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sabato 16 luglio 2016

LA VOSTRA, LA NOSTRA NIZZA

Vi ho chiesto di farlo, e ci provo anch'io: ci provo a scrivere, con le parole più precise che trovo, la vostra Nizza nelle scorse trentasei ore. Siete da qualche giorno in vacanza con la supernonna MM, avete ritrovato gli amici del mare francese con cui costituite una banda di una dozzina di elementi di età, genere e nazionalità vari ma con il meraviglioso comune denominatore dello stare bene insieme, fare gang, banda, branco anche dopo undici mesi di non frequentazione. Lo stesso succede per i meravigliosi nonni che al mare vi hanno accompagnato: anche loro fanno gang, banda, branco, rete di autoaiuto quasi simile ad una comune. Queste due gang, quella senior accanto a quella minorenne, hanno deciso all'unanimità di partecipare alla più grande festa di Francia, quella per la libertà, il 14 luglio. Come molte altre migliaia di persone vi siete preparate con gli occhi avidi di sorpresa e con il cuore leggero al suggestivo spettacolo dei fuochi d'artificio. Lo spettacolo è finito e io benedirò per sempre quelle abitudini un po' prussiane di andare a letto presto anche quando si fa tardi. Avete dunque fatto in tempo a rientrare a casa appena da una paio di minuti e mentre vi attardate a salutare gli amici dal terrazzo tu, cucciola grande, ti accorgi di un matto, ancora senza saperlo. Vedi un camion bianco a velocità folle sulla Promenade dove erano ammessi soltanto i pedoni. Sentite uno schianto, la nonna MM con il suo dna di reporter cerca di andare a vedere se è successo un incidente e venite ricacciate in casa dalla polizia che grida "Tornate a casa, stanno sparando!".
Fin qui i fatti.
Il mio cuore piange da trentasei ore. Da quando ho scoperto che appena qualche minuto prima (il camion) o più tardi (voi) e avreste potuto essere vittime, più di come lo siete ora, di qualcuno che ha spregio della vita, sua e altrui. Il mio cuore è spaventato all'idea, impossibile anche solo da immaginare, che in un momento di festa vi potesse essere un simile pericolo. Il mio cuore piange perché invece sta pensando a chi per qualche minuto, prima o dopo, per qualche centimetro a destra o a sinistra avrebbe avuto salva la vita.
Il mio cuore piange perchè non sono capace di spiegarmi, di spiegarci, di spiegarvi perchè qualcuno possa scegliere di fare una cosa tanto scellerata. Il mio cuore piange perchè non voglio che pensiate al mondo come a un posto dove non è bello stare. Il mio cuore piange perchè è straziato dalle vostre e dalle mie paure, magari non dette o non riconosciute, ma che si approfondano dentro di noi.
Il mio cuore sorride, però. Il mio cuore sorride perchè avete scelto di stare lí. Perchè avete avuto la forza di riconoscere di essere più forti di tanta scelleratezza. Il mio cuore sorride perchè, anche se tristi per l'immenso dolore, c'è tanto bello in questo mondo e voi avete una grande voglia di trovarlo e farlo vostro. Tutto per voi, tutto da scoprire nonostante gli scellerati. Il mio cuore sorride anche perchè abbiamo scelto di venire a trovarvi anche se solo per qualche ora, per vedere dentro quei vostri profondi occhi di velluto, e con quei vostri grandi occhi di velluto guardare il bello intorno a noi. Guardarlo, ascoltarlo, annusarlo. Sentire insieme il profumo del mare, più grande di ogni male. Assaporare il suo gusto salato, perdersi nei suoi mille azzurri, più profondi di qualsiasi male.
Il mio cuore piange. Ma il mio cuore sorride, anche. Perché avete scelto di essere più forti di qualsiasi male. E domani lo faremo insieme. Piangere e sorridere. Anche se non ve lo saprò spiegare.

martedì 26 luglio 2011

LA FINE DELL'ESTATE CITTADINA

Una torre di Pisa alta venti centimetri; un coccodrillo tutto muso e coda; un cactus verde e bracciuto; il gatto e la volpe;  un pesce pagliaccio a striscie gialle e blu. Con canti, balli ed un meravigliosamente impressionante plastico del mondo su cui sono stati rappresentati i simboli caratteristici di tutti i paesi, il centro estivo della cucciola grande ha festeggiato la fine dell’estate cittadina e augurato buone vacanze alle famiglie. La cucciola grande si è dedicata al canto (non particolarmente un talento in questa disciplina, peraltro, piuttosto stonata come un campanaccio e come XX) cantando “Il gatto e la volpe”, dopo aver mercanteggiato con alcuni amici su chi avrebbe dovuto rappresentare i gatti e chi le volpi. Ha giocato (e vinto svariate pietre dai nomi impronunciabili) alla tombola, imparato a fare l’hula hoop con il bacino, le braccia e perfino il collo. Ha giocato in piscina, con l’acqua, ha fatto il falegname, realizzato oggetti di creta per il mappamondo, dipinto, imparato a saltare alla corda. Ma soprattutto ha respirato un’aria di vacanza vera, gioiosa e serena, che ha molto aiutato XX a sopire i sensi di colpa per un’estate milanese senza scampo.
Un caro ringraziamento agli organizzatori del centro estivo Bocconi di Milano, agli educatori dall’energia inestinguibile, ai bambini che sono diventati compagni, amici, fratelli per una cucciola grande in passato timida e riservata ed ora scopertasi solare, curiosa, creativa e divertita.