Logistica d'inferno, recupero precena dalla palestra di arrampicata della cucciola di mezzo, che sorprendentemente rinuncia alle sue ciarle da spogliatoio e riemerge in tempi quasi umani. A casa aspettano una cena, una doccia da fare di volata. XX è anche attesa da una serata tra mamme, la prima della classe prima della microba. Non ci si conosce, si cercano persone simili, in queste occasioni nascono inaspettate e sorprendenti amicizie. Peccato che nel mezzo della pedalata di avvio alla salita, quando XX si trascina sulla bici la cucciola di mezzo con tutta l'attrezzatura di arrampico, la sua borsa, il pc, proprio sul momento di accelerazione massima pre-salita si smonta il seggiolino su cui la cucciola si lasciava trasportare. Lei crolla sulla schiena, viene trascinata qualche attimo finchè la ruota della bici si blocca del tutto. Lei strilla, XX quasi cade, le macchine sfrecciano accanto a loro. Un gentile ragazzo capellone vede la scena apocalittica e si ferma a cercare di dare una mano. Vede la cucciola ancora sdraiata sulla schiena e sul seggiolino smontato, le luci lampeggianti dlla bici e del casco di XX indossato dalla cucciola, cerca di nascondere una risata alla vista di XX che indossa per l'occasione il cappello peloso pieno di occhi, orecchie, zamoe e code della cucciola e le aiuta almeno a liberare la ruota. XX e la cucciola si rialzano, tenendo in bilico il seggiolino smontato ritornano a piedi a casa arrivando circa quattro secondi dopo che il solerte gruppo delle mamme di prima aveva citofonato. XX non si era mai goduta un bicchiere di vino in un momento tanto adatto come quello condiviso quella sera, dopo aver segnalato a YY il danno alle due ruote e riconsegnato in famiglia una cucciola un po' spaventata ma praticamente illesa.
La scena sarebbe entrata a pieno titolo nel medley dei video "Stai tranquillo che ci pensa la mamma"
giovedì 26 novembre 2015
lunedì 9 novembre 2015
CUORI GONFI
Tutto concentrato in trentasei ore. Il battesimo dell'acqua in un soleggiato e tiepido sabato mattina, con il naviglio reso brillante dal sole ma la vogata non meno difficile. Un undicesimo compleanno di allegria ed emozione. La cerimonia della "confermazione" una volta si chiamava cresima, con emozioni divise e condivise con gli amici speciali dal cuore generoso.
Cominciamo dall'inizio: naviglio brillante, barca enorme, otto remi che uno è in alto, un in basso, uno piatto, uno di taglio, uno incastrato e uno fuori dal suo scalmo. Loro quattro alla loro prima uscita sono felici e ridanciani. L'istruttorebsrafico ad un certo punto, mentre i remisbattono framloro le barca oscilla un po', dichiara serafico "Beh, da qui al massimo rientriamo con la corrente." Hanno percorso circa cento metri totali in mezzora, ma sono stati i cento metri più felici di sempre. Nel giorno dell'undicesimo compleanno della cucciola grande, che al termine delle fatiche sportive ha dispensato fettine di crostata alle albicocche a tutto il circolo.
Un compleanno cucciolo grande non poteva essere senza la sua anima gemella, la cagnolina TT, che ha festeggiato a suo modo giocando a nascondino e cercando wurstel al parco.
L'indomani ecco un altro grande giorno, quelło che magari sembra scontato ma poi tutti sono emozionati. Alla cresima, resa speciale da Mau&Laura, ma anche dal cuginone FF e dal cuginetto GG sbarcati da Torino, i Noicinque si sono sentiti stretti da un affetto caldo ed emozionato, nonostante le smorfie di disgusto della cucciola grande quando il vescovo le ha spalmato l'olio sulla fronte, e non solo.
Trentasei ore di emozioni con varie sfumature, dall'eccitazione di una prima vogata spettinata al più intimo e raccolto rito religioso, ma tutte che hanno gonfiato il cuore di XX di gioia. Gioia e gratitudine.
Cominciamo dall'inizio: naviglio brillante, barca enorme, otto remi che uno è in alto, un in basso, uno piatto, uno di taglio, uno incastrato e uno fuori dal suo scalmo. Loro quattro alla loro prima uscita sono felici e ridanciani. L'istruttorebsrafico ad un certo punto, mentre i remisbattono framloro le barca oscilla un po', dichiara serafico "Beh, da qui al massimo rientriamo con la corrente." Hanno percorso circa cento metri totali in mezzora, ma sono stati i cento metri più felici di sempre. Nel giorno dell'undicesimo compleanno della cucciola grande, che al termine delle fatiche sportive ha dispensato fettine di crostata alle albicocche a tutto il circolo.
Un compleanno cucciolo grande non poteva essere senza la sua anima gemella, la cagnolina TT, che ha festeggiato a suo modo giocando a nascondino e cercando wurstel al parco.
L'indomani ecco un altro grande giorno, quelło che magari sembra scontato ma poi tutti sono emozionati. Alla cresima, resa speciale da Mau&Laura, ma anche dal cuginone FF e dal cuginetto GG sbarcati da Torino, i Noicinque si sono sentiti stretti da un affetto caldo ed emozionato, nonostante le smorfie di disgusto della cucciola grande quando il vescovo le ha spalmato l'olio sulla fronte, e non solo.
Trentasei ore di emozioni con varie sfumature, dall'eccitazione di una prima vogata spettinata al più intimo e raccolto rito religioso, ma tutte che hanno gonfiato il cuore di XX di gioia. Gioia e gratitudine.
venerdì 6 novembre 2015
CARI GENITORI
Dal quadernino degli avvisi microbo, al termine di una giornata di fuoco
Cari genitori,
oggi la microba ha usato le forbicine in modo inappropriato contro un compagno, procurandogli alcuni piccoli tagli sui vestiti e un livido sulla gamba sinistra.
Cordiali saluti.
Le maestre
La tragicomica comunicazione ha avuto alcune conseguenze sulla vita Noicinque: castigo microbo di una settimana (subito esteso a otto giorni per l'immediato non rispetto del castigo stesso), acquisto frenetico di nuovi vestiti al compagno, biglietti di scuse al compagno - e risposta di scuse accettate - e alle maestre - nessun riscontro noto. Speriamo che la creatività microba scelga modi meno illeciti di manifestarsi in futuro.
Cari genitori,
oggi la microba ha usato le forbicine in modo inappropriato contro un compagno, procurandogli alcuni piccoli tagli sui vestiti e un livido sulla gamba sinistra.
Cordiali saluti.
Le maestre
La tragicomica comunicazione ha avuto alcune conseguenze sulla vita Noicinque: castigo microbo di una settimana (subito esteso a otto giorni per l'immediato non rispetto del castigo stesso), acquisto frenetico di nuovi vestiti al compagno, biglietti di scuse al compagno - e risposta di scuse accettate - e alle maestre - nessun riscontro noto. Speriamo che la creatività microba scelga modi meno illeciti di manifestarsi in futuro.
mercoledì 4 novembre 2015
QUEL MIRACOLO
Benarrivata, Arianna. Benarrivata da quella tua culla dolce, tiepida e accogliente, benarrivata in questo mondo di estremi. Le luci forti, cosí diverse rispetto alla quieta penombra del pancione. I rumori forti, magari improvvisi, cosí diversi dai regolari suoni fisiologici del corpo che ti ospitava, dal regolare tum tum del cuore della tua mamma, dalla sua voce familiare. Ed eccoti. Sei arrivata in un soleggiato pomeriggio di novembre, un giorno di anticipito sulla tabella di marcia dei medici. In un attimo hai reso la tua mamma e il tuo papà LA TUE MAMMA e IL TUO PAPÀ. È con un affetto e una commozione grande che ho visto come in un attimo sei diventata tutto per loro, come profondamente hai cambiato il loro intimo. Loro sono, per te. Sono e basta, in un modo che prima non si immaginavano nemmeno. Grazie, Arianna, per averci portato ancora una volta la magia di questo amore cosí gratuito e incondizionato. Che tumpossa adattarti in fretta alle luci forti, ai rumori forti e a tutto quanto di forte la vita di proporrà, che tu possa percorrere con la leggerezza con cui sei arrivata questo sentiero appena iniziato. Benarrivata, Arianna.
martedì 3 novembre 2015
AH, ADESSO SI...
"Cucciola grande, tutto ok oggi a scuola?"
"Mh, si, benissimo, c'è stata finalmente la supplente di tecnica. E poi anche di italiano."
"Come, di italiano?"
"Boh, tutti dicevano che la prof di italiano era incinta."
"EHHHHHHH?!"
Da: XX
A: rappresentante di classe primacì, detta Rapp
Ciao Rapp, oggi la cucciola grande, da cui non si sa mai molto, mi ha detto che la prof. di italiano sarebbe incinta e oggi c'era una supplente con cui hanno fatto solo i compiti. Ne sai qualcosa magari tu?
Da: Rapp
A: XX
Oohh. Che io sappia era in gita
Da: XX
A:Rapp
Vuoi dire che la mia pera di figlia ha capito incinta per 'in gita'? Più che possibile....adesso sì che la riconosco.
"Mh, si, benissimo, c'è stata finalmente la supplente di tecnica. E poi anche di italiano."
"Come, di italiano?"
"Boh, tutti dicevano che la prof di italiano era incinta."
"EHHHHHHH?!"
Da: XX
A: rappresentante di classe primacì, detta Rapp
Ciao Rapp, oggi la cucciola grande, da cui non si sa mai molto, mi ha detto che la prof. di italiano sarebbe incinta e oggi c'era una supplente con cui hanno fatto solo i compiti. Ne sai qualcosa magari tu?
Da: Rapp
A: XX
Oohh. Che io sappia era in gita
Da: XX
A:Rapp
Vuoi dire che la mia pera di figlia ha capito incinta per 'in gita'? Più che possibile....adesso sì che la riconosco.
sabato 31 ottobre 2015
TROVA IL NUMERO DI CANI E BAMBINI
È lei, sempre la vulcanica MONI. Questa volta ha assoldato un numero imprecisato di amici e conoscenti, ha commissionato con anticipo biscotti fatti in casa, ha assemblato sacchetti di squisitezze proibite con ragnatele e zucche, li ha sapientemente distribuiti prima del pomeriggio dei festeggiamenti. Ha raccolto cani e bambini del quartiere e la baraonda di zombi, streghe, scheletri e spiderman ha passeggiato suonando campanelli ad hoc e ricevendo leccornie di ogni genere. Venti gambe pelose, quattordici gambe cucciole, un numero imprecisato e fluido di accompagnatori adulti che andavano accompagnando la strana processione che ha raccolto dolci per un reggimento. Ancora grazie a MONI, alla cagnolina TT che ha portato una gioia fiammante nel cuore della cucciola grande, a tutti i bambini e i pelosi che hanno partecipato a questa festa pagana degli spiriti del male, che però hanno portao un asafco di buoni sorrisi
venerdì 16 ottobre 2015
QUELLA VOLTA (SBAGLIATA) CHE LA SVEGLIA NON SUONA
Due giorni di fiera a Madrid, un filotto di incontri programmati e non, il pullmann stile gita scolastica per gli spostamenti. E poi, finlamente, il venerdí quasi all'alba, il rientro con una batteria di colleghi, tra cui anche il generale più alto in grado, con cui XX vola per la prima volta in quattrodici anni di servizio. Appuntamento nella lobby alle sette e un quarto e, come probabilmente capita a molti, anche XX quando l'indomani deve prendere un volo presto tende a svegliarsi molte volte con quella sottile inquietudine e diffidenza per la tecnologia della sveglia. Non questa mattina, però, quando alle sette e mezza del mattino lei dorme come un ghiro quando il tutt'altro che discreto squillo della telefono in camera le provoca un quasi infarto alle coronarie. All'altro capo del filo il suo capo "Scusa, ma su che volo sei? Sono le sette e mezza...""Aahhh NONÈSUONATALASVEGLIAAAA!". In un centinaio di secondi circa si libera del pigiama, si lava i denti, chiude la valigia, stacca tutti i device tecnologici dalle rispertive cariche, dimentica gli orecchini e si catapulta nella lobby dove la aspettavano svariati colleghi, neppure troppo impazienti.
Arrivata al sicuro sul taxi diretto in aeroporto chiama a casa, cerca di restarurarsi un minimo il viso stravolto dallo spavento del telefono, scarica la carta d'imparco che però non è disponibile per problemi al server della linea aerea (sarà costretta a ristamparla in aeroporto) e si vergogna moltissimo. I colleghi, tutti uomini, sembrano in realtà impressionati più da quanto XX abbia fatto in fretta a presentarsi che dalla sveglia che non ha suonato.
Un ritorno con brivido. Ah, gli orecchini saranno spediti a Milano insieme a un golfino dimenticato nell'armadio da una collega. Poteva andare peggio, molto peggio.
Arrivata al sicuro sul taxi diretto in aeroporto chiama a casa, cerca di restarurarsi un minimo il viso stravolto dallo spavento del telefono, scarica la carta d'imparco che però non è disponibile per problemi al server della linea aerea (sarà costretta a ristamparla in aeroporto) e si vergogna moltissimo. I colleghi, tutti uomini, sembrano in realtà impressionati più da quanto XX abbia fatto in fretta a presentarsi che dalla sveglia che non ha suonato.
Un ritorno con brivido. Ah, gli orecchini saranno spediti a Milano insieme a un golfino dimenticato nell'armadio da una collega. Poteva andare peggio, molto peggio.
giovedì 15 ottobre 2015
QUANDO LA BUROCRAZIA ABDICA AL BUONSENSO, QUASI
"Pronto, buongiorno, è la scuola, parlo con la mamma della cucciola grande? Ha mal di testa, la può venire a prendere?"
"Guardi, mi dispiace, sono a Madrid per lavoro, non posso venire, va bene se mando la nonna?"
"Certo. Ma...la nonna ha la delega?"
"Delega? Ma la delega per cosa, scusi, che i ragazzi entrano ed escono da scuola sempre da soli?"
"Eh, ma fuori orario ci vuole la delega. Ma lei non può venire?"
"No, mi dispiace, sono sempre a Madrid per lavoro. Ma non è sufficiente questa mia delega telefonica, vi informo del nome della nonna ecc..."
La delega telefonica non era naturalmente sufficiente. XX ha dovuto chiamare, nell'ordine: la segreteria della scuola; la vicepreside; la nonna MM; YY che ha fatto una magia mandando un documento scansito a una mail che sembrava un codice fiscale senza sbagliare; la nonna MM.
In tutto questo, fatti salvi i rigidi regolamenti scolastici, e ladelega una tantum via mail, la cucciola grande era tutt'altro che moribonda, aveva mal di testa e grazie a questa uscita anticipata ha saltato un'ora di musica e una di religione. A metà pomeriggio era un fiore. XX invece era un po' appassita.
"Guardi, mi dispiace, sono a Madrid per lavoro, non posso venire, va bene se mando la nonna?"
"Certo. Ma...la nonna ha la delega?"
"Delega? Ma la delega per cosa, scusi, che i ragazzi entrano ed escono da scuola sempre da soli?"
"Eh, ma fuori orario ci vuole la delega. Ma lei non può venire?"
"No, mi dispiace, sono sempre a Madrid per lavoro. Ma non è sufficiente questa mia delega telefonica, vi informo del nome della nonna ecc..."
La delega telefonica non era naturalmente sufficiente. XX ha dovuto chiamare, nell'ordine: la segreteria della scuola; la vicepreside; la nonna MM; YY che ha fatto una magia mandando un documento scansito a una mail che sembrava un codice fiscale senza sbagliare; la nonna MM.
In tutto questo, fatti salvi i rigidi regolamenti scolastici, e ladelega una tantum via mail, la cucciola grande era tutt'altro che moribonda, aveva mal di testa e grazie a questa uscita anticipata ha saltato un'ora di musica e una di religione. A metà pomeriggio era un fiore. XX invece era un po' appassita.
martedì 13 ottobre 2015
QUELL'ENTUSIASMO CHE È ORMAI DENTRO DI LORO
È alta, giovane, energica e magnetica, ha i capelli raccolti, una voce squillante e racconta i ragazzini della classe primacì con contenuto entusiasmo. Si tratta della professoressa di italiano della cucciola grande, uno di quei misteriosi personaggi attorno ai quali si era creato, nel mese passato, un alone di magia sconosciuta. Lei che ha iniziato il programma di antologia con le favole di Esopo, che chiede come compito di disegnare a fumetti e che distribuisce link via mail per fare compiti facoltativi aggiuntivi. Poi c'è la prof coloratissima e frizzante che, a dispetto delle apparenze, insegna matematica e scienze. Piú scienze che matematica, a dire la verità, vista la sua formazione in scienze naturali e il suo passato di giornalista scientifica. Lei che li ha conquistati con la sua esperienza sul comportamento degli animali, e che li ha convinti quasi tutti a fare le gare dei giochi matematici. XX, durante la prima - e probabilmente unica - riunione di classe della prima media, ha conosciuto anche la giunonica e platinata prof di inglese, quella che si manca un compito, o anche solo un pezzo, ti dà subito una nota così almeno non ti dimentichi più, anche se lei sostiene che sia unicamente per informare la famiglia e non una punizione. Lei che ha già organizzato uno spettacolo di teatro in inglese tra due settimane e che sostiene che si, la classe è interessata e partecipe ma molto vivace, la parola più pronunciata durante l'incontro. Il parco insegnanti raccoglie anche una compita professoressa di musica che farà scegliere ai ragazzi lo strumento da suonare "ma se poi ci sono troppe tastiere e pochi flauti non va bene perchè le tastiere non si sentono al saggio". (Pazienza, pensa XX, anche se teme che la cucciola grande, nonostante i brevi trascorsi di pianoforte, si dedicherà al rumoroso e fischiante flauto perchè è più leggero e meno ingombrante da portare). Arte: l'occhio un po' annebbiato, la evve moscia, la volontà di abbellire la classe con i loro lavori, la professoressa di educazione artistica si lancia in una programmazione fitta di che cosa sarà fatto: creatività, immaginazione, precisione, tecnica. Alcuni di loro non sanno nemmeno tenere la matita. Beh, cominciamo bene. E poi la granitica prof di storia, aggregata a questo collegio docenti per due sole ore ma presente e rilevante come se fossero duecento. Anche lei, senza voce "ma non per colpa dei vostri figli, è colpa del tempo" - ah, meno male - racconta di una classe partecipe e vivace, curiosa e chiacchiericcia in cui si insegnerà la storia a partire dalle invasioni barbariche fino all'umanesimo. Completa il collegio il marziale prof di educazione fisica, quello che è stato in piedi, postura militare, per tutta la riunione, che dice che i ragazzi sono vivaci ma basta riprenderli e tutto torna nella norma. Soprattutto se insieme a riprenderli li sfianchi con un allenamento di corsa, balzi, flessioni e addominali che nemmeno i navy seals. Nell'immaginario della cucciola grande lui è il più severo di tutti, anche se ha conquistato un posto nel suo cuore quando ha saputo che lui sta programmando una gita con loro sui navigli...per andare in canoa!
Nel complesso di questo assaggio di scuola media XX ha trovato grande competenza ed empatia, affiancati dal giusto rigore, un grande entusiasmo per questa avventura che la cucciola grande sembra accogliere con diligente determinazione, la sensazione di un gruppo omogeneo, esuberante quanto basta, curioso e partecipe. E anche tra le mamme e qualche papà XX ha ritrovato conoscenze passate di sentieri che si erano già incrociati e che la ruota del mondo ha riportato a percorrere insieme un pezzetto di percorso. Con l'entusiasmo della prima media quando sai di avere il mondo in mano.
Nel complesso di questo assaggio di scuola media XX ha trovato grande competenza ed empatia, affiancati dal giusto rigore, un grande entusiasmo per questa avventura che la cucciola grande sembra accogliere con diligente determinazione, la sensazione di un gruppo omogeneo, esuberante quanto basta, curioso e partecipe. E anche tra le mamme e qualche papà XX ha ritrovato conoscenze passate di sentieri che si erano già incrociati e che la ruota del mondo ha riportato a percorrere insieme un pezzetto di percorso. Con l'entusiasmo della prima media quando sai di avere il mondo in mano.
venerdì 2 ottobre 2015
DIMMI CHE COSA TI REGALANO E TI DIRÒ CHI SEI
Settimane intense di inizi, bilanci, festeggiamenti. Lei, la microba, che ormai veleggia pericolosamente verso la statura della cucciola di mezzo, oggi compie sei anni. In altre occasioni, in giorni di festa come questi, XX sceglieva di raccontare l'evoluzione delle sue piccole grandi persone di anno in anno. Ebbene, oggi tenta di descrivere l'incontenibile energia della microba attraverso i doni che le persone che la amano più di più hanno scelto per lei.
Uno skateboard, regalato da mamma e papà che hanno la certezza che lei, al momento, non lo sappia usare; una bomba, un gioco imprevedibile che ticchetta e scoppia a sorpresa e senza preavviso, un po', ogni tanto, come lei; uno scheletro di mezzo metro, appeso ad un piedistallo di metallo che pesa almeno mezzo chilo. In attesa di trovare una sistemazione più privata, lo scheletro abita per ora sulla scrivania della microba vegliando attento sulle sue attività; una tartaruga robot che nuota in un catino trasparente del diametro di mezzo metro (quasi una piscina per lo scheletro). Il messaggio: Voi due, si, proprio voi due. I miei genitori, quelli che talvolta tollero a malapena e a cui rivolgo, quando necessario, sguardi di brace...si proprio voi due che non mi permettete di allevare tartarughe vere. Guardatemi qui, costretta a giocare con una tartaruga robot.
Uno skateboard, regalato da mamma e papà che hanno la certezza che lei, al momento, non lo sappia usare; una bomba, un gioco imprevedibile che ticchetta e scoppia a sorpresa e senza preavviso, un po', ogni tanto, come lei; uno scheletro di mezzo metro, appeso ad un piedistallo di metallo che pesa almeno mezzo chilo. In attesa di trovare una sistemazione più privata, lo scheletro abita per ora sulla scrivania della microba vegliando attento sulle sue attività; una tartaruga robot che nuota in un catino trasparente del diametro di mezzo metro (quasi una piscina per lo scheletro). Il messaggio: Voi due, si, proprio voi due. I miei genitori, quelli che talvolta tollero a malapena e a cui rivolgo, quando necessario, sguardi di brace...si proprio voi due che non mi permettete di allevare tartarughe vere. Guardatemi qui, costretta a giocare con una tartaruga robot.
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