giovedì 4 aprile 2013

ALL'INTERVALLO

"Oggi Liluz mi ha fatto leggere solo sei righe di Harry Potter. All'intervallo."
"E poi che cosa hai fatto, se non hai letto, all'intervallo?"
"Poi abbiamo giocato a dama. Solo che i maschi usano le pedine per giocare a calcio, e poi, indovina, mancano un sacco di pedine. Così abbiamo usato gli scacchi e abbiamo giocato con il re, tre birilli e due torri."
"Si, veramente non sono birilli ma pedoni. E tu, cucciola di mezzo, all'intervallo che cosa hai fatto?"
"La cacca."
"Io a scuola non la faccio mai, la cacca."
"NEACH-IO LA FA-ZZO A CUO-LA. TU-TTI LI AL-TRI MI-EI AMI-ZI FA-NNO LA CA-CCA A CUO-LA. IO NO." (=noto con disappunto che nessuno di è degnato di chiedere come ho trascorso io l'intervallo. Ebbene, dal momento che, a differenza della mia sorella di mezzo e di tutti quegli altri miei amici ruvidi e ruspanti con cui condivido le lunghe ore della giornata, non mi sognerei mai di fare la cacca all'asilo, io ho passato l'intervallo, che non so ancora molto bene che cos'è, a fare la tana dei leoni. La tana ruvida e morbida, in classe turchese, tre maschi e molte femmine. - se noi sai rispondere, confondi.)

mercoledì 3 aprile 2013

OGGI SI

Con la complicità di una improbabile quanto breve visita dal dentista dei bambini, oggi pomeriggio ho fatto la mamma: ho raccolto, fuori orario, te, cucciola grande, che quando il custode ti ha avvisato sei arrivata sorridente al galoppo giù dalle scale azzurre, le stesse che nella mia infanzia ricordo come enormi che che invece sono, beh, soltanto scale. Ho incontrato, inaspettata, te, cucciola di mezzo, che trasportavi messaggi da e per gli insegnanti con compita diligenza nel mezzo di un atrio silenzioso e fiorito. Ho assistito ai ventiquattro secondi di visita del dentista, quello che ha detto "Ehhh?! È dal luglio scorso che non ci vediamo?" E subito dopo ci ha dato il prossimo appuntamento per gennaio 2014.
Ho recuperato te, microba sorridente e frizzante, nella ressa dell'uscita del pomeriggio dall'asilo, all'ora piena di nonni e di tate e povera di genitori, ed ero così fiera di vedere il tuo sorriso a venti denti e raccogliere le opere d'arte della giornata (tra l'altro, il ritratto che mi hai fatto con le ciglia arancioni mi piace parecchio, grazie).
Ho infine recuperato te, cucciola di mezzo, quando la tua classe è uscita a sorpresa prima di tutte le altre, e mi sono quasi commossa nel vederti spiegare alla maestra che si, potevi andare perché avevi visto la tua mamma. Mi sono divertita ad accompagnarvi, per una volta, ad arrampicare dalla rocciosa Lux, e siccome siamo arrivate in anticipo ho creduto alla vostra personalissima visione delle regole di arrampicata. "Ma siete sicure di poter arrampicare qui, senza Lux?" "EEHHH, siiii. Tutti possono arrampicare qui tranne i nani." "Ah. E chi sono i nani?" " Irene, Riccardo...i nani." " Mhm, e voi non siete nani?" "No, i nani hanno quattro anni. Anche un po' cinque. Si, però se un bambino ha sette anni ma non ha mai arrampicato prima, è nano anche lui." - un po' di sano nonnismo -.
Tutto per poi scoprire che no, le regole di Lux sono arrampicare nel buco tutti, anche i nani, ma nessuno dove avete invece arrampicato voi per oltre mezz'ora, o "una mezzoraemmezza", che poi sarebbero tre quarti d'ora.
Mi è piaciuto ritornare a piedi chiacchierando, raccontando la storia del Signore degli Anelli, guardare dei piccoli fiori selvatici che "EEEHHH, guarda che bei fiori. Come quelli che abbiamo visto in Sudafrica! Ma più grandi." "Quelli che sembravano cavolfiori?" "Si, un po' più cavolfiori." "Quelli che sembravano pecore?" "Eh, si, un po' cavolfiori e un po' pecore." Trovati a sorpresa vicino al cavalcavia di via Ripamonti.

martedì 26 marzo 2013

LEI, INTANTO

Lei, TT, intanto: ubbidisce al millimetro ad ogni indicazione della cucciola grande, che ne approfitta e la fa saltellare, e sedere, e correre, e sedersi di nuovo, e saltare di nuovo, solo per poterla coccolare come si merita. TT, in una sorta di amplificata captatio benevolenzae, non sgarra e gode di questa ulteriore, inattaccabile simbiosi con la cucciola grande.
Poi arriva il momento per i Noicinque di tornare a casa dopo aver dato il benvenuto a Giomo, TT fa la matta e accompagna la cucciola grande al portone, poi esce e la vede avviarsi verso casa sua con sorelle e genitori. Passa la notte a non darsi pace per non aver controllato che la cucciola grande, l'unico reale capobranco che davvero TT riconosca, sia arrivata a casa sana e salva. Così all'alba, appena riesce a convincere MONI a scendere per fare pipì, approfitta del portone aperto e scappa come un fulmine. MONI, che quando TT corre via non si dà pace e rimette in discussione i suoi sei diversi brevetti di addestratore cinofilo e i due decenni di esperienza con i pelosi, la cerca nel solito prato vicino a casa. Ma TT non è lì. In questo gelida alba di marzo TT è seduta, ansiosa e scodinzolante, davanti a casa Noicinque, non distante ma neppure troppo vicina. MONI, che conosce il ragionare canino, si incolpa dell'accaduto e si rende conto, con crescente orrore, che il senso di protezione e responsabilità che TT prova verso il capobranco (cucciola grande) è ormai incontenibile, e giura che da ora in poi, sempre, accompagnerà la cucciola grande a casa con TT.

lunedì 25 marzo 2013

GIOMO

È arrivato. Atteso da oltre un anno, grandi le aspettative, il suo nome pronto molti mesi prima che nascesse: le tre cucciole fremevano e vibravano di eccitazione quando sono andate, oggi nel tardo pomeriggio, a conoscere Giomo, il nuovo quadrupede inquilino della casa di MONI, la frizzante educatrice cinofila. Giomo ha due mesi, pesa quasi dodici chili, un pelo morbido ma puzzolente, una pigrizia congenita e una sana diffidenza nei confronti dei gradini, anche quelli di pochi centimetri. Nelle venti ore circa di ambientamento a casa di MONI, però, pare aver fatto amicizia, a dispetto di ogni aspettativa, con TT, la cagnolina ad alta frequenza con cui la cucciola grande intrattiene una relazione esclusiva, ha fatto pipì svariate volte ovunque, è caduto nella ciotola dell'acqua mentre beveva (ci si è già accorti che l'agilità non sembra la sua dote migliore), ha rosicchiato le gambe rosa del tavolo rosa e guaisce come un pulcino. Non bacia nessuno tranne la microba, per la quale ha avuto effusioni, ricambiate, umide e generose. TT, dal canto suo, ha ben tollerato l'invasione cucciola e le attenzioni, non tutte gradite (come la microba che allarga le orecchie per fare l'aeroplano) destinate a Giomo. La cucciola grande, con il suo essere empatica con le bestie di ogni ordine e grado, con il suo capire TT con la telepatia ed essere primogenita lei stessa, ha infatti rivolto grande cura all'esuberante TT, che grazie a questo non si è mostrata troppo gelosa del neoarrivato.
Nel ricordo di GHEO, Giomo, stessa razza e stessa futura stazza, si piazza piuttosto in alto nello specialissimo ranking cucciolo, ha da subito conquistato il pubblico minorenne con e senza baci, con il suo pelo morbido e puzzolente, con le unghiette aguzze, con il sedere che ondeggia e con l'attesa che si riveli un compagno di giochi tranquillo e affidabile. Grazie a MONI per aver voluto condividere questo arrivo emotivamente coinvolgente con le emotivamente già parecchio coinvolte cucciole, che saranno investite della responsabilità, non da poco, di fare di Giomo un amico dei bambini.
Benarrivato Giomo, e in bocca al lupo.

sabato 23 marzo 2013

PON-TO

"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"ZA-O."
"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"TI HO DE-TTO ZAO, NON PON-TO."
"È vero, mi hai detto ciao. Allora come stai, come state, fate le bravissime?"
"PI-MA A-VE-VI DE-TTO PO-NTO. IO TI HO DE-TTO ZAO."
"Va bene, anche io ti dico ciao. Senza dire pronto. Ciao cucciola, come stai come state, fate le bravissime?"
"SI. ZAO. SMACK."
Click. Era tutto quel che XX voleva sapere (quasi).

mercoledì 20 marzo 2013

BONNIE&CLYDE

Le lungimiranti maestre della classe verde chiamano la microba e il suo amico Potts BONNIE&CLYDE.
Forse perché hanno rubato, di nascosto, uno per uno, gli gnocchi dal piatto di Taat?

martedì 19 marzo 2013

L'OCA SONIA E LA MINESTRA ARANCIONE

"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"PON-TO. SAI CHE A-BBIA-MO MAN-ZATO LA PI-ZZA E LA MI-NE-STRA A-RAN-ZO-NE?! E POI IL BU- DINO E POI A-BBIA-MO PA-RE-CCHIA-TO."
"Mmhh, buona, la pizz..."
"EEhh, sai che abbiamo mangiato il budino e poi abbiamo visto un film? E forse domani un altro film? Allora, alla fine abbiamo visto Pierino e il Lupo e l'oca Sonia e il gatto Ivan che vuole mangiare il picchio."
"Anche il nonno ha un gatto che si chiama Ivan!"
"EEhh, ma questo gatto Ivan non era a chiazze bianche e nere, era a righe rosse e arancioni. Tutto diverso."
"Ma che cos'è questa storia che a scuola si guardano sempre i film?"
"EEhh, allora, la storia è che il picchio piange perché pensa che il lupo abbia mangiato l'oca Sonia. Era con il cappello."
"Chi aveva il cappello, il picchio?"
"Noo-oo, l'oca Sonia aveva il cappello."
"Pronto. Ciao cucciola, come stai, come state, fate le bravissime?"
"Pronto. Ciao. Abbiamo mangiato la pasta con le foglie di olivo. Alle foglie di olivo. No, delle foglie di olivo. Era buonissima, ciao."

domenica 17 marzo 2013

A PARTE I MIRTILLI

"Pronto. Ciao nonna MM, ho saputo che hai invitato a pranzo le cucciole, come stai, come stanno, fanno le bravissime?"
"Siiiii, bravissimeeeee, VERO BAMBINEEE? Te le passo, ciao."
"Pronto. Ciao. Ho scritto una canzone che avevamo imparato con Mir - la maestra di musica della prima elementare, non la stazione spaziale, ndr - così non la dimentico, aspetta che te la canto:
E   -   ra   -   va   -   mo   -   tar   -   ta   -   ru   -   ghe   -   e   -   cam   -   mi   -   na   -   va   -   mo   -   pia   -   no.
Siam diventati asinelli e trotterellavamo un po'
Poisiamdiventatigazzelleecorriamoapiùnonposso!
Ti è piaciuta?"
"Bella, devi farla sentire anche al maestro di piano, è tutta sul ritmo, così, ti spiega..."
"Si, ciao, devo fare la cacca."
"PON-TO. ZAO. HO FI-NI-TO IL RI-SO-TO ZA-LLO PRI-MA DI TU-TTI."
"Mmhh, che bontà, sono sicura che era squisito!"
"Prontoooo, sai che io ho finito il risotto seconda di tutti. AAHHHH, la nonna ha rovesciato i mirtilli. Quanti mirtilli!"
"I mirtilli? Aiuta la nonna a raccoglierli, allora."
"EEEHHH, lo sto già facendo, ho una mano piena, ma sono millemila e sono rotolati dappertutto."
"Pronto, ciao XX, come stai?"
"Bene, bene, qui fa solo freddissimo. Lì tutto bene? Fanno le bravissime, le cucciole?"
"Sisisi, qui tutto bene, a parte i mirtilli..."

venerdì 15 marzo 2013

E INTANTO...

Più o meno intanto che che XX a settemila piedi di quota sulla costa orientale cercava di evitare lo shopping compulsivo proposto dall'appetitoso catalogo, YY dava prova di indubitabili capacità organizzative. È misterioso come possa, probabilmente senza neppure troppo utilizzare il suo piglio militare, rendere le cucciole pronte a muovere alla volta della scuola addirittura in anticipo sulla tabella di marcia. Fatto sta che pare che fossero tutte in ordine, la cucciola grande intenta a leggere uno dei numerosi libri che sta divorando in ogni minuto libero, la microba impegnata nella scelta del modello di alabarda portare con sé a scuola, la cucciola di mezzo a ritoccare la delicata pettinatura a spinacio, mentre YY preparava il triplo valigino minimal per lo sleepover delle cucciole dalla nonna MM in serata, smontava il lettino microbo e lo impacchettava dimenticando (omettendo?) il materasso ma non le lenzuola, per poi scaraventare la microba alla scuola materna, spedire le altre due alla scuola elementare, portare lettino+valigino alla nonna MM. Solo ora poteva incominciare - INCOMINCIARE - la sua giornata produttiva, che terminerà soltanto a notte fonda con la fine della partita fuori casa. Tra l'altro, per stare tranquilli l'imminente week-end prevede una serie di incastri che nemmento il tetris, con la spesa all'alba, il recupero delle cucciole dalla nonna MM, del lettino, valigino minimal eccetera, la tripla piscina cucciola, il pranzo comunitario con gli amici di nuoto, il deposito della cucciola di mezzo a casa della sua amica Bea (recupero con modalità non pervenute). Per la domenica sono previsti 'soltanto' un brunch parecchio partecipato di compagni vari della cucciola grande e una festa pomeridiana di un'amica della cucciola di mezzo. Ma dove lo nasconde, YY, il mantello di Superman?

giovedì 14 marzo 2013

SKYMALL: SONO CREATIVI PARECCHIO

Stipata su un aerucolo versione pullmino da NY al nulla del Nord Carolina, mentre il suo vicino legge nella la bibbia di Isaia e indossa delle cuffie antirumore enormi, XX, che non può ancora accendere i suoi numerosi devices elettronici a causa delle stringenti le regole aeroportuali, inganna l'astensione da tecnologia dando un'occhiata al giornalino della linea aerea, rigorosamente americana, rigorosamente dedicato allo shopping. E scopre che in volo, ma solo e soltanto mentre ci si trova a settemila piedi di altezza, si possono acquistare oggetti imperdibili. Come una gabbia per cani in legno massello, una siepe rampicante in plastica, una spada laser pieghevole che disinfetta la biancheria da letto, una tricicletta da duemila dollari, un appendiscarpe girevole, un mohai alto sei piedi (oltre centottanta centimetri di statua rappresentativa degli antenati dell'isola di Pasqua), un baldacchino da letto pop up, un lanciapalle da baseball, metri quadri di prato finto, un ombrellone di paglia, uno scaldabiberon in pelle di mucca pezzata, una bottiglia di birra gonfiabile, una cabina telefonica londinese, una lettiera per gatto nascosta in una finta lavatrice (lo slogan: a place for cleaning), un gazebo in versione gialla o viola, un tavolino per mettere la pappa del cane, svariati i-bigini ("getabstract, compressed knowledge") - ogni libro non più di cinque pagine - attenzione a non stancarsi - un sasso inciso, una statua dello yeti, un set di altimetro, variometro e bussola (che si sperano doppi rispetto a quelli in uso ai piloti), uno specchio con tre pettinature di baffi disegnati, per scegliere quale ci sta meglio, probabilmente, un riduttore del water per gatti (quelli che non amano la lettiera-lavatrice) un magico toglipuzza alle scarpe (le scarpe sono fotografate impalate su due pioli, nella spiegazione si cita una non meglio definita efficacissima lampada a UV e si enfatizza l'assenza di spray di qualsiasi genere: quasi quasi...).
...
Il post, alla faccia del bando tecnologico, postato da settemila piedi di altitudine a bordo del volo 3634 che attraversa qualche stato della costa orientale degli Stati Uniti (ndr).