"Buona, la mia omlèt. E quella che cos'è?"
"Questa è la senape, ma è un po' piccante. Gli stessi grani che si usano per fare questa salsina si usano per fare la mostarda, che è piccante anche lei. Infatti la senape in francese si chiama moutarde."
"MUTAND?"
sabato 25 ottobre 2014
lunedì 20 ottobre 2014
LA "CATASTROFE"
La cucciola grande ritorna, grazie all'aiuto logistico di Tatogiù, dalla sua lezione di scherma.
"Ehi, cucciola grande, bentornata. Tutto a posto?"
"Oohhh...non sai...è successo un disastro, ma guarda, proprio una catastrofe..."
"Un disastro? Tipo?"
La cucciola comincia a pescare viti, vitine e rondelle da una tasca della borsa sportiva.
"Ecco, guarda!"
"Mmhh, che cos'è successo? Il fioretto ha perso una vite?"
"No, non ha solo 'perso una vite'. Mi si è sbriciolato in mano durante un assalto a lezione. Ma proprio sbriciolato in mille pezzi. Non ti sembra un disastro, una catastrofe?"
Beh, magari proprio una catastrofe no, ma diciamo che la riparazione urgente di un fioretto sinistro all'unico negozio della città che chiude prima delle diciotto ha senz'altro un discreto impatto sulla prossima logistica Noicinque...ma si sbriciolano, i fioretti?
"Ehi, cucciola grande, bentornata. Tutto a posto?"
"Oohhh...non sai...è successo un disastro, ma guarda, proprio una catastrofe..."
"Un disastro? Tipo?"
La cucciola comincia a pescare viti, vitine e rondelle da una tasca della borsa sportiva.
"Ecco, guarda!"
"Mmhh, che cos'è successo? Il fioretto ha perso una vite?"
"No, non ha solo 'perso una vite'. Mi si è sbriciolato in mano durante un assalto a lezione. Ma proprio sbriciolato in mille pezzi. Non ti sembra un disastro, una catastrofe?"
Beh, magari proprio una catastrofe no, ma diciamo che la riparazione urgente di un fioretto sinistro all'unico negozio della città che chiude prima delle diciotto ha senz'altro un discreto impatto sulla prossima logistica Noicinque...ma si sbriciolano, i fioretti?
venerdì 17 ottobre 2014
MASSIMO, CIAO
È poco il tempo che ho per cercare nel cassetto dei ricordi gioiosi e felici, renderli vividi per poterli condividere, dunque proverò a tracciare un ricordo di Massimo con l'aiuto delle immagini, quelle che ritornano alla mente ora cariche di malinconia.
Il mio sarà un ricordo parzialissimo di uno zio che ha saputo essere brillante e acuto, giocherellone ed affascinante e che mi ha insegnato alcuni gesti indispensabili nella vita di tutti noi. Come fare la gara e sputare i noccioli delle ciliegie più lontano degli altri, ad esempio, nel giardino della sua mamma.
Il primo sorriso che spunta sul mio viso mentre pesco tra i cassetti dei ricordi è una foto. La foto rappresenta una bambina paciocca e infagotta come una cipolla di circa un anno. In un cestino di quella carta straccia, di quelli che c'erano a Milano alcuni decenni fa, grigi e con una fila di buchini rotondi. ecco: Massimo mi aveva messo, per ridere e fotografarmi, in un cestino nel quale peraltro sembravo stare benissimo. Soltanto un'immagine, che ci racconta con quanta gioia e giocosità sapeva vivere.
Un altro ricordo gioioso di bambina di cui vi vorrei raccontare è la felicità di ritornare dall'asilo con lui sulla sua lambretta su cui stavo, in barca alle più elementari norme di sicurezza, in piedi sulla pedana davanti. E poiché con la sicurezza non si scherza, una volta c'è anche stato qualcuno che ha parte la portiera dell'auto, proprio mentre passava la nostra lambretta, con qualche livido e un ginocchio sanguinante.
Di Massimo ho nel cuore la profonda passione per le barche, il lago, il suo lago, lo sci nautico, le miniature, la storia e la sua profonda conoscenza dei personaggi famosi di cui leggeva avido le biografie, i quadri, la mano ferma e i pennelli fini. E in tempi più recenti il suo essere bambino con le mie, di bambine, e farsi gli scherzi a tavola e giocare con la pastasciutta.
Ho nel cuore i suoi grandi e limpidi occhi grigi o azzurri a seconda della luce, la parlata fornita e brillante che lo ha reso un professionista stimato, lo spirito ironico e affascinante e la grande generosità che si sono trasmessi immutati nel bell'Alessandro. Quello,spirito che purtroppo una malattia crudele ha allontanato da tempo, ma che non è sbiadito nel ricordo di quel che è stato e che ha lasciato a tutti noi nel mostrarci come amare la vita.
Vorrei lasciarti con questa preghiera, caro Massimo: che il tuo amore giocoso per la vita possa essere eredità preziosa per noi che ci stringiamo nel salutarti nella certezza che il tuo spirito sia vivo e vitale in noi.
Ti vogliamo bene.
Il mio sarà un ricordo parzialissimo di uno zio che ha saputo essere brillante e acuto, giocherellone ed affascinante e che mi ha insegnato alcuni gesti indispensabili nella vita di tutti noi. Come fare la gara e sputare i noccioli delle ciliegie più lontano degli altri, ad esempio, nel giardino della sua mamma.
Il primo sorriso che spunta sul mio viso mentre pesco tra i cassetti dei ricordi è una foto. La foto rappresenta una bambina paciocca e infagotta come una cipolla di circa un anno. In un cestino di quella carta straccia, di quelli che c'erano a Milano alcuni decenni fa, grigi e con una fila di buchini rotondi. ecco: Massimo mi aveva messo, per ridere e fotografarmi, in un cestino nel quale peraltro sembravo stare benissimo. Soltanto un'immagine, che ci racconta con quanta gioia e giocosità sapeva vivere.
Un altro ricordo gioioso di bambina di cui vi vorrei raccontare è la felicità di ritornare dall'asilo con lui sulla sua lambretta su cui stavo, in barca alle più elementari norme di sicurezza, in piedi sulla pedana davanti. E poiché con la sicurezza non si scherza, una volta c'è anche stato qualcuno che ha parte la portiera dell'auto, proprio mentre passava la nostra lambretta, con qualche livido e un ginocchio sanguinante.
Di Massimo ho nel cuore la profonda passione per le barche, il lago, il suo lago, lo sci nautico, le miniature, la storia e la sua profonda conoscenza dei personaggi famosi di cui leggeva avido le biografie, i quadri, la mano ferma e i pennelli fini. E in tempi più recenti il suo essere bambino con le mie, di bambine, e farsi gli scherzi a tavola e giocare con la pastasciutta.
Ho nel cuore i suoi grandi e limpidi occhi grigi o azzurri a seconda della luce, la parlata fornita e brillante che lo ha reso un professionista stimato, lo spirito ironico e affascinante e la grande generosità che si sono trasmessi immutati nel bell'Alessandro. Quello,spirito che purtroppo una malattia crudele ha allontanato da tempo, ma che non è sbiadito nel ricordo di quel che è stato e che ha lasciato a tutti noi nel mostrarci come amare la vita.
Vorrei lasciarti con questa preghiera, caro Massimo: che il tuo amore giocoso per la vita possa essere eredità preziosa per noi che ci stringiamo nel salutarti nella certezza che il tuo spirito sia vivo e vitale in noi.
Ti vogliamo bene.
lunedì 6 ottobre 2014
UNA SFIDA, LA LOGISTICA
Parte oggi la prima vera sfida logistica intensiva. All'attivo come aiutanti l'indimenticato Tatug ma soprattutto il di lui fratello aspirante filosofo Tatogiù.
L'inizio della sfida ha comportato un primo recupero microbo da parte della nonna MM, un seguente recupero delle altre due cucciole con rispettiva spedizione a catechismo e a scherma (tram, biglietto, autonomia). Il resto della logistica è risultato incastrato e complesso.
Ore 17.37 XX si fionda fuori dall'ufficio, parcheggia la bici in volata e incontra alle 17.50, all'appuntamento fissato davanti a scuola, Tatug e Tatogiù che la aspettano. Di buon passo si avvino al recupero dal catechismo della cucciola di mezzo.
Ore 18, arrivo all'uscita del catechismo. Pare che la religione sia un po' prolissa, oggi, e i bambini escono soltanto alle 18.15.
Di passo ancora migliore si lanciano alla fermata del tram, direzione: la lezione di kung fu avanzata.
Perso di un soffio il tram, prendono il secondo e in un ritardo folle sulla tabella di marcia sbarcano finalmente alle 18.40 alla lezione di kung-fu. O almeno, pensavano.
La lezione si tiene infatti in altra sede, lontana qualche centinaio di metri e raggiunta ormai di corsa.
Ore 18.47, sbarco della cucciola di mezzo - finalmente - alla lezione di kung-fu, i tre tornano sempre di corsa alla sede sportiva di prima a recuperare la cucciola grande. Qui alle 19.03 lei si presenta sorridente e stravolta Con maschera e fioretto, per rientrare finalmente a casa.
Ore 19.25, XX, lasciati per stasera Tatug e Tatogiù sul tram, torna a casa con la cucciola grande.
Ore 19.40, XX esce alla volta della sede nuova di kung-fu.
Ore 20.05, il maestro li lascia finalmente liberi. XX e la cucciola di mezzo galoppano in scooter verso casa, dove arrivano alle 20.20.
Alle 20.30, con un piatto di pasta inghiottito quasi intero, YY si catapulta fuori di casa diretto ai suoi allenamenti, XX catapulta la cucciola di mezzo nella vasca da bagno e alle 20.53 le cucciole sono in branda, denti lavati, luce spenta e occhi chiusi.
Trenta secondi dopo dormivano, loro. XX pure, anche se con gli occhi aperti.
mercoledì 1 ottobre 2014
CINQUE ANNI
Un ombrello tutto bianco, dimensione nani, da dipingere come vuoi tu, con fiori e animali, sole e arcobaleno, ma più probabilmente draghi, mostri e squali dentuti. Un mosaico magnetico per creare magnifici disegni. Una costruzione con ingranaggi, degna dei più sofisticati lavori di ingegneria meccanica. Questi gli ingredienti della tua festa di cinque anni, organizzata con le nonne e la zia in tardo pomeriggio, al rientro dalle millemila attività del mercoledì.
Cinque anni. Cinque anni in cui il tuo sorriso arricciato e sempre pronto a scoppiare in risata ci ha resi più completi, cinque anni in cui hai sparigliato gli equilibri (mai raggiunti, in realtà) con le tue sorelle per trovarne di nuovi, magici ed inaspettati, che ti rendono il sorriso circolante in casa.
Cocciuta, brillante, disegni, ma soprattutto scrivi quel che vuoi e leggi anzitempo, salti, arrampichi e fai le capriole appena puoi e sai regalare gli abbracci più "abbracciosi" di tutti.
Buonissimo quinto compleanno, microba.
Cinque anni. Cinque anni in cui il tuo sorriso arricciato e sempre pronto a scoppiare in risata ci ha resi più completi, cinque anni in cui hai sparigliato gli equilibri (mai raggiunti, in realtà) con le tue sorelle per trovarne di nuovi, magici ed inaspettati, che ti rendono il sorriso circolante in casa.
Cocciuta, brillante, disegni, ma soprattutto scrivi quel che vuoi e leggi anzitempo, salti, arrampichi e fai le capriole appena puoi e sai regalare gli abbracci più "abbracciosi" di tutti.
Buonissimo quinto compleanno, microba.
venerdì 26 settembre 2014
FACCE DA TOAST E NON SOLO
Grazie alla segnalazione di un illuminato collega, XX scopre che il venerdì pomeriggio e sera ci sarà la notte dei ricercatori, una manifestazione per portare la scienza verso i bambini all'insegna di giochi e laboratori bizzarri. Così XX recupera le tre dalle varie scuole e le carica sul tram per andare ad incontrare i ricercatori. Qui, la curiosità non fa loro difetto, si infilano ad analizzare conchiglie e coralli bianchi al microscopio, studiano statistica scegliendo palline colorate e creando improbabili cocktail, che poi assaggiano anche - indovinandone la composizione a colpo sicuro mentre altri ragazzi con il triplo dei loro anni hanno fatto ipotesi sbagliate. Si tolgono calze e scarpe senza paura e saltano nelle sabbie mobili di amido, materiale intelligente che se sottoposto a sollecitazioni forti (i salti cuccioli) si comporta come un solido mentre se lo accarezzi diventa liquido come una sabbia mobile - i salti sono stati più che sufficienti a non rimanere intrappolate. Hanno fatto reagire ioduro di potassio e nitrato di piombo, precipitando ioduro di piombo di un bel giallo intenso, intrecciato cannucce a formare strutture cristalline e fotografato robot accessoriati con boa di piume di struzzo viola. Ma soprattutto hanno composto la loro faccia da toast: una fetta di pane, qualche goccia di salsina arancione per un po' di colorito, gli occhi di pomodoro, l'iride di rotelle di oliva. Un naso di zucchina, un sorriso di ceci, capelli di carota a julienne e sopracciglia di lenticchie. Orecchie di fagioli e orecchini di peperone giallo. Creato, fotografato, piegato a metà e mangiato per cena.
lunedì 22 settembre 2014
LE MILLE SFUMATURE DI BLU
In una logistica sempli-amplificata, la cucciola grande ritorna ormai da casa degli amici da sola. Sfruttando queste briciole di pomeriggi ancora liberi prima dell'inizio delle mille attività, è sempre una sorpresa non trovarla a casa salvo poi vederla materializzarsi con chirurgica precisione appena prima dell'ora di cena. Più che attratta dal tempo con gli amici, però, XX sospetta che la cucciola grande sia magnetizzata dagli animali che i suoi amici possiedono. Oltre ai mai dimenticati canti e gatti, gli amici più cari lo sono proprio in virtù del fatto di possedere tartarughe, pesci, criceti. E pappagalli. Ed è proprio con una beccata di pappagallo che la cucciola è ricomparsa stasera, ferita e felice.
"Si, il pappagallo blu - Blu mi ha dato una beccata sull'orecchio. Guarda?!"
"Accidenti, che beccata. Ma com'era questo pappagallo?"
"Blu. Con la coda azzurrignola. E blu cobalto, un po' violetta. E morde le orecchie."
"Eh, lo vedo. Ma oltre a beccare le orecchie, parla?"
"No, veramente fischia."
"Si, il pappagallo blu - Blu mi ha dato una beccata sull'orecchio. Guarda?!"
"Accidenti, che beccata. Ma com'era questo pappagallo?"
"Blu. Con la coda azzurrignola. E blu cobalto, un po' violetta. E morde le orecchie."
"Eh, lo vedo. Ma oltre a beccare le orecchie, parla?"
"No, veramente fischia."
mercoledì 17 settembre 2014
UN LEGAME PROFONDO
Era una fine d'estate di ormai quattro anni fa, quando il caso e una fortuna speciale ci spingevano tra le accoglienti braccia del tuo amico Potts. Insieme ne avete passate tante, tra quei primi giorni al nido in cui, tra una lacrima, un sorriso e qualche capocciata, avete stretto un legame raro a quell'età, un anno scarso. E poi l'anno scarso è diventato due anni, a tre lo stesso caso favorevole vi ha permesso di trascorrere insieme anche gli anni successivi alla scuola materna sotto l'energica guida di Taat e Barbix. Da quel secondo inserimento alla ricerca delle relazioni sociali alla suola materna di anni ne sono passati altri due, e oggi hai festeggiato il quinto compleanno di Potts a cena, con gli amici, a casa sua. Come una quindicenne, tu che di anni ne avrai cinque tra due settimane. Così ora in questa amicizia speciale sai condividere i giochi, i sorrisi, le idee, gli amici, gli scherzi (e i rutti, di cui sei indiscussa campionessa, nonostante tutti i nostri sforzi). E anche la doccia di casa Potts, mi racconta la sua grandiosa mamma, che ha saputo accompagnarti in questa amicizia così unica.
venerdì 12 settembre 2014
IL PRIMO GIORNO
Eccolo, il nuovo primo giorno di quest'anno di scuola elementare. Eccolo, il primo peso, il primo senso di colpa per aver perso l'ultimo primo giorno di scuola elementare della cucciola grande. Peso per XX, che rientrerà dal Brasile due giorni troppo tardi per esserci, mentre la cucciola non sembra tenere in modo particolare a questi piccoli appuntamenti.
Il reportage del primo giorno di scuola racconta di una grande cagnara di fronte a scuola, di due cucciole che hanno portato tutto il materiale per l'anno in partenza, compresi i quaderni di scorta e i (quindici) libri che la cucciola di mezzo ha letto nel corso dell'estate.
Si racconta di una nuova bimba nella classe di mezzo che ha tre nomi e un cognome (che abbondanza), di banchi per ora assegnati in libertà - ma da lunedì cambiamo posto; si racconta di un primo giorno leggero, di treccine del mare e di amici ritrovati, di storie da scoprire e racconti da ascoltare.
Il reportage del primo giorno di scuola racconta di una grande cagnara di fronte a scuola, di due cucciole che hanno portato tutto il materiale per l'anno in partenza, compresi i quaderni di scorta e i (quindici) libri che la cucciola di mezzo ha letto nel corso dell'estate.
Si racconta di una nuova bimba nella classe di mezzo che ha tre nomi e un cognome (che abbondanza), di banchi per ora assegnati in libertà - ma da lunedì cambiamo posto; si racconta di un primo giorno leggero, di treccine del mare e di amici ritrovati, di storie da scoprire e racconti da ascoltare.
lunedì 8 settembre 2014
IL CONTRABBANDO MODERNO
Prima trasferta intercontinentale del dopo estate per XX, che dopo aver perso l'anno scorso quattro pagelle su sei, ora perde il primo giorno di scuola. Stavolta si tratta di Brasile, dove la aspettano riunioni e seminari e un collega italiano, ormai trapiantato brasileiro, che si scontra con la burocrazia italo-brasiliana ogni giorno (ancora da definire quale sia la peggiore...).
Per questo, nei giorni appena precedenti la partenza, a XX sono arrivate le richieste più disparate di importare in Brasile campioni di varia natura, pastiglie anonime in scatole anonime, oli e polveri che manderebbero chiunque in galera salvo poi essere liberati dopo opportuna analisi cromatografica, forse. Così XX ha inzeppato la valigia di carta e documenti, pastiglie, polveri e il sempre sospetto - ma immancabile - tappetino di yoga e ha passato fiduciosa i controlli doganali di San Paolo.
Qui però, come forse c'era da attendersi, prima di uscire, tutti i bagagli, grandi e piccoli, a mano e spediti in stiva, vengono passati un'ultima volta ai raggi X. Ed ecco che casca l'asino. La zelante signorina ai controlli attiva un per fortuna meno zelante poliziotto per controllare la valigia grande. Al momento di aprirla, una nuvola di assorbenti sparsi si sparpaglia sul tavolo. In bella vista le scatole degli integratori, che però non contenevano affatto quanto indicato sulla scatola (pastiglie anonime in scatole di altro trafugate - le scatole - alla nonna MM che fa uso abbondante di integratori). Il poliziotto sembrerebbe però più interessato a non meglio identificati "libri" - anche in questo caso XX trasporta faldoni e documentazione per almeno quindici chili. Visto un angolo di una cartelletta, si è ritenuto soddisfatto e l'ha lasciata andare. Fiuuuu.
Bene, a completamento di questo contrabbando in entrata in Brasile, a XX è stato appena richiesto un traffico di farmaci da banco per il mal di testa, questa volta in entrata in Italia. "Sembrano miracolosi, si vendono solo in Brasile, quattro o cinque scatole, se puoi."
Eggià, serve altro, per caso?
Per questo, nei giorni appena precedenti la partenza, a XX sono arrivate le richieste più disparate di importare in Brasile campioni di varia natura, pastiglie anonime in scatole anonime, oli e polveri che manderebbero chiunque in galera salvo poi essere liberati dopo opportuna analisi cromatografica, forse. Così XX ha inzeppato la valigia di carta e documenti, pastiglie, polveri e il sempre sospetto - ma immancabile - tappetino di yoga e ha passato fiduciosa i controlli doganali di San Paolo.
Qui però, come forse c'era da attendersi, prima di uscire, tutti i bagagli, grandi e piccoli, a mano e spediti in stiva, vengono passati un'ultima volta ai raggi X. Ed ecco che casca l'asino. La zelante signorina ai controlli attiva un per fortuna meno zelante poliziotto per controllare la valigia grande. Al momento di aprirla, una nuvola di assorbenti sparsi si sparpaglia sul tavolo. In bella vista le scatole degli integratori, che però non contenevano affatto quanto indicato sulla scatola (pastiglie anonime in scatole di altro trafugate - le scatole - alla nonna MM che fa uso abbondante di integratori). Il poliziotto sembrerebbe però più interessato a non meglio identificati "libri" - anche in questo caso XX trasporta faldoni e documentazione per almeno quindici chili. Visto un angolo di una cartelletta, si è ritenuto soddisfatto e l'ha lasciata andare. Fiuuuu.
Bene, a completamento di questo contrabbando in entrata in Brasile, a XX è stato appena richiesto un traffico di farmaci da banco per il mal di testa, questa volta in entrata in Italia. "Sembrano miracolosi, si vendono solo in Brasile, quattro o cinque scatole, se puoi."
Eggià, serve altro, per caso?
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