubbi sulla silhouette percepita dalla gran parte delle persone in sovrappeso, che di sovrappeso qui ne hanno un bel po'. Questa volta XX ha scoperto che per loro anche l'Italia è una repubblica federale, anche senza Umberto Bossi, tanto che è difficile compilare un indirizzo (quello di XX), se non si dispone di informazioni quali 'state' e 'province'. Italy, non basta? No, quello è 'country'.
Ha scoperto anche, e con orrore, che la sua collega americana, non il tassista pachistano arrivato tre settimane fa, si chiede e le chiede se in Italia c'è la democrazia, essendo in realtà un paese socialista perché le scuole pubbliche e le cure mediche sono gratuite e garantite.
Ha scoperto anche, e con orrore, che la sua collega americana, non il tassista pachistano arrivato tre settimane fa, si chiede e le chiede se in Italia c'è la democrazia, essendo in realtà un paese socialista perché le scuole pubbliche e le cure mediche sono gratuite e garantite.
sabato 12 maggio 2012
IN SILENZIO AL CONSERVATORIO
La maestra sorridente
con il nome un po' curioso
non s'aspettava tanta gente
come pubblico del coro.
Han provato e riprovato,
con la musica e anche senza
poi i guantini hanno indossato
con le mani in evidenza.
Era il vostro primo impegno
con il coro Mani Bianche
che al canto unisce il segno
che si ascolta e guarda anche.
Tutta la sala gremita,
la "Verdi" del Conservatorio,
il pubblico con le tue dita
non era solo un "uditorio",
soprattutto vi ha ascoltato
con gli occhi, e con il cuore.
Alla fine ha applaudito
anche coi segni, non rumore.
Il tuo occhio era brillante,
le tue mani eran veloci,
l'allegria, cucciola grande,
ha contagiato anche tuoi soci
d'avventura, quegli amici
che alla fine dei bei canti
come te eran felici!
Mille e seicento teste
son più di tremila mani
alzate per applauso e feste
al coro delle bianche mani!
con il nome un po' curioso
non s'aspettava tanta gente
come pubblico del coro.
Han provato e riprovato,
con la musica e anche senza
poi i guantini hanno indossato
con le mani in evidenza.
Era il vostro primo impegno
con il coro Mani Bianche
che al canto unisce il segno
che si ascolta e guarda anche.
Tutta la sala gremita,
la "Verdi" del Conservatorio,
il pubblico con le tue dita
non era solo un "uditorio",
soprattutto vi ha ascoltato
con gli occhi, e con il cuore.
Alla fine ha applaudito
anche coi segni, non rumore.
Il tuo occhio era brillante,
le tue mani eran veloci,
l'allegria, cucciola grande,
ha contagiato anche tuoi soci
d'avventura, quegli amici
che alla fine dei bei canti
come te eran felici!
Mille e seicento teste
son più di tremila mani
alzate per applauso e feste
al coro delle bianche mani!
mercoledì 9 maggio 2012
PERCHÉ?
"Microba! Hai mangiato un biscotto. Un biscotto cantuccio. Prima di mangiare la frutta. Perché?"
"EHHMM PE-KÉ...MI SE-VE." (=che domanda è? Perché ho mangiato un biscotto? Perché mi serve: per nutrirmi, sopravvivere, gustare il delicato zucchero di canna che si scioglie fondendosi con la vanillina, mi serve per sorridere alla vita, godere di un momento estatico e nel frattempo crescere anche un po'. Mi serve per placare i morsi della fame, anche se ormai sopiti dai numerosi piatti di pasta cinese che ho comunque ingurgitato, mi serve per stuzzicare quella voglia di buono. In breve, l'ho mangiato perché mi serve.)
"EHHMM PE-KÉ...MI SE-VE." (=che domanda è? Perché ho mangiato un biscotto? Perché mi serve: per nutrirmi, sopravvivere, gustare il delicato zucchero di canna che si scioglie fondendosi con la vanillina, mi serve per sorridere alla vita, godere di un momento estatico e nel frattempo crescere anche un po'. Mi serve per placare i morsi della fame, anche se ormai sopiti dai numerosi piatti di pasta cinese che ho comunque ingurgitato, mi serve per stuzzicare quella voglia di buono. In breve, l'ho mangiato perché mi serve.)
lunedì 7 maggio 2012
ED È SOLO (UN ALTRO) LUNEDÌ
La quotidiana routine della mattina ha subito oggi un drastico rallentamento (o accelerazione, dipende da che parte la si vuole guardare) grazie alla presenza delle due cucciole minori, rientrate dalle rispettive trasferte. Riportata la sveglia sulle consuete 6.45, nella mattinata si sono fatti quattro letti, lavati sessanta denti più i propri, pulito un paio di sederi, messe tre scarpe (la quarta graziosamente messa in autonomia dalla collaborativa cucciola di mezzo).
Dopo un convulso giro-scuola, accompagnato dal brivido sull'aver notificato o meno l'assenza della microba al nido, dal daffare dettato dai doveri di rappresentante di classe di XX con foto di classe, raccolta fondi, ecc, XX e YY atterrano più o meno in salvo nei rispettivi uffici.
La logistica del pomeriggio, però, non è prevista leggera: ore 15.30, uscita della microba dal nido (al quale l'assenza era grazie al cielo stata anticipata) recuperata da una provvidenziale e sempre preziosissima nonna MM; ore 16.30, uscita della cucciola grande che di volata viene affidata a due supermamme per recarsi alle prove estemporanee del coro dei guantini bianchi. Nel frattempo, più o meno alla stessa ora, nell'ufficio di XX si scatena il finimondo. Motivo, l'assegnazione ex cathedra dei nuovi uffici in cui lei e i colleghi si dovranno trasferire a breve.
Ore 17.10, XX abbandona il finimondo mentre questo raggiunge il culmine e si precipita alle prove del coro, dove trova una finalmente soddisfatta maestra ma neppure un bambino. Sono già tutti alla festa di Elena, compagna ottenne della cucciola grande. Ore 17.15, XX raggiunge la festa degli esagitati e scatenati compagni, fa mille raccomandazioni alla cucciola grande e la abbandona per precipitarsi a rotta di collo alla scuola materna.
Ore 17.30 arrivo, con tempismo chirurgico, alla scuola materna dove XX recupera la cucciola di mezzo e la sua amica Bea, per l'occasione invitata a giocare con lei e poi a cena. Nel frattempo si rende conto che non ha prenotato l'indispensabile colloquio con le maestre, che la prossima (ed ultima) possibilità di colloquio è prevista per quando lei sarà in volo per gli Stati Uniti, che non ha ancora pagato il pullman del ritorno della gita.
Ore 18.30, YY tenta di distogliere la cucciola grande dalla festa e riportarla a casa, riuscendo ad arrivare finalmente a destinazione alle 19.15.
XX nel frattempo carbonizzava le verdure, serviva in tavola una pastasciutta che i minorenni non hanno mangiato e ringraziava il cielo che di lì a un'ora sarebbe calata la pace. Temporanea, però.
Dopo un convulso giro-scuola, accompagnato dal brivido sull'aver notificato o meno l'assenza della microba al nido, dal daffare dettato dai doveri di rappresentante di classe di XX con foto di classe, raccolta fondi, ecc, XX e YY atterrano più o meno in salvo nei rispettivi uffici.
La logistica del pomeriggio, però, non è prevista leggera: ore 15.30, uscita della microba dal nido (al quale l'assenza era grazie al cielo stata anticipata) recuperata da una provvidenziale e sempre preziosissima nonna MM; ore 16.30, uscita della cucciola grande che di volata viene affidata a due supermamme per recarsi alle prove estemporanee del coro dei guantini bianchi. Nel frattempo, più o meno alla stessa ora, nell'ufficio di XX si scatena il finimondo. Motivo, l'assegnazione ex cathedra dei nuovi uffici in cui lei e i colleghi si dovranno trasferire a breve.
Ore 17.10, XX abbandona il finimondo mentre questo raggiunge il culmine e si precipita alle prove del coro, dove trova una finalmente soddisfatta maestra ma neppure un bambino. Sono già tutti alla festa di Elena, compagna ottenne della cucciola grande. Ore 17.15, XX raggiunge la festa degli esagitati e scatenati compagni, fa mille raccomandazioni alla cucciola grande e la abbandona per precipitarsi a rotta di collo alla scuola materna.
Ore 17.30 arrivo, con tempismo chirurgico, alla scuola materna dove XX recupera la cucciola di mezzo e la sua amica Bea, per l'occasione invitata a giocare con lei e poi a cena. Nel frattempo si rende conto che non ha prenotato l'indispensabile colloquio con le maestre, che la prossima (ed ultima) possibilità di colloquio è prevista per quando lei sarà in volo per gli Stati Uniti, che non ha ancora pagato il pullman del ritorno della gita.
Ore 18.30, YY tenta di distogliere la cucciola grande dalla festa e riportarla a casa, riuscendo ad arrivare finalmente a destinazione alle 19.15.
XX nel frattempo carbonizzava le verdure, serviva in tavola una pastasciutta che i minorenni non hanno mangiato e ringraziava il cielo che di lì a un'ora sarebbe calata la pace. Temporanea, però.
sabato 5 maggio 2012
MMHH, SA DI...
Si narra una conversazione intercorsa tra la microba e la pimpante nonna MM avvenuta in realtà senza testimoni in terra francofona.
"Ti ho visto, stai mangiando un capperotto! Bleah!"
"TI HO MANZATO." (=si, infatti, ho l'ho gustato con piacere)
"Bleah! Scusami, ma di che cosa sa?"
"MMHH ZA DI IL...ZALLO!" (=allora, se mi hai detto bleah non capisco come mai ti interessi tanto il gusto di tali prelibatezze. Comunque, per soddisfare la tua curiosità, direi che questo capperotto sapeva di...GIALLO, che, per inciso, sarebbe anche il mio colore preferito. Quindi è buonissimo.)
"Ti ho visto, stai mangiando un capperotto! Bleah!"
"TI HO MANZATO." (=si, infatti, ho l'ho gustato con piacere)
"Bleah! Scusami, ma di che cosa sa?"
"MMHH ZA DI IL...ZALLO!" (=allora, se mi hai detto bleah non capisco come mai ti interessi tanto il gusto di tali prelibatezze. Comunque, per soddisfare la tua curiosità, direi che questo capperotto sapeva di...GIALLO, che, per inciso, sarebbe anche il mio colore preferito. Quindi è buonissimo.)
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