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giovedì 15 dicembre 2016

VA BENE, LO SAPEVI. E IO HO CAPITO SOLO TROPPO TARDI

Ho insistito. Ti ho costretto, convinto, supplicato, suggerito che era la cosa migliore da fare. Speravo di vedere qualcosa di impossibile. E invece avevi ragione tu.
Che all'aperitivo di Natale della tua classe proprio non ci volevi andare, sostenendo che no, tanto per te non ci sarebbe stata una bella atmosfera, altro che Natale. Mi hai detto e scritto NOOO in tutti i modi possibili, e io non ho voluto vedere quello che a te è chiaro da molti, troppi mesi ormai.
La verità è che siete diversi, che non c'è un modo di essere giusto e uno sbagliato (per quanto una qualche ideuccia ce l'avrei, in proposito), ma piuttosto un modo di non essere uguali. Bene, tu e i tuoi compagni non lo siete. Proprio per niente. E se quel detto latino che spiega come mai le sostanze si sciolgono una nell'altra, lo cito spesso, "similia similia solvuntur" si applicasse alle persone, ecco, tu saresti un po' come una goccia d'olio che galleggia sull'acqua dei tuoi compagni. Non ti mischi. È stato chiaro da subito, appena siamo arrivate, che avresti contato i secondi che mancavano ad andarsene. Sei finita in un posto non fortunato, accanto a ragazzine a cui non avevi nulla da dire. Loro, tutte con il telefono in mano, perse in chissà quali mondi virtuali. Tu, che il telefono l'avevi lasciato a casa e non avevi occhi che per il tuo personale conto alla rovescia, brevissimo, al termine del quale hai dichiarato determinata: "Io vado." 
Abbiamo resistito ancora qualche minuto, tra gli sguardi sgomenti e comprensivi di altre mamme, per poi gridare un generico BUONNATALE ed andarcene appena all'inizio della sera. Il mio cuore ha capito, soffrendo un po' con te, quanto siate diversi. Prometto di ascoltare il tuo di cuore, Cucciola grande.

martedì 5 luglio 2016

L'EREMITA HA FINALMENTE IL SUO EREMO

Immaginato, studiato, progettato, desiderato e sognato. Finalmente è pronto all'uso l'eremo dell'eremita cucciola grande. Una scala geometrica e ripida, ci si arrampica per salire e ci si tuffa per scendere. Un armadio che finisce in una porta come nelle Cronache di Narnia, un quasi preciso assemblaggio di mobili ikea. Una doccia che sembra una giraffa, un cavedio che circonda l'eremo su tre lati (e che permette alla pigrissima eremita di ammucchiarvi dentro ogni genere di masserizia) sono i principali elementi di quello che è diventato molto rapidamente il suo regno. Un solaio in origine, grazie all'attività di fine networking e inarrivabile negoziazione di wondernonna MM, lo spazio è stato acquistato da condomini e condominio e restaurato ad uso e consumo dell'eremita. Lei, che non ha mai dimostrato un'anima particolarmente festaiola o socievole, ha traslocato nei nuovi appartamenti senza rinunciare a quelli antichi - gode in casa di due scrivanie che tiene in un ineguagliato disordine, con gastrite perenne di XX - ha già invitato overnight gli amici ancora a Milano in questa mezza estate e sembra non aver mai abitato altrove. Governa con maestria la programmazione delle finestre, dei condizionatori e della luce cangiante. Ha già invitato le due sorelle, una per volta, ad uno sleepover estemporaneo, giocando il ruolo della sorella ganza. Il fatto che la microba sia caduta dal letto tre volte ha in realtà fatto apparire la nuova sistemazione un po' meno appetibile. Meno male.

venerdì 24 giugno 2016

GIORNATE ALLUNGATE E PIENE DI...

Non sempre la logistica delle mamme organizzate va come deve; talvolta ci si trova a fronteggiare eventi imprevisti che richiedono una stellare combinazione di improvvisazione e problem solving skills.
Gli scorsi tre giorni sono uno di questi casi. La cucciola grande, che avrebbe dovuto essere in località montana con la sua amica Liluz e una di lei cugina che esercita come guida alpina, è in realtà parcheggiata a Milano per tre giorni causa temporanea indisponibilità della guida. Vuoi perdere la possibilità di dormire insieme, adesso che finalmente la casa offre qualche posto letto in più? (Il dettaglio del letto in più sarà oggetto di uno specifico post).
XX fa buon viso a cattivo gioco, pensa che dopo mesi di solitudine la pulsione della cucciola grande alla compagnia di suoi pari vada, se non proprio incoraggiata, almeno non ostacolata e acconsente. Così negli scorsi tre giorni lei è andata e venuta liberamente frequentando le case deserte degli amici e loro la sua. Non ha mai risposto alle telefonate di XX salvo chiamare a ripetizione entrambi i genitori per chiedere il permesso di dormire qui o invitare qualcuno a cena là.
Oggi è finalmente l'ultimo giorno di noia, che noia non è stata per nulla. La consegna ricevuta è stata: "Non fare niente a cui XX direbbe di no."
XX non è sicurissima che la consegna sia stata rispettata alla lettera da alcuni indizi disseminati per casa. Tra cui spiccavano: due bottiglioni pieni d'acqua (e sostanze non identificate) collegati da un cavo e messi a campeggiare all'interno della cabina armadio di XX. È mancato poco che XX li pestasse rovesciando litri e litri di soluzione ignota. "Aahh! Scusa, e questi che cosa sono? A momenti ci metto un piede dentro!" "Ehm. Un esperimento. Di cristallizzazione. Le soluzioni devono stare in un posto caldo e tranquillo per una settimana."
Una settimana a scavalcare bottiglioni al buio per amore della scienza. E non sapere che cristalli si starebbero formando.
"E poi, di bello, che cosa avete fatto oggi?" "Abbiamo mescolato bicarbonato e aceto per fare un sacco di schiuma." "No, scusami. Il patto non era di fare soltanto cose a cui avrei dato il mio consenso? Avete fatto una reazione chimica, con il piccolo chimico. Sulle istruzioni non c'era scritto - da fare in presenza di un adulto?-" "No, veramente abbiamo preso un libro di esperimenti. Cinquanta cose da fare con la scienza. Le vogliamo fare tutte."
XX ha continuato a trovare residui di scienza per tutta la casa. Alcuni metri di pellicola trasparente "Avete finito la pellicola?" "Macchè finita! Erano trecento metri."; colla a caldo sotto la tovaglia; un drago di schiuma.
Ne mancano ancora quarantasei.

giovedì 2 giugno 2016

TERRENO FERTILE - TAKE TWO

L'abisso di veleni della scuola media della cucciola grande ha visto un coinvolgimento di vicepreside e rappresentante di classe. Il risultato di questo confronto è stata una riunione dal titolo "ci prendiamo un caffè?" nella quale la spumeggiante rappresentante di classe ha cercato di chiarire una situazione di disagio che si è creata in classe. Inutilmente XX ha cercato di centrare l'attenzione sui veleni generalizzati che trovano un'ottima scusa nella situazione di disagio ma che hanno ben altra origine. Soltanto una delle mamme intervenute ha mostrato un sentire simile a quello di XX sulle dinamiche femminili in classe. XX è uscita da questo incontro, all'alba nel bar di fronte a scuola, con la grande angoscia nel cuore che questi compagni, con queste famiglie, potrebbero non essere terreno fertile per migliorare l'intelligenza emotiva della cucciola grande, che sembra capire alcuni meccanismi molto bene ma se ne tiene alla larga con determinazione.

lunedì 23 maggio 2016

TERRENO FERTILE?

Alla scuola media, soprattutto il primo anno, gli insegnanti sono usi assegnare lavori di gruppo che hanno il molteplice obiettivo di insegnare ai ragazzi a lavorare insieme e a permettere loro di avvicinarsi e conoscersi meglio. Sarebbe meraviglioso, se i gruppi li decidessero gli insegnanti con quel pizzico di criterio. I gruppi li hanno invece decisi i ragazzi, ed essendo la cucciola grande in un periodo di solitario eremitaggio, negli ultimi due lavori di gruppo si è vista assegnare compiti con le due ragazzine che lei avrebbe scelto per ultime. Ottima scuola di vita, se non fosse che le due ragazzine in questione tra loro non si sopportano e si insultano dal vero e virtualmente - scrivendo entrambe parole raccapriccianti - da mattino a sera.
Inutile dire che il lavoro di gruppo è stato uno stillicidio di fatiche, stemperate dalla meravigliosa zia ELY chiamata a mettere ordine nel lavoro del trio.
Con l'occasione, il lavoro di gruppo pare poi essersi misteriosamente rovinato alla vigilia dell'interrogazione in custodia a casa di una delle due (rimediato nottetempo con la collaborazione dell'intera famiglia) XX è stata chiamata a dare uno sguardo all'interazione della cucciola grande con i suoi compagni. Sotto i suoi piedi si è aperto un abisso di veleni e cattiveria inaspettato per lei, che della cucciola grande ha sempre pensato che non fosse particolarmente socievole ma neppure così sola.
La domanda sorta nel cuore è se, dopo cinque anni di scuola elementare che assomigliava piuttosto ad uno stare sulle barricate - anni in cui la solitaria cucciola ha sviluppato la capacità di costruire la sua bolla di mondo sicuro e non sociale - questi compagni siano terreno fertile per fare in modo che lei riesca a sviluppare la coscienza che la scuola È un posto dove si costruiscono anche delle relazioni profonde e non soltanto bolle solitarie.
Sul tavolo le opzioni più svariate che sfumano dalla assoluta non belligeranza ad un drastico cambio di scuola. YY con mood tutto maschile, insiste nel sostenere che il caso sia montato forse un po' troppo e che se lei sta bene va tutto bene. Del resto, lei è uguale a lui.

venerdì 14 agosto 2015

L'ESSENZA

L'essenza di un amico: fa quello che è necessario fare, prima ancora che tu abbia la consapevolezza di che cosa serve. Non chiede, agisce rendendoti la vita infinitamente più facile e felice. Grazie Sara, grazie Simone, amici di cuore e di sorrisi. Grazie ELE, grazie Tins, amiche di mare e di vacanza, di cuore e di sorrisi come la vostra mamma e il vostro papà.

mercoledì 31 agosto 2011

GLI AMICI

Come tutte le sere, XX tenta di estorcere alla cucciola grande un minimo resoconto della giornata alla scuola di arte.
"Allora, oggi ti ricordi come si chiamano i tuoi amici della scuola di arte?"
"Eleonora e Roberto"
"Sono i più simpatici?"
"Si, anche se Roberto dice che non esistono i pesci luna, che sono larghi e piatti. Anche se voi l'avete visto, quando eravate sulla barca in Canada. E poi anche insieme all'acquario."
"Mmhh, e allora che cosa dice che abbiamo visto?"
"Una sogliola."

sabato 27 agosto 2011

LA TUA PRIMA

La tua prima amica, frutto di una scelta davvero consapevole, l'abbiamo incontrata al parco questo pomeriggio. È bella, bionda e ricciolissima, ha un nome esotico e due genitori attenti ed amorevoli. Avete condiviso il piacere della pipì dietro un albero nello stesso momento, stringendo il tuo primo rapporto di amore e ricerca dell'altro, divertendovi con la tua palla, i suoi paperotti e due pistole ad acqua che vi sono servite più per bere che per bagnare. Siete state su un albero insieme, insieme avete fatto i salti da un tronco e insieme avete scelto, divertendovi un mondo, di liberarvi dei sandali per scorrazzare felici a piedi nudi, in attesa che qualche maggiorenne si accorgesse della piccola marachella. Avete condiviso il triciclo di NY, la tua nuova e specialissima amica, e vi siete allontanate allegre parlando una lingua tutta vostra (nell'accento di NY decisamente più comprensibile) raccontandovi di voi. Tra qualche giorno, abbiamo scoperto con gioia, la tua nuova amica frequenterá il tuo stesso nido, nella stessa classe, e siamo felici di pensare che questa prima amicizia consapevole possa crescere con te, con voi.