Il cielo francese non si è illuminato, stasera. Nonostante il quattordici luglio rimanga un giorno speciale per il paese d’oltralpe, questa volta rimane una festa triste e sommessa, lontana dalla grandeur di cui i francesi sono capaci. Non ci siete, a Nizza oggi. Nessuna di voi. Le piccole ostaggio di una invisa colonia in montagna, la nonna MM ostaggio, pare, di check up pre-vacanza. È, forse, il risultato di quell’orrendo camion che a velocità folle piombava su una festa, su chi, come voi, cercava la meraviglia delle luci nel cielo nel giorno della libertà. Rimane nella memoria, sepolto nel cuore di chi c’era e chi invece era lontano, il terrore amplificato, se possibile, dalla distanza, impossibile da raccontare, da spiegare, da vivere. Però ci siete state prima, in quella che rimane le Nizza vostra e della nonna, e dei mille amici che come voi ricordano e ritornano, godendo del bello del mondo. E ci ritornerete tra appena una settimana, nella vostra Nizza, a godere del bello del mondo, dei tempi allungati sui giochi di carte sulla spiaggia, delle turchesi onde morbide della mattina o dei marosi agitati del pomeriggio. La vostra Nizza, rimane vostra, e di tutti. Ma resta senza di voi in questo quattordici luglio.
venerdì 14 luglio 2017
sabato 1 luglio 2017
LA SCIMMIA CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI
Estate frenetica, questa del 2017. Senza un week end di tregua, praticamente. Ma con mille esperienze da mettere in cascina. E quella della settimana che è passata è una di quelle cose divertenti e rassicuranti, che ormai si fanno ogni estate da tempo: la settimana a cavallo. Quel tempo afoso sulle colline piacentine che affacciano la valle del Trebbia a stare in casette caldissime e minuscole e parlare e vivere cavalli e campagna. Così, dopo averle depositate al consueto maneggio, XX e YY sono, sei giorni dopo, andati a recuperare le cucciole che, con naturalità e cura speciale, sellavano e accudivano i loro stalloni. Le avventure di questi giorni non sono mancate, tra galoppi e sgroppate inattesi, ma una cosa ha colpito il cuore di XX: la completa e autentica simbiosi della cucciola grande con la sua cavalla grigia, dalla reputazione indomabile ma che sembrava piuttosto mansueta. Una treccina, una carezza, uno sguardo, una parola o un gesto impercettibile facevano delle due uno, cavallo e cavaliere in un unicum dalla volontà univoca. I cavalli sul campo si sono incrociati e affiancati, figure pare difficili, e sempre gli occhi e lo sguardo della cucciola grande erano dentro di loro, lei e la sua cavalla. Così anche l’odore persistente e i sei stivali infangati sono diventati un inevitabile e quasi piacevole corollario di questi giorni verdi, a base di campagna e simbiosi.
sabato 17 giugno 2017
SCIMMIE, DOPO LE LUPE
Arriva puntuale, finalmente dopo l’anno sabbatico di scoperta dei suoi freddi dell’algida Lux, la vacanza delle tre cucciole al rifugio dell’arrampicata. Quest’anno la novità è stata tecnologica: con un gruppo whatsapp (croce e delizia di molti genitori) Lux ha condiviso qualche scorcio della settimana: la gara del panino più bello in cui svetta, premio del pubblico (ma non della giuria) la creazione di Potts con wurstel verticale. Imbraghi, impegno e sorrisi. Il bagno al fiume - “Cucciola grande, serve che ci laviamo parecchio bene, quando torni...” “Perchè? Mi sono lavata al fiume mercoledì!” “Appunto. È sabato. E poi al fiume...c’era il sapone?”. Il coro degli apparecchi, un video esilarante di tutti gli otto-decenni dotati di apparecchi ortodontici notturni di varie fogge intonano (o stonano) Fra Martino. E sul “suona le campane” con tutti gli apparecchi, si ride parecchio.
Le mille passeggiate, vie di arrampicata, gare di corda (chi fa prima a rassettare, in sostanza) e gli immancabili soprannomi, uno più indovinato dell’altro. Botta, Scivolo, Ultimo e No, che guidati dal sempre più grande (e più buono) Godzilla hanno sfidato i loro limiti. Grazie, Lux, ancora una volta. Per aver mostrato a piccoli e grandi che, con quel po’ di attenzione per l’altro, il mondo è proprio un bel posto dove stare. E dove arrampicare come scimmie, perché no?
lunedì 12 giugno 2017
COME SE FOSSERO LUPE
Cinque anni insieme: esperienze, ricordi e racconti della mia vita di scolaro. Racconto
Potrei andare ovunque, nei posti più belli e magnifici del mondo, con persone famosissime, ma non sarà mai emozionante come questi cinque anni passati insieme ai miei fantastici compagni e alle supermaestre che ci hanno seguito in tutto il percorso pieno di difficoltà, in cui ci hanno sostenuto e consigliato.
Ricordo che in prima elementare eravamo tutti impauriti, come pecorelle sperdute, con le cartelle più grandi di noi, dalle quali spuntavano solo piccole gambette.
Iniziammo subito, con passo sicuro, a marciare verso la cima, la vetta, facendo piccole tappe per riposarci.
Il primo giorno di scuola, io conoscevo già quasi mezza classe: alcuni perchè alla scuola materna erano nella mia stessa classe (oppure in altre, ma comunque in giardino ci vedevamo); altri, invece, per "via fratelli".
Infatti, avendo sorelle (o fratelli) maggiori, è facile conoscere altre persone, se i bambini con cui vanno in classe a scuola hanno fratelli (o sorelle) della mia stessa età.
Non so se mi sono spiegata bene, ma il concetto è che conoscevo già tanti bambini.
E ne conobbi altri, simpatici o meno.
Così equipaggiati, con carta e penna come scudo e arma, partimmo subito per un nuovo, lungo viaggio, pieno di scoperte ed emozioni.
Anche se le prime settimane eravamo un po' timidi, già, in fondo, si vedeva che eravamo (e siamo ancora adesso) una banda scatenata, con costante voglia di fare.
Con i compagni sordi ci intendemmo subito con segni o scandire le parole con la bocca.
Poi, quando arrivò la L.I.S., la accogliemmo a braccia aperte, dandoci immediatamente da fare per imparare a comunicare con Y e SY.
Qui arriva il bello.
Durante le lezioni di matematica c'era chi, troppo stanco per stare sveglio, si addormentava sul banco e noi tentavamo di svegliarlo senza farci vedere o sentire dalle maestre.
La nostra prima gita, poi, fu un successone. Tra foto di gruppo e migliaia di pesci, nessuno è cascato in acqua.
FANTASTICO!
Ma ecco che arrivò presto l'estate e così se ne andò il primo anno di scuola elementare.
La seconda iniziò benone, con un nuovo arrivato che venne vivacemente accolto nella nostra ciurma scatenata.
Era Simms, che si integrò benissimo, facendo subito amicizia con gli altri amanti del calcio.
Anche la seconda passò velocemente, ma una cosa non la scorderò mai: la recita segnata di Hänsel e Gretel. Mi piacque moltissimo, soprattutto la parte in cui Els buttò CC in uno scatolone, il forno della strega.
Anche la seconda ci lasciò velocemente (come Vics, che andò in Cina per due anni) e ci ritrovanno subito in terza con un'altra persona con occhioni bluncome il cielo e una cascata di capelli d'oro.
Simpatica e un po' timida, Karin (carina di nome e di fatto) diventò immediatamente una di noi.
Non mi fu difficile socializzare con lei, perchè aveva quasi il mio stesso carattere e fui subito entusiasta di conoscere una nuova persona.
Qualcuno con cui proprio non sono riuscita a intendermi, invece, è Rab.
Infatti, quando fa qualcosa di fastidioso durante la lezione e la maestra non lo vede, noi gli chiediamo "gentilmente" se può smettere, ma lui ci ignora o lo fa ancora di più.
Non avevamo neanche un attimo di tregua; infatti iniziammo subito a studiare con una maestra "tanto scritto e poche parole": Gid.
Inoltre facemmo tantissime gite, tra le quali quella di fine anno, all'Archeopark; vi ho partecipato con un piccolo problemino al braccio sinistro...con il gesso, anche se fu come non averlo!
Fra tiro con l'arco, realizzare ciotoline di rame e attraversare il lago su una zattera ci divertimmo un mondo, eravamo tutti contentissimi.
Così tra sorrisi, risate e giochi, la terza si allontanò svelta come era arrivata e ci ritrovammo subito in quarta.
A differenza degli altri anni, però, questo non è iniziato molto bene: la maestra che ci avrebbe dovuto insegnare le materie di studio si è fatta male e l'hanno dovuta ricoverare in ospedale.
Così c'è stata un'insegnante di sostegno per i primi quattro mesi.
Era giovane e alle prime armi e noi facevamo un macello che, probabilmente, nemmeno all'inferno.
Non mi è piaciuta tanto la quarta, perchè l'abbiamo passata in un vortice di fretta e confusione.
Tranne l'esperienza a Bosco in Città. Quella sì che mi è piaciuta, anche se fuori dall'edificio in cui abbiamo dormito c'erano tuoni e fulmini.
Anche la quarta è finita frettolosamente.
Arriviamo in quinta: l'anno, secondo me, più bello e divertente (anche se ti sommergono di verifiche), ma anche quello delle lacrime e degli addii.
Appena ho messo piede nella nostra aula dopo tre mesi di vacanza, non ho potuto credere di essere già all'ultimo anno delle elementari. Erano passati troppo in fretta.
Probabilmente anche per le maestre è stato così. Siamo cresciuti velocemente, sotto la loro guida, la loro protezione, come se fossero lupe e noi i loro cuccioli.
Il che, in parte, è vero.
Ci hanno accuditi per cinque anni e, quando qualche volta litigavamo, riuscivano sempre a risolvere la situazione.
E ci riescono ancora adesso.
Con la banda così capitanata dalle maestre Dan - dico quello che faccio e faccio quello che dico - e ELL, abbiamo fatto un lungo percorso.
Un percorso che comprendeva tutto: risate, giochi, lacrime e laboratori, come un grande frullato di sentimenti ed esperienze che non scorderemo mai.
martedì 30 maggio 2017
BASICS
XX è in viaggio in una di quelle trasferte modi e fuggi incastonate tra i milioni di impegni di maggio (il saggio di musica, lo spettacolo di teatro, il secondo spettacolo di teatro, l'ultima lezione strappalacrime del kung fu, ecc.) molti dei queli vivrà solo in differita e per sentito dire. Continua a non spiegarsi alcune cose, però. Come per esepio come mai il Regno Unito non abbia mai pensato che anche i tubi dell'acqua possano essere uniti e nel frattempo i lavandini inglesi testardamente si ostinano a dispensare acqua gelata o bollente a seconda della manopola selezionata.
Questa sera, olte alla questione dei tubi uniti (si sospetta che l'antica Roma avesse raggiunto vette mai eguagliate da quelle parti), dopo aver passato gran parte della serata a cercare di aprire, senza successo, l'acqua della doccia, XX è stata costretta a scenere a tarda sera alla reception della rurale accomodation, disturbare Brunilde, sessanta primavere e due trecce verdi, e chiederle di insegnarle ad aprire l'acqua della doccia. Brunilde con le sue trecce verdi e a piedi nudi è salita nella camera di XX, nel bagno, nella doccia - a fatica - e ha cercato un introvabile interruttore rosso. Nessun rubinetto era visiile. Oltre alla doccia stessa era presente un minuscolo boiler senza alcuna leva funzionante.
Brunilde si guarda intorno, entra e esce dalla doccia un po' di volte e poi si attacca a una corda che pende dal soffitto e che nell'immaginario di XX avrebbe fatto suonare l'allarme antincendio in tutto il Galles. In realtà lo spago ha acceso un interruttore sul soffitto che ha datto elettricità al boiler nella doccia che ha fatto scendere l'acqua della doccia che ha bagnato Brunilde e le sue trecce.
mercoledì 24 maggio 2017
LE ALI
Il prossimo spettacolo di teatro vi spinge a saccheggiare i guardaroba di casa sottraendo cravatte, sottovesti, inediti guanti bianchi e ogni altro genere di bizzarria.
"No. Mi serve un sacchetto più grande. in questo non ci stanno le ALI."
Ecco. Le ali. Che queste ali si possano spiegare e portarti, possenti o leggere dove sceglierai di andare, cucciola di mezzo.
"No. Mi serve un sacchetto più grande. in questo non ci stanno le ALI."
Ecco. Le ali. Che queste ali si possano spiegare e portarti, possenti o leggere dove sceglierai di andare, cucciola di mezzo.
venerdì 19 maggio 2017
THIS IS THE END
Dall'altra parte della barricata della cena arrangiaticcia ci sono stati invece i festeggiamenti pantagruelici: con l'occasione di tre compleanni si è scelto di unire (ed amplificare) le celebrazioni di tre genetliaci e della fine della scuola elementare. Loro, gli ex piccoli di quintabì, oggi un po' tutti nel mezzo tra l'essere bambini ed essere non so, si sono scatenati come difficile pensare possibile.
Le insegnanti, presentatesi puntuali alle celebrazioni, con occhio lucido e cuore gonfio hanno ripercorso i cinque anni di storia insieme.
E poi. E poi hanno sorpreso, commosso, divertito, ma soprattutto provocato un mare di lacrime in grandi e bambini esibendo un film montato ad hoc che racconta la loro storia, dalla prima convocazione in primabì alle mille esperienze vissute insieme.
E poi. E poi, con un dedica personale, puntuale, affettuosa, un po' nostalgica ad ognuno dei ventisei ex piccoli, aggiungendo chi è arrivato e chi è partito negli anni, hanno lasciato, se possibile, un altro segno indelebile nei cuori di tutti. Dal canto loro, tra gli ex piccoli c'era qualcuno distratto per difesa, ma la gran parte di loro ha singhiozzato e pianto calde lacrime di commozione e nostalgia, riso, applaudito, abbracciato gli amici e le insegnanti, ballato con loro, gridato canzoni sguaiate e ricordato quanto sono speciali. Loro. Gli amici e le loro splendide insegnanti che li hanno accompagnati in questi affacciarsi alla vita forte.
Il loro pensiero per la cucciola di mezzo:
"Cucciola di mezzo, tuffata nei libri da mattina a sera. Sicura di sé e molto determinata, lei scala la vita, come uno dei suoi sport preferiti, l'arrampicata.
E con mossa di Kung fu altrettanto sicura, lavora a testa bassa per pianificare la sua vita futura.
Anche per lei un sogno da scrittrice: ... farà concorrenza all'altra amica autrice?!"
Il loro pensiero per tutti per la vita:
"Il tempo fugge, il tempo vola: eccoci al termine di cinque anni di scuola. Cinque anni della nostra storia tra fatica, impegno, lacrime, risate e baldoria.
Vizi e virtù ha questo simpatico gruppo, che da piccolo seme è diventato maturo frutto.
E' ora giunto il momento di salutare, ma un filo invisibile non ci potrà mai separare, un filo di profondo affetto, di bei momenti condivisi che conserveremo nel cuore insieme ai vostri sorrisi.
Buona vita, quintabì!"
MESSAGING
La prefazione: questa sera è prevista una festona in pompa magna per gli ex piccoli della quintabì, che tra compleanni e fine della scuola elementare hanno in programma festeggiamenti pantagruelici.
La cucciola grande non intende partecipare, ma non intende neppure rimanere a casa da sola a cucinarsi una cena arrangiaticcia.
whatsapp: da cucciola grande a YY
"Papà ok se vado a fare un giro con Liluz e poi mi fermo a casa da lei COSI' RISOLVIAMO IL PROBLEMA DELLA CENA."
Inutilmente XX e YY hanno commentato che di problema di cena non si trattava per nessun'altro, se non, forse, per lei.
La cucciola grande non intende partecipare, ma non intende neppure rimanere a casa da sola a cucinarsi una cena arrangiaticcia.
whatsapp: da cucciola grande a YY
"Papà ok se vado a fare un giro con Liluz e poi mi fermo a casa da lei COSI' RISOLVIAMO IL PROBLEMA DELLA CENA."
Inutilmente XX e YY hanno commentato che di problema di cena non si trattava per nessun'altro, se non, forse, per lei.
mercoledì 17 maggio 2017
PENSIERI L.I.S.
Dal cucciolo di mezzo, classe quintabì
LA L.I.S. per me è...
La L.I.S. per me è un mondo più unito, che va al di là delle parole, costituito da segni: sembrano insignificanti per noi, che riusciamo a sentire il canto degli uccelli e le melodie che la natura ci regala e non ci rendiamo conto che c'è qualcuno che è sperduto in mezzo a un infinito silenzio.
Ed è per quel qualcuno che ogni singolo segno è importante come un gioiello, perché gli dona possibilità di comunicazione.
LA L.I.S. per me è...
La L.I.S. per me è un mondo più unito, che va al di là delle parole, costituito da segni: sembrano insignificanti per noi, che riusciamo a sentire il canto degli uccelli e le melodie che la natura ci regala e non ci rendiamo conto che c'è qualcuno che è sperduto in mezzo a un infinito silenzio.
Ed è per quel qualcuno che ogni singolo segno è importante come un gioiello, perché gli dona possibilità di comunicazione.
venerdì 12 maggio 2017
IL MARITO E LO ZOO
"Come è andata, allora, al corso di inglese? È tornata la maestra?"
"C'era suo marito. Lascia stare." Le perplessità di YY al trasferimento coniugale all'abilitazione di insegnare inglese ad un mucchio di settenni scatenati non sono celate.
"Beh, non ancora marito. La maestra non ha ancora avuto il bimbo che aspetta."
E XXche pensava che alcuni concetti semplici, tipo non tutti i papà sono mariti e non tutti i mariti sono papà, fossero stati chiariti anni or sono.
La conversazione evolve.
"Comunque il mio amico Tiit ha veramente uno zoo. Ha: tre gatti; un serpente; otto conigli. Ah, e tantissime formiche. Almeno ventuno."
Nel corso del surreale scambio che segue XX scopre che le ventuno forniche sono probabilmente di più, chiuse in un formicaio che contiene anche una formica regina che "ha almeno un figlio". Il formicaio pare anche sia stato portato a scuola a beneficio degli amici - la microba è stata naturalmente uno degli elementi più entusiasti in proposito - e si mormora che la formica regina abbia tentato di sfruttare la trasferta in secondabì per tentare l'evasione, salvo poi realizzare di essere parecchio più grande del passaggi disponibili. "Quindi a un certo punto ha rinunciato." La formica regina e lo zoo domestico.
"C'era suo marito. Lascia stare." Le perplessità di YY al trasferimento coniugale all'abilitazione di insegnare inglese ad un mucchio di settenni scatenati non sono celate.
"Beh, non ancora marito. La maestra non ha ancora avuto il bimbo che aspetta."
E XXche pensava che alcuni concetti semplici, tipo non tutti i papà sono mariti e non tutti i mariti sono papà, fossero stati chiariti anni or sono.
La conversazione evolve.
"Comunque il mio amico Tiit ha veramente uno zoo. Ha: tre gatti; un serpente; otto conigli. Ah, e tantissime formiche. Almeno ventuno."
Nel corso del surreale scambio che segue XX scopre che le ventuno forniche sono probabilmente di più, chiuse in un formicaio che contiene anche una formica regina che "ha almeno un figlio". Il formicaio pare anche sia stato portato a scuola a beneficio degli amici - la microba è stata naturalmente uno degli elementi più entusiasti in proposito - e si mormora che la formica regina abbia tentato di sfruttare la trasferta in secondabì per tentare l'evasione, salvo poi realizzare di essere parecchio più grande del passaggi disponibili. "Quindi a un certo punto ha rinunciato." La formica regina e lo zoo domestico.
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