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martedì 22 dicembre 2015

UN NATALE ACCOGLIENTE

Pensavano che quest'anno non ci fosse, la tradizionale baraonda scolastica attorno al Natale, complice una circolare della preside arrivata con un preavviso scarsissimo. E invece. E invece hanno portato a scuola cappelli rossi e corna di renne, hanno indossato magliette rosse o bianche e hanno cantato, segnato, recitato poesie. Tutto da manuale, se non fosse che nella classe della cucciola di mezzo (che aveva prontamente esibito virus gastrico il giorno prima facendosi rispedire a casa da una commessa un po' seccata), si è cantato in inglese, si è segnato, suonato il violino, la chitarra, un compagno sordo ha accompagnato la musica ritmando (a ritmo!) con i tamburi. I loro desideri per il Natale, una captatio benevolenzae che spera che il Natale porti infinita pazienza alle maestre, recitati con voce squillante e pathos da attori navigati, una poesia di Madre Teresa che invita all'ascolto e alla speranza. Il bimbo sordo che segna i suoi desideri - un Natale di gioia per tutti - e tutti lo capiscono.
I piccoli amici nella classe microba, un filo meno composti, hanno segnato con energia e precisione, indossato piccoli coni di cartoncino rosso e bambagia, novelli microbabbi, recitato poesie e sorriso, corso, mangiato a quattro palmenti e fatto capriole a piú non posso.
XX ha pianto commossa all'esibizione live della cucciola di mezzo e pianto in differita davanti al filmino prontamente condiviso dalla meravigliosa maestra microba. Un buonissimo Natale, una comunità accogliente, un commovente esempio di integrazione.

giovedì 16 giugno 2011

ED ORA...LET'S PARTY 2

Con un ulteriore chirurgico tempismo  è arrivata anche la festa del nido della microcucciola. Grandi preparativi, salone riservato alla sua classe, grande attesa per l’entrata, che si è rivelata una simpatica fila indiana di microscimmiette a piedi nudi i cui volti si illuminavano al vedere la propria mamma, o papà, o nonna, seduti comodamente sulle loro microseggioline in attesa dello show. Quando ciascuna scimmietta ha raggiunto la propria parte adulta di famiglia, è partita la simpatica e giocosa rappresentazione che mostrava le scene quotidiane del nido. Con una musica allegra sono passate immagini di microscopici nanetti travestiti da pimpa, con il muso nella pasta al pesto, con i gomiti nella farina gialla, col le mani arancioni, gialle, verdi e blu, intenti ad annusare una foglia di basilico, a seminare una lenticchia sul cotone, a travestirsi con gli occhiali, a fare e rincorrere le bolle, ad addormentarsi nel piatto, a spegnere una candelina infilata su un panino. XX e YY (particolarmente a suo agio, con le sue chilometriche gambe, nelle microseggioline) si sono un po’ commossi e molto divertiti. E’ proprio vero che “Un bambino è la forma più perfetta di un essere umano” (V. Nabakov). A parte qualche, rarissimo, momento di transitoria imperfezione.

mercoledì 15 giugno 2011

ED ORA...LET'S PARTY 1

Con un tempismo chirurgico, la festa in pompa magna della scuola materna della cucciola di mezzo è prevista il giorno dopo il ritorno dalla Francia. E con una richiesta logistica ulteriore, è previsto che i bimbi siano ritirati dalla scuola per poi rientrarvi a festeggiare con i famigliari, mezz’ora dopo. XX arriva in volata alla scuola elementare, dove oggi anche la cucciola GRANDE si è inserita al campus di inglese, e sempre per farle sentire che il prossimo ha fiducia in lei ha trovato una infastidita nonna MM che la rimprovera per i quindici secondi di ritardo nel ritirare la cucciola grande come aveva promesso. Prese in carico da XX le cucciole GRANDE e di mezzo, la nonna MM se ne va con la microcucciola che creerebbe uno scompiglio irrimediabile alla festa dei grandi. Qui, prima di entrare la cucciola di mezzo pretende di agghindarsi con il suo costume nuovo nuovo di Rapunzel, che secondo XX avrebbe avuto le seguenti teoriche controindicazioni: è di velluto; ha le maniche imbottite parecchio; ha varie sottogonne di tulle; ha il cerchio per mantenere la forma. Insomma, tiene un caldo da polo nord quando fuori fanno quasi trenta gradi, e dentro la scuola quasi trentacinque. Ma ormai si sa che la capacità termica degli abiti per la cucciola di mezzo è irrilevante, così una entusiasta Rapunzel in miniatura sale orgogliosa le scale della scuola, senza inciampare nel cerchio neppure una volta. La festa è stata divertente e faticosa, come sono faticose tutte le cose divertenti. Le cucciole sono tornate con: una faccia truccata da tigre (indovinate chi) e una faccia truccata da puffetta (indovinate chi altro?), delle bolle di sapone vinte ai birilli, due collane di pasta colorata, una corona piena di perline brillanti (che con il vestito di rapunzel stava un bijoux) e un sacco di patatine nello stomaco. Ca va sans dire, non hanno cenato.