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sabato 17 dicembre 2011

BANGKOK, THAILAND, LE DIECI COSE

Le dieci cose di Bangkok che XX non vede l'ora di raccontare alle tre cucciole, che non sapeva nemmeno lei o non ricordava, sono:
uno: esiste uno sky-train, una sorta di metropolitana alta che attraversa tutta la città; nessuno lo direbbe, ma ė efficiente come e più di quella di Milano, e funzionano anche le macchinette automatiche per i biglietti (a differenza di quella di Milano)
due: i taxi sono di un bel color fucsia intenso che farebbe la grande felicità della cucciola di mezzo
tre: la maniera più rapida - ed incosciente - di spostarsi per brevi tratti ė saltare su uno scooter taxi, i cui spericolati guidatori indossano una pettorina dello stesso color fucsia intenso, che farebbe sempre la felicità della cucciola di mezzo
quattro: si vociferava che la città, dopo l'alluvione, fosse rimasta piena di serpenti; in realtà XX non ne ha avvistato, grazie al cielo, nemmeno uno, mentre i roditori normalmente predati dai rettili sono più che abbondanti
cinque: in Thailandia corre l'anno 2554, quando si guardano le date di scadenza degli snack del minibar dell'hotel si resta un po' sorpresi
sei: si guida a sinistra come in Inghilterra, e quando ci si trova su uno scooter fucsia, con un autista incosciente con pettorina fucsia che "strisciola" dove non oserebbe neppure Valentino Rossi (alla velocità di Valentino Rossi, peraltro), il cervello per difesa comincia a vedere tutto fucsia anche lui
sette: anche alle cene più internazionali è una sfida empia trovare qualcosa di commestibile di diverso dalle zuppe bollenti e piccantissime - ieri a XX hanno servito, con grande eleganza, una zuppa brodosa in cui galleggiavano ravioli, peperoncino, zucchero, spinaci e aglio
otto: mentre qualche anno fa poteva capitare di vedere gli elefanti in città, ora se chiedi qualcosa in proposito ti guardano come se venissi da Marte
nove: i bambini hanno l'uniforme della scuola e vanno a scuola da soli, in metropolitana, viaggiando per chilometri
dieci: pur di non infastidirti i deliziosi tailandesi dicono sempre di sì, anche se vogliono dire no, anche se non hanno capito una sola parola della conversazione, tanto poi tutto di aggiusta, e anche la nostra occidentalissima fretta di smorza in un sorriso sincero e sereno.

giovedì 15 dicembre 2011

BANGKOK, THAILAND

Bangkok, Thailand, ore 6.15: una frizzante XX esce, tappetino in spalla, per avviarsi alla scuola di yoga più vicina, unica in città, sorprendentemente distante soltanto due minuti a piedi. Vede i cappelli con i brillantini dei concierge, l'elmetto e il pantaloni fatti con un pareo dell'addetto a chiamare un taxi che non le serve, vede le palme pesantemente arricchite di brillantini blu e verdi, non si capisce se per il Natale o per fare allegria, vede il parcheggiatore in divisa fischiettare una canzone che ascolta alla radio.
Bangkok, Thailand, ore 13.30: impossibile avere un break dagli innumerevoli incontri, ma XX riesce a ritagliare una manciata di secondi per il consueto e quotidiano video saluto alle cucciole con Skype, coinvolgendo nell'operazione un sempre allegro MarMer, di cui la cucciola di mezzo è ormai perdutamente innamorata dopo la trasferta comune a New York. Nel corso del collegamento le cucciole fanno le linguacce e MarMen si pettina.