sabato 13 agosto 2016

QUELLE PRIME IMPRESSIONI

Contro ogni pronostico XX e i Voiquattro si sono incontrati, per un caso assolutamente fortuito e con il volo di YY e cucciole che aveva accumulato oltre un'ora di ritardo, all'aeroporto di San Francisco ad un'ora piuttosto tarda. Dopo un recupero del camper l'indomani, partono alla volta del parco Yosemite. Scoprono in fretta che bisogna avere il cervello bello vispo per riuscire a ricordarsi tutta la formazione sul funzionamento camper, tanto che alcune cose - non del tutto essenziali - sono sfuggite alla loro padronanza per svariati giorni.
Scoprono altrettanto in fretta che il mito degli americani che rispettano i limiti di velocità è assolutamente falso.
E la cosa che li colpisce di più della natura selvaggia che incontrano in questi giorni di parco naturale non è subito visibile alla vista. I panorami tolgono il fiato, la fauna avvistata fino ad ora si è limitata a qualche spigliato scoiattolo, un paio lucertole e un paio di cerbiatti apparsi (e scomparsi) come un lampo sulla strada. Ci si mette un po' a capire che cosa c'è di profondamente diverso: l'altezza degli alberi. In un paesaggio alpino tutto sarebbe più schiacciato per terra mentre qui lo proporzioni delle sequoie che letteralmente svettano verso un azzurro intenso per decine di metri è qualcosa che ti colpisce in maniera sottile, lasciando che tu te ne accorga piano piano, per rimanerne profondamente toccato.

giovedì 4 agosto 2016

DIFFICILE SPIEGARLO

Un giorno intero. Con un'auto a disposizione, gli spazi del grande ovest da percorrere e scoprire. Che cos'ha di speciale tutto questo? La solitudine. La solitudine che si mescola con la libertà per una briciola di tempo, e che mi ha sopraffatto il cuore prima di riempirlo. 
Lunghe strade deserte, una meta lontana, mi fermo quando vedo qualcosa con cui valga la pena stare per un po'. Così ho accolto i brividi della partenza, recuperato la macchina a noleggio, imparato a godere delle comodità del cambio automatico e percorso miglia e miglia (come chiamano i chilometri in America) cantando a squarciagola o godendo inusuali silenzi.
La meta era il parco di Yellowstone, il più antico e famoso parco nazionale, quello che non riusciremo a vedere insieme. Così ho usato i miei occhi per voi, anche se lo so che non è uguale. Così ho sperato di essere un po' meno sola, un po' meno libera. Ho scattato mille foto, anche se il cuore che ha sobbalzato per la prima volta dopo una curva quando i primi geyser erano disponibili alla vista, parlando la potente e ancestrale lingua della terra e questo sobbalzo non sono sicura che sia nelle foto. Con i loro vapori di zolfo, le bolle di acqua bollente, i colori vividi, le fumaiole, i boati tonanti o sommessi, le onde. Ho girato piccoli video raccontandovi quello che vedevo, in molti casi la mia voce è stata superata dai potenti suoni della natura. Una cascata imponente, la corrente del fiume, il ruggito del geyser. Ho esplorato il parco dall'alba al tramonto sperimentando come è diverso essere soli. Ma solo con il corpo, però. Perchè anche se sola e con il cuore leggero, ho scoperto che ho cercato e visto ed esplorato tutto quello che avrei scoperto, cercato, visto ed esplorato se fossimo stati insieme. E ho cercato di raccontarvelo al meglio. Perchè in fondo, ma nemmeno troppo in fondo, Voiquattro siete sempre con me. Sempre.

UN POSTO PROFONDO E BIZZARRO

Fra la manciata di stati che XX ha incontrato in America, ce n'è uno che si è ricavato nel suo cuore un posto speciale. Perchè nonostante ci siano enormi differenze tra New York e l'Idaho rurale, tra la Virginia e La Los Angeles dei vip, c'è un angolo - piuttosto vasto, in realtà - che ti scava un posto nel cuore e non se ne va. Si tratta di quel quadrato un po' a sinistra della California, anche qui i confini sono tracciati con il righello come nell'Africa post bellica. Lo Utah si respira. Diverso. È poco popolato, come tutti gli stati del grande West, ma qui chi ci abita con grande probabilità è un mormone. Che sono, che fanno i mormoni? La chiamano anche LDSC, (Latter Day Saints Church, la Chiesa dei Santi dell'Ultimo Giorno), fonda i propri valori su famiglia, la comunità religiosa e il duro lavoro. E poi. E poi ci sono delle curiosità un po' buffe, qualcuna fa riflettere. Per esempio: i mormoni non bevono caffeina nè altri eccitanti. Niente caffè, niente tè, niente cola cola, niente Starbucks. Lo Utah è l'unico posto dove non trovi Starbucks ad ogni angolo, anzi, non ne trovi per niente. E poi. I mormoni ritengono talmente sacra la vita che credono che più alto è il numero dei tuoi figli, più vicino sei al paradiso (in cielo, perchè in terra XX sospetta che undici figli tendano piuttosto ad avvicinarti a tutti i gironi dell'inferno). Così nelle riunioni si ostenta proprio il numero di bambini per famiglia (non meno di cinque, otto il numero medio, undici il record in questo viaggio). E poi. Pare, ma questo è un gossip del curioso personaggio con cui XX ha viaggiato qualche giorno, che i mormoni mettano mutande speciali, non è chiaro se per la questione dei figli o per resistere alle tentazioni. Vengono comunque considerate sacre e, come su tutte le altre cose, con loro non se ne parla data la riservatezza e dell'argomento e dell'interlocutore.
A parte queste sfumate curiosità, la comunità dello Utah (Salt Lake City è stata fondata dal padre della religione, tal Joseph Smith, che avrebbe sentito la valle impregnata di una spiritualità profonda alla metà del milleottocento) trasmette sicurezza, calma, affidabilità, determinazione. Non stupisce che il simbolo dello stato sia la forma di un alveare, operoso e instancabile.
Le persone sono soltanto una parte della profondità che si respira qui. La valle non è in realtà una valle ma più simile a quello che con standard dimensionali europei si definirebbe "pianura". Circondata da monti maestosi, senza colline di transizione. Pianura. Monti altissimi. Gli edifici, nuovissimi e in grande espansione, offrono la vista di monti senza risparmio e senza paragoni grazie a sapienti e diffuse vetrate (perfino nelle sale d'attesa) - è un po' come se la maestosità fosse per tutti, quasi trascurabile. È però una maestosità che ti imprigiona il cuore.

mercoledì 3 agosto 2016

LA TESTA CHE GIRA

Da MM a XX
Ciao! Niente parco Phoenix oggi. Dopo 2 gg di vertigini e nausea ho portato la cucciola grande a ospedale Lenval: cristalli orecchio fuori posto e manovre come avevano fatto a me. Non sono passate del tutto ma speriamo bene. Baci.

Da YY a XX
Bisogna chiedere al medico se può volare.

Da XX a YY
NON SCHERZIAMO.

Insomma, queste settimane di mare sole mare in costa azzurra sono state un po' diverse rispetto alle attese. Oltre alla drammatica tragedia che ha colpito la città di Nizza e a causa della quale la percezione del mondo delle tre cucciole e non solo è purtroppo ormai diversa, ci sono state varie puntate mediche alla sanità francese per disturbi non gravi ma fastidiosi. Dopo l'incontro con il giovane dermatologo suggerito dalle amiche per curare l'ennesimo mollusco contagioso della cucciola di mezzo - pare che la sua pelle sia una calamita per i guai, un po' come lei, in effetti - la cura omeopatica a base di arsenico la domenica non sembra essere efficissima (...), l'esplosiva nonna MM ha avuto a che fare con i cristalli dell'equilibrio a causa dei quali la cucciola grande non riusciva più a stare in piedi. A carico della sanità francese si contano dunque due ingressi in pronto soccorso a distanza di quarantott'ore l'uno dall'altro, prelievi del sangue, misure dei valori basali, visite di medicina generale, visite neurologiche e otorinolaringoiatriche. Alla fine di vari giorni di visite, attese e manovre, un farmaco, più di qualsiasi manovra, sembra aver fatto il miracolo. Niente più vertigini. Si può volare. In California. Fiuuuu...

lunedì 25 luglio 2016

E NEL FRATTEMPO PER VIAGGIARE

Curioso il concetto di sicurezza dei nostri amici americani, che ingenuamente pensano di limitare l'accesso nel loro paese agli scellerati come quello di Nizza con strumenti bizzarri. Per viaggiare per brevi periodi negli USA, è ora possibile evitare di dover ottenere il visto. A patto di rispondere, insieme ad un pagamento di quattrodici dollari, ad alcune domande inconsuete che si trovano sul modulo ESTA, quello che appunto sostituisce il più oneroso visto di ingresso.
Il fatto è che XX, che il suo modulo ESTA ormai ce l'ha sempre attivo, ha dovuto compilarlo, insieme ai quattordici dollari per uno, anche per XX e per le cucciole. Il governo americano non fa infatti distinzione di età e chiede a ciascun viaggiatore di rispondere alle stesse domande. Non importa se la microba ha sei anni e il governo USA vuole sapere se ha avuto la sifilide.
Così XX si è messa di buzzo buono e ha coscienziosamente compilato quattro moduli, per un totale di centoquaranta minuti di impegno circa sul bizantino sito online. Autocertificando che:
Nessuno di loro ha mai avuto la sifilide, il tifo, il colera, la peste, il vaiolo, ebola, la tubercolosi o la difterite. (si vede che il questionario non è ancora stato aggiornato alla ben più attuale zika); nessuno di loro è mai stato in prigione per aver danneggiato entità governative americane; non hanno mai "cercato di intraprendere attività a scopo terrorostico, di spionaggio, da sabotaggio o genocidio" (meraviglioso il candore con cui vengono poste alcune domande); nessuno intende rimanere a lavorare illegalmente negli Stati Uniti senza "l'opportuno permesso del governo federale". Dopo qualche istante sono arrivate le approvazioni del governo federale, che autorizza l'ingresso. A patto di non avere il colera, la peste o il vaiolo.

domenica 24 luglio 2016

LA VOSTRA NIZZA - QUALCHE GIORNO DOPO

Diligenti e puntuali, anche se con il cuore ferito, le tre cucciole hanno esaudito il desiderio di XX scrivendo qualche pensiero. Così, anche per darsi il permesso di stare, ogni tanto, con la tristezza, la rabbia, l'incomprensione e lo sbigottimento.
Ecco le loro parole:

Una o due persone pazze. Queste hanno creato "la notte dell'ennesimo massacro", 14 luglio 2016 a Nizza in Francia. Un grosso camion e una mitragliatrice, queste sono le armi usate dall'attentatore per uccidere 84 persone e ferirne 202, fra cui molti bambini.
Io mi sono salvata, ma ho visto passare il camion ad una velocità folle (80km/h).
Dobbiamo piantarla con gli attentati, con i terroristi, perchè il mondo non può vivere in pace?
Cucciola grande - scritto con bell'ordine ma una grossa penna nerissima

Che brutto vedere Nizza così. 84 morti per 1-2 persone pazze e 18 feriti gravemente di cui tanti bambini e 200 feriti. 
E io mi sono salvata.
Microba - scritto in bell'ordine usando un colore diverso per ogni parola

Per le strade di Nizza c'è ancora un po' di paura, la polizia è all'erta dopo la strage che ha tolto la vita a ottantaquattro persone.
Mi sento triste e il mio cuore piange se penso che nel mondo ci sono anche persone che vogliono fare del male.
Mi rallegro però, perché mi sono salvata insieme alla mia stupenda nonna e alle mie magnifiche e uniche sorelle.
Cucciola di mezzo - sul bell'ordine non c'erano dubbi e anche lei ha scelto di rallegrare il suo pensiero con parole colorate

sabato 16 luglio 2016

LA VOSTRA, LA NOSTRA NIZZA

Vi ho chiesto di farlo, e ci provo anch'io: ci provo a scrivere, con le parole più precise che trovo, la vostra Nizza nelle scorse trentasei ore. Siete da qualche giorno in vacanza con la supernonna MM, avete ritrovato gli amici del mare francese con cui costituite una banda di una dozzina di elementi di età, genere e nazionalità vari ma con il meraviglioso comune denominatore dello stare bene insieme, fare gang, banda, branco anche dopo undici mesi di non frequentazione. Lo stesso succede per i meravigliosi nonni che al mare vi hanno accompagnato: anche loro fanno gang, banda, branco, rete di autoaiuto quasi simile ad una comune. Queste due gang, quella senior accanto a quella minorenne, hanno deciso all'unanimità di partecipare alla più grande festa di Francia, quella per la libertà, il 14 luglio. Come molte altre migliaia di persone vi siete preparate con gli occhi avidi di sorpresa e con il cuore leggero al suggestivo spettacolo dei fuochi d'artificio. Lo spettacolo è finito e io benedirò per sempre quelle abitudini un po' prussiane di andare a letto presto anche quando si fa tardi. Avete dunque fatto in tempo a rientrare a casa appena da una paio di minuti e mentre vi attardate a salutare gli amici dal terrazzo tu, cucciola grande, ti accorgi di un matto, ancora senza saperlo. Vedi un camion bianco a velocità folle sulla Promenade dove erano ammessi soltanto i pedoni. Sentite uno schianto, la nonna MM con il suo dna di reporter cerca di andare a vedere se è successo un incidente e venite ricacciate in casa dalla polizia che grida "Tornate a casa, stanno sparando!".
Fin qui i fatti.
Il mio cuore piange da trentasei ore. Da quando ho scoperto che appena qualche minuto prima (il camion) o più tardi (voi) e avreste potuto essere vittime, più di come lo siete ora, di qualcuno che ha spregio della vita, sua e altrui. Il mio cuore è spaventato all'idea, impossibile anche solo da immaginare, che in un momento di festa vi potesse essere un simile pericolo. Il mio cuore piange perché invece sta pensando a chi per qualche minuto, prima o dopo, per qualche centimetro a destra o a sinistra avrebbe avuto salva la vita.
Il mio cuore piange perchè non sono capace di spiegarmi, di spiegarci, di spiegarvi perchè qualcuno possa scegliere di fare una cosa tanto scellerata. Il mio cuore piange perchè non voglio che pensiate al mondo come a un posto dove non è bello stare. Il mio cuore piange perchè è straziato dalle vostre e dalle mie paure, magari non dette o non riconosciute, ma che si approfondano dentro di noi.
Il mio cuore sorride, però. Il mio cuore sorride perchè avete scelto di stare lí. Perchè avete avuto la forza di riconoscere di essere più forti di tanta scelleratezza. Il mio cuore sorride perchè, anche se tristi per l'immenso dolore, c'è tanto bello in questo mondo e voi avete una grande voglia di trovarlo e farlo vostro. Tutto per voi, tutto da scoprire nonostante gli scellerati. Il mio cuore sorride anche perchè abbiamo scelto di venire a trovarvi anche se solo per qualche ora, per vedere dentro quei vostri profondi occhi di velluto, e con quei vostri grandi occhi di velluto guardare il bello intorno a noi. Guardarlo, ascoltarlo, annusarlo. Sentire insieme il profumo del mare, più grande di ogni male. Assaporare il suo gusto salato, perdersi nei suoi mille azzurri, più profondi di qualsiasi male.
Il mio cuore piange. Ma il mio cuore sorride, anche. Perché avete scelto di essere più forti di qualsiasi male. E domani lo faremo insieme. Piangere e sorridere. Anche se non ve lo saprò spiegare.

martedì 12 luglio 2016

QUI LO CHIAMANO UIFÌ

"Allora, mamma, quando siete in Francia ti conviene spegnere i dati. Magari potete trovare dei posti dove hanno il wifi, chiedi la password e ci possiamo sentire con Skype."
Detto, fatto. XX aveva sottovalutato le inesauribili risorse della nonna MM. "Ci possiamo sentire con Spype. Sono andata all'agenzia dove c'è Pierre, gli ho chiesto l'uifí e lui è stato molto gentile e me l'ha impostato tutto lui. Cosí ho provato a vedere se arrivava fino al nostro terrazzo, ma non ci arriva. Per avere il segnale, dobbiamo stare nel locale pubelle (pattumiera)."
In realtà non solo: a partire da martedì e nei giorni successivi, si sono succeduti appuntamenti skype dal marciapiede antistante l'agenzia di Pierre, con buona pace del manutentore del condominio che si vedeva nonna e nipoti rubargli qualche byte di banda dal marciapiede per parlare con la mamma a Milano. L'ipad appoggiato a terra che punta verso un cielo terribilmente blu, le cucciole che si prendono a capocciate per rientrare nell'inquadratura. Nonna MM con voce fuori campo e le sue inesauribili capacità di problem solving.

sabato 9 luglio 2016

QUEL CAVALLO CHIAMATO AUDI

Le tre cucciole stanno per partire per un tempo infinito, dunque il pomeriggio viene dedicato ad una di quelle gite allegre da ricordare. E in effetti sarà da ricordare, eccome. Vicino a Casteggio, luogo bucolico del nonno GG, c'é un maneggio di campagna. Si programma una passeggiata a cavallo, a cui anche la microba, dopo il battesimo del cavallo la settimana precedente, ha acquisito il diritto di partecipare. Capocarovana l'indimenticabile Andrea. Arriva qualche passo dopo la sua pancia con una simpatica parlata emiliana, assegna un cavallo a ciascun cavaliere (con alterni successi, in effetti), invita XX e YY a unirsi a lui sulla sua macchina - durante le passeggiate precedenti usava un quad. "Non si spaventi, signora. Ieri ho investito un cinghiale. É ancora pieno di peli." In effetti: l'audi di Andrea avrebbe fatto impallidire un capitano dei NAS. Aveva gli air bag esplosi, "Vi ricordate i suoni? Un suono si rallenta, due si aumenta l'andatura." XX ci ha messo qualche attimo a capire che i suoni sarebbero stati suoni di clascon.
Nel corso della passeggiata, Andrea ha seguito i cavalli attraverso filari di vigne non sue, ha strappato un ramo enorme da un cespuglio per farne un frustino per la microba che, indovina, il suo l'ha perso, tutto senza  fermarsi. Quando poi la mibroba si ribalta dal cavallo lui infila la sua audi in un fosso tra le vigne e la aiuta a risalire in sella con un sorriso irresistibile. Fa scambiare i cavalli alla cucciola grande e alla cucciola di mezzo - uno dei due sembrava un po' agistato, si scusa con una signora nel cui orto si sono infilati i cavalli sbagliando strada. Si impantana nella terra molle delle vigne e per uscirne, dopo una mezza dozzina di tentatitivi, quasi fonde la frizione; Sbraita sporgendosi dal finestrino per oltre un'ora e mezza suggerendo correzioni e migliorie, dando ordini perentori e rassicurando la microba che cadeva. Tutti hanno trottato, hanno avuto molto caldo e si sono parecchio divertiti. Soprattutto, hanno goduto di una immersione in una natura amica e sorridente, proprio come Andrea e il suo cavallo chiamato Audi.

martedì 5 luglio 2016

L'EREMITA HA FINALMENTE IL SUO EREMO

Immaginato, studiato, progettato, desiderato e sognato. Finalmente è pronto all'uso l'eremo dell'eremita cucciola grande. Una scala geometrica e ripida, ci si arrampica per salire e ci si tuffa per scendere. Un armadio che finisce in una porta come nelle Cronache di Narnia, un quasi preciso assemblaggio di mobili ikea. Una doccia che sembra una giraffa, un cavedio che circonda l'eremo su tre lati (e che permette alla pigrissima eremita di ammucchiarvi dentro ogni genere di masserizia) sono i principali elementi di quello che è diventato molto rapidamente il suo regno. Un solaio in origine, grazie all'attività di fine networking e inarrivabile negoziazione di wondernonna MM, lo spazio è stato acquistato da condomini e condominio e restaurato ad uso e consumo dell'eremita. Lei, che non ha mai dimostrato un'anima particolarmente festaiola o socievole, ha traslocato nei nuovi appartamenti senza rinunciare a quelli antichi - gode in casa di due scrivanie che tiene in un ineguagliato disordine, con gastrite perenne di XX - ha già invitato overnight gli amici ancora a Milano in questa mezza estate e sembra non aver mai abitato altrove. Governa con maestria la programmazione delle finestre, dei condizionatori e della luce cangiante. Ha già invitato le due sorelle, una per volta, ad uno sleepover estemporaneo, giocando il ruolo della sorella ganza. Il fatto che la microba sia caduta dal letto tre volte ha in realtà fatto apparire la nuova sistemazione un po' meno appetibile. Meno male.