venerdì 31 dicembre 2021

PAPELEO

Papeleo è la parola (spagnola) che meglio rappresenta la giornata. A quarantott'ore da una sperabile partenza verso il grande nord, XX si arma della pazienza di Giobbe (che non è sufficiente) e continua ad affrontare le mille incombenze burocratiche legate alle tratte aeree.

Primo, si chiama la Lufthansa per una conferma sui biglietti, che essendo stati cancellati già tre volte nelle scorse settimane e talvolta rimpiazzati da tratte diverse che si concludevano a Monaco di Baviera, per esempio, se si possono confermare sotto data è meglio. Cos', due chiamate e una ventina di minuti di conversazione in inglese con operatrice dall'accento indiano, i voli sembrano confermati, i documenti meno.  

Secondo, scoprire i documenti: per transitare in Germania serve fornire prova di vaccinazione, da caricarsi online. Il sito chiede uno per uno i certificati vaccinali (compresi quelli di oltre sei mesi fa, come il primo di XX, che sono scaduti e XX non li ha), non accetta il green pass europeo. Ottimo. Si cerca di recuperare la certificazione della prima dose, ma quella del centro vaccinale, perché anche il primo green pass non viene accettato dal sistema - benedetta tecnologia. YY suggerisce di accedere al fascicolo sanitario dove si trovano tutte le informazioni richieste, XX tenta di accedere con lo spid, questa chimera degli accessi ufficiali - lo spid ti porta sull'app delle poste, la password è scaduta, bisogna rimettere un'altra password dai criteri davvero stringenti, ok, trovata una nuova password che viene accettata, aspetta, prima va memorizzata sull'app delle password che poi se uno se la dimentica è un macello, e anche sul file backup del pc. Ok, password campbiata, ora si torna sul sito delle poste per avere l'accesso al fascicolo sanitario. Il sito è in down, non è possibile accedere al fascicolo sanitario. Ok, riproviamo tra un po'. Va bene, da qui è possibile scaricare l'elenco delle vaccinazioni. Però anche l'elenco non viene accettato dal sistema. E poi il sistema chiede anche il form di registrazione in Norvegia, quello solo elettronico per cui non è arrivata alcuna copia né ricevuta. Quindi, per ognuno dei Noicinque, bisogna ri-registrarsi con il telefono (univoco, impossibile pensare che un minore che entra in Norvegia non abbia il suo telefono, di questi tempi - XX non è stata necessariamente contenta di inserire i numeri delle sue figlie sui server del governo norvegese, ma vabbè), recuperare i dati inseriti, crearne un pdf, salvarlo sul pce finalmente caricarlo sul sito lufthansa. Nel frattempo YY riesce, non si sa bene con quale cracking, a fare accettare al sistema anche l'elenco delle vaccinazioni, che va recuperato dose per dose, figlia per figlia. 

Il tutto, nell'attesa, domani, di fare un test di sicurezza pre viaggio per evitare di essere quarantenati al nord.

La giornata papeleo. Elettronico, però.

martedì 21 dicembre 2021

UN ADDIO CHE SUONA ARRIVEDERCI

Lei viaggia, è ufficiale. Con la forza, la determinazione, l'energia che ha mostrato e condiviso in tutti questi anni, la rocciosa Lux ha scelto di viaggiare. E lo fa in uno dei momenti in cui, da Cristoforo Colombo in poi, il senso del viaggio, ma anche la sua concretezza, la possibilità di muoversi, sono ai minimi storici. Lo stesso, lei sceglie di fare questo in questa sua nuova fase della vita, lasciando la sua comunità di quelli che arrampicano ai suoi eredi, quelli che sono cresciuti con lei: la Coccinella detta Cocci, il Mostro, la Wallie - tutti meravigliosi ex, ed attuali, allievi di un'arrampicata per il piacere di farlo e di sfidarsi, più che di sfidare gli altri.

Come Lux, anche loro sanno inventarsi vie e giochi meravigliosi.

Ma oggi è la sua ultima lezione. Così si sentono rimbombare, fin da fuori la palestra, le grida, il tifo, l'incitamento, gli applausi e le risate a crepapelle dei giochi che oggi ha organizzato. Le t, bandiera, l'arrampicata alla cieca - ogni tanto si vedono volare palline attraverso la palestra ed arrivare quasi a colpire i tapis roulant su cui indefessi atleti corrono con gli auricolari, incuranti della bagarre che si incendia intorno. Oltre il vetro, una sfortunata lezione di Tai-chi trova un ambiente decisamente diverso dal silenzioso ascolto tipico della disciplina.

Così, con un po' di magone, i lucciconi agli occhi (soprattutto la Cocci, ma anche molti altri) e un grandissimo in bocca al lupo per questa ennesima, coraggiosa scelta delle tue, ascoltiamo le parole che hai per tutti, ma anche per ciascuno dei tuoi "nani", o ex nani, visto che ormai molti superano il metro e ottanta. Una parola, un pensiero, un ricordo a ciascuno di loro, che li rende e speciali e unici e la rende speciale e unica.

Le parole Noicinque in occasione dei saluti:


Lux, ciao.

In questi tuoi ultimi giorni di lezione di arrampicata quando costruisci e inventi giochi, entusiasmo e tifo che nemmeno alle Olimpiadi, mi piace ripensare e condividere i ricordi speciali che serbo nel cuore.

Fin da quella quasi anonima mamma della scuola materna che, al mio piccolo ‘allarme’ sul fatto che Tea – la tua Otto - si arrampicasse ovunque, e al mio desiderio che imparasse a farlo in sicuzezza – pensavo – mi ha suggerito ‘oh, per arrampicare c’è una palestra in via Ripamonti’.

Ecco – così siamo arrivate io, genitore inesperto, lei, quattrenne non socievole – e si è incendiata la passione per te, quello che fai, per come lo insegni, per chi sei.

Lei, piccola tra i piccoli, ora valchiria quasi maggiorenne che trova in te e nei tuoi modi il suo porto sicuro.

E io, cui hai insegnato la leggerezza, l’autorevolezza, l’autenticità. La tua leggiadria, la tua capacità di stupirti, di rivoluzionare la tua vita ma anche quelle che tocchi, come le nostre. L’autorevolezza, la figura maestra, e non solo di quale presa prendere o come mantenere l’equilibrio.  L’autenticità in noi e negli altri. La partecipazione vera, l’empatia, il supporto, la cura, l’attenzione, l’ascolto.

Mi vengono in mente mille momenti in cui hai reso le nostre giornate speciali: 

- la prima Traversella di Tea, quando è tornata con i vestiti del primo giorno (che ridere!) e le felci appiccicate alle unghie con lo smalto forforescente giallo – tipiche degli “elfi dei boschi”

- la festa di Natale al buio e in segreto, ravvivata da lampade UV

- quando sei saltata sulla falesia delle Speranze perchè Marghe – la tua Mini - aveva fatto un ingrarbuglio con la corda che non si sbrogliava

- la festa di fine anno arrampicando sulle case del quartiere Ravizza e tu indicavi le “prese” con uno scopettone

- il crash pad sotto gli alberi, sempre del Ravizza, dove avevi fatto arrampicare un grappolo di nani

- le mele che spezzi in due con le mani come fossero una michetta

- i meravigliosi soprannomi con cui regali a ciascuno il suo essere speciale

- il tifo che fai, per tutti, e che insegni a tutti a fare, per tutti

- l’idea di “fare sicura” – con l’imbrago e nella vita. Che bella la fiducia.

E poi sei stata speciale nel farci vedere i tuoi angoli preferiti di mondo: la Lapponia, le aurore di Abisko, l’Islanda estiva.

Ci, mi mancherà moltissimo il tuo bianco outfit del lunedì (l’outfit è di sempre, a dire la verità, ma ultimamente lo vedo il lunedì) quando con una parola o uno sguardo sei capace di raddrizzare una giornata. Tutte le giornate, in effetti.

Sarà bello continuare a viaggiare con te. Ci mancherai nel tuo ruolo guida di questa speciale metafora della vita che è l’arrampicata.

Grazie, Lux. Grazie. Per chi sei stata (e sei) per tutti noi.

Con grande affetto.


Firmato: XX


Lux, ciao.

In quest tredici anni di arrampicata, di prese tenute, prese mollate e prese in giro, ho mille ricordi della nostra ‘Maestra Bianca’: la ragnatela nei giorni di pioggia di Traversella, la coppa del mondo di palloncino assassino, le battaglie di magnesite e gli incontri sulle vie.

Ci manchetà tutto ma...la tua scelta ti porterà lontano - e qualche volta noi con te ;).

E quando sei qui, ci vediamo in parete.


Firmato: Cucciola grande, aka Otto


Lux, ciao.

Mi dispiace tanto che questa sarà la tua ultima lezione, ma almeno ci vedremo alle Lofoten e chissà dove altro :).

Tra palloncini, ragnatele, vipere e corde mi sono divertita un mondo, tutto grazie a te e alle tue bellissime lezioni.

Con te qualsiasi cosa diventa divertente.

Spero che ci rivedremo in altri viaggi nella neve, bianca e immacolata come te.

Ciao, Lux.


Firmato: Microca, aka Goccia


Lux, ciao.

Ormai mi conosci da dodici anni, da quando ero una bambina piccola e ingenua e pensavo che su fossi esclusivamente un’insegnante di arrampicata, eccessivamente ed extra severa.

Ecco, la penso ancora così riguardo la parte della tua stravagante creatività, alla quale ho dovuto sopravvivere il più delle volte, ma che ho anche imparato ad ammirare, ma non potevo sbagliarmi di più riguardo al resto.

Infatti, oltre all’abilità di abbarbicarmi su rocce inaccessibili al più della gente, mi hai lasciato ricordi di pura gioia, nella gran parte dei quali ci siamo ci siamo noi “costretti” a cimentarci nelle attività più stupide che ti potessero venire in mente (come mangiare patatine con le bacchette cinesi o cotruire costumi da troll minuti di un paio di ciuffi d’erba e smalto fluorescente) e poi ci sei tu, che vedendoci obbedire ad ogni pazzia tu riesca ad inventarti ridi a crepapelle e, occasionalmente, documenti il tutto.

Per questo ti ringrazio, per tutto quello che mi hai insegnato, dal rinviare una corda all’usare la turca, e per tutto quello che ancora mi insegnerai. 

Ci hai guardato crescere e ci hai aiutato ad iniziare  a volare, come una madre fa con i piccoli appena nati. Adesso sappiamo volare da soli e non vogliamo più costringerti nel nido. Quindi vola, fai un buon viaggio, e magari qualche volta torna a ricordarci che non sappiamo arrampicare.



Firmato, Cucciola di mezzo, aka Mini


sabato 18 dicembre 2021

EARTHQUAKE

Quelli che nel loro floridi diciassette-diciotto anni si mettono tutti accartocciati sotto i banchi di scuola che sono piccini, ci sta solo la testa e gambe e braccia stanno fuori.

Quelli che stanno facendo la verifica di matematica e mentre la terra trema il prof tuona ‘ Non vi muovete!’.

Quelli che escono da scuola con la cartella, speranzosi, per poi rientrarci un minuto dopo.

Quelli che il prof di scienze ‘Mettersi sotto i banchi non serve’.

Quelli che la prof di greco è sparita, probabilmente cercando informazioni su che cosa fare.

Quelli che ‘L’avete sentito?’ sulla chat di famiglia.

Quelli che si è sentito anche dal marciapiede ‘Apperò quanto si sentono le vibrazioni del metrò!’


giovedì 16 dicembre 2021

UNA GIORNATA DI QUELLE

 XX ha timidamente provato ad andare oltre confine, per poter intavolare di persona una giornata di discussione sul futuro con il suo capo, che in diciannove mesi di collaborazione ha frequentato per non più di quattro ore totali. Così riempie una pila di documenti, dichiarazioni giurate in ogni lingua e arriva, in comode otto per e tre aeroporti, nella ridente Tolosa.
Intanto che lei è oltralpe, il governo italiano cambia le regole per il rientro. Serve un tampone rapido a non più di 24 ore dall’ingresso in Italia. Così parte la ricerca forsennata di come fare un tampone dalla zona industriale in cui si trova. Mentre sta per rivoluzionare la giornata, il meeting sul futuro con il capo, eccetera, intravede una mail di Air France, che le cancella uno dei voli di rientro. Ottimo, bisogna rivoluzionare la ricerca del tampone per rimanere nel limite delle 24 ore. Però il volo cancellato è solo il secondo, e la riprogrammazione prevede comunque una partenza all’alba e uno stopover eterno. Il tutto incompatibile con la questione delle 24 ore. Così si mette al telefono per riorganizzare i voli, online per cercare un tampone l’indomani. In serata, anche il secondo volo è cancellato per un arrivo altre la mezzanotte. In una Italia scossa da uno degli scioperi generali più generali di sempre, che sembra quasi di essere rimasti in Francia.
Nel frattempo, l’assistenza al tampone prenotato con il nome della segretaria viene gestita con la complessità della burocrazia indiana; il tassì che la scorrazza per tutta la regione dei Midi Pyrenées la aspetta mentre lei spiega alla farmacia Lafayette di Ramonville la questione del tampone per viaggiare, loro si chiedono come registrare il tampone di chi non è francese, la spingarda nel naso sembra arrivare ben oltre la corteccia prefrontale e all’aeroporto le dicono che sul certificato manca la data.
Che quasi quasi, forse era più facile accettare di essere portati in Italia dal tassí di Christopher, il sosia di Raul Cremona.

IL CERCHIO E L'INFINITO

Il segno dell’infinito, ma messo in verticale. Il cerchio della continuità della tua madrità che segue il suo corso in me e nelle ragazze. Eccoli, i tuoi splendidi ottanta anni della mia splendida mamma.
Avrei voluto farlo prima, e che questa lettera virtuale arrivasse puntuale, ci ho messo un po’ a mettere in fila tutte le cose da dirti. Non hai voluto festeggiamenti in pompa magna, sorprese né antiche amicizie. Ti sei circondata di noi, noi e basta. Noi che tu tieni insieme con la tua dolcezza, con la tua cura, con il tuo ascolto di quelli veri. Che esempio mirabile sei per me, mamma. Garbata, positiva e generosa in un mondo maschile urlato ed ego riferito: così ho visto la tua vita professionale crescere e fiorire. E guarda un po’, ad un certo punto ti premiano, una specie di premio alla carriera dei giornalisti. Che bello. E poi oltre a mamma speciale che mi ha insegnato quel pochino di ambizione quella buona, non sopra agli altri ma al meglio di se; mi hai mostrato, con esempio impareggiabile, l’indipendenza, la curiosità del nuovo, che mi trasmesso la passione smodata per il mondo (guarda un po’, mentre scrivo sono nel cielo su un aereo).
Sei diventata una stra-mamma per le ragazze, queste nipoti tutte al femminile. Con ciascuna di loro hai un legame speciale, unico e diverso, che si modella al loro essere. Che bello. Che bello sapervi insieme, che privilegio essere testimone di te che racconti le storie di famiglia e loro ti introducono ai segreti di Netflix. Che bello, questo mondo che ho intorno, che tu modelli e nutri di giorno in giorno e che mi racchiude in una coccola senza tempo. Proprio come il segno dell’infinito, ma in verticale, che è l’otto di questi tuoi anni tondi, accanto al cerchio dello zero che ci racchiude in un abbraccio caldo e pieno di amore. Buon compleanno infinito e tondo, mamma.

domenica 28 novembre 2021

SEMPRE DIVERSA

Nella famiglia Noicinque, per i buchi alle orecchie c’è una storia. Una storia che comincia con i buchi della nonna MM, che li ha fatti in età adulta in uno sgabiotto dei molti disponibili e ne è uscita con un buco dritto e uno storto. Sulla base di questa esperienza, quando, a quella che ora sembra una veneranda età di quindici anni, XX ha chiesto di fare i buchi alle orecchie, la nonna MM, forte di impareggiabile sicurezza, ha prenotato una visita specialistica dall’otorino. La conversazione con il medico ‘qual è il problema?’ ‘vorremmo i buchi alle orecchie.’ detto con tono che non ammette repliche, è ancora vivida nella memoria di XX, come pure la sbalordita espressione del medico. Il quale, facendo buon viso a cattiva sorte, con mano ferma (e dritta) ha bucato le orecchie, peraltro già asimmetriche, di XX con qualcosa di parecchio simile ad uno spillone da malocchio.
Siccome qualcuno dice che la storia sia ciclica, ecco il turno della cucciola grande, che chiede i buchi alle orecchie. Un po’ prima dei quindici anni, in realtà. Oggi l’operazione avviene in sicurezza in farmacia, ed è così che succede. Il farmacista guadagna sulla crema antibiotica che vende insieme agli orecchini, in realtà. Poco dopo, ecco la richiesta di un secondo buco. Ad un solo orecchio, però. Cosa che a XX non piace per nulla, mentre YY sornione tende a non prendere posizioni troppi ostili, in questo frangente. Negozia oggi, negozia domani, alla cucciola viene accordato un secondo buco su entrambe le orecchie. 2 + 2. Nel frattempo, anche la cucciola di messo pretende i suoi buchi, uno per ciascun orecchio, per cominciare. Esatto, ha detto proprio ‘per cominciare’. In effetti poco dopo, ecco la rivendicazione sul secondo buco. Che a XX proprio non piace, ma sul cui tema è davvero sfiancata dalla fresca negoziazione cucciola grande. Così accorda un secondo buco a un orecchio. Poi va in farmacia con la cucciola per farlo, e siccome si pagano gli orecchini ma non la pistolettata che li infila, i due orecchini sono già pagati, al farmacista nulla importa della simmetria e la cucciola di mezzo esce trionfante con due buchi addizionali allo stesso orecchio. 3 + 1. XX decisamente rammollita. Non pensiate sia finita, perché c’è sempre chi spariglia le carte con grande sapienza. La microba, in quel suo corpo lungo e dinoccolato che cresce a vista d’occhio, che si diverte con le puzzette e fa la maschera per i punti neri, sembra cominciare a divertirsi al pensiero degli orecchini e chiede i buchi alle orecchie. Anzi un buco. 1 + 0. XX non osa pensare al credito di ‘pistolettata’ residua. Alla faccia del suo cervello che ama la simmetria, concetto che serve a spiegare il successo di nientemeno che George Clooney. Chissà se ha mai avuto buchi alle orecchie, George.

GEOGRAFIA

 In preparazione all'interrogazione di geografia.
‘Che cos’è l’industria siderurgica? Non lo so dalla quarta elementare quando abbiamo fatto la Lombardia.’

venerdì 26 novembre 2021

ANIME GEMELLE

Due giorni alla settimana della vita cucciola grande sono dedicati al quadrupede alto, quello con l’apostrofo. Quando lei (lei bipede) è di buon umore, succede che lasci dare un’occhiata alla sua esistenza in simbiosi con Armoni’ con l’apostrofo. Una bestia che, alle povere affinità animalesche di XX, era sembrata piuttosto socievole. Si era addirittura lasciata fare due carezzine sul muso, proprio da XX, che di musi di cavalli così da vicino ne ha visti pochini.
Così invece si scopre che l’aggraziata bestiola ha una sua ferma volontà; che quando vede qualcun altro scendere da cavallo, ritiene che anche per lei il lavoro sia finito e in quella lingua esclusiva tra loro si ferma, gira la testa verso la cucciola che le sta in groppa e dice ‘Embè, non vedi che abbiamo finito? Scendi, grazie.’ Inoltre, ed in questo si scoprono davvero anime gemelle, anche Armoni’ con l’apostrofo non ama i suoi simili: non li vuole vicino, nemmeno se le devono passare accanto. Così appena capita che, negli spazi che per le sue dimensioni sono per forza angusti, un altro quadrupede le si avvicinò, lei entra in modalità ostile con le orecchie all’indietro e tutti scappano. Proprio come la cucciola grande. Ora le resta solo da imparare a mettere le orecchie indietro. 

giovedì 25 novembre 2021

OUTFIT

Una fiera a Milano, la prima da tempo. Una partecipazione allo stand di un partner. E nella giornata della sensibilizzazione della violenza contro le donne, la compagine femminile della squadra era tutta abbigliata in uniforme. Bella, per amor del cielo. Però. Tacchi a trampolo, taglia quaranta, pantaloni a vita alta blu elettrico e camicettina bianca trasparente. Gli uomini del team, vestiti come volevano. XX si è indignata, ne ha parlato con I, grande capo francese dando voce al disturbo emotivo, alla dissonanza che questa scelta ha provocato (a lei, e ad altri che hanno avuto percezione analoga). Il miope responsabile francese risponde che si, magari è una maniera di vedere le cose, ma in realtà sono proprio loro che hanno scelto. Sicuramente, delle professioniste sono felicissime di stare in vetrina sui trampoli per dieci ore a montare e smontare stand. Sicuramente.

martedì 23 novembre 2021

LA SUA FRUTTA

La microba ha un compito di ginnastica: tenere, per una settimana, un diario alimentare registrando tutto quello che mangia. Così chiede, a se e alle sorelle: ‘Che cosa abbiamo mangiato di frutta? Ah, si, la tarte tatin, scrivo mela che se no non capisce.’