lunedì 31 agosto 2026

ZOE E ZOE

Il suo giorno di tirocinio al triage della clinica universitaria. In ordine sparso, frammenti di conversazione della cucciola grande.

‘Si, ero con un mio compagno che conosco. Ci avevo anche già parlato.’ Addirittura.

‘È arrivato un cane grasso, ma proprio grasso, con una pancia così.’ ‘Che cos’aveva?’

‘Boh, forse la torsione del colon. Ma dall’ecografia non si vedeva niente, era tutto grasso. Lo stavano operando quando sono andata via.’ 

Apposto.

‘Sono arrivati due cani che si chiamavano Zoe. Zoe e Zoe.’

‘Ah, e un amstaff cerca casa.’ ‘Che cos’è un amstaff?’ ‘Un cane, un pitbull ma grande.’ 

YY: ‘Lascia pure che cerchi, su immobiliare.dog.’

‘Noo, è buonissimo.’ Certamente. ‘È solo un po’ maleducato, abbaia quando arrivi perché vuole la pappa, abbaia perché vuole le coccole…’ 

Una meraviglia.

‘Cucciola, ma tu che cosa fai, hai dato i farmaci? E come si fa?’ ‘Guardi il farmaco, lo dosi, e poi lo metti nella flebo. Se non sei citrullo come l’amstaff che si è mangiato una pastiglia enorme come fosse un biscotto.’ 

Ma che tesoro.

‘Sono arrivati solo cani e gatti?’ ‘C’era un’anatra, ma non mi riguardava, era negli animali esotici.’ 

Un’anatra. Alle volte, le classificazioni…

BURATTINI

Videochiamata Italia-Australia.

‘Oggi abbiamo fatto la foto.’

‘Ah, la foto di classe, tutti insieme? Come funziona?’

‘Ma va, le foto da soli, per fare l’album. Tu pensa, dovevamo avere la divisa tutta giusta, la camicia, la giacca, la cravatta che ti strozza, niente maglione.’

‘E tu lo sai fare, il nodo alla cravatta?’

‘No, ma va, uso il nodo che mi ha fatto Gilder il primo giorno. Solo che poi la puntina dietro era troppo lunga allora l’ho nascosta nella camicia.’

‘Nella foto magari non si vede, no?’

‘E poi…ma ti pare, non si potevano avere più di due orecchini, e nemmeno i bijoux…tutto per cancellare l’identità, la personalità, per farci essere come BURATTINI.’

‘Microba mia, io credo che nessun orecchino non concesso possa cancellare quella meravigliosa e fortissima identità che costruisci.’

sabato 22 agosto 2026

PAROLE

Sa carissima, 

Mi è capitato di leggere di recente la frase ‘noi siamo parole’. Lo credo anch’io, noi siamo le parole che ci diciamo e diciamo agli altri, le parole belle che generano legami e connessione ed emozione e gentilezza.

E vorrei dirti, sommessamente con queste, di parole, di quanto sono grata. Sono grata di averti nella mia vita, di averti e avervi nella nostra vita. Sono grata perchè dalle tue parole belle imparo le mie, sono grata di questo legame che è un po’ come un ellissi, si allunga e si fa stretto e lungo sembra lontano ma in realtà siamo sempre nello stesso campo.

Crescere con te, con voi, confrontarci con le gioie e le fatiche, ha contribuito a rendermi la persona che sono, e c’è molto di te, di Si e delle ragazze.

Questo nostro legame mi sembra come un fiore, che quando è la sua stagione sboccia e sa che sboccerà, e anche nelle altre stagioni resta li, sapendosi, sbriciolandosi di pistilli e di vita.

Così questo pensiero è proprio soltanto di una parola, grazie di gratitudine di esserci con noi.

Un mondo di bene,


XX

sabato 15 agosto 2026

mercoledì 12 agosto 2026

CIELO, MARE, SOLE, AMICI

Se ne parla da giorni, dell’eclissi di oggi. Dove andiamo a vederla, l’orizzonte deve essere libero, il sole si vede a ovest, ci vogliono gli occhialini, meno male che la farmacista mi ha suggerito di comprare il giornale locale, l’ho prenotato e ora abbiamo quattro paia di occhialini precisi.

Scegliamo, con gli amici preziosi, di andare a Sestri, dove di solito si vede il tramonto sul mare. ‘Chat dice che non si vede, c’è il promontorio.’ ‘Ma vaaa, abbiamo le foto dei tramonti degli anni scorsi.’

E così, su una spiaggia familiare eppure nuova, lo guardiamo. Il sole sempre considerato il centro. E poi la luna, questo sasso che si mette in mezzo e che talvolta la luce la interrompe, cambia le cose. È arrivato un vento fresco, il vento dell’eclissi, le ondine del mare, il buio non completo, una fettina sottilissima di sole. Che poi, in effetti, va dietro il promontorio. Ma l’eclissi l’abbiamo vista bella.

Mi emoziona sempre.

giovedì 6 agosto 2026

QUASI BENE

Giorno di gita, nel paese downunder. Gita in kayak sul lago. Hanno fatto tutte le prove di salvamento, mi ribalto e non mi spavento, mi ribalto e riemergo dall’acqua, mi ribalto, riemergo e giro il kayak, lo svuoto e ci risalgo, qualcuno si ribalta e io lo aiuto.

La gita allo West Lake pare sia stata una bella esperienza, se non fosse che la microba proprio alla fine, mentre giocavano a ce l’hai in kayak, si sia ribaltata da ferma. E quando accade, funziona che in realtà un pochino ti spaventi e poi la prof, che era vicina, ti aiuta a risalire.

E poi in diretta la giornata evolve con il meeting di tutti gli studenti internazionali (ma non lo sapevano che avevamo la gita? Non potevano farlo in un altro giorno?) e per il ritorno si organizzano dei taxi (ma non potevano chiamarli prima? Che sono tutta puzzolente di lago e aspetto da 45 minuti) e finalmente si giunge ad un meritatissimo riposo.

Le attività downunder, tutte insieme.

martedì 4 agosto 2026

ASSAGGIO

Oggi è quel giorno. Dopo un lungo avvicinamento, molti ragionamenti sull’assicurazione, alcuni accesi dibattiti con l’università in tema di tirocinio, oggi è quel giorno in cui la cucciola grande segue il suo veterinario di riferimento, quello a cui affida la cura del prezioso Gino.

Il veterinario di chiama Stefano, è specializzato in ortopedia e chirurgia dei cavalli, ha una clinica a Brescia e viaggia come un fringuello per mezza Europa. Cura Gino quando lei lo ‘sente storto’, e ha accettato di scarrozzare la cucciola grande nelle sue giornate interessanti. Lui le spiega, lei l’accompagna e un po’ lo aiuta, lui paga il pranzo.

Il resoconto della giornata sembra una storia di fantasia: un cavallo scappa, vede la pappa dei conigli, si ingolosisce e ne mangia troppa. Indigestione? Macché. Ai cavalli che brillantemente e golosamente mangiano troppo del cibo (neppure loro), può accadere che per questioni di pressione vascolare, si stacchi un dito. Laminite, dice.

‘I cavalli hanno le dita?’ chiede ingenua XX, giusto per ricevere lo sguardo di rirpovazione cucciolo. Ma soprattutto, perché di stacca un dito se mangiano troppo? E perché mangiano teoppo?

Troppi interrogativi a cui la cucciovet non ha alcuna intenzione di rispondere.

Alla prossima puntata, al seguito di Stefano e il loro mondo di meraviglie.