"A religione abbiamo visto il film di Narnia, perché la maestra è convinta che parli di religione..."
"Ma parla di religione veramente?"
"Boh, veramente no. Però è un fantasy."
"Eehh, siiii, come lo Hobbit e Harry Potter. Infatti: Harry Potter è FANTASIOSISSIMO, si è dovuto perfino inventare i nomi degli incantesimi in latino!"
venerdì 28 novembre 2014
martedì 25 novembre 2014
LA VERIFICA DI ITALIANO
"Allora, cucciola di mezzo, tutto bene oggi a scuola?"
"Eehh, si, abbiamo anche fatto una verifica."
"Mmh, come ti è sembrata?"
"Abbastanza facile. C'erano IL LO LA I GLI LE L CON L'APOSTROFO. Poi bisognava scrivere cinque parole per ogni articolo determinativo."
"Ok. E?"
"Per IL io volevo scrivere: IL REGGISENO."
...
"Eehh, si, abbiamo anche fatto una verifica."
"Mmh, come ti è sembrata?"
"Abbastanza facile. C'erano IL LO LA I GLI LE L CON L'APOSTROFO. Poi bisognava scrivere cinque parole per ogni articolo determinativo."
"Ok. E?"
"Per IL io volevo scrivere: IL REGGISENO."
...
mercoledì 19 novembre 2014
IL COGNOME
"Come si chiama quel tuo amico di kung fu che fa il ponte da in piedi?"
"Eehh, boh? Andrea?"
"MA AN-DREA È UN NO-ME DA MAS-CHIO O DA FE-MMI-NA?"
"In Italia è tipicamente un nome da maschio."
"SCU-SA E LA MIA A-MI-CA AN-DREA?"
"Infatti la tua Amica andrea è l'unica che conosciamo."
"NOO-OO. AN-DREA DE-LLE LE-GO FRENDS È U-NA FE-MMI-NA. MA CHE SI CHIA-MA FRENDS DI CO- GNO-ME."
"Eehh, boh? Andrea?"
"MA AN-DREA È UN NO-ME DA MAS-CHIO O DA FE-MMI-NA?"
"In Italia è tipicamente un nome da maschio."
"SCU-SA E LA MIA A-MI-CA AN-DREA?"
"Infatti la tua Amica andrea è l'unica che conosciamo."
"NOO-OO. AN-DREA DE-LLE LE-GO FRENDS È U-NA FE-MMI-NA. MA CHE SI CHIA-MA FRENDS DI CO- GNO-ME."
venerdì 7 novembre 2014
LE DIECI RAGIONI CHE TI FANNO SPECIALE
1 Perché dal primo istante in cui ho saputo che eri, invisibile fagiolino nella pancia, ho avuto la chiara consapevolezza che sarei stata la tua mamma, per sempre.
2 Perché ci hai reso famiglia, squadra, team, truppa, banda, brigata...
3 Perché hai fatto di me la mamma che sono.
4 Perché hai fatto di YY il papà che è.
5 Perché sei diventata sorella maggiore ma anche semplicemente sorella, complice, divertente e divertita, di due impegnative e chiacchierine sorelle minori, ma anche 'solo' sorelle.
6 Perché sai essere amorevole con gli animali come e meglio che con le persone - sono nel mio cuore le ghiande che hai accostato accanto ad uno scoiattolino morto in un parco e il legame profondo con la cagnolina TT, che anche a distanza di anni dall'ultima volta si ferma davanti alla tua scuola e ti aspetta.
7 Perché ti ricordi di cose che io sistematicamente dimentico.
8 Perché non racconti molto di te, ma talvolta lo fai con una chiarezza cristallina e disarmante.
9 Perché anche se sembri vivere in una bolla di inconsapevole leggerezza sai essere organizzata, determinata, puntuale e metodica come sono in pochi a dieci anni. E lo sai nascondere anche molto bene.
10 Perché quando esci dalla tua bolla la tua curiosità, la tua saggezza, la tua empatia, la tua capacità di leggere i libri ma anche il grande libro del mondo ti rendono meravigliosamente speciale.
Buon decimo compleanno, cucciola grande.
2 Perché ci hai reso famiglia, squadra, team, truppa, banda, brigata...
3 Perché hai fatto di me la mamma che sono.
4 Perché hai fatto di YY il papà che è.
5 Perché sei diventata sorella maggiore ma anche semplicemente sorella, complice, divertente e divertita, di due impegnative e chiacchierine sorelle minori, ma anche 'solo' sorelle.
6 Perché sai essere amorevole con gli animali come e meglio che con le persone - sono nel mio cuore le ghiande che hai accostato accanto ad uno scoiattolino morto in un parco e il legame profondo con la cagnolina TT, che anche a distanza di anni dall'ultima volta si ferma davanti alla tua scuola e ti aspetta.
7 Perché ti ricordi di cose che io sistematicamente dimentico.
8 Perché non racconti molto di te, ma talvolta lo fai con una chiarezza cristallina e disarmante.
9 Perché anche se sembri vivere in una bolla di inconsapevole leggerezza sai essere organizzata, determinata, puntuale e metodica come sono in pochi a dieci anni. E lo sai nascondere anche molto bene.
10 Perché quando esci dalla tua bolla la tua curiosità, la tua saggezza, la tua empatia, la tua capacità di leggere i libri ma anche il grande libro del mondo ti rendono meravigliosamente speciale.
Buon decimo compleanno, cucciola grande.
giovedì 6 novembre 2014
CHE SIA...?
Che sia quella divisa orientale, tutta nera e con il contrasto della cintura bianca, che vi fa apparire eleganti come cigni - neri, però, e determinati come tigri? Che sia la voce decisa e baritonale di Ciop, o IlMaestro, che vi diverte, vi sprona, vi motiva e vi chiede quali sono le cinque virtù del kung-fu al termine di ogni lezione, dalla quale uscite chiacchierini, sudati, stravolti e felici?
Che siano il rigore, la disciplina, l'impegno e la determinazione che ti sono richiesti?
Che sia tutto questo ad averti reso più serena, più allegra, più sicura, più tollerante, più affettuosa, che sia tutto questo ad aver incrinato la scorza ruvida e spigolosa di prima ed aver fatto emergere la splendida persona che sei?
Sono sicura che sia tutto questo, e che siano la tua costanza e la tua determinazione a riequilibrare le sorti del tuo umore, che da qualche settimana, guarda caso proprio da quando i nostri tempi sono scanditi dal tempo del kung-fu, vede più sorrisi a denti giganti e sparpagliati di quanti ne abbia mai visti in tutto il resto di questi otto anni.
Così, cucciola di mezzo, se anche per tre volte la settimana, sfidando le intemperie di ogni genere, qualcuno di noi all'ora della cena e del riposo cavalca lo scooter per venirti a recuperare, se poi siamo sempre di corsa, in ritardo, stravolti e all'inseguimento di tutto ciò che resta indietro, sono proprio felice di saperti felice, sorridente, fiduciosa, empatica. Tutto grazie a quel kimono nero (che funziona anche quando lo metti al contrario!).
Che siano il rigore, la disciplina, l'impegno e la determinazione che ti sono richiesti?
Che sia tutto questo ad averti reso più serena, più allegra, più sicura, più tollerante, più affettuosa, che sia tutto questo ad aver incrinato la scorza ruvida e spigolosa di prima ed aver fatto emergere la splendida persona che sei?
Sono sicura che sia tutto questo, e che siano la tua costanza e la tua determinazione a riequilibrare le sorti del tuo umore, che da qualche settimana, guarda caso proprio da quando i nostri tempi sono scanditi dal tempo del kung-fu, vede più sorrisi a denti giganti e sparpagliati di quanti ne abbia mai visti in tutto il resto di questi otto anni.
Così, cucciola di mezzo, se anche per tre volte la settimana, sfidando le intemperie di ogni genere, qualcuno di noi all'ora della cena e del riposo cavalca lo scooter per venirti a recuperare, se poi siamo sempre di corsa, in ritardo, stravolti e all'inseguimento di tutto ciò che resta indietro, sono proprio felice di saperti felice, sorridente, fiduciosa, empatica. Tutto grazie a quel kimono nero (che funziona anche quando lo metti al contrario!).
sabato 1 novembre 2014
TRA BICI, MUSICA E RELIGIONE
La seguente conversazione ha avuto luogo in centro a Milano, tra la bici cucciola di mezzo e la bici XX.
"Mamma, ma...Gesù e Lucio Battisti sono cugini?"
"Mmhh, mi sembra difficile, perché Lucio Battisti è, diciamo, un personaggio contemporaneo, mentre Gesù è vissuto più di duemila anni fa..."
"Ah. Ma don Antonio dice che sono cugini..."
"Aahhh! GIOVANNI BATTISTA! Si, erano cugini, e Giovanni Battista è stato la persona che ha battezzato Gesù nel fiume Giordano."
"Aahh, già, Lucio Battisti è quello che cantava il maestro di Kung-fu, ti ricordi? Mare nero, mare nero lalala."
Eccome, no?
"Mamma, ma...Gesù e Lucio Battisti sono cugini?"
"Mmhh, mi sembra difficile, perché Lucio Battisti è, diciamo, un personaggio contemporaneo, mentre Gesù è vissuto più di duemila anni fa..."
"Ah. Ma don Antonio dice che sono cugini..."
"Aahhh! GIOVANNI BATTISTA! Si, erano cugini, e Giovanni Battista è stato la persona che ha battezzato Gesù nel fiume Giordano."
"Aahh, già, Lucio Battisti è quello che cantava il maestro di Kung-fu, ti ricordi? Mare nero, mare nero lalala."
Eccome, no?
sabato 25 ottobre 2014
LA PRIMA CENA PARIGINA
"Buona, la mia omlèt. E quella che cos'è?"
"Questa è la senape, ma è un po' piccante. Gli stessi grani che si usano per fare questa salsina si usano per fare la mostarda, che è piccante anche lei. Infatti la senape in francese si chiama moutarde."
"MUTAND?"
"Questa è la senape, ma è un po' piccante. Gli stessi grani che si usano per fare questa salsina si usano per fare la mostarda, che è piccante anche lei. Infatti la senape in francese si chiama moutarde."
"MUTAND?"
lunedì 20 ottobre 2014
LA "CATASTROFE"
La cucciola grande ritorna, grazie all'aiuto logistico di Tatogiù, dalla sua lezione di scherma.
"Ehi, cucciola grande, bentornata. Tutto a posto?"
"Oohhh...non sai...è successo un disastro, ma guarda, proprio una catastrofe..."
"Un disastro? Tipo?"
La cucciola comincia a pescare viti, vitine e rondelle da una tasca della borsa sportiva.
"Ecco, guarda!"
"Mmhh, che cos'è successo? Il fioretto ha perso una vite?"
"No, non ha solo 'perso una vite'. Mi si è sbriciolato in mano durante un assalto a lezione. Ma proprio sbriciolato in mille pezzi. Non ti sembra un disastro, una catastrofe?"
Beh, magari proprio una catastrofe no, ma diciamo che la riparazione urgente di un fioretto sinistro all'unico negozio della città che chiude prima delle diciotto ha senz'altro un discreto impatto sulla prossima logistica Noicinque...ma si sbriciolano, i fioretti?
"Ehi, cucciola grande, bentornata. Tutto a posto?"
"Oohhh...non sai...è successo un disastro, ma guarda, proprio una catastrofe..."
"Un disastro? Tipo?"
La cucciola comincia a pescare viti, vitine e rondelle da una tasca della borsa sportiva.
"Ecco, guarda!"
"Mmhh, che cos'è successo? Il fioretto ha perso una vite?"
"No, non ha solo 'perso una vite'. Mi si è sbriciolato in mano durante un assalto a lezione. Ma proprio sbriciolato in mille pezzi. Non ti sembra un disastro, una catastrofe?"
Beh, magari proprio una catastrofe no, ma diciamo che la riparazione urgente di un fioretto sinistro all'unico negozio della città che chiude prima delle diciotto ha senz'altro un discreto impatto sulla prossima logistica Noicinque...ma si sbriciolano, i fioretti?
venerdì 17 ottobre 2014
MASSIMO, CIAO
È poco il tempo che ho per cercare nel cassetto dei ricordi gioiosi e felici, renderli vividi per poterli condividere, dunque proverò a tracciare un ricordo di Massimo con l'aiuto delle immagini, quelle che ritornano alla mente ora cariche di malinconia.
Il mio sarà un ricordo parzialissimo di uno zio che ha saputo essere brillante e acuto, giocherellone ed affascinante e che mi ha insegnato alcuni gesti indispensabili nella vita di tutti noi. Come fare la gara e sputare i noccioli delle ciliegie più lontano degli altri, ad esempio, nel giardino della sua mamma.
Il primo sorriso che spunta sul mio viso mentre pesco tra i cassetti dei ricordi è una foto. La foto rappresenta una bambina paciocca e infagotta come una cipolla di circa un anno. In un cestino di quella carta straccia, di quelli che c'erano a Milano alcuni decenni fa, grigi e con una fila di buchini rotondi. ecco: Massimo mi aveva messo, per ridere e fotografarmi, in un cestino nel quale peraltro sembravo stare benissimo. Soltanto un'immagine, che ci racconta con quanta gioia e giocosità sapeva vivere.
Un altro ricordo gioioso di bambina di cui vi vorrei raccontare è la felicità di ritornare dall'asilo con lui sulla sua lambretta su cui stavo, in barca alle più elementari norme di sicurezza, in piedi sulla pedana davanti. E poiché con la sicurezza non si scherza, una volta c'è anche stato qualcuno che ha parte la portiera dell'auto, proprio mentre passava la nostra lambretta, con qualche livido e un ginocchio sanguinante.
Di Massimo ho nel cuore la profonda passione per le barche, il lago, il suo lago, lo sci nautico, le miniature, la storia e la sua profonda conoscenza dei personaggi famosi di cui leggeva avido le biografie, i quadri, la mano ferma e i pennelli fini. E in tempi più recenti il suo essere bambino con le mie, di bambine, e farsi gli scherzi a tavola e giocare con la pastasciutta.
Ho nel cuore i suoi grandi e limpidi occhi grigi o azzurri a seconda della luce, la parlata fornita e brillante che lo ha reso un professionista stimato, lo spirito ironico e affascinante e la grande generosità che si sono trasmessi immutati nel bell'Alessandro. Quello,spirito che purtroppo una malattia crudele ha allontanato da tempo, ma che non è sbiadito nel ricordo di quel che è stato e che ha lasciato a tutti noi nel mostrarci come amare la vita.
Vorrei lasciarti con questa preghiera, caro Massimo: che il tuo amore giocoso per la vita possa essere eredità preziosa per noi che ci stringiamo nel salutarti nella certezza che il tuo spirito sia vivo e vitale in noi.
Ti vogliamo bene.
Il mio sarà un ricordo parzialissimo di uno zio che ha saputo essere brillante e acuto, giocherellone ed affascinante e che mi ha insegnato alcuni gesti indispensabili nella vita di tutti noi. Come fare la gara e sputare i noccioli delle ciliegie più lontano degli altri, ad esempio, nel giardino della sua mamma.
Il primo sorriso che spunta sul mio viso mentre pesco tra i cassetti dei ricordi è una foto. La foto rappresenta una bambina paciocca e infagotta come una cipolla di circa un anno. In un cestino di quella carta straccia, di quelli che c'erano a Milano alcuni decenni fa, grigi e con una fila di buchini rotondi. ecco: Massimo mi aveva messo, per ridere e fotografarmi, in un cestino nel quale peraltro sembravo stare benissimo. Soltanto un'immagine, che ci racconta con quanta gioia e giocosità sapeva vivere.
Un altro ricordo gioioso di bambina di cui vi vorrei raccontare è la felicità di ritornare dall'asilo con lui sulla sua lambretta su cui stavo, in barca alle più elementari norme di sicurezza, in piedi sulla pedana davanti. E poiché con la sicurezza non si scherza, una volta c'è anche stato qualcuno che ha parte la portiera dell'auto, proprio mentre passava la nostra lambretta, con qualche livido e un ginocchio sanguinante.
Di Massimo ho nel cuore la profonda passione per le barche, il lago, il suo lago, lo sci nautico, le miniature, la storia e la sua profonda conoscenza dei personaggi famosi di cui leggeva avido le biografie, i quadri, la mano ferma e i pennelli fini. E in tempi più recenti il suo essere bambino con le mie, di bambine, e farsi gli scherzi a tavola e giocare con la pastasciutta.
Ho nel cuore i suoi grandi e limpidi occhi grigi o azzurri a seconda della luce, la parlata fornita e brillante che lo ha reso un professionista stimato, lo spirito ironico e affascinante e la grande generosità che si sono trasmessi immutati nel bell'Alessandro. Quello,spirito che purtroppo una malattia crudele ha allontanato da tempo, ma che non è sbiadito nel ricordo di quel che è stato e che ha lasciato a tutti noi nel mostrarci come amare la vita.
Vorrei lasciarti con questa preghiera, caro Massimo: che il tuo amore giocoso per la vita possa essere eredità preziosa per noi che ci stringiamo nel salutarti nella certezza che il tuo spirito sia vivo e vitale in noi.
Ti vogliamo bene.
lunedì 6 ottobre 2014
UNA SFIDA, LA LOGISTICA
Parte oggi la prima vera sfida logistica intensiva. All'attivo come aiutanti l'indimenticato Tatug ma soprattutto il di lui fratello aspirante filosofo Tatogiù.
L'inizio della sfida ha comportato un primo recupero microbo da parte della nonna MM, un seguente recupero delle altre due cucciole con rispettiva spedizione a catechismo e a scherma (tram, biglietto, autonomia). Il resto della logistica è risultato incastrato e complesso.
Ore 17.37 XX si fionda fuori dall'ufficio, parcheggia la bici in volata e incontra alle 17.50, all'appuntamento fissato davanti a scuola, Tatug e Tatogiù che la aspettano. Di buon passo si avvino al recupero dal catechismo della cucciola di mezzo.
Ore 18, arrivo all'uscita del catechismo. Pare che la religione sia un po' prolissa, oggi, e i bambini escono soltanto alle 18.15.
Di passo ancora migliore si lanciano alla fermata del tram, direzione: la lezione di kung fu avanzata.
Perso di un soffio il tram, prendono il secondo e in un ritardo folle sulla tabella di marcia sbarcano finalmente alle 18.40 alla lezione di kung-fu. O almeno, pensavano.
La lezione si tiene infatti in altra sede, lontana qualche centinaio di metri e raggiunta ormai di corsa.
Ore 18.47, sbarco della cucciola di mezzo - finalmente - alla lezione di kung-fu, i tre tornano sempre di corsa alla sede sportiva di prima a recuperare la cucciola grande. Qui alle 19.03 lei si presenta sorridente e stravolta Con maschera e fioretto, per rientrare finalmente a casa.
Ore 19.25, XX, lasciati per stasera Tatug e Tatogiù sul tram, torna a casa con la cucciola grande.
Ore 19.40, XX esce alla volta della sede nuova di kung-fu.
Ore 20.05, il maestro li lascia finalmente liberi. XX e la cucciola di mezzo galoppano in scooter verso casa, dove arrivano alle 20.20.
Alle 20.30, con un piatto di pasta inghiottito quasi intero, YY si catapulta fuori di casa diretto ai suoi allenamenti, XX catapulta la cucciola di mezzo nella vasca da bagno e alle 20.53 le cucciole sono in branda, denti lavati, luce spenta e occhi chiusi.
Trenta secondi dopo dormivano, loro. XX pure, anche se con gli occhi aperti.
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