venerdì 13 marzo 2026

KABUR

Kabur e YY si chiamano per nome, si guardano negli occhi e hanno un modo tutto loro di vivere la sostenibilità. Kabur ha un banco di frutta e verdura al mercato del venerdì, lo gestisce con cura e determinazione, i suoi ragazzi allineano le zucchine e girano le fragole per fare le belle geometrie. Kabur è alto e magro, ha baffoni che sembra messicano, indossa camicie che non ti aspetti e la frutta te la vende solo dopo che l’ha assaggiata, e solo se è buona. Se no non te la vende, oppure te la regala. ‘Per fare marmellata.’ E YY fa la marmellata, senza zucchero, e gliene porta un po’. Questa volta era uva e cacao.

Kabur e YY ormai si conoscono un po’, che quando ci sono le coste lui le infila nel carrello di YY che sono di ieri e non le vendo, e la zucca la vuoi? No, le fragole meglio quelle spagnole, assaggia. Senti questa pera. Banane? I kiwi te li regalo che sono da mangiare oggi. YY gli riporta i sacchetti di carta, che se tutti riciclassero come fanno loro il mondo sarebbe più bello. Lui li prende e li riempie di nuovo. La cura del dettaglio di questi due è commovente.

sabato 28 febbraio 2026

IO SONO

Ti hanno chiesto un video in cui dici di te. Per farti conoscere dalla tua host family, dicono. Per trovare la famiglia migliore per te. Così la tua energia si concentra per rileggerti e saperti. Hai già scritto di te nel profilo dell’application per l’Australia, usi la tecnologia per scegliere le parole che vibrino con la tua natura. Racconti del nome che hai per gli amici, tutti, da sempre; delle sorelle, del restare al passo con loro. Ci hai chiesto come sei per noi. Per me, hai due superpoteri: l’empatia, e il senso della fragranza, sviluppatissimi. Ti accorgi. Dei piccoli dettagli, un muscolo del viso che fa una microespressione strana, così come il tuo naso si accorge anche di picogrammi di odori. Sei curiosa, divertente, aperta alle culture del mondo. Papà dice anche che talvolta sei una meravigliosa caparbia e che ascolti musica discutibile. 

Racconti della patente per la moto, da mesi ormai scorrazzi come una biker di lungo corso con il foglio rosa in tasca, immagini la meraviglia quando vedrai il tuo primo canguro, e i sorrisi accoglienti della tua host family.

Il tuo racconto di te a loro.

venerdì 20 febbraio 2026

QUELLE CANDELINE

Oggi è una giornata di quelle importanti. Mak, la persona importante microba, compie diciotto anni. Solo che il calendario non gli è amico e oggi è la seconda giornata di ramadan. In questo mese di purificazione non si mangia quando c’è luce, neppure si beve, non si ascolta musica, non si dicono parolacce e, insomma, si sta un po’ schisci, come si dice da queste parti.

Però quando diventi maggiorenne ed è il giorno del tuo compleanno, tu schiscio non è che ci stia proprio volentieri. In più è venerdì, il primo venerdì di ramadan con quel tempo di famiglia, di religione, insomma, non è che proprio il tuo compleanno sia stato una priorità.

Intanto la microba cucina torte e biscotti, che dopo il tramonto e dopo la cena in famiglia al buio il ramadan sparisce, o forse non sparisce ma concede.

La microba lo sa, che il compleanno di Mak è stato un po’ sottotono. E anche se lui ha origini egiziane, e nella sua famiglia i compleanni non sono un grande evento, è pur cresciuto in Italia e compie diciotto anni, quindi si, oggi dovrebbe essere un grande evento.

Così la microba con le sue torte e i suoi biscotti chiede in casa di festeggiare come si fa in casa Noicinque. Che poi vuol dire una torta con le candeline, un buffo cappello di compleanno in testa usato nei vent’anni precedenti eppure ancora in servizio.

Così si cercano diciotto candeline che alla fine tutte diverse e mezze corte, già usate su innumerevoli torte, almeno sono diciotto che non erano sicuri di averle. E poi si spegne la luce, si canta, il cappello è piccino per la capoccia di Mak. Una fetta di torta e via in quella camera da cui escono risate e luci stroboscopiche di ogni colore per la loro festa.

È quello che è accaduto all’atmosfera che è stato speciale: Mak, grande e grosso e maggiorenne, con un cappello scemo troppo piccolo in testa e le lacrime di commozione agli occhi. La gioia microba. Gli occhi umidi di XX che i suoi neuroni specchio sono troppo attivi.

Lui che si sente accolto, e che tardi nella notte scrive un messaggio delizioso. A XX.

L’accoglienza, il ponte fra le culture, quello che l’occhio microbo sa vedere e sentire.

Buon compleanno Mak, che la vita ti sia lieve. Da oggi puoi chiedere la cittadinanza, iscriverti a scuola guida, votare. E che quegli occhi lucidi e affettuosi ti siano guida e luce.

martedì 17 febbraio 2026

CAPITA UN PO’ DI TUTTO

‘Ehi, cucciola di mezzo, come è andata ai tornelli oggi?’

‘Lascia perdere. Che è pure esplosa una birra.’

‘In che senso?’

‘Nel senso che uno aveva due valigie e voleva passare con sua moglie dal mio tornello ma non poteva, quindi io gli ho spostato indietro le valigie e lui aveva sopra una birra che è caduta ed è esplosa. Non si è arrabbiato troppo, però.

Ah, e poi devo capire come si dice cioccolato in arabo che lo porto a Mohammed che sta alla sicurezza degli altri tornelli. Lui sempre, però. Gli ho promesso che gli porto il cioccolato.’

Vita da tornelli.

domenica 15 febbraio 2026

LO SPIRITO OLIMPICO IN UN GIORNO SPECIALE

Oggi è giorno di festa. È la festa di YY, in una tranquilla domenica di febbraio. E poi è anche una festa fuori, con le olimpiadi sotto casa e nel supermercato di quartiere. A XX serve un ultimo ingrediente per la torta di compleanno, fa un salto al supermercato. Qui il suo spirito olimpico si risveglia, ci sono persone da ogni dove che si aggirano per le corsie. Così lei li ferma, e ci parla. All’enorme canadese che indossa la maglietta nera con la foglia d’acero della nazionale di hockey, lui dice è bellissimo qui, stiamo prendendo gli snack per la partita, go Canada! Poi uno stormo di fanciulle bionde, tutte vestite con i colori della Svizzera. ‘Siete qui per le olimpiadi? Vi piace?’ ‘Si, è bellissimo, stasera abbiamo la semifinale contro gli USA.’ ‘Ah, in bocca al lupo! E benvenute!’.

Cose così, da spirito olimpico. Alla fine ha parlato con mezzo supermercato e la torta a YY l’ha fatta parecchio più tardi.

giovedì 12 febbraio 2026

LE INFO SEPOLTE

Quella sciagura del registro elettronico mantiene sepolti segreti che, come la tomba di Tutankhamen, vengono alla luce solo a seguito di seria attività archeologica.

Così XX scopre che le note non sono tutte uguali, che ci sono due pagine diverse: ‘annotazioni’ e ‘note disciplinari’. Nelle regole barocche della scuola di oggi, se prendi anche solo una ‘nota disciplinare’, ti danno non più di otto in condotta e non ti contano i crediti extra, quelli per cui la microba è alla pesca grossa.

Così si evince che la devi combinare grossa per avere una ‘nota disciplinare’, e che tutto il resto viene scritto nelle ‘annotazioni ‘. Solo che tali comunicazioni possono essere di natura varia, magari ci scrivono che i ragazzi si sono comportati benissimo in gita e che sapevano pure la fisica e bravi loro, oppure che non hai fatto il compito di latino.

Un’assolutamente casuale attività archeologica (alla ricerca di altro, come sono la gran parte delle scoperte) fa affiorare alla coscienza la seguente ‘annotazione’, risalente al mese di novembre:

‘L’alunna alle ore 13.05 chiede di andare in bagno, esce con lo zaino e non rientra in classe.’

Sembra una di quelle note dei libri da ridere con le citazioni dei registri. Ma scusa, non le puoi dire dove vai con lo zaino, in bagno non ti serve, lascialo qui?

A domanda, la microba giura che alla fine lo zaino non l’ha preso, che erano nell’aula di disegno e lei voleva salire prima di tutti,  mica fa pipì a scuola, ma va - alert to teachers: magari non va in bagno, quando ve lo chiede…- e che insomma poi quella roba era di novembre, ormai si sarà dimenticata.

Beh, la tomba di Tutankhamen ha rivelato tesori di cui godiamo ancora oggi.

martedì 10 febbraio 2026

CHAT ‘SORELKE’

Si avvicina a grandi passi il compleanno di YY. Loro, le ragazze, si scrivono idee varie, dai biglietti dei concerti al proprio non so. Poi si distrugge la maschera da sci di YY, con la gommapiuma che si sbriciola e ti lascia il muso che sembri uno della Banda Bassotti, così si dicono ok, maschera da sci. Meglio fotocromatica, oppure con i vetri che si cambiano? La ordinano, la cucciola grande che scorrazza quotidianamente per mezza Lombradia la ritira nel negozio di sport, XX assiste all’organizzo e scopre i metodi di comunicazione.

‘Avete una chat voi tre?’

‘Eccerto.’

‘E come si chiama la vostra chat?’

‘Sorelke.’

‘Ma perché?’

‘Giocavamo a scrivere con gli occhi chiusi.’

In effetti, che domande.

venerdì 6 febbraio 2026

LA PETTORINA COME UNIFORME

La mostruosa macchina organizzativa delle olimpiadi appalta a diverse agenzie, tra cui quella che ha assunto la cucciola di mezzo, una serie di servizi. Nello specifico il servizio è quello di sorveglianza ai tornelli della stazione centrale, dove un varco è riservato ai volontari. Così alla cucciola viene affidata la responsabilità di far passare dal suo varco solo chi ne ha diritto, fuori tutti gli altri. Che però stanno in file disordinate e affollatissime ai tornelli accanto, e tentano in ogni modo di passare dove sta lei. Poveretti.

A partire da quello stentoreo ‘ATTENTO SIGNORE.’ proclamato a tre anni scarsi dalla sua minuscola bici con le rotelle, stare a guardia di un varco solletica le sue molte propensioni tipo assertività, tendenza al comando, spregio per la stupidità.

Si alza all’alba, sale sul primo metro della mattina, è dotata di pettorina fosforescente che le darebbe il potere del ruolo e rimbalza viaggiatori prepotenti e instupiditi fino a metà pomeriggio, quando finalmente rientra alla base carica di freddo, umanità e stanchezza.

Racconta che sono moltissimi quelli che sbagliano stazione ‘da dove parte il mio treno?’

‘Non lo so signora, ci sono i tabelloni. Comunque non può passare da qui, è riservato.’ La signora si accanisce sul tornello accanto che non si apre, lei guarda il biglietto e scopre l’inghippo: il treno della signora parte da un’altra stazione. ‘Signora, guardi che il tornello non si apre perché il suo treno parte da Garibaldi.’ ‘Eh, ma io devo andare a Napoli.’ ‘…’

Cose così.

giovedì 5 febbraio 2026

MILLE OCCHI, MILLE MANI E PURE QUALCHE PIEDE

Siamo venuti a trovarti, a farti un salutino, a dirti come siamo fieri di te, della tua resilienza, del tuo metterti in gioco. Ti troviamo ai tornelli della stazione, al tuo tornello, quello dove passano si e no in dieci tutto il giorno e l’attività è tenere fuori tutti gli altri. Tu tieni fuori, hai occhio sui QR code dei biglietti e li riconosci anche a distanza (ricordamelo, abbiamo comprato le lenti bioniche per vista aumentata, questo mese?), fai passare gli imbranati dagli altri tornelli, rispondi a domande varie in molte lingue e sembri avere mille occhi, mille mani. Non ti sfugge una sola virgola, rispondi cortese ma ferma, poi ferma e magari meno cortese che no, la stupidità la cortesia non se la merita.

Ti portiamo una brioche alla marmellata che lasciamo giù nella vostra stanza delle olimpiadi, chissà se avrai tempo per mangiarla.

domenica 1 febbraio 2026

HIRE RATE

CV, agenzie, foto, mail di presentazione, scouting di possibili attività per questi mesi.

Oltre alla sua fiorente professionalità di ripetizioni a pigra e diabolica fanciulla dodicenne della prima media, che le chiede di scrivere temi sulla sua (della dodicenne) migliore amica - ‘dai, dettami che scrivo’ - la cucciola di mezzo si sta dedicando a fare esperienza. Cerca lavoro, nel tempo che si è data con coraggio titanico nel riconoscere che no, quella scelta del Politecnico forse non è lei. Non c’è profondità di pensiero.

Accipicchia.

E quindi, scelto il prossimo corso di studi, cerca modi per riempire le giornate con attività che le portino qualche soldo in tasca.

Ha screenato molte agenzie e ha un hire rate del 100%, che le permette anche di rifiutare alcune delle offerte meno appetibili, tipo la escape room dove le si chiedeva di fare tutto compresa l’attrice con compenso subordinato alle stelline del rating, e la boutique di classe che per un mese le avrebbe riconosciuto la paga oraria dei deliveroo.

Si chiama sfruttamento, non contratto di collaborazione occasionale.

Quello che ha accettatto è un impegno per le olimpiadi, sarà in stazione a gestire alcuni accessi (di persone o auto).

E nel frattempo tutti i colloqui che fa hanno successo.

Chapeau.