Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post

sabato 1 aprile 2017

RIFLESSIONE, DAL QUADERNO MICROBO

Dal quaderno microbo di italiano, classe secondabì
Domande aperte
Vietato   accendere il fuoco nel bosco
A volte  (ma quasi mai) sciopero
Le stelle  sono compagne della luna

Ma soprattutto

Portami  in te

PORTAMI IN TE. Una frase di una forza dirompente che ti racconta. Che racconta di come ci hai fatto completi, chiuso un cerchio, equilibrato, squilibrandoli, gli equilibri. Di come ci hai reso quello che siamo, di come mi fai aprire gli occhi di fronte alle cose dei piccoli, che non sono piccole cose. Porto in me il tuo cuore, i tuoi dentoni spaiati, il sorriso arricciato, il tuo candore senza filtri. Ti porto in me, microba.

venerdì 17 febbraio 2017

BABY ROWLING

Dal quaderno di italiano cucciolo di mezzo, classe quintabì.
Scrivo io. Il binario 9 e tre quarti. Immagino di dover partire per Hogwarts e di aver perso il treno: invento un trucco magico che mi permetta di raggiungere Harry Potter e i suoi amici.
- Forza, Cucciola di mezzo, siamo in ritardo! Mettiti le scarpe e andiamo! - mi strillò la mamma dall'anticamera, dove si stava già mettendo il guibbotto. - Devi imparare a usare la magia e Hogwarts è il posto migliore in cui farlo. Non mi importa se non vuoi venire.-
Il problema non era che io mi stavo opponendo dall'andare a Hogwarts, ma che non riuscivo a mettermi le scarpe; mia sorella, già maggiorenne, poteva fare le magie anche a casa e così, mentre dormivo, aveva lanciato un sortilegio su tutte le mie calzature.
E adesso stavo lì, seduta per terra a provarle una per una ma, una volta riuscita a infilarmene una al piede con la forza, quella si sfilava e, con aria ribelle, si posava ostinatamente sulla panca delle scarpe.
Ad un certo punto la mamma, spazientita, venne in bagno e, davanti alla scena che vide, si infuriò come una bestia feroce.
- CUCCIOLAGRANDEEEEE!!! - urlò con tutta l'aria che aveva nei polmoni - ma come ti viene in mente di farci perdere l'espresso per Hogwarts? -
Non l'avevo mai vista così arrabbiata e, secondo me, non ne valeva neanche la pena. Va bene, ci aveva fatto perdere un quarto d'ora buono, però, in fin dei conti era uno scherzo divertente.
La mamma agitò la bacchetta sinuosa, spezzando l'incantesimo, prima di andare a fare una bella ramanzina a mia sorella, che ci accompagnava al binario.
Presi il mio baule di scuola e scesi, in strada, dove un taxi ci aspettava già da venti minuti. Stavo aprendo la portiera posteriore della macchina quando mi ricordai una cosa: emisi un fischio e, poco dopo, Raindy, il mio barbagianni, planò verso di me e poi nella sua gabbia.
Dieci minuti e ci trovammo a King Cross, la stazione dove prendere l'espresso per Hogwarts. In fretta e furia mi avviai verso la colonna che separava i binari 9 e 10, spingendo il carrello che avevo preso all'ingresso e sul quale avevo sbattuto la gabbia di Raindy e i bagagli.
Non ci fu tempo per i saluti: corsi con tutta la velocità che le gambe mi permettevano. Con tutte le mie forze sperai che anche il treno fosse in ritardo, che avesse subito un guasto ma, in fondo, sapevo già cosa mi aspettava.
Infatti, quando attraversai la barriera, mi trovai davanti una scena desolante: il binario era completamente vuoto.
Ero disperata, ma mi sforzai di riflettere. Avrei potuto controllare tutti i libri di scuola, in cerca di un incantesimo efficace...no, ci avrei messo troppo tempo. Solo allora mi ricordai una cosa: mia sorella mi aveva preparato un antidoto da lei inventato che, qualunque cosa avessi chiesto, lo avrebbe permesso.
Ravanai per un po' nelle tasche dei jeans e, dopo qualche secondo, ne uscii trionfante. Una boccettina con un liquido verde smeraldo brillava nella mia mano, con un'etichetta che diceva "Frassin Lorgi".
Lo bevvi e pensai intensamente: devi far volare me e i miei bagagli, per raggiungere l'espresso per Hogwarts.
Lentamente, molto lentamente, i miei piedi si staccarono da terra.
Aprii gli occhi (che avevo chiuso senza neanche accorgermi) e vidi che anche il baule e la gabbia con dentro Raindy si stavano alzando. Era una senzazione bellissima, come se fossi sospesa in una bolla gigantesca: non dovevo fare niente.
Più tardi mi accorsi che non era affatto così; mi dovevo pilotare senza perdere la concentrazione, altrimenti sarei precipitata. Poco dopo intuii anche il meccanismo: per accelerare stendevo la braccia lungo i fianchi e, inclinandomi a destra o a sinistra, giravo.
Ormai ero a trenta metri d'altezza. Avevo un po' di paura, ma in fondo era divertente. Cinque minuti e ci presi la mano, senza mai fermarmi, con i bagagli alle calcagna. Dopo venti minuti circa intravidi una striscia rossa in lontananza: l'espresso per Hogwarts!
Cercai di andare il più veloce possibile, mentre il treno color del fuoco si distingueva sempre di più.
Era sotto di me, ne ero certa per la densa quantità di fumo che usciva dalla locomotiva. Ad un certo punto avvistai una nuvola compatta tra il nero e il marrone che si dirigeva...verso di me!
Si avvicinava sempre di più...eccola, mi stava per travolgere!
Poi vidi solo piume e penne di gufi postini di tutte le specie e dimensioni e udii il tonfo del baule che urtava i volatili.
Persi la concentrazione, stavo precipitando.
Urlai, cercando più in fretta possibile la bacchetta nella tasca dei pantaloni...non vedevo niente, solo fumo grigio e soffocante.
Poi all'improvviso spuntò una locomotiva scarlatta che sfrecciava, se possibile, ancora più veloce di me.
Intanto, la bacchetta sfoderata, riunii tutte le formule magiche che avevo sentito, sperando che una potesse essermi utile.
Un'immagine mi balzò in testa, all'improvviso; mia sorella, per farmi un dispetto, mi aveva rotto una borsa per scuola. Istantaneamente ricordai.
- Diffido!- gridai, puntando la bacchetta contro il treno che si avvicinava sempre di più; sulla superficie di questo si aprì un buco, che si ingrandiva, abbastanza per far passare un umano.
Centrai il foro, mentre scendevo in caduta libera.
BUM!
Atterrai in malo modo sul duro pavimento di uno scompartimento, ma mi scostai immediatamente, sapendo che di lì a poco sarebbero cascati giù anche i bagagli.
Una volta arrivati il baule e la gabbia di Raindy, guardai chi sostava già in quello scompartimento.
Non appena alzai lo sguardo, dovetti reprimere a fatica un grido di sorpresa.
Harry Potter stava davanti a me, i capelli neri scompigliati e la fronte segnata da una cicatrice fin troppo famosa.
Di fronte a lui, i suoi amici, tutti e due a bocca spalancata.
- Scusate, me ne vado subito...- balbettai impacciata.
- No, resta.-
Con il passare dei minuti presi confidenza e, tra chiacchiere e risate, mezz'ora passò in fretta.
Fu a quel punto che l'imbarazzo tornò: un gufo marrone picchiò il becco, in cui teneva una lettera, contro il vetro.
Io mi affrettai ad aprire il finestrino e l'uccello appena entrato, mi si mise in grembo.
Sulla busta rossa c'era scritto: "alla signorina Cucciola di Mezzo, Espresso per Hogwarts".
Senza aspettare altro, la aprii.
Questa si sollevò in aria e, con una voce stridula, recitò:
- Cara signorina Cucciola di Mezzo, siamo al corrente che, stamattina, alle ore 12.15, lei ha praticato un incantesimo di distruzione, essendo ancora minorenne.
Con la speranza che stia bene,
Il Ministero dlla Magia -
La voce finì di strillare.
- Ero in pericolo di vita! - protestai, tra le risate degli altri.
Il treno rallentò, per poi fermarsi.
Ero arrivata a Hogwarts.

lunedì 23 gennaio 2017

AH, LA PAUVRE...

Aria frizzante in casa Noicinque, generata e sostenuta dalla frizzantissima microba. Fonti ancora da verificare, ma sembrerebbe che, alla settimanale puntata all'oratorio per il catechismo, lei abbia prima perso un orologino regalo del nonno, che pazienza se l'ora non la sa leggere, e dato un pugno sul naso ad un suo amico. Lei sostiene di essere stata accerchiata e picchiata da tuti i suoi amici (...) e avrebbe reagito unicamente per difendersi; il napoleonico don dell'oratorio, in genere lontano dall'essere tenero,l'avrebbe consolata nelle difficoltà. Ha ricevuto caramelle in regalo, la possibilità di scegliersi il gruppo di ammici con cui fare catechismo e un sacco di abbracci e carezze.
A casa, invece, non sono molto piaciuti nè il pugno sul naso, nè la reazione della mamma dl la vittima, che aveva già dimostrato una certa tendenza al melodrammatico. La microba è stata dunque doppiamente sgridata prima da YY, a caldo, e poi da XX al rientro, a "tiepido". Auspicando che in futuro la parte adulta di famiglia non si faccia gabbare dagli occhi vispi e dal sorriso arricciato e faccia maggiormente ricorso a quel minimo di senso critico che permetterebbe, senza grandi difficoltà, di accorgersi delle boutades settenni. Ah, la pauvre....

venerdì 4 novembre 2016

DICE DI TE

Descrivi la tua compagna di banco
La microba è una bambina di sette anni, ha gli occhi marrone corteccia, ha il naso a patata, ha la bocca rosa maialino, i capelli marrone coniglio, ha la corporatura cicciottella.
È alta e non ha segni particolari. Di carattere è gentile, il comportamento è a volte gentile e a volte meno.
Le piace Star Wars e non le piacciono le principesse.

DICI DI LUI

Descrivi il tuo compagno di banco
Toto è un bambino di anni sette e ha gli occhi azzurri come il cielo quando c'è il sole, ha i capelli gialli come la luna che brilla nella notte. È alto come una sequoia, è cicciottello, ha le labbra fucsia chiare, ha le lentiggini, è molto gentile, è bravo.
Gli piacciono i dinosauri e non gli piace camminare.
Ha le narici che si allargano. (Le narici che si allargano a proprio piacimento, accanto alla capacità di governare e dispensare puzzette e rutti, sono un talento piuttosto ricercato, ndr).

venerdì 21 ottobre 2016

SFOGLIANDO UN ALTRO QUADERNO

Dal quaderno microbo, classe secondabì:
Parla di te. Come ti rechi a scuola?
Io mi reco a scuola con le gambe e i piedi.
Parla di te. Tu di che cosa hai paura? Perché?
Ho paura della preside. 
Perché è severa.
Parla di te. Ti capita, a volte, di andare al supermercato con la mamma?
Io vado spesso al supermercato con il papà perché la mamma non ci va mai.

sabato 18 giugno 2016

LA TRIPLA CATARSI

Ha un che di catartico, il fine scuola. Soprattutto quando lo stesso giorno rientrano a casa varie tonnellate di masserizie di diversa natura, dall'abaco costruito con i rotoli della carta igientica ai chilometri di cartelloni delle ricerche di storia, geografia o scienze. XX ha resistito una settimana cercando di entrare il meno possibile nella stanza in cui le masserizie erano state ammassate in bel disordine. Poi, sull'orlo di un esaurimento nervoso generato da quel sacro fuoco che arde quando l'entropia domestica raggiunge livelli critici, ha dedicato la giornata di oggi alla bonifica. E di bonifica davvero si è trattato, complice un controllo probabilmente troppo lasco sugli school supplies negli ultimi mesi.
La bonifica ha riguardato, in modo igienicamente rilevante, i tre zaini cuccioli. Dopo aver (invano) chiesto alle bertucce di vuotarli per poterli finalmente lavare comme il faut, XX ha deciso di affrontare il rischio sanitario.
In ordine sparso, ecco un elenco non esaustivo di quanto rinvenuto nei tre zaini di non afferente al materiale scolastico:
sei stick di burro di cacao nella stessa tasca ("Ho trovato sei burri di cacao nel tuo zaino." "Eehh così almeno ne ho sempre uno si scorta!")
un budino al cioccolato residuato di Milano Ristorazione - grazie al cielo non era esploso in cartella
oltre un grammo di paracetamolo in polvere, sparso in varie tasche
qualche etto di scarto di matite temperate, vari colori
un orologio da taschino che per un soffio non è finito in lavatrice
cinque succhi di frutta, vari gusti
una scatola di Mikado aperta (e scaduta) da un'epoca, che XX ha dovuto sottrarre con la forza alle grinfie cucciole che se ne volevanomcomunque cibare
un paio di mutande (di scena, pare) taglia sei anni
un animale velocissimo, forma bruco, che abitava in uno degli zaini e che si è avventato su XX
un vangelo tascabile
numerosi chili di briciole di varia natura - riconducibili ad almeno una dozzina di merende non consumate
una ventina di spille da balia "non si sa mai"
Dopo aver verificato di essere ancora coperta dalla vaccinazione antitetanica e dopo un numero di ore infinito dedicato alla bonifica dell'ambiente di studio, XX ha il cuore finalmente leggero, per almeno due motivi. Primo, ora può tranquillamente accedere alla stanza dello studio senza avere attacchi di panico. Secondo, per quanto l'ufficio di Igiene potrebbe non concordare al 100%, a questa prima analisi non sembrano essere state rinvenute sostanze o indizi di natura illecita o delinquenziale. Una vera, tripla catarsi, le dieci ore dedicate alla riorganizzazione.

giovedì 2 giugno 2016

TERRENO FERTILE - TAKE TWO

L'abisso di veleni della scuola media della cucciola grande ha visto un coinvolgimento di vicepreside e rappresentante di classe. Il risultato di questo confronto è stata una riunione dal titolo "ci prendiamo un caffè?" nella quale la spumeggiante rappresentante di classe ha cercato di chiarire una situazione di disagio che si è creata in classe. Inutilmente XX ha cercato di centrare l'attenzione sui veleni generalizzati che trovano un'ottima scusa nella situazione di disagio ma che hanno ben altra origine. Soltanto una delle mamme intervenute ha mostrato un sentire simile a quello di XX sulle dinamiche femminili in classe. XX è uscita da questo incontro, all'alba nel bar di fronte a scuola, con la grande angoscia nel cuore che questi compagni, con queste famiglie, potrebbero non essere terreno fertile per migliorare l'intelligenza emotiva della cucciola grande, che sembra capire alcuni meccanismi molto bene ma se ne tiene alla larga con determinazione.

GLI OCCHI VISPI, I MODI SPIGLIATI

"La mail diceva che per lo spettacolo in teatro ti devi mettere i jeans con almeno tre tasche e una camicia o una polo bianca o chiara. Abbiamo questa bella camicia bianca."
"NOOOO-OO. La maestra ha detto anche una maglietta. E io mi metto questa maglietta, è bianca e c'è scritto MICROBA."
Ci sono alcune battaglie, in particolare quelle che riguardano nello stesso combattimento la microba e l'abbigliamento, che XX sceglie di non combattere. Questa è stata una di quelle.
Qualche ora dopo, quando lo spettacolo teatrale ha visto protagonista la classe microba davanti ad un pubblico di genitori orgogliosi e commossi, la scena si è aperta con la microba, unica in scena sul palco, nella sua bella felpa ROSSA. Con modi vispi, parlata spigliata, sguardo orgoglioso e gesti bilingui in lingua dei segni ha introdotto senza cedimenti la storia di Gulliver. L'intera classe ha regalato alle famiglie uno spettacolo corale che insegna che l'integrazione è possibile, i bimbi sordi accanto ai compagni udenti, tutti precisi e spigliati come chi calca le scene da mezzo secolo. Ma ce ne vogliono dieci di loro, per fare mezzo secolo...

lunedì 23 maggio 2016

TERRENO FERTILE?

Alla scuola media, soprattutto il primo anno, gli insegnanti sono usi assegnare lavori di gruppo che hanno il molteplice obiettivo di insegnare ai ragazzi a lavorare insieme e a permettere loro di avvicinarsi e conoscersi meglio. Sarebbe meraviglioso, se i gruppi li decidessero gli insegnanti con quel pizzico di criterio. I gruppi li hanno invece decisi i ragazzi, ed essendo la cucciola grande in un periodo di solitario eremitaggio, negli ultimi due lavori di gruppo si è vista assegnare compiti con le due ragazzine che lei avrebbe scelto per ultime. Ottima scuola di vita, se non fosse che le due ragazzine in questione tra loro non si sopportano e si insultano dal vero e virtualmente - scrivendo entrambe parole raccapriccianti - da mattino a sera.
Inutile dire che il lavoro di gruppo è stato uno stillicidio di fatiche, stemperate dalla meravigliosa zia ELY chiamata a mettere ordine nel lavoro del trio.
Con l'occasione, il lavoro di gruppo pare poi essersi misteriosamente rovinato alla vigilia dell'interrogazione in custodia a casa di una delle due (rimediato nottetempo con la collaborazione dell'intera famiglia) XX è stata chiamata a dare uno sguardo all'interazione della cucciola grande con i suoi compagni. Sotto i suoi piedi si è aperto un abisso di veleni e cattiveria inaspettato per lei, che della cucciola grande ha sempre pensato che non fosse particolarmente socievole ma neppure così sola.
La domanda sorta nel cuore è se, dopo cinque anni di scuola elementare che assomigliava piuttosto ad uno stare sulle barricate - anni in cui la solitaria cucciola ha sviluppato la capacità di costruire la sua bolla di mondo sicuro e non sociale - questi compagni siano terreno fertile per fare in modo che lei riesca a sviluppare la coscienza che la scuola È un posto dove si costruiscono anche delle relazioni profonde e non soltanto bolle solitarie.
Sul tavolo le opzioni più svariate che sfumano dalla assoluta non belligeranza ad un drastico cambio di scuola. YY con mood tutto maschile, insiste nel sostenere che il caso sia montato forse un po' troppo e che se lei sta bene va tutto bene. Del resto, lei è uguale a lui.

martedì 15 marzo 2016

E QUELL'ALTRO ABBRACCIO EMOTIVO, SOLENNE E INATTESO

La solita fila. Non importa quali siano le strategie per organizzarla, ma il giorno delle pagelle, a scuola, si fa la fila. Si fa la fila un po' in tensione, davanti ad una coloratissima porta chiusa. Che poi, è anche bello condividere questi lunghi momenti di attesa. Altre mamme, altri papà, altri bambini. Ma le stesse solenni insegnanti. Che questa volta hanno scelto la linea dura, la solennità, la porta chiusa, la modalità stile commissione d'esame schierandosi strette dietro i banchi. Pare infatti che i bambini della quartabí si stiano comportando proprio male, dunque la contromossa è non solo intervenire con i bambini ma con tutti i genitori. Quale migliore occasione se non la consegna delle pagelle. Cosí la sfilata dei genitori racconta una collezione di visi che sfumano dal furibondo al deluso, dall' innervosito al vendicativo. Quando tocca a noi, varchiamo la soglia variopinta con espressione sospesa. Indipendentemente dal rendimento scolastico, la cucciola di mezzo non brilla per tolleranza e si tuffa nei guai con energia stellare. Invece. Invece più delle parole, più dei voti, più della pagella hanno parlato i sorrisi accoglienti e il linguaggio del corpo delle tre insegnanti, che da oltre due ore indossavano la maschera d'acciaio della severità. Ci accolgono dicendo "Ah, ora ci possiamo rilassare. Tutto benissimo." Ebbene, cucciola di mezzo. Io lo so che è difficile. Chè è faticoso chiamarsi fuori dalle marachelle che sembrano sempre divertenti; che è difficile dire ai tuoi amici "guarda che quella che vuoi fare è una scemenza e io non la faccio. Non dovresti farla nemmeno tu." So anche che la gran parte delle marachelle sono legate in particolare ad una delle insegnanti, forse non troppo fortunata, che non piace nemmeno a te. Ma tu hai avuto la forza granitica di dire no. Io non ci sto. E questa consapevolezza ha abbracciato i nostri cuori orgogliosi.

giovedì 3 marzo 2016

HO PRESO...

"Sai che oggi abbiamo fatto il dettato? E tutti hanno scritto una cosa sbagliata, con la lettera minuscola, solo io l'ho scritta giusta. Allora la maestra, siccome ho fatto tutto giusto, mi ha dato un budino."
"Hai preso "budino" nel dettato?"

giovedì 28 gennaio 2016

MOLTO, MOLTO OLTRE LA FISIOLOGIA

"Ma perché hai quello?"
"Te l'ho spiegato. Ogni mese alle mamme - e anche alle non mamme, che non hanno un bimbo nella pancia perché non è arrivato il semino del papà esce sangue perchè la pancia elimina l'uovo e si prepapra per il prossimo, si ripulisce tutta per diventare pronta per il prossimo uovo e il prossimo semino."
"Ah-ha. Lo sai che Toto ha due mamme, vero? Oggi la maestra ci ha letto un libro scritto da una delle mamme di Toto, Francesca, credo. Il libro racconta la storia delle mamme di Toto. Infatti loro si amano, solo che le due mamme hanno solo due uova, ma mancava il semino. Allora dei signori gentili che passavano di là hanno regalato alle due mamme il loro semino. E cosí sono nati Marghe, Toto e anche i loro fratelli."
Ecco. È facile spiegarlo in prima elementare. Bisogna solo volerlo fare.

martedì 22 dicembre 2015

UN NATALE ACCOGLIENTE

Pensavano che quest'anno non ci fosse, la tradizionale baraonda scolastica attorno al Natale, complice una circolare della preside arrivata con un preavviso scarsissimo. E invece. E invece hanno portato a scuola cappelli rossi e corna di renne, hanno indossato magliette rosse o bianche e hanno cantato, segnato, recitato poesie. Tutto da manuale, se non fosse che nella classe della cucciola di mezzo (che aveva prontamente esibito virus gastrico il giorno prima facendosi rispedire a casa da una commessa un po' seccata), si è cantato in inglese, si è segnato, suonato il violino, la chitarra, un compagno sordo ha accompagnato la musica ritmando (a ritmo!) con i tamburi. I loro desideri per il Natale, una captatio benevolenzae che spera che il Natale porti infinita pazienza alle maestre, recitati con voce squillante e pathos da attori navigati, una poesia di Madre Teresa che invita all'ascolto e alla speranza. Il bimbo sordo che segna i suoi desideri - un Natale di gioia per tutti - e tutti lo capiscono.
I piccoli amici nella classe microba, un filo meno composti, hanno segnato con energia e precisione, indossato piccoli coni di cartoncino rosso e bambagia, novelli microbabbi, recitato poesie e sorriso, corso, mangiato a quattro palmenti e fatto capriole a piú non posso.
XX ha pianto commossa all'esibizione live della cucciola di mezzo e pianto in differita davanti al filmino prontamente condiviso dalla meravigliosa maestra microba. Un buonissimo Natale, una comunità accogliente, un commovente esempio di integrazione.

venerdì 6 novembre 2015

CARI GENITORI

Dal quadernino degli avvisi microbo, al termine di una giornata di fuoco
Cari genitori, 
oggi la microba ha usato le forbicine in modo inappropriato contro un compagno, procurandogli alcuni piccoli tagli sui vestiti e un livido sulla gamba sinistra.
Cordiali saluti.
Le maestre

La tragicomica comunicazione ha avuto alcune conseguenze sulla vita Noicinque: castigo microbo di una settimana (subito esteso a otto giorni per l'immediato non rispetto del castigo stesso), acquisto frenetico di nuovi vestiti al compagno, biglietti di scuse al compagno - e risposta di scuse accettate - e alle maestre - nessun riscontro noto. Speriamo che la creatività microba scelga modi meno illeciti di manifestarsi in futuro.

martedì 3 novembre 2015

AH, ADESSO SI...

"Cucciola grande, tutto ok oggi a scuola?"
"Mh, si, benissimo, c'è stata finalmente la supplente di tecnica. E poi anche di italiano."
"Come, di italiano?"
"Boh, tutti dicevano che la prof di italiano era incinta."
"EHHHHHHH?!"

Da:  XX
A: rappresentante di classe primacì, detta Rapp
Ciao Rapp, oggi la cucciola grande, da cui non si sa mai molto, mi ha detto che la prof. di italiano sarebbe incinta e oggi c'era una supplente con cui hanno fatto solo i compiti. Ne sai qualcosa magari tu?

Da: Rapp
A: XX
Oohh. Che io sappia era in gita

Da: XX
A:Rapp
Vuoi dire che la mia pera di figlia ha capito incinta per 'in gita'? Più che possibile....adesso sì che la riconosco.

giovedì 15 ottobre 2015

QUANDO LA BUROCRAZIA ABDICA AL BUONSENSO, QUASI

"Pronto, buongiorno, è la scuola, parlo con la mamma della cucciola grande? Ha mal di testa, la può venire a prendere?"
"Guardi, mi dispiace, sono a Madrid per lavoro, non posso venire, va bene se mando la nonna?"
"Certo. Ma...la nonna ha la delega?"
"Delega? Ma la delega per cosa, scusi, che i ragazzi entrano ed escono da scuola sempre da soli?"
"Eh, ma fuori orario ci vuole la delega. Ma lei non può venire?"
"No, mi dispiace, sono sempre a Madrid per lavoro. Ma non è sufficiente questa mia delega telefonica, vi informo del nome della nonna ecc..."
La delega telefonica non era naturalmente sufficiente. XX ha dovuto chiamare, nell'ordine: la segreteria della scuola; la vicepreside; la nonna MM; YY che ha fatto una magia mandando un documento scansito a una mail che sembrava un codice fiscale senza sbagliare; la nonna MM.
In tutto questo, fatti salvi i rigidi regolamenti scolastici, e ladelega una tantum via mail, la cucciola grande era tutt'altro che moribonda, aveva mal di testa e grazie a questa uscita anticipata ha saltato un'ora di musica e una di religione. A metà pomeriggio era un fiore. XX invece era un po' appassita.

martedì 13 ottobre 2015

QUELL'ENTUSIASMO CHE È ORMAI DENTRO DI LORO

È alta, giovane, energica e magnetica, ha i capelli raccolti, una voce squillante e racconta i ragazzini della classe primacì con contenuto entusiasmo. Si tratta della professoressa di italiano della cucciola grande, uno di quei misteriosi personaggi attorno ai quali si era creato, nel mese passato, un alone di magia sconosciuta. Lei che ha iniziato il programma di antologia con le favole di Esopo, che chiede come compito di disegnare a fumetti e che distribuisce link via mail per fare compiti facoltativi aggiuntivi. Poi c'è la prof coloratissima e frizzante che, a dispetto delle apparenze, insegna matematica e scienze. Piú scienze che matematica, a dire la verità, vista la sua formazione in scienze naturali e il suo passato di giornalista scientifica. Lei che li ha conquistati con la sua esperienza sul comportamento degli animali, e che li ha convinti quasi tutti a fare le gare dei giochi matematici. XX, durante la prima - e probabilmente unica - riunione di classe della prima media, ha conosciuto anche la giunonica e platinata prof di inglese, quella che si manca un compito, o anche solo un pezzo, ti dà subito una nota così almeno non ti dimentichi più, anche se lei sostiene che sia unicamente per informare la famiglia e non una punizione. Lei che ha già organizzato uno spettacolo di teatro in inglese tra due settimane e che sostiene che si, la classe è interessata e partecipe ma molto vivace, la parola più pronunciata durante l'incontro. Il parco insegnanti raccoglie anche una compita professoressa di musica che farà scegliere ai ragazzi lo strumento da suonare "ma se poi ci sono troppe tastiere e pochi flauti non va bene perchè le tastiere non si sentono al saggio". (Pazienza, pensa XX, anche se teme che la cucciola grande, nonostante i brevi trascorsi di pianoforte, si dedicherà al rumoroso e fischiante flauto perchè è più leggero e meno ingombrante da portare). Arte: l'occhio un po' annebbiato, la evve moscia, la volontà di abbellire la classe con i loro lavori, la professoressa di educazione artistica si lancia in una programmazione fitta di che cosa sarà fatto: creatività, immaginazione, precisione, tecnica. Alcuni di loro non sanno nemmeno tenere la matita. Beh, cominciamo bene. E poi la granitica prof di storia, aggregata a questo collegio docenti per due sole ore ma presente e rilevante come se fossero duecento. Anche lei, senza voce "ma non per colpa dei vostri figli, è colpa del tempo" - ah, meno male - racconta di una classe partecipe e vivace, curiosa e chiacchiericcia in cui si insegnerà la storia a partire dalle invasioni barbariche fino all'umanesimo. Completa il collegio il marziale prof di educazione fisica, quello che è stato in piedi, postura militare, per tutta la riunione, che dice che i ragazzi sono vivaci ma basta riprenderli e tutto torna nella norma. Soprattutto se insieme a riprenderli li sfianchi con un allenamento di corsa, balzi, flessioni e addominali che nemmeno i navy seals. Nell'immaginario della cucciola grande lui è il più severo di tutti, anche se ha conquistato un posto nel suo cuore quando ha saputo che lui sta programmando una gita con loro sui navigli...per andare in canoa!
Nel complesso di questo assaggio di scuola media XX ha trovato grande competenza ed empatia, affiancati dal giusto rigore, un grande entusiasmo per questa avventura che la cucciola grande sembra accogliere con diligente determinazione, la sensazione di un gruppo omogeneo, esuberante quanto basta, curioso e partecipe. E anche tra le mamme e qualche papà XX ha ritrovato conoscenze passate di sentieri che si erano già incrociati e che la ruota del mondo ha riportato a percorrere insieme un pezzetto di percorso. Con l'entusiasmo della prima media quando sai di avere il mondo in mano.

martedì 15 settembre 2015

DEDICATO A CHI NON C'ERA

Il passaggio del testimone, da una cucciola grande a una cucciola microba passando per un racconto scritto da loro.
L'ALBERO PENSIERINO
C'era una volta un albero di nome pensierino.
Era una albero molto particolare: infatti il suo tronco era una scuola, le sue radici erano le maestre che insegnavano le diverse materie e i rami erano le classi che si sviluppavano a poco a poco.
Sui rami crescevano le gemme, che poi diventavano foglie verdi, poi fiori e, infine, crescevano ancora e diventavano frutti che, ormai maturi, cadevano giù per terra, appoggiandosi alle radici del loro albero.
Ogni anno, crescevano gemme e cadevano frutti. Questi ultimi, dopo essere caduti a terra, si rompevano e lasciavano volare i semi sotto un altro albero, quello delle scuole medie.
Così, Pensierino trascorreva la sua vita, facendo da sostegno ai bambini delle scuole elementari; gli piaceva vedere gli alunni maturare. Certo, a volte cresceva su di lui qualche ragazzino monellino che disturbava un po', ma pensierino era lo stesso felice: sapeva che, prima o poi, il birichino avrebbe imparato come comportarsi.
E adesso noi, dopo cinque anni di vita quotidiana su quest'albero,stiamo cadendo per lasciare il posto ad altre nuove gemme che stanno per sbocciare (siete voi, bambini!).
Noi tutti vi auguriamo di vivere sull'albero, felici così come lo siamo stati noi.
E, quando lo desiderate, scrivete pure un bel pensiero. Noi e l'Albero del Pensiero ne saremo supercontenti!
Buon inizio ad ognuno di voi da tutti noi, ormai ex alunni della Giulio Romano.

lunedì 14 settembre 2015

IL DEBUTTO

Li ricordo ancora, con chiarezza, e ricorderò anche questo debutto, tenendolo stretto nel cuore. Ricorderò l'emozione della prima volta in prima elementare con te, cucciola grande, nella ormai tradizionale camicetta a quadretti, quando sei stata separata dai tuoi amici turchesi con grande tristezza di tutti. Per poi scoprire che questa nuova avventura ti lanciava in un universo nuovo, ricco di emozioni e di amici, che è diventato il tuo mondo speciale. Oggi il tuo nuovo debutto, quello delle scuole medie, in una mattinata affollata di frizzante entusiasmo, è stato un po' lo stesso: sei finita lontana dagli amici, in una classe con altri non proprio scelti dal tuo cuore...ebbene, è vero. Dopo questi anni intensi ed impegnativi tutti speravamo in un po' di sana normalità. Tutto sembra, sulla carta, questo debutto, tranne che normale. Il mio cuore si è stretto nel vedere le tue lacrime alla definizione delle classi. Però. Però è bello pensare che nulla accade per caso, e che anche questa piccola delusione di oggi sia un trampolino ancora più forte per farti volare più in alto, ancora più su. Come più in alto mi, ci hai fatto volare questa mattina, quando ancora sorridente ed emozionata di hai accompagnato al debutto microbo. Qui, in assoluta e segreta complicità con la maestra dei tuoi voli e che sarà la guida della microba, hai preparato negli scorsi mesi un racconto che parla di alberi, rami, scuola, impegno e scoperte. L'albero Pensierino è rimasto nel mio cuore, è entrato oggi nel cuore di ventidue microbi che vi hanno sostituito ai banchi della classe mentre voi passate il testimone virtuale delle meraviglie della conoscenza per raccogliere quello di tredicenni che lasciano la scuola media e prendere il loro posto.
Lo so, che non eri felice. Lo so, che hai avuto i crampi alla pancia per tutto il giorno. Ma so anche che hai fatto e farai delle cose speciali e che questo nuovo trampolino, oggi magari un po' più triste di come ce lo eravamo aspettato, sarà una nuova, entusiastica partenza. Buon debutto in prima C. Sono con te sempre.