giovedì 2 luglio 2026

UN POSTO DA ELFI

Non delude mai. Il paese più intenso che XX abbia visitato, quello dove le mucche sono sacre anche se a vederle sono magrissime e mangiano spazzatura, quello dove c’è un altarino in ogni auto e convivono gli ossimori più estremi, non delude mai. 

Questa volta l’hanno portata su su al nord, al confine con il Tibet, in un posto con nome da elfo, Dehradun. Qui il monsone arriva di meno, come pure il caldo tropicale, il paesaggio è una distesa di colline verdissime e i tuk tuk sono blu e bianchi.

L’autostrada sembra quasi una delle italiche superstrade di campagna, ben asfaltata e non troppo trafficata, se non fosse che nelle oltre cinque ore di percorrenza si sono allegramente incontrati (non in ordine di incontro):

 Varie transenne di metallo giallo messe di traverso per farti rallentare

Il camion davanti non ci passa, attraverso lo stretto varco tra le transenne, e si ferma del tutto, e scende per spostarle

Il poliziotto a guardia delle transenne si sveglia e dice  all’autista del camion che non le può spostare

Lui le sposta appena un poco per passare

Il poliziotto torna a dormire sull’autostrada accanto alle transenne 

Un branco di scimmie in cerca di cibo

Un veicolo gagliardamente contromano

Un’iguana per evitare la quale non sono finiti fuori strada per un soffio

Altre transenne ma senza camion

Secondo veicolo ancora più gagliardamente in contromano

A dispetto di ogni previsione, sono riusciti a saltare sull’ultimo volo della sera per rientrare a Dehli.

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