giovedì 31 agosto 2023

VENI, VIDI, VICI: UN ALTRO CESARE

Nel parco sotto casa Noicinque ci sono due campi da ping pong, e dopo le tesissime partite del mare, microba e XX si sfidano alla luce calda della golden hour.

Una partita pari, poi accanto al campo si materializza un canuto signore che chiede allegro se può sfidare la vincitrice.

Loro dicono ok, la vincitrice è la microba che gioca con qualcuno che pare avere almeno sette volte la sua età, che sceglie la sua pallina, sfodera una racchetta professionale e una battuta tesa, tagliata ed insidiosissima. Si nuove al rallentatore, dichiara che con il ping pong ‘per vincere bisogna fare di tutto’, e stravince. Con la microba e con XX.

Cesare e i suoi rapidi successi. Al tennistavolo.

mercoledì 30 agosto 2023

OFF LABEL

La creatività non è venuta meno. La microba pare avere un raffreddore da ormai alcuni giorni, talvolta corredato da febbriciattola o febbrone saltuario. Lei è restia a prendere pastiglie o bustine e rimpiange la sciroppo antipiretico di quando era neonata - solo che ora per avere un dosaggio attivo ne dovrebbe bere una botte al giorno, alta com’è.

Quello che la infastidisce è il naso che cola, in cui spruzza o fa spruzzare acqua di mare, sempre come quando era neonata. Poi, la svolta: compare dietro un angolo di casa con qualcosa di bianco in una narice. XX pensa sia del cotone, epistassi.

‘Oh, microba, ti è uscito sangue dal naso?’

‘Do, è aglio. Adesso betto ud altro spicchio dell’altra darice.’

‘…’

‘Respiro cod la bocca. Così bi passa il daso tappado.’

Uso di aglio off label. E uno.

A cena, poco dopo, rientra anche la cucciola grande dall’esperienza inedita di staff volontario ai campionati europei di equitazione. Ha due belle treccine fini fini, una sorella le chiede se le ha fermate con gli elastichini del cavallo, e lei dichiara:

‘No, sono gli elastici che mi aveva dato il dentista per l’apparecchio.’

Uso di elastici odontoiatrici off label. E due.

Aspettiamo nuovi spunti.

martedì 29 agosto 2023

IL CAMPO VERDE

Quando si parla di ‘europei’, in Italia si pensa agli europei di calcio. In subordine a quelli di pallavolo, femminile e maschile, che in casa Noicinque ricevono un tifo allegro e rumoroso. Occasionalmente al  basket, grazie ad una rinnovata passione microba. Inediti, tuttavia, gli europei di equitazione, specialità salto. Invece. Invece la cucciola grande si è candidata a fare assistenza come staff volontario, ha mandato il suo curriculum di amazzone e l’esperienza di cura di cavallo, ha inforcato la bici ed è partita all’alba per la doppietta cura cavallo (proprio) e staff di supporto ai campionati europei di equitazione, che sono proprio in città (segnalatile anche da un’attentissima nonna MM, per la quale il mondo dei cavalli non sembra avere più segreti). Impegno sei giorni interi. Niente retribuzione, ma pranzo gratuito e cappellini a volontà.

Rientra in serata, dichiara che ha partecipato alla cerimonia di apertura, ha portato la bandiera dell’Irlanda e ha perfino dovuto tenere per mano una bambina nella coreografia della cerimonia.

Ha guardato tutte le gare su un campo che più verde non si può, ammirato stalloni e cavalle meravigliosi, vinto cappellini ai giochi di hobby horse e ottenuto decine di autografi.

Nei giorni di gara ha alzato le bandiere dei vincitori, scegliendo quelle che le piacevano di più.

E, a proposito di bandiere, si riporta un frammento di conversazione cucciolo.

‘Qual era la bandiera che hai portato alla cerimonia?’

‘Quella dell’Irlanda.’

‘Hai scelto tu?’

‘Certo.’

‘Ah-ha, sei sicura? Perché la bandiera dell’Irlanda si può confondere con la bandiera della Costa d’Avorio.’

Certo. XX non ha idea se il sapere microbo sulle bandiere abbia qualche senso in questa discussione. Sembra tuttavia che qualcuno si sia dimenticato che la Costa d’Avorio non è in Europa…

lunedì 21 agosto 2023

NOICINQUE!

Hanno insistito un pochino ma nemmeno troppo, cercando di convincere una cucciola grande, reduce dal meraviglioso mare di Sardegna e indiscussa padrona del castello milanese, a raggiungerli per qualche giorno al mare. Lei ha nicchiato, pensando al potere perduto nel maniero dellappartamento milanese e al cavallo solo per troppe ore. Poi si convince e prende un treno all’alba, li raggiunge al tennis per farsi dare le chiavi di casa e finalmente si tuffano in mare, tutti insieme, come quando le spanne di capelli e di gambe erano molto più corte. Che bello essere, per qualche giorno, di nuovo Noicinque, dopo un’estate sparpagliata.

domenica 20 agosto 2023

L’UFFICIALE DI COLLEGAMENTO

È ricomparsa la ufficiale di collegamento, quella che per indole, età, carattere, sorriso è capace di tenere insieme. La cucciola di mezzo è tornata dopo la sua puntata adriatica con amiche a base di piadina, briscola chiamata e mare basso, e subito la dinamica delle relazioni è più fitta. Signora della connessione, sempre più ‘signora Deborah’ con il suo bello.

domenica 6 agosto 2023

STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE

Una spanna in più di gambe, di riccioli, di treccine, di consapevolezza, di disillusione, qualche centimetro in meno di costume, di gonna, di top, qualche metro in più di catenine e catenelle agganciate a polsi, orecchie e caviglie, una identità in divenire (altro che centimetri o spanne, qui si misurano le ondate di essere), tante identità. Il mare è lo stesso di sempre, le ragazze si ritrovano, con le frizzanti Ele e Tins dal moto perpetuo, in un’amicizia immutabile che sa cambiare con loro, si adatta, cresce e si distende; si esplorano punti in comune e differenze e si trova sempre qualcosa di bello, insieme. Quella spanna in più o in meno o di un colore o di un sapore diverso, con la coccola di essere creature in divenire, e di farlo insieme. 

La magia delle relazioni, e delle spanne.

venerdì 28 luglio 2023

SPARPAGLIATE

Il sud del continente africano, la costa azzurra, la riviera del Levante ligure, alcuni stati dell’India, l’isola greca di Zante, la Sardegna di fronte a Tavolara, la campagna dell’Oltrepo pavese, le sconfinate spiagge di Milano Marittima, e poi di nuovo e a scacchiera la Francia, e la Liguria e chissà cos’altro.

Le cucciole in questa estate 2023 si sono sparpagliate per il mondo, un mondo di vacanza ma non solo, un mondo di festa dopo una maturità un po’ sfortunata, un mondo nel sud del mondo con la prof di inglese, o con le amiche dei cavalli o con qualcuno delle medie.

Qualche volta, attraverso meridiani, paralleli e fusi orari, complici dei wifi robusti sono anche riuscite delle multichiamate che collegavano il Sudafrica, l‘India, l’Italia e la Francia, nientemeno. Tutto per guardarsi gli occhi vivi ed assaporare la presenza estiva.

mercoledì 26 luglio 2023

DIARIO DI VIAGGIO 5

Comincia il seminario di XX, la microba si alza all’alba a chiudere la porta e la giornata si snoda tra legami e meraviglie che si dischiudono una dopo l’altra. Liz è una signora inglese che vive in India da trent’anni e che ha fatto delle connessioni e della lingua non violenta la sua missione. Starle vicine per questi giorni è stato un regalo prezioso.

Nel frattempo la microba scopre dei luoghi di pace, quelli dell’ashram, insieme a Luci, stessa età e riccioli scuri e doppia lingua tedesco italiano pronta ad uscire. Scoprono il badminton, il relax, guardano forse lo yoga e mangiano indiano come se fossero state svezzate a Mumbai.

martedì 25 luglio 2023

NEL FRATTEMPO PIP…

Mentre XX e microba esplorano la Hyderabad monsonica, la frizzantissima Pip sfrutta un passaggio dall’ashram all’aeroporto internazionale, circa quaranta chilometri di strade allagate e frequentate da mezzi di ogni genere, alla ricerca dei bagagli perduti. La cosa curiosa è che, in India, a meno che tu non esibisca valido biglietto aereo per qualche ora dopo, in aeroporto non entri.

Quindi non si sa bene come sia la storia di Pip all’aeroporto. Fatto sta che dopo qualche tempo, dall’ashram l’illuminato responsabile del problem solving dei viaggiatori dice al suo braccio destro Yogesh ‘vai anche tu all’aeroporto a vedere che cosa sta succedendo a Pip.’ Lui obbedisce, arriva all’aeroporto internazionale, entra anche lui senza un biglietto aereo, trova Pip e alla maniera di lì inizia a negoziare, insistere, chiedere, spiegare, cercare, eccetera. Ad un certo punto riescono ad ottenere, sembra, una foto della valigia di Pip, che però non si troverebbe più all’aeroporto ma sarebbe stata degradata a valigia non identificata e dimenticata in un improbabile deposito a circa trenta chilometri di distanza. I due non si scoraggiano, prendono un tuk tuk dopo opportuna negoziazione e sfidano un infarto alle coronarie certo. Arrivano al deposito che ha proprio l’aria di quello che è, il deposito dei bagagli perduti per sempre alla periferia di Hyderabad. Pip mostra la foto e indica la sua valigia, i mille documenti e numeri di bagaglio e codici e barre (alcuni dei quali erano rimasti per sbaglio tra i documenti di XX, il che ha richiesto immediatissime foto a caval dell’etere). Domanda, insisti, aspetta, chiedi di nuovo, impagabile Yogesh, ed ad un certo punto si materializza qualcuno con una valigia. Nera, quella di Pip era blu-grigio. Il suo cuore le finisce nei piedi, lei dice che quella non è la sua valigia, poi il colpo di genio: legge non i mille codici e numeri e nomi della linea aerea, ma la targhetta sulla maniglia, e ci trova…il nome di XX! Quindi quella era la valigia microba!!! Evviva. Un evviva parziale per Pip, ma asempre evviva.

Non sono ancora certi nè il destino, nèla geolocalizzazione nè lo status della vera valigia di Pip, e nel frattempo lei con il preziosissimo Yogesh, torna in ashtam. Prendendo due bus che arrivano solo a otto chilometri, preparandosi ad una lunga ed improbabile marcia nel buio dell’India rurale e trovando dopo poco un assolutamente inedito passaggio verso l’ashram, il tutto con il trofeo di bagaglio microbo. Totale della missione, dodici ore. Pare che sui bus e tutti gli altri improbabili mezzi di trasporto pubblico presi da Pip, di fronte alla naturale curiosità di vedere la pelle chiara chiara di Pip, Yogesh la difendesse con sguardo brutto al grido di ‘she is my mother’, la tenerezza ed il rispetto più alti in questa parte di mondo.

Per la cronaca, la vera valigia di Pip pare essere stata identificata e trasportata in ashram nel corso dei giorni successivi. Il 26 luglio è stata dichiarata giornata internazionale del ritrovamento del bagaglio perduto.

DIARIO DI VIAGGIO 4

Con un barocco sistema di trasporto, senza una concierge in hotel e attraverso improbabili messaggi whatsapp, oggi si prevede una visita ad alcuni dei monumenti iconici di Hyderabad, compreso il Birla temple, un altro tempio bianchissimo, moderno (Birla è una antica ditta di costruttori, ogni città è piena di Birla temples, un po’ come se le nostre chiese si chiamassero santa Italcementi), anche qui scarpe e fotografie non ammesse. Si adorano statue vestite di tutto punto dei colori più sgargianti, si offrono banane e fiori e petali e ghirlande, si scivola a piedi nudi sui bianchissimi gradini di marmo bagnati dal monsone e si resta abbagliati dal bianco della pietra e dai tetti dorati. Ci sono mille nicchie con Ganesh, Hanuman, Shiva, Vishnu e il resto del popolosissimo pantheon indù.

Poi, a Hyderabad, il monumento più iconico, un po’ come la torre Eiffel per Parigi, si chiama Charminar, che vuol dire letteralmente ‘quattro minareti’. E infatti si tratta di un monumento a pianta quadrata, delimitato proprio da quattro minareti, eretto alla fine del 1500 come ringraziamento alla divinità per la fine della pestilenza. Inizialmente ospitava una moschea, oggi chiusa, dalle sue balconate si ammirano in the distance le mura e i mille altri monumenti di Hyderabad che si indovinano a stento tra le mille costruzioni più moderne. Le bancarelle e i molti tuk tuk che girano intorno a Charminar lo rendono un luogo molto caratteristico. E come in Europa i tratti somatici e la moda indiana sembrano così meravigliosi e caratteristici, così i tratti somatici e l’abbigliamento occidentale microbo sembrava incuriosire moltissimi visitatori locali, che hanno chiesto (e ottenuto, seppur non troppo volentieri) di fare un miliardo di selfie con una microba poco felice.

Nel pomeriggio sono previste ancora una volta piogge intense, tanto che il passaggio verso l’ashram viene anticipato.

Capre, cavalli, asini, cani di ogni foggia, guadi,  mucche, carretti, moto, clacson ad ogni buca, ad ogni incrocio, strade sterrate, agenzie ‘real estate’ costituite da due sedie di plastica ed un cartello di legno nel fango, una guida che definiremo sportiva, una quarantina di chilometri di campagna e strade sterrate e fangose e allagate, i camion più colorati dell’Asia, i bus più desueti, la guida sportiva del loro autista ed in un paio d’ore eccole lasciarsi tutti i rumori e la folla dietro il cancello dell’ashram, dove una banda di amici italiani le aspetta per cena.