Oggi è quel giorno. Dopo un lungo avvicinamento, molti ragionamenti sull’assicurazione, alcuni accesi dibattiti con l’università in tema di tirocinio, oggi è quel giorno in cui la cucciola grande segue il suo veterinario di riferimento, quello a cui affida la cura del prezioso Gino.
Il veterinario di chiama Stefano, è specializzato in ortopedia e chirurgia dei cavalli, ha una clinica a Brescia e viaggia come un fringuello per mezza Europa. Cura Gino quando lei lo ‘sente storto’, e ha accettato di scarrozzare la cucciola grande nelle sue giornate interessanti. Lui le spiega, lei l’accompagna e un po’ lo aiuta, lui paga il pranzo.
Il resoconto della giornata sembra una storia di fantasia: un cavallo scappa, vede la pappa dei conigli, si ingolosisce e ne mangia troppa. Indigestione? Macché. Ai cavalli che brillantemente e golosamente mangiano troppo del cibo (neppure loro), può accadere che per questioni di pressione vascolare, si stacchi un dito. Laminite, dice.
‘I cavalli hanno le dita?’ chiede ingenua XX, giusto per ricevere lo sguardo di rirpovazione cucciolo. Ma soprattutto, perché di stacca un dito se mangiano troppo? E perché mangiano teoppo?
Troppi interrogativi a cui la cucciovet non ha alcuna intenzione di rispondere.
Alla prossima puntata, al seguito di Stefano e il loro mondo di meraviglie.
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