Non delude mai. Il paese più intenso che XX abbia visitato, quello dove le mucche sono sacre anche se a vederle sono magrissime e mangiano spazzatura, quello dove c’è un altarino in ogni auto e convivono gli ossimori più estremi, non delude mai.
Questa volta l’hanno portata su su al nord, al confine con il Tibet, in un posto con nome da elfo, Dehradun. Qui il monsone arriva di meno, come pure il caldo tropicale, il paesaggio è una distesa di colline verdissime e i tuk tuk sono blu e bianchi.
L’autostrada sembra quasi una delle italiche superstrade di campagna, ben asfaltata e non troppo trafficata, se non fosse che nelle oltre cinque ore di percorrenza si sono allegramente incontrati (non in ordine di incontro):
Varie transenne di metallo giallo messe di traverso per farti rallentare
Il camion davanti non ci passa, attraverso lo stretto varco tra le transenne, e si ferma del tutto, e scende per spostarle
Il poliziotto a guardia delle transenne si sveglia e dice all’autista del camion che non le può spostare
Lui le sposta appena un poco per passare
Il poliziotto torna a dormire sull’autostrada accanto alle transenne
Un branco di scimmie in cerca di cibo
Un veicolo gagliardamente contromano
Un’iguana per evitare la quale non sono finiti fuori strada per un soffio
Altre transenne ma senza camion
Secondo veicolo ancora più gagliardamente in contromano
A dispetto di ogni previsione, sono riusciti a saltare sull’ultimo volo della sera per rientrare a Dehli.
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