lunedì 12 giugno 2017

COME SE FOSSERO LUPE

Cinque anni insieme: esperienze, ricordi e racconti della mia vita di scolaro. Racconto

Potrei andare ovunque, nei posti più belli e magnifici del mondo, con persone famosissime, ma non sarà mai emozionante come questi cinque anni passati insieme ai miei fantastici compagni e alle supermaestre che ci hanno seguito in tutto il percorso pieno di difficoltà, in cui ci hanno sostenuto e consigliato.
Ricordo che in prima elementare eravamo tutti impauriti, come pecorelle sperdute, con le cartelle più grandi di noi, dalle quali spuntavano solo piccole gambette.
Iniziammo subito, con passo sicuro, a marciare verso la cima, la vetta, facendo piccole tappe per riposarci.
Il primo giorno di scuola, io conoscevo già quasi mezza classe: alcuni perchè alla scuola materna erano nella mia stessa classe (oppure in altre, ma comunque in giardino ci vedevamo); altri, invece, per "via fratelli".
Infatti, avendo sorelle (o fratelli) maggiori, è facile conoscere altre persone, se i bambini con cui vanno in classe a scuola hanno fratelli (o sorelle) della mia stessa età.
Non so se mi sono spiegata bene, ma il concetto è che conoscevo già tanti bambini.
E ne conobbi altri, simpatici o meno.
Così equipaggiati, con carta e penna come scudo e arma, partimmo subito per un nuovo, lungo viaggio, pieno di scoperte ed emozioni.
Anche se le prime settimane eravamo un po' timidi, già, in fondo, si vedeva che eravamo (e siamo ancora adesso) una banda scatenata, con costante voglia di fare.
Con i compagni sordi ci intendemmo subito con segni o scandire le parole con la bocca.
Poi, quando arrivò la L.I.S., la accogliemmo a braccia aperte, dandoci immediatamente da fare per imparare a comunicare con Y e SY.
Qui arriva il bello.
Durante le lezioni di matematica c'era chi, troppo stanco per stare sveglio, si addormentava sul banco e noi tentavamo di svegliarlo senza farci vedere o sentire dalle maestre.
La nostra prima gita, poi, fu un successone. Tra foto di gruppo e migliaia di pesci, nessuno è cascato in acqua.
FANTASTICO!
Ma ecco che arrivò presto l'estate e così se ne andò il primo anno di scuola elementare.
La seconda iniziò benone, con un nuovo arrivato che venne vivacemente accolto nella nostra ciurma scatenata.
Era Simms, che si integrò benissimo, facendo subito amicizia con gli altri amanti del calcio.
Anche la seconda passò velocemente, ma una cosa non la scorderò mai: la recita segnata di Hänsel e Gretel. Mi piacque moltissimo, soprattutto la parte in cui Els buttò CC in uno scatolone, il forno della strega.
Anche la seconda ci lasciò velocemente (come Vics, che andò in Cina per due anni) e ci ritrovanno subito in terza con un'altra persona con occhioni bluncome il cielo e una cascata di capelli d'oro.
Simpatica e un po' timida, Karin (carina di nome e di fatto) diventò immediatamente una di noi.
Non mi fu difficile socializzare con lei, perchè aveva quasi il mio stesso carattere e fui subito entusiasta di conoscere una nuova persona.
Qualcuno con cui proprio non sono riuscita a intendermi, invece, è Rab.
Infatti, quando fa qualcosa di fastidioso durante la lezione e la maestra non lo vede, noi gli chiediamo "gentilmente" se può smettere, ma lui ci ignora o lo fa ancora di più.
Non avevamo neanche un attimo di tregua; infatti iniziammo subito a studiare con una maestra "tanto scritto e poche parole": Gid.
Inoltre facemmo tantissime gite, tra le quali quella di fine anno, all'Archeopark; vi ho partecipato con un piccolo problemino al braccio sinistro...con il gesso, anche se fu come non averlo!
Fra tiro con l'arco, realizzare ciotoline di rame e attraversare il lago su una zattera ci divertimmo un mondo, eravamo tutti contentissimi.
Così tra sorrisi, risate e giochi, la terza si allontanò svelta come era arrivata e ci ritrovammo subito in quarta.
A differenza degli altri anni, però, questo non è iniziato molto bene: la maestra che ci avrebbe dovuto insegnare le materie di studio si è fatta male e l'hanno dovuta ricoverare in ospedale.
Così c'è stata un'insegnante di sostegno per i primi quattro mesi.
Era giovane e alle prime armi e noi facevamo un macello che, probabilmente, nemmeno all'inferno.
Non mi è piaciuta tanto la quarta, perchè l'abbiamo passata in un vortice di fretta e confusione.
Tranne l'esperienza a Bosco in Città. Quella sì che mi è piaciuta, anche se fuori dall'edificio in cui abbiamo dormito c'erano tuoni e fulmini.
Anche la quarta è finita frettolosamente.
Arriviamo in quinta: l'anno, secondo me, più bello e divertente (anche se ti sommergono di verifiche), ma anche quello delle lacrime e degli addii.
Appena ho messo piede nella nostra aula dopo tre mesi di vacanza, non ho potuto credere di essere già all'ultimo anno delle elementari. Erano passati troppo in fretta.
Probabilmente anche per le maestre è stato così. Siamo cresciuti velocemente, sotto la loro guida, la loro protezione, come se fossero lupe e noi i loro cuccioli.
Il che, in parte, è vero.
Ci hanno accuditi per cinque anni e, quando qualche volta litigavamo, riuscivano sempre a risolvere la situazione.
E ci riescono ancora adesso.
Con la banda così capitanata dalle maestre Dan - dico quello che faccio e faccio quello che dico - e ELL, abbiamo fatto un lungo percorso.

Un percorso che comprendeva tutto: risate, giochi, lacrime e laboratori, come un grande frullato di sentimenti ed esperienze che non scorderemo mai.

martedì 30 maggio 2017

BASICS

XX è in viaggio in una di quelle trasferte modi e fuggi incastonate tra i milioni di impegni di maggio (il saggio di musica, lo spettacolo di teatro, il secondo spettacolo di teatro, l'ultima lezione strappalacrime del kung fu, ecc.) molti dei queli vivrà solo in differita e per sentito dire. Continua a non spiegarsi alcune cose, però. Come per esepio come mai il Regno Unito non abbia mai pensato che anche i tubi dell'acqua possano essere uniti e nel frattempo i lavandini inglesi testardamente si ostinano a dispensare acqua gelata o bollente a seconda della manopola selezionata.
Questa sera, olte alla questione dei tubi uniti (si sospetta che l'antica Roma avesse raggiunto vette mai eguagliate da quelle parti), dopo aver passato gran parte della serata a cercare di aprire, senza successo, l'acqua della doccia, XX è stata costretta a scenere a tarda sera alla reception della rurale accomodation, disturbare Brunilde, sessanta primavere e due trecce verdi, e chiederle di insegnarle ad aprire l'acqua della doccia. Brunilde con le sue trecce verdi e a piedi nudi è salita nella camera di XX, nel bagno, nella doccia - a fatica - e ha cercato un introvabile interruttore rosso. Nessun rubinetto era visiile. Oltre alla doccia stessa era presente un minuscolo boiler senza alcuna leva funzionante.

Brunilde si guarda intorno, entra e esce dalla doccia un po' di volte e poi si attacca a una corda che pende dal soffitto e che nell'immaginario di XX avrebbe fatto suonare l'allarme antincendio in tutto il Galles. In realtà lo spago ha acceso un interruttore sul soffitto che ha datto elettricità al boiler nella doccia che ha fatto scendere l'acqua della doccia che ha bagnato Brunilde e le sue trecce.

mercoledì 24 maggio 2017

LE ALI

Il prossimo spettacolo di teatro vi spinge a saccheggiare i guardaroba di casa sottraendo cravatte, sottovesti, inediti guanti bianchi e ogni altro genere di bizzarria.
"No. Mi serve un sacchetto più grande. in questo non ci stanno le ALI."
Ecco. Le ali. Che queste ali si possano spiegare e portarti, possenti o leggere dove sceglierai di andare, cucciola di mezzo.

venerdì 19 maggio 2017

THIS IS THE END


Dall'altra parte della barricata della cena arrangiaticcia ci sono stati invece i festeggiamenti pantagruelici: con l'occasione di tre compleanni si è scelto di unire (ed amplificare) le celebrazioni di tre genetliaci e della fine della scuola elementare. Loro, gli ex piccoli di quintabì, oggi un po' tutti nel mezzo tra l'essere bambini ed essere non so, si sono scatenati come difficile pensare possibile.
Le insegnanti, presentatesi puntuali alle celebrazioni, con occhio lucido e cuore gonfio hanno ripercorso i cinque anni di storia insieme.
E poi. E poi hanno sorpreso, commosso, divertito, ma soprattutto provocato un mare di lacrime in grandi e bambini esibendo un film montato ad hoc che racconta la loro storia, dalla prima convocazione in primabì alle mille esperienze vissute insieme.
E poi. E poi, con un dedica personale, puntuale, affettuosa, un po' nostalgica ad ognuno dei ventisei ex piccoli, aggiungendo chi è arrivato e chi è partito negli anni, hanno lasciato, se possibile, un altro segno indelebile nei cuori di tutti. Dal canto loro, tra gli ex piccoli c'era qualcuno distratto per difesa, ma la gran parte di loro ha singhiozzato e pianto calde lacrime di commozione e nostalgia, riso, applaudito, abbracciato gli amici e le insegnanti, ballato con loro, gridato canzoni sguaiate e ricordato quanto sono speciali. Loro. Gli amici e le loro splendide insegnanti che li hanno accompagnati in questi affacciarsi alla vita forte.
Il loro pensiero per la cucciola di mezzo:
"Cucciola di mezzo, tuffata nei libri da mattina a sera. Sicura di sé e molto determinata, lei scala la vita, come uno dei suoi sport preferiti, l'arrampicata.
E con mossa di Kung fu altrettanto sicura, lavora a testa bassa per pianificare la sua vita futura.
Anche per lei un sogno da scrittrice: ... farà concorrenza all'altra amica autrice?!"
Il loro pensiero per tutti per la vita:
"Il tempo fugge, il tempo vola: eccoci al termine di cinque anni di scuola. Cinque anni della nostra storia tra fatica, impegno, lacrime, risate e baldoria.
Vizi e virtù ha questo simpatico gruppo, che da piccolo seme è diventato maturo frutto.
E' ora giunto il momento di salutare, ma un filo invisibile non ci potrà mai separare, un filo di profondo affetto, di bei momenti condivisi che conserveremo nel cuore insieme ai vostri sorrisi.
Buona vita, quintabì!"

MESSAGING

La prefazione: questa sera è prevista una festona in pompa magna per gli ex piccoli della quintabì, che tra compleanni e fine della scuola elementare hanno in programma festeggiamenti pantagruelici.
La cucciola grande non intende partecipare, ma non intende neppure rimanere a casa da sola a cucinarsi una cena arrangiaticcia.
whatsapp: da cucciola grande a YY
"Papà ok se vado a fare un giro con Liluz e poi mi fermo a casa da lei COSI' RISOLVIAMO IL PROBLEMA DELLA CENA."
Inutilmente XX e YY hanno commentato che di problema di cena non si trattava per nessun'altro, se non, forse, per lei.

mercoledì 17 maggio 2017

PENSIERI L.I.S.

Dal  cucciolo di mezzo, classe quintabì
LA L.I.S. per me è...
La L.I.S. per me è un mondo più unito, che va al di là delle parole, costituito da segni: sembrano insignificanti per noi, che riusciamo a sentire il canto degli uccelli e le melodie che la natura ci regala e non ci rendiamo conto che c'è qualcuno che è sperduto in mezzo a un infinito silenzio.
Ed è per quel qualcuno che ogni singolo segno è importante come un gioiello, perché gli dona possibilità di comunicazione.

venerdì 12 maggio 2017

IL MARITO E LO ZOO

"Come è andata, allora, al corso di inglese? È tornata la maestra?"
"C'era suo marito. Lascia stare." Le perplessità di YY al trasferimento coniugale all'abilitazione di insegnare inglese ad un mucchio di settenni scatenati non sono celate.
"Beh, non ancora marito. La maestra non ha ancora avuto il bimbo che aspetta."
E XXche pensava che alcuni concetti semplici, tipo non tutti i papà sono mariti e non tutti i mariti sono papà, fossero stati chiariti anni or sono.
La conversazione evolve.
"Comunque il mio amico Tiit ha veramente uno zoo. Ha: tre gatti; un serpente; otto conigli. Ah, e tantissime formiche. Almeno ventuno."
Nel corso del surreale scambio che segue XX scopre che le ventuno forniche sono probabilmente di più, chiuse in un formicaio che contiene anche una formica regina che "ha almeno un figlio". Il formicaio pare anche sia stato portato a scuola a beneficio degli amici - la microba è stata naturalmente uno degli elementi più entusiasti in proposito - e si mormora che la formica regina abbia tentato di sfruttare la trasferta in secondabì per tentare l'evasione, salvo poi realizzare di essere parecchio più grande del passaggi disponibili. "Quindi a un certo punto ha rinunciato." La formica regina e lo zoo domestico.

venerdì 28 aprile 2017

SCUOLA...E VIA!

Giusto il tempo di cambiare la valigia e la cucciola di mezzo sta per ripartire: questa volta è merito della scuola, delle coraggiose maestre Dan-dico quello che faccio e faccio quello che dico - e Ell -addestratrice esperta. Hanno candidato la frizzante quintabì per partecipare a Scuola Natura, quella magnifica esperienza di gita. Multigiorni, esperienza via da casa con i propri amici in ambiente protetto nelle suggestive case vacanza che il comune di Milano ancora possiede.
Sono in ventisei, loro, insieme ad altre classi, i compagni sordi accompagnati dall'affetto e dall'integrazione per cui, si, ci sono anche loro. I ventisei partono sotto un diluvio che in questi giorni di fine aprile non si era mai visto, ma non importa. Le notizie, non che servissero reportage live, arrivano puntuali. Sono arrivati, hanno dormito bene, oggi laboratorio di pesto, domani spiaggia. Ciascun frammento di informazione dava il la alle mille sfumature di sentimenti mammeschi, da "poverini, piove..." a "e io qui a lavare i piatti".
Soltanto molte, molte ore dopo il ritorno, la cucciola di mezzo, rientrata completamente senza voce complici le scatenate serate mondane, si riesce ad avere qualche briciola di racconto: è esploso un finestrino del bus che ha colpito un ramo, lo stesso bus avrebbe tamponato il bus davanti, l'amico sordo si è tranquillizzato quando ha visto il messaggio dlla sua mamma sul telefono della maestra, il letto era bitorzoluto, i maschi hanno lavato i capelli ma le bambine no. In compenso è andata rovesciando sabbia dalle scarpe per i successivi tre giorni.
Un mazzo di tulipani simbolo di una gratitudine grande per il coraggio delle insegnanti. Non vi dimenticheremo.

martedì 25 aprile 2017

QUEL PONTE SPARPAGLIATO

Quando gli incastri si incastrano. Quando le date combaciano, le stelle sono amiche e l'universo benevolo li consente, è successo che i Noicinque si sono sparpagliati per il ponte del 25 aprile. Quattro giorni di trasferta dal nonno GG per le cucciole, nonno che le reclamava con loro che reclamavano lui; quanttro giorni di silenzio montano e pratica intensa e meditativa per XX, che si è regalata un tempo calmo per fare spazio. Quattro giorni frenetici per YY che pensava di godere dello stesso silenzio di XX in una casa finalmente vuota dal chiacchiericcio incessante e che ha invece passato il primo e l'ultimo giorno in autostrada per consegnare e farsi riconsegnare i tre quinti piccoli di famiglia, il secondo giorno impegnato in un fai da te estremo e il terzo giorno a lavorare.
I risultati del ponte sparpagliato sono stati XX e YY solari e rilassati, ciascuno a loro modo, e le cucciole gasate dalle cavalcate estreme di Andrea, quello che corre in macchina nei filari di viti per seguire, o guidare la passeggiata a cavallo.

sabato 1 aprile 2017

RIFLESSIONE, DAL QUADERNO MICROBO

Dal quaderno microbo di italiano, classe secondabì
Domande aperte
Vietato   accendere il fuoco nel bosco
A volte  (ma quasi mai) sciopero
Le stelle  sono compagne della luna

Ma soprattutto

Portami  in te

PORTAMI IN TE. Una frase di una forza dirompente che ti racconta. Che racconta di come ci hai fatto completi, chiuso un cerchio, equilibrato, squilibrandoli, gli equilibri. Di come ci hai reso quello che siamo, di come mi fai aprire gli occhi di fronte alle cose dei piccoli, che non sono piccole cose. Porto in me il tuo cuore, i tuoi dentoni spaiati, il sorriso arricciato, il tuo candore senza filtri. Ti porto in me, microba.