martedì 3 novembre 2015

AH, ADESSO SI...

"Cucciola grande, tutto ok oggi a scuola?"
"Mh, si, benissimo, c'è stata finalmente la supplente di tecnica. E poi anche di italiano."
"Come, di italiano?"
"Boh, tutti dicevano che la prof di italiano era incinta."
"EHHHHHHH?!"

Da:  XX
A: rappresentante di classe primacì, detta Rapp
Ciao Rapp, oggi la cucciola grande, da cui non si sa mai molto, mi ha detto che la prof. di italiano sarebbe incinta e oggi c'era una supplente con cui hanno fatto solo i compiti. Ne sai qualcosa magari tu?

Da: Rapp
A: XX
Oohh. Che io sappia era in gita

Da: XX
A:Rapp
Vuoi dire che la mia pera di figlia ha capito incinta per 'in gita'? Più che possibile....adesso sì che la riconosco.

sabato 31 ottobre 2015

TROVA IL NUMERO DI CANI E BAMBINI

È lei, sempre la vulcanica MONI. Questa volta ha assoldato un numero imprecisato di amici e conoscenti, ha commissionato con anticipo biscotti fatti in casa, ha assemblato sacchetti di squisitezze proibite con ragnatele e zucche, li ha sapientemente distribuiti prima del pomeriggio dei festeggiamenti. Ha raccolto cani e bambini del quartiere e la baraonda di zombi, streghe, scheletri e spiderman ha passeggiato suonando campanelli ad hoc e ricevendo leccornie di ogni genere. Venti gambe pelose, quattordici gambe cucciole, un numero imprecisato e fluido di accompagnatori adulti che andavano accompagnando la strana processione che ha raccolto dolci per un reggimento. Ancora grazie a MONI, alla cagnolina TT che ha portato una gioia fiammante nel cuore della cucciola grande, a tutti i bambini e i pelosi che hanno partecipato a questa festa pagana degli spiriti del male, che però hanno portao  un asafco di buoni sorrisi

venerdì 16 ottobre 2015

QUELLA VOLTA (SBAGLIATA) CHE LA SVEGLIA NON SUONA

Due giorni di fiera a Madrid, un filotto di incontri programmati e non, il pullmann stile gita scolastica per gli spostamenti. E poi, finlamente, il venerdí quasi all'alba, il rientro con una batteria di colleghi, tra cui anche il generale più alto in grado, con cui XX vola per la prima volta in quattrodici anni di servizio. Appuntamento nella lobby alle sette e un quarto e, come probabilmente capita a molti, anche XX quando l'indomani deve prendere un volo presto tende a svegliarsi molte volte con quella sottile inquietudine e diffidenza per la tecnologia della sveglia. Non questa mattina, però, quando alle sette e mezza del mattino lei dorme come un ghiro quando il tutt'altro che discreto squillo della telefono in camera le provoca un quasi infarto alle coronarie. All'altro capo del filo il suo capo "Scusa, ma su che volo sei? Sono le sette e mezza...""Aahhh NONÈSUONATALASVEGLIAAAA!". In un centinaio di secondi circa si libera del pigiama, si lava i denti, chiude la valigia, stacca tutti i device tecnologici dalle rispertive cariche, dimentica gli orecchini e si catapulta nella lobby dove la aspettavano svariati colleghi, neppure troppo impazienti.
Arrivata al sicuro sul taxi diretto in aeroporto chiama a casa, cerca di restarurarsi un minimo il viso stravolto dallo spavento del telefono, scarica la carta d'imparco che però non è disponibile per problemi al server della linea aerea (sarà costretta a ristamparla in aeroporto) e si vergogna moltissimo. I colleghi, tutti uomini, sembrano in realtà impressionati più da quanto XX abbia fatto in fretta a presentarsi che dalla sveglia che non ha suonato.
Un ritorno con brivido. Ah, gli orecchini saranno spediti a Milano insieme a un golfino dimenticato nell'armadio da una collega. Poteva andare peggio, molto peggio.

giovedì 15 ottobre 2015

QUANDO LA BUROCRAZIA ABDICA AL BUONSENSO, QUASI

"Pronto, buongiorno, è la scuola, parlo con la mamma della cucciola grande? Ha mal di testa, la può venire a prendere?"
"Guardi, mi dispiace, sono a Madrid per lavoro, non posso venire, va bene se mando la nonna?"
"Certo. Ma...la nonna ha la delega?"
"Delega? Ma la delega per cosa, scusi, che i ragazzi entrano ed escono da scuola sempre da soli?"
"Eh, ma fuori orario ci vuole la delega. Ma lei non può venire?"
"No, mi dispiace, sono sempre a Madrid per lavoro. Ma non è sufficiente questa mia delega telefonica, vi informo del nome della nonna ecc..."
La delega telefonica non era naturalmente sufficiente. XX ha dovuto chiamare, nell'ordine: la segreteria della scuola; la vicepreside; la nonna MM; YY che ha fatto una magia mandando un documento scansito a una mail che sembrava un codice fiscale senza sbagliare; la nonna MM.
In tutto questo, fatti salvi i rigidi regolamenti scolastici, e ladelega una tantum via mail, la cucciola grande era tutt'altro che moribonda, aveva mal di testa e grazie a questa uscita anticipata ha saltato un'ora di musica e una di religione. A metà pomeriggio era un fiore. XX invece era un po' appassita.

martedì 13 ottobre 2015

QUELL'ENTUSIASMO CHE È ORMAI DENTRO DI LORO

È alta, giovane, energica e magnetica, ha i capelli raccolti, una voce squillante e racconta i ragazzini della classe primacì con contenuto entusiasmo. Si tratta della professoressa di italiano della cucciola grande, uno di quei misteriosi personaggi attorno ai quali si era creato, nel mese passato, un alone di magia sconosciuta. Lei che ha iniziato il programma di antologia con le favole di Esopo, che chiede come compito di disegnare a fumetti e che distribuisce link via mail per fare compiti facoltativi aggiuntivi. Poi c'è la prof coloratissima e frizzante che, a dispetto delle apparenze, insegna matematica e scienze. Piú scienze che matematica, a dire la verità, vista la sua formazione in scienze naturali e il suo passato di giornalista scientifica. Lei che li ha conquistati con la sua esperienza sul comportamento degli animali, e che li ha convinti quasi tutti a fare le gare dei giochi matematici. XX, durante la prima - e probabilmente unica - riunione di classe della prima media, ha conosciuto anche la giunonica e platinata prof di inglese, quella che si manca un compito, o anche solo un pezzo, ti dà subito una nota così almeno non ti dimentichi più, anche se lei sostiene che sia unicamente per informare la famiglia e non una punizione. Lei che ha già organizzato uno spettacolo di teatro in inglese tra due settimane e che sostiene che si, la classe è interessata e partecipe ma molto vivace, la parola più pronunciata durante l'incontro. Il parco insegnanti raccoglie anche una compita professoressa di musica che farà scegliere ai ragazzi lo strumento da suonare "ma se poi ci sono troppe tastiere e pochi flauti non va bene perchè le tastiere non si sentono al saggio". (Pazienza, pensa XX, anche se teme che la cucciola grande, nonostante i brevi trascorsi di pianoforte, si dedicherà al rumoroso e fischiante flauto perchè è più leggero e meno ingombrante da portare). Arte: l'occhio un po' annebbiato, la evve moscia, la volontà di abbellire la classe con i loro lavori, la professoressa di educazione artistica si lancia in una programmazione fitta di che cosa sarà fatto: creatività, immaginazione, precisione, tecnica. Alcuni di loro non sanno nemmeno tenere la matita. Beh, cominciamo bene. E poi la granitica prof di storia, aggregata a questo collegio docenti per due sole ore ma presente e rilevante come se fossero duecento. Anche lei, senza voce "ma non per colpa dei vostri figli, è colpa del tempo" - ah, meno male - racconta di una classe partecipe e vivace, curiosa e chiacchiericcia in cui si insegnerà la storia a partire dalle invasioni barbariche fino all'umanesimo. Completa il collegio il marziale prof di educazione fisica, quello che è stato in piedi, postura militare, per tutta la riunione, che dice che i ragazzi sono vivaci ma basta riprenderli e tutto torna nella norma. Soprattutto se insieme a riprenderli li sfianchi con un allenamento di corsa, balzi, flessioni e addominali che nemmeno i navy seals. Nell'immaginario della cucciola grande lui è il più severo di tutti, anche se ha conquistato un posto nel suo cuore quando ha saputo che lui sta programmando una gita con loro sui navigli...per andare in canoa!
Nel complesso di questo assaggio di scuola media XX ha trovato grande competenza ed empatia, affiancati dal giusto rigore, un grande entusiasmo per questa avventura che la cucciola grande sembra accogliere con diligente determinazione, la sensazione di un gruppo omogeneo, esuberante quanto basta, curioso e partecipe. E anche tra le mamme e qualche papà XX ha ritrovato conoscenze passate di sentieri che si erano già incrociati e che la ruota del mondo ha riportato a percorrere insieme un pezzetto di percorso. Con l'entusiasmo della prima media quando sai di avere il mondo in mano.

venerdì 2 ottobre 2015

DIMMI CHE COSA TI REGALANO E TI DIRÒ CHI SEI

Settimane intense di inizi, bilanci, festeggiamenti. Lei, la microba, che ormai veleggia pericolosamente verso la statura della cucciola di mezzo, oggi compie sei anni. In altre occasioni, in giorni di festa come questi, XX sceglieva di raccontare l'evoluzione delle sue piccole grandi persone di anno in anno. Ebbene, oggi tenta di descrivere l'incontenibile energia della microba attraverso i doni che le persone che la amano più di più hanno scelto per lei.
Uno skateboard, regalato da mamma e papà che hanno la certezza che lei, al momento, non lo sappia usare; una bomba, un gioco imprevedibile che ticchetta e scoppia a sorpresa e senza preavviso, un po', ogni tanto, come lei; uno scheletro di mezzo metro, appeso ad un piedistallo di metallo che pesa almeno mezzo chilo. In attesa di trovare una sistemazione più privata, lo scheletro abita per ora sulla scrivania della microba vegliando attento sulle sue attività; una tartaruga robot che nuota in un catino trasparente del diametro di mezzo metro (quasi una piscina per lo scheletro). Il messaggio: Voi due, si, proprio voi due. I miei genitori, quelli che talvolta tollero a malapena e a cui rivolgo, quando necessario, sguardi di brace...si proprio voi due che non mi permettete di allevare tartarughe vere. Guardatemi qui, costretta a giocare con una tartaruga robot.

domenica 20 settembre 2015

TRECENTOUNDICI

La scuola è iniziata da meno di una settimana. Lei, la cucciola grande, è stata invitata ad un mezzo week end di arrampicata con la sua amica Liluz. Rientra felice e stravolta dopo aver arrampicato, mangiato in parete e fatto progetti per costruire un igloo con le prime nevi, si lancia sotto la doccia e già addormentata va a letto. XX in assoluta buona fede le dice "ti spengo io il telefono", in realtà per la gran parte ignorato nelle quarantotto ore precedenti. Scopre che nei primi giorni di scuola i nativi digitali hanno creato il gruppo di classe di whatsapp e che nei due giorni di monti della cucciola grande i ragazzi si erano scambiati trecentoundici messaggi. Trecentoundici. La maggior parte di essi aveva come oggetto un compito di storia, dunque le conversazioni a base di messaggini e note vocali parlavano di secoli e di quadretti.
Al numero, trecentoundici, XX francamente non era per niente preparata.

martedì 15 settembre 2015

DEDICATO A CHI NON C'ERA

Il passaggio del testimone, da una cucciola grande a una cucciola microba passando per un racconto scritto da loro.
L'ALBERO PENSIERINO
C'era una volta un albero di nome pensierino.
Era una albero molto particolare: infatti il suo tronco era una scuola, le sue radici erano le maestre che insegnavano le diverse materie e i rami erano le classi che si sviluppavano a poco a poco.
Sui rami crescevano le gemme, che poi diventavano foglie verdi, poi fiori e, infine, crescevano ancora e diventavano frutti che, ormai maturi, cadevano giù per terra, appoggiandosi alle radici del loro albero.
Ogni anno, crescevano gemme e cadevano frutti. Questi ultimi, dopo essere caduti a terra, si rompevano e lasciavano volare i semi sotto un altro albero, quello delle scuole medie.
Così, Pensierino trascorreva la sua vita, facendo da sostegno ai bambini delle scuole elementari; gli piaceva vedere gli alunni maturare. Certo, a volte cresceva su di lui qualche ragazzino monellino che disturbava un po', ma pensierino era lo stesso felice: sapeva che, prima o poi, il birichino avrebbe imparato come comportarsi.
E adesso noi, dopo cinque anni di vita quotidiana su quest'albero,stiamo cadendo per lasciare il posto ad altre nuove gemme che stanno per sbocciare (siete voi, bambini!).
Noi tutti vi auguriamo di vivere sull'albero, felici così come lo siamo stati noi.
E, quando lo desiderate, scrivete pure un bel pensiero. Noi e l'Albero del Pensiero ne saremo supercontenti!
Buon inizio ad ognuno di voi da tutti noi, ormai ex alunni della Giulio Romano.

lunedì 14 settembre 2015

IL DEBUTTO

Li ricordo ancora, con chiarezza, e ricorderò anche questo debutto, tenendolo stretto nel cuore. Ricorderò l'emozione della prima volta in prima elementare con te, cucciola grande, nella ormai tradizionale camicetta a quadretti, quando sei stata separata dai tuoi amici turchesi con grande tristezza di tutti. Per poi scoprire che questa nuova avventura ti lanciava in un universo nuovo, ricco di emozioni e di amici, che è diventato il tuo mondo speciale. Oggi il tuo nuovo debutto, quello delle scuole medie, in una mattinata affollata di frizzante entusiasmo, è stato un po' lo stesso: sei finita lontana dagli amici, in una classe con altri non proprio scelti dal tuo cuore...ebbene, è vero. Dopo questi anni intensi ed impegnativi tutti speravamo in un po' di sana normalità. Tutto sembra, sulla carta, questo debutto, tranne che normale. Il mio cuore si è stretto nel vedere le tue lacrime alla definizione delle classi. Però. Però è bello pensare che nulla accade per caso, e che anche questa piccola delusione di oggi sia un trampolino ancora più forte per farti volare più in alto, ancora più su. Come più in alto mi, ci hai fatto volare questa mattina, quando ancora sorridente ed emozionata di hai accompagnato al debutto microbo. Qui, in assoluta e segreta complicità con la maestra dei tuoi voli e che sarà la guida della microba, hai preparato negli scorsi mesi un racconto che parla di alberi, rami, scuola, impegno e scoperte. L'albero Pensierino è rimasto nel mio cuore, è entrato oggi nel cuore di ventidue microbi che vi hanno sostituito ai banchi della classe mentre voi passate il testimone virtuale delle meraviglie della conoscenza per raccogliere quello di tredicenni che lasciano la scuola media e prendere il loro posto.
Lo so, che non eri felice. Lo so, che hai avuto i crampi alla pancia per tutto il giorno. Ma so anche che hai fatto e farai delle cose speciali e che questo nuovo trampolino, oggi magari un po' più triste di come ce lo eravamo aspettato, sarà una nuova, entusiastica partenza. Buon debutto in prima C. Sono con te sempre.

martedì 8 settembre 2015

LEI È ANCORA LÌ

È qualche giorno, ormai, che verso le otto del mattino è ripreso, anche se non ancora a pienissimo ritmo, il via vai verso di lei. Lei è sempre lì, immutabile ma anche un po' migliorata, con il suo carico di emozioni intense. La scuola materna Pezzi, che ha accompagnato le cucciole nello sviluppo di una indipendente autonomia, che le ha stimolate e divertite, commosse ed educate, è sempre lì. I mattoni rossi, le finestre tutte nuove, gli alberi del giardino che vengono potati proprio in questi giorni. E poi finalmente i bagni nuovi, belli e a misura di gambe corte, tutti in comune per potersi fare compagnia e magari aiutare al bisogno. Ed ecco Barbix, lei che l'alba non è proprio il suo tempo preferito, che accoglie, prodiga di sorrisi e complimenti, una ancora stampellante microba che aveva voglia di fare un salutino e rivedere la riga verde, le sue maestre e i suoi spazi, che ora appartengono irreversibilmente ad altri. Prossimo appuntamento il primo giorno di scuola, all'uscita, per raccontare a chi l'ha lanciata nella vita come le è sembrata la prima giornata di nuova vita. Scuola Pezzi: ci manchi già.