venerdì 13 marzo 2026

KABUR

Kabur e YY si chiamano per nome, si guardano negli occhi e hanno un modo tutto loro di vivere la sostenibilità. Kabur ha un banco di frutta e verdura al mercato del venerdì, lo gestisce con cura e determinazione, i suoi ragazzi allineano le zucchine e girano le fragole per fare le belle geometrie. Kabur è alto e magro, ha baffoni che sembra messicano, indossa camicie che non ti aspetti e la frutta te la vende solo dopo che l’ha assaggiata, e solo se è buona. Se no non te la vende, oppure te la regala. ‘Per fare marmellata.’ E YY fa la marmellata, senza zucchero, e gliene porta un po’. Questa volta era uva e cacao.

Kabur e YY ormai si conoscono un po’, che quando ci sono le coste lui le infila nel carrello di YY che sono di ieri e non le vendo, e la zucca la vuoi? No, le fragole meglio quelle spagnole, assaggia. Senti questa pera. Banane? I kiwi te li regalo che sono da mangiare oggi. YY gli riporta i sacchetti di carta, che se tutti riciclassero come fanno loro il mondo sarebbe più bello. Lui li prende e li riempie di nuovo. La cura del dettaglio di questi due è commovente.

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