domenica 31 agosto 2025

SUM UP DI AVVENTURE - RACCONTO DI VIAGGIO

All’attivo delle (dis)avventure che resteranno negli annali di questo maestoso viaggio:

  • un bagaglio (fortunatamente quasi vuoto) disperso ed inseguito per settimane con e senza i tracciamenti della linea aerea
  • tre peduline con la suola staccata e la suola sciolta, e relativo ri-acquisto di calzature nuove in pizzeria (in due pizzerie diverse, a dirla tutta)
  • due tonsille microbe grandi come albicocche e visita medica d’urgenza con l’infermiera dal nido in testa e il dottor Craig
  • un parabrezza crepato dal caldo dei 48 gradi e auto sostituita
  • una gomma bucata e sostituita allo Shi Stop Shop, il posto più incredibile per aggiustare una gomma
  • le stesse due tonsille microbe sempre dimensione albicocca, nuova visita d’urgenza con la dottoressa Danielle, che questa volta fa anche gli esami del sangue per curarle
  • un secondo parabrezza rotto da un sasso, crepato lungo tutta la lunghezza e tenuto così perché troppo lontani da tutto
In fondo, se la sono cavata.

venerdì 29 agosto 2025

E DOPO TANTA PROSSIMITÀ - RACCONTO DI VIAGGIO

È una graziosa cittadina di montagna, Park City, accanto (si fa per dire, accanto alla maniera americana a circa novanta minuti di guida) a Salt Lake City. Hanno prenotato una notte per interrompere la lunga guidata del ritorno. 

Siccome il cuginone FFF ha invece optato per guidata lunga, si ritrovano con due camere, ciascuna più grande di casa loro. Due entrate in ogni suite, due bagni, cucina, due televisori, letti enormi, mobili d’epoca e spazi inimmaginabili.

Dentro la stessa camera, per parlarsi si telefonano.

QUEI CANYONS, FINALMENTE - RACCONTO DI VIAGGIO

È lultimo giorno intero, pare esserci un parco statale (ormai lo stato non si sa più, troppo vicino a troppi confini) con quei canyon che non hanno ancora visto.

Così mentre il cuginone guida nove ore per una vista del Grand Canyon, loro guidano un po’ meno alla ricerca dei canyon, quelli stretti stretti dove quasi non ci passi.

Il parco ha un centro visitatori deserto, c’è appesa la foto di un canyon. Le ragazze si infilano in tutte le porte enscovano un ragazzi o messicano, gli dicono ‘vogliame vedere questo canyon!’

E lui: ‘andate un po’ dove volete, ce ne saranno almeno cinquanta, lì fuori.

In effetti, e tutti con foto parecchio instagrammabili.

giovedì 28 agosto 2025

LEI, NEL FRATTEMPO

Un nonno per arrivare a Gallipoli, un treno fino a Lecce, un treno fino a Bari, un treno fino all’aeroporto, un aereo fino a Milano, una metropolitana e forse un uber.

Fanno un totale di sette tratte con mezzi vari, quelli della cucciola di mezzo, tempo non definito per rientrare a casa, aprire la valigia (se non si è già aperta in metropolitana come peraltro già accaduto), recuperare due o tre capi imperdibili, compattarli in una miniborsa per le giornate a Vienna, prendere il tram e andare a dormire da Z, con cui domani parte per la capitale asburgica.

Non si registrano controlli alla pianta carnivora.

Estate senza sosta, letteralmente.

mercoledì 27 agosto 2025

SE PASSI DA CASA - CONVERSAZIONI DI VIAGGIO

‘Prontooo, ciao cucciola di mezzo. Allora tu domani passi da casa?’

‘Eh, si, arrivo verso le quattro del pomeriggio all’aeroporto, passo da casa e poi vado da Z, dormo da lei e poi partiamo per Vienna.’

‘Bello, allora quando passi da casa mi guardi i fiori? (Un mazzo enorme appeso a seccare appena prima della partenza alla poltrona sospesa di XX, ndr) e anche la pianta carnivora. Le devi dare l’acqua distillata, nel piattino di sotto.’

‘Quella del frigo?’

‘No, quella del ferro da stiro.’

‘Ah, ok.’

Voce fuori campo da cucciola grande: ‘Ma dai, che bello, hai una pianta carnivora! E cosa mangia? Le mosche?’

‘No, le mosche sono troppo grosse. Io le do le zanzare.’

Come se fossero le crocchette del gatto.

domenica 24 agosto 2025

GEYSER BUSTERS - RACCONTO DI VIAGGIO

Sono molti i geyser a Yellowstone, e uno è il più famoso di tutti: si chiama ‘Old Faithful’, vecchio fedele, perché si dice sia facile prevedere il suo getto, piuttosto scenografico e alto oltre trenta metri.

Si dice erutti ogni ora e mezza circa, con un buffer di più o meno dieci minuti. Solo che il giorno prima aveva eruttato solo una volta, come se avesse l’orologio scarico.

Con tempismo chirurgico, la big family arriva in prossimità del geyser, lui si sveglicchia quasi subito, fa un getto a metà e lascia tutti un pochino delusi.

Ma questo vecchio non poi così fedele non è mica l’unico, ci sono molti altri geyser e se ne vedrà ben qualcuno eruttare, no?

In effetti, sembra che ci sia una sorta di maledizione anche per i geyser più frequenti: la big family resta ad aspettare, chiede informzioni, si mette paziente ma nulla, nemmeno un poco di vapore.

Quello che vedono, ed è francamente impressionante, è l’attività del geyser solitario, lontano da tutti, che non sbuffa ma muove la sua acqua a intervalli regolari, come quando l’acqua si sposta e non sai perché. Per qualcuno, questo ricordo di acqua come mossa da mano invisibile è meglio di un getto di vapore.

MEGLIO DI NIENTE - RACCONTO DI VIAGGIO

Breve storia semitriste: volevano cavalcare, monta western, invece piove a catinelle. Forse si monta forse no. ‘Intanto ci fai vedere il ranch?’ E comincia visita informale di ranch storico a cavallo tra Idaho e Montana (difficile pensare a un posto più western di quello).

Alla fine il giro è cancellato per pioggia, ma le storie del ranch di Sidney restano.

venerdì 22 agosto 2025

PIETRAGIALLA, YELLOWSTONE, ASSAGGIO - RACCONTO DI VIAGGIO

Yellowstone vuol dire pietra gialla, e in effetti alcune zone calde del megavulcano che dorme e borbotta sotto il parco e sotto una buona parte di Stati Uniti sono proprio gialle. Yellowstone è un posto magico e protetto che racchiude le mille manifestazioni della grandiosità della natura. Un lago grande e puro che ogni tanto sobbolle qua e là, non una barca, non un bagnetto. Conifere grandi e piccole, alcune sbiancate dall’eccessivo calore accanto a piccole piante novelle, la foresta del futuro. Qui si protegge la biodiversità della fauna, con grande attenzioni a grandi mammiferi come orsi. Nel parco scorrazzano moltissimi bisonti, tutti discendenti di una piccola mandria protetta a stento dai bracconieri all’inizio del novecento. E poi ci sono lupi, marmotte, falchi, aquile, cervi reali, alci e molto altro.

Si impara a vedere gli animali dagli altri, è facile parlare agli sconosciuti tutti uniti nel comune obiettivo di stare con il fiato sospeso di fronte alla maestosità, all’incontro, al rispetto.

Il conto di quanti bisonti sono stati avvistati oggi è stato subito impossibile, ma l’elenco cita anche un cervo reale mamma e il suo figlio, una marmotta, svariati daini e alla fine compare pure il palco maestoso del cervo reale papà.

giovedì 21 agosto 2025

QUI, AVVENTURA - RACCONTO DI VIAGGIO

C’è un’incomprensione di fondo tra i visitatori dei parchi del nord-ovest e i ranger degli stessi parchi. Il conflitto riguarda l’approccio all’incontro con orsi neri o grizzly. Nello specifico, i visitatori vorrebbero incontrare l’orso da vicino, fare un sacco di foto e osservarlo per bene. I ranger, dal canto loro, tendono a disincentivare qualsiasi avvistamento e suggeriscono invece di fare molto rumore, essere numerosi sul sentiero, gridare ‘hey bear’ dietro ogni curva per evitare di sorprendere il maestoso e unghiuto animale e farlo sentire minacciato permettenogli così di allontanarsi. Niente incontro, niente foto e soprattutto niente pericolo.

La big family, che l’orso l’ha già visto e pure da vicino, realizza dunque di aver disatteso tutti i suggerimenti all’osservazione dell’orso dal sentiero. Mano a mano che le gite si fanno più nell’interno, su sentieri meno battuti, si attrezzano con spray antiorso, chiedono un corso ad hoc alla ranger su come usarlo e si fanno più cauti, o perlomeno armati.

E poi accade che lungo una strada sterrata, dall’auto, si palesa un orso nero intento a mangiare bacche, vicino vicino. Lo vede la microba, grida ‘orso, fermati!!’, YY ribatte ‘sei sicura?’ ‘SONOSICURAFERMATI!’.

E così l’orsetto viene fotografato in relativa sicurezza, riempiendo il cuore di tutti. E pure i ranger erano abbastanza sereni.

Il pomeriggio si srotola con un’altra avventura, quella del rafting. Fare rafting in ‘white waters’ vuol dire sulla schiuma bianca, quella delle rapide. Il fiume è lo snake river, ti portano in uno scuolabus in servizio al tempo la guerra del Vietnam ed è probabilmente l’ultimo mezzo rimasto su suolo americano senza aria condizionata. Poi arriva Zac, la guida di uno dei gommoni (quello noiquattro) che grida come il tenente di Full Metal Jacket, ma che alla fine ha fatto loro vivere un’esperienza indimenticabile, a base di rapide e remi, acqua gelata, avvistamenti di aquile e falchi pescatori e tane di castoro.

mercoledì 20 agosto 2025

BEAR WATCHING - RACCONTO DI VIAGGIO

Il primo assaggio del parco di Teton è un assaggio lungo. Qui i laghi hanno nomi di persone e si chiamano Jenny Lake, Jackson Lake, Emma Matilda Lake, Harry’s Lake, eccetera.

La big family sceglie un trekking intorno al lago, lungo e un po’ affollato. Verso il ritorno, quando i passi si fanno stanchi dopo oltre otto miglia di sentieri, dopo aver fotografato il lago da ogni angolo, colto un numero altissimo di scoiattoli per nulla intimiditi sulle macchine fotografiche, eccolo! Il re della zona, l’orso. Si tratta di un black bear, un orso nero, che cerca le bacche più buone dei cespugli accanto al sentiero. Per nulla interessato al pubblico che lo riprende, cerca e trova bacche succulente e il muso spunta dal verde quando si allunga a cercare i frutti più in alto.

Raccomandano, per gli orsi, di fare rumore, ma nessuno faceva un fiato, tutti sospesi nell’emozione della prossimità con questo maestoso animale. Bear watching, check.