Ha mosso le montagne. È indignata ed infastidita, la microba in Australia, all’idea di non poter viaggiare in lungo e in largo per il continente come le aggrada. Potrebbe viaggiare con la sua famiglia, che però ha i bimbi piccoli e quindi si sposta poco.
Ha di recente intravisto uno spiraglio: il suo host dad in viaggio di lavoro a Melbourne. E siccome se viaggia con lui si può, ha cominciato a muovere le montagne per partire. Lui accetta di buon grado, serve un’autorizzazione della scuola di cinque pagine compilata da XX e YY e la host family e dalla scuola e autorizzata dal preside. Il preside autorizza solo se la microba sta in hotel nella stanza accanto e se l’hotel si premura di eliminare dal minibar gli alcolici. L’hotel, la microba che è minorenne non lo può prenotare, XX è costretta a chiamare più volte, prenota a nome suo, da il nome dell’host dad, ma non risultano prenotazioni per lui, perché la prenotazione era a nome del suo capo.
Una procedura autorizzativa che normalmente chiede 4-5 settimane, come in interstellar ha vissuto un altro tempo e si è completata in tre giorni.
La microba è partita, ha scorrazzato per Melbourne, fotografato tramonti, guidato (illecitamente, che se lo sa il preside…) monopattini elettrici, preso treni e sbagliato fermate, camminato ventottomila passi, cenato ‘da Geppetto’ dove le hanno offerto un lavoro, sperimentato la libertà da una stanza d’albergo tutta sua e di andare dove vuoi, quando vuoi.
Per tre giorni, la sua Melbourne.
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