Oggi è una giornata di quelle importanti. Mak, la persona importante microba, compie diciotto anni. Solo che il calendario non gli è amico e oggi è la seconda giornata di ramadan. In questo mese di purificazione non si mangia quando c’è luce, neppure si beve, non si ascolta musica, non si dicono parolacce e, insomma, si sta un po’ schisci, come si dice da queste parti.
Però quando diventi maggiorenne ed è il giorno del tuo compleanno, tu schiscio non è che ci stia proprio volentieri. In più è venerdì, il primo venerdì di ramadan con quel tempo di famiglia, di religione, insomma, non è che proprio il tuo compleanno sia stato una priorità.
Intanto la microba cucina torte e biscotti, che dopo il tramonto e dopo la cena in famiglia al buio il ramadan sparisce, o forse non sparisce ma concede.
La microba lo sa, che il compleanno di Mak è stato un po’ sottotono. E anche se lui ha origini egiziane, e nella sua famiglia i compleanni non sono un grande evento, è pur cresciuto in Italia e compie diciotto anni, quindi si, oggi dovrebbe essere un grande evento.
Così la microba con le sue torte e i suoi biscotti chiede in casa di festeggiare come si fa in casa Noicinque. Che poi vuol dire una torta con le candeline, un buffo cappello di compleanno in testa usato nei vent’anni precedenti eppure ancora in servizio.
Così si cercano diciotto candeline che alla fine tutte diverse e mezze corte, già usate su innumerevoli torte, almeno sono diciotto che non erano sicuri di averle. E poi si spegne la luce, si canta, il cappello è piccino per la capoccia di Mak. Una fetta di torta e via in quella camera da cui escono risate e luci stroboscopiche di ogni colore per la loro festa.
È quello che è accaduto all’atmosfera che è stato speciale: Mak, grande e grosso e maggiorenne, con un cappello scemo troppo piccolo in testa e le lacrime di commozione agli occhi. La gioia microba. Gli occhi umidi di XX che i suoi neuroni specchio sono troppo attivi.
Lui che si sente accolto, e che tardi nella notte scrive un messaggio delizioso. A XX.
L’accoglienza, il ponte fra le culture, quello che l’occhio microbo sa vedere e sentire.
Buon compleanno Mak, che la vita ti sia lieve. Da oggi puoi chiedere la cittadinanza, iscriverti a scuola guida, votare. E che quegli occhi lucidi e affettuosi ti siano guida e luce.
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