sabato 11 febbraio 2017

LE TASCHE DI CUCCIOLA BETA

"Per la ricerca di francese, quella su Rennes, la prof ha già cominciato a farci lavorare per la ricerca oggi in aula informatica. Meno male che nelle tasche ho sempre tutto e avevo la chiavetta, così ho potuto salvarla."
"Quindi avete cominciato a lavorare?"
"Ooo...abbiamo fatto il titolo."
"E come è il titolo?"
"Rennes"
Le tasche di Cucciola Beta.

lunedì 23 gennaio 2017

AH, LA PAUVRE...

Aria frizzante in casa Noicinque, generata e sostenuta dalla frizzantissima microba. Fonti ancora da verificare, ma sembrerebbe che, alla settimanale puntata all'oratorio per il catechismo, lei abbia prima perso un orologino regalo del nonno, che pazienza se l'ora non la sa leggere, e dato un pugno sul naso ad un suo amico. Lei sostiene di essere stata accerchiata e picchiata da tuti i suoi amici (...) e avrebbe reagito unicamente per difendersi; il napoleonico don dell'oratorio, in genere lontano dall'essere tenero,l'avrebbe consolata nelle difficoltà. Ha ricevuto caramelle in regalo, la possibilità di scegliersi il gruppo di ammici con cui fare catechismo e un sacco di abbracci e carezze.
A casa, invece, non sono molto piaciuti nè il pugno sul naso, nè la reazione della mamma dl la vittima, che aveva già dimostrato una certa tendenza al melodrammatico. La microba è stata dunque doppiamente sgridata prima da YY, a caldo, e poi da XX al rientro, a "tiepido". Auspicando che in futuro la parte adulta di famiglia non si faccia gabbare dagli occhi vispi e dal sorriso arricciato e faccia maggiormente ricorso a quel minimo di senso critico che permetterebbe, senza grandi difficoltà, di accorgersi delle boutades settenni. Ah, la pauvre....

venerdì 20 gennaio 2017

POI, OGNI TANTO, TORNANO A CASA I QUADERNI DI SCUOLA

Dal quaderno microbo di italiano, classe secondabì.
Quale parola, per te, potrebbe sconfiggere la paura? Scrivila usando il colore e la grafia che preferisci.
KetcHup + Maionese + Wurstel = Hot Dog

E ancora

Domande aperte
Conosco   due colleghi della mamma.
L'abbraccio  è un segno d'amore
L'inverno  è freddo, ma è bello.
Mi  piace giocare.
Se  potessi andare a casa, giocherei.
Insieme   alla mia famiglia sono felice.
Mai   andrei al freddo in inverno e mai andrei al caldo in estate.

sabato 7 gennaio 2017

HER LOG

Dal quaderno cucciolo di mezzo, classe quintabì
Che sorpresa!
La mattina del 25 dicembre, prima che arrivassero tutti gli amici e i parenti per il festone di Natale, ci siamo incontrati con la nonna MM per aprire i suoi regali (perché alla fine sarebbero stati troppi, altrimenti).
Tra i pacchetti, ce n'era uno particolarmente sottile e piccolo. 
Quando, tutti insieme (io, la cucciola grande, la microba, il papà e la mamma), l'abbiamo scartato, ci siamo trovati sotto gli occhi nientemeno che...UN VIAGGIO!!
Adesso vi sembrerà strano detto (o meglio, scritto) così, ma la nonna MM, con la complicità di mia sorella grande, aveva fatto un biglietto che diceva che avremmo potuto goderci tre o quattro giorni in una bella capitale, o un'altra città, europea. La scelta è stata molto ricca e varia; potevamo andare a Lisbona o Londra;  se preferivamo, invece, posti un po' più freddi, Vienna, Amsterdam e Copenhagen erano in quella categoria; c'erano anche Madrid e Parigi.
Dopo tre giorni che la mamma, china su computer o ipad, ha cercato voli hotel e sconti, quattrodici ore su ventiquattro, abbiamo deciso di visitare la capitale dell'Austria, Vienna.
Il 3 gennaio ci siamo dovute alzare alle quattro e mezza dl mattino per non perdere il taxi arrivato alle cinque e dieci, che ci ha portati direttamente all'aeroporto della Malpensa. Da lì abbiamo preso un aereo di una compagnia tedesca, dove le hostess erano austriache.
Il volo è stato piuttosto calmo, dato che ho letto per un'ora e mezza senza accorgermi che il tempo passava. Una volta atterrati, siamo schizzati nel nostro hotel Haydn, per depositare i bagagli e smontare le valigie. 
Con cinque fermate di metropolitana siamo arrivati in centro e filati al Mc Donald',dove avevamo stabilito di incontrarci con Lex, un collega della mamma, nostro grande amico. Un pranzetto particolare è stato un buon inizio.
Dopo aver prosciugato il proprio happy meal, ognuno di noi era sazio. Abbiamo salutato Lex e ci siamo incamminati a testa alta (per vedere la bellezza di quella città) per le ventose strade di Vienna.
Faceva freddissimo, tutti avevamo mani e piedi congelati. 
Abbiamo visitato una chiesa in cui c'era l'organo più grande dll'Austria, abbiamo girato per i parchetti brinati, abbiamo visto il maestoso duomo di Vienna, fino a giungere al Municipio.
A quel punto eravamo tutti infreddoliti e abbiamo deciso di fare ritorno all'hotel dove ci aspettava una bella doccia calda.
Abbiamo cenato verso le sette e poi, stanchissime e stremate, siamo andate a letto alle nove.
Il giorno seguente abbiamo fatto colazione in hotel con pane tostato, marmellata e yogurt.
Alle nove e mezza del mattino siamo andato a vedere l'allenamento dei cavalli della Scuola Spagnola di Equitazione. Anche se non eravamo in Spagna, la scuola si chiamava così perchè la razza di cavalli che si addestravano era molto usata dagli Spagnoli.
I cavalli erano tutti bianchi, perchè si dice che le giumente con il mantello chiaro partorissero puledri forti e resistenti.
I destrieri hanno fatto degli esercizi che non avevo mai visto fare a dei cavalli. Uno, ad esempio, ha alzato le zampe a due a due in diagonale.
Una volta eseguito correttamente il programma di addestramento, è stato dato loro uno zuccherino come premio. Gli stalloni si muovevano con grazia, su una musica dolce e lenta.
Nessuno avrebbe detto che quell'addestramento derivava da manovre uste in guerra.
Dopo, abbiamo visitato una mostra sull'arte, con tanto di audioguida. Il primo piano era esclusivamente sulla tecnica dl puntinismo.
C'è stato un quadro, di un pittore francese, che si intitolava "Tramonto sui tetti di Parigi" che mi ha attratta. È stato dipinto principalmente con colori caldi, e le ombre sulle case dove era già calato il sole.
Il piano di sopra, invece, era stato allestito con inquadri astratti di Picasso e Chagalle.
Finito il pranzo in un ristorante in cui servivano la pizza italiana, ci siamo diretti verso la pista di pattinaggio davanti al Rathaus trovandola, però, chiusa. Abbiamo, allora, elaborato un piano B e deciso di andare alla Haus Des Meeres, la casa dei rettili.
Lì abbiamo potuto osservare camaleonti in muta, serpenti e pesci di ogni specie. La parte che mi è piaciuta di più è stato quando ho camminato in mezzo agli uccelli tropicali, in uno stralcio di giungla. Mi volavano attorno, e potevo osservarli da vicino.
Anche le scimmiette con un ciuffo bianco in testa andavano dove volevano. Gli squali martello mi piacevano pure, ma un po' di meno.
Abbiamo cenato e poi, contentissima per la giornata, sono andata a dormire.
Giovedì, dopo un'abbondante colazione, abbiamo preso la metropolitana per arrivare al castello di Schönbrunn. Lì le sale erano decorate benissimo, con ricami dorati e quadri di tutta la famiglia reale. 
C'erano parecchi ritratti di Franz Joseph e sua moglie Sissi, i cui capelli sfioravano terra.
Abbiamo visitato lo studio di Francesco Giuseppe (in tedesco Franz Jospeh), imperatore d'Austria, che lavorava già alle quattro del mattino.
La stanza più grande era la sala delle feste, con tantissimi candelabri. Il lampadario al centro della sala, un tempo, aveva ben novantasette candele.
Gli affreschi comprendevano pareti molto vaste.
Una volta usciti dal castello, abbiamo mirato allo zoo, il più antico del mondo. Abbiamo potuto osservare un panda che rosicchiava del bambù; tigri che saltavano su e giù dal tettuccio della loro "abitazione" costruita in legno; koala che stavano raggomitolati in cima agli alberi e scorpioni luminescenti al buio che si muovevano a scatti.
Mi sono puaciuti molto questi animali, anche perchè alcuni non li avevo mai visti dal vivo.
A mezzogiorno abbiamo mangiato würstel e patatine fritte nel ristorante dello zoo di Schönbrunn.
Dopo pranzo siamo andati al municipio, davanti al quale c'è la pista di pattinaggio più bella del mondo, perchè non è un semplice rettangolo di ghiaccio, ma in mezzo alla pista ci sono alberi e altre stradine in discesa collegano due spiazzi enormi. Abbiamo tutti inforcato i pattini e ci siamo lanciati in mezzo alla mischia.
Le persone dl posto sfrecciavano velocissime e noi, lì, che riuscivamo a stento a non cadere. Ma dopo un po' di giri su e giù per i vialetti, ho iniziato a prendere confidenza. Passata mezz'ora, non andavamo più lentissime.
L'unica che ha avuto un po' più problemi è stata la microba; per lei è stata la prima (o seconda) volta che pattinava e non riusciva bene a tenersi in piedi. Alla fine, però, tutti abbiamo fatto progressi: io e la cucciola grande sfrecciavamo veloci, anche se non come quelli del posto, e la microba riusciva persino a fare piccoli tratti senza l'aiuto di nessuno. Insomma, è stato divertentissimo ma poi eravamo stremate.
Abbiamo cenato velocemente e siamo andate a letto.
Venerdì abbiamo visitato il Belvedere. Questa struttura venne costruita su ordine del principe Eugenio, come sua dimora. Oggi, però, ospita le opere di un pittore molto famoso: Gustav Klimt.
Klimt ha dipinto tanti quandri, il più conosciuto è forse quello intitolato "Il bacio". Questo pittore fa opere un po' particolari: in quasi tutti i suoi quadri mette dell'oro.
La mostra mi è piaciuta abbastanza, ma mi sono divertita di più di pomeriggio, al Prater.
Al luna park siamo saliti sull'immensa ruota panoramica, dove abbiamo visto Vienna dall'alto.
Era un panotama bellissimo.
Una volta scesi siamo quasi subito tornati in albergo perchè tutti glimaltri giochi del luna park erano chiusi.
Lì ci siamo preparati per andare a cena al Sieben Stern, un ristorante che ci piaceva molto, dove abbiamo mangiato emmenthal fritto e spätzle con pancetta.
Poi siamo andati a dormire, aspettando l'arrivo di un giorno nuovo.
Sabato era il nostro ultimo giorno a Vienna. Per questo ci siamo alzati presto e siamo corsi subito all'Accademia delle Arti, dove si trovava "Il giudizio universale" di Hyeronimus Bosch.
Questo quadro mi è piaciuto molto, anche se c'erano tantissimi mostriciattoli di ogni genere.
Non siamo rimasti lì tanto, perchè dovevamo prendere l'aereo che ci avrebbe riportati a Milano.
Siamo filati in centro, a Wien Mitte, dove abbiamo mangiato in un ristorante giapponese.
Abbiamo preso un trenino che ci ha portati all'aeroporto, dove fare il check-in, imbarcare i bagagli, eccetera.
Quando è arrivato l'aereo, non avevo tanta voglia di prenderlo; volevo restare in quella magnifica città, anche se non potevo.
L'aereo è partito e io ho guardato per l'ultima volta fuori dal finestrino.
ADDIO VIENNA!

martedì 3 gennaio 2017

CHE SORPRESA!

La previsone di vacanze pigre e domestiche, di giornate allungate nel buio anticipato dei pomeriggi invernali si è dissolto grazie all'energia, e le risorse, della nonna MM. Il giorno di Natale ha messo le mani avanti proibendo qualsiasi azione di protesta prima di regalare ai Noicinque un viaggio "dove volete, per queste vacanze". Wow. "QUESTE VACANZE?!" È così cominciato un carosello di ipotesi e ricerche che spaziando dall'Islanda a Malta, da Lisbona alla Baviera, si è poi concluso con un una imperiale meta mitteleuropea: Vienna. Oggi i Noicinque sono partiti con un volo asburgico in cui le hostess erano in tenuta "total red" (veramente total, scarpe ed elastici nei capelli compresi, e molto red) alla volta del "pomo d'oro" dell'Europa.
Dopo un entusiastico, seppur logisticamente improbabile, incontro con un molto cucciolmente apprezzato collega di XX che trascorre a Vienna la totalità del suo tempo libero e si era dunque candidato come cicerone, seppur contumace, i Noicinque hanno cominciato ad apprezzare le bellezze dell'impero asburgico.

giovedì 15 dicembre 2016

VA BENE, LO SAPEVI. E IO HO CAPITO SOLO TROPPO TARDI

Ho insistito. Ti ho costretto, convinto, supplicato, suggerito che era la cosa migliore da fare. Speravo di vedere qualcosa di impossibile. E invece avevi ragione tu.
Che all'aperitivo di Natale della tua classe proprio non ci volevi andare, sostenendo che no, tanto per te non ci sarebbe stata una bella atmosfera, altro che Natale. Mi hai detto e scritto NOOO in tutti i modi possibili, e io non ho voluto vedere quello che a te è chiaro da molti, troppi mesi ormai.
La verità è che siete diversi, che non c'è un modo di essere giusto e uno sbagliato (per quanto una qualche ideuccia ce l'avrei, in proposito), ma piuttosto un modo di non essere uguali. Bene, tu e i tuoi compagni non lo siete. Proprio per niente. E se quel detto latino che spiega come mai le sostanze si sciolgono una nell'altra, lo cito spesso, "similia similia solvuntur" si applicasse alle persone, ecco, tu saresti un po' come una goccia d'olio che galleggia sull'acqua dei tuoi compagni. Non ti mischi. È stato chiaro da subito, appena siamo arrivate, che avresti contato i secondi che mancavano ad andarsene. Sei finita in un posto non fortunato, accanto a ragazzine a cui non avevi nulla da dire. Loro, tutte con il telefono in mano, perse in chissà quali mondi virtuali. Tu, che il telefono l'avevi lasciato a casa e non avevi occhi che per il tuo personale conto alla rovescia, brevissimo, al termine del quale hai dichiarato determinata: "Io vado." 
Abbiamo resistito ancora qualche minuto, tra gli sguardi sgomenti e comprensivi di altre mamme, per poi gridare un generico BUONNATALE ed andarcene appena all'inizio della sera. Il mio cuore ha capito, soffrendo un po' con te, quanto siate diversi. Prometto di ascoltare il tuo di cuore, Cucciola grande.

lunedì 12 dicembre 2016

CARO BABBO NATALE, IL SOLITO DESIDERIO. SE NO, LO CHIEDIAMO A GANESH

Sembrerebbe non esserci speranza per quel piccolo, ma feroce, desiderio che XX, e probabilmente tutte le mamme occidentali, covano in fondo al cuore. Quella segreta speranza che i giorni di avvento si vaporizzino a beneficio di un tranquillo, noioso ed esteso 27 dicembre. La speranza che la frenesia del Natale, che si sviluppa in un innumerevoli richieste di partecipazione ad eventi e attività, le quali nella grande maggioranza dei casi richiedono ulteriori azioni preventive di preparazione si sbricioli in un assai più sano e salutare NULLA.
La speranza che i molteplici happening familiari restino nel cuore come ricordo, magari felice, degli anni passati. Ma che non siano più richieste impossibili disponibilità per il torneo natalizio multiscuola del basket microbo - un girone dantesco della durata di oltre tre ore che vede protagonisti centocinquanta sei-settenni che cercano di far rimbalzare una palla nera e arancione, e non in silenzio - , la pizzata delle mamme che questo è l'ultimo Natale alle elementari, l'incontro per la raccolta dei libri così i bambini della classe microba si scambiano un pensiero prima di Natale, ahhh non ho comprato le tempere e i glitter per fare il lavoretto natalizio, la cena dell'ufficio, il pranzo dell'ufficio, la pizzata della pallavolo, l'arrampicata natalizia, i colloqui con gli insegnati delle medie, la festa delle medie, la festa delle elementari in seconda e la festa delle elementari in quinta (sempre che è l'ultimo Natale alle elementari), gli open day della scuola media per capire quale sarà il destino della cucciola di mezzo, la festa dello yoga con le danzatrici indiane, il compleanno (a sorpresa) della nonna MM ma anche quello, ancora segretissimo, della sua bionda amica speciale, la logistica dei regali in quattro dimensioni, scusa ma dobbiamo fare l'albero di Natale, e anche il presepe solo che la scatola delle cose natalizie si è aperta da sotto e le statuine di terracotta si sono rotte, le incolliamo?, la task force per una scuola inclusiva che sta mettendo a rischio il progetto di bilinguismo per i bimbi sordi e i loro amici, l'incontro prenatalizio del catechismo con canto del cantico delle creature, la premiazione della società sportiva che riconosce il merito di tutti gli altleti premiati in qualunque disciplina nei mesi precedenti (e la cucciola di mezzo ha ottenuto ben due primi posti). Ah, questa premiazione eterna è prevista per la sera del 23 dicembre.
In valutazione, per il prossimo anno, una sana festa delle luci Diwali al posto del santo Natale. Con celebrazioni rigorosamente indù e nient'altro. E questo desiderio occidentale lo chiediamo a Ganesh.

giovedì 1 dicembre 2016

PUZZLE DI TE, PUZZLE DI NOI

Gli anni semitondi: i miei, più quelli delle tre cucciole, fanno i tuoi. Più ampiamente io, insieme con loro, siamo te. Hai fatto i conti e li hai giocati al lotto, i nostri numeri. In questo giorno in cui i tuoi anni diventano semitondi ci siamo accorti, ancora una volta, di quanto di te c'è in noi. Ce l'hanno detto tutti, le persone speciali delle tue famiglie, quella dell'albero genealogico e quella del cuore, del lavoro, dell'esperienza, della vita. Abbiamo cercato di raccogliere intorno a te tutte le persone uniche che ti hanno accompagnato da quando ho memoria; e siccome, era scritto sulla pagina del libro di chimica all'università, similia similia solvuntur, tu sei unica e loro sono uniche. Così in questa serata surreale a conclusione di una organizzazione che aveva del circense, di cui tu eri più o meno all'oscuro, le tue amiche di sempre ti si sono riunite intorno. A scoprire quanto sei in noi, tramite loro. 
Naturalmente non sono mancati i contributi cuccioli al festeggiamento, di cui riporto qui un orgoglioso campione.

MAMMA DELLA MAMMA
Arrivi sempre felice e contenta
Ricordi ogni volta tutto
I tuoi baci mi ricordano te quando non ci sei
Supernonna tu sei!
Tu, tanto generosa e gentile
Eppure hai 75 anni e sei così agile!
Le tue braccia sono forti
La tua vecchiaia non si sente
Avendo pure i capelli crudi, tu sei bella.
Microba

Meravigliosa nonna
Affettuosa e sempre sorridente
Resistente come una roccia
Intelligente e piena di idee
Settantacinque anni portati con fierezza
Tu, disponibile in ogni momento
Entusiasmante
Luce della mia vita
Lavoratrice instancabile
Anche con i mal di sciena ti voglio bene ugualmente, anzi di più
Cucciola di mezzo e grande

mercoledì 30 novembre 2016

MUSCHI E LICHENI

"Ma che cosa sono i LICHENI?"
"Sono una specie di muschio. Crescono verso nord. Così quando sei disperso nel bosco ti puoi orientare. Se conosci i muschi cardinali."

venerdì 11 novembre 2016

LA CONTABILITÀ CHE NON QUADRA

La quadratura di inviti vari, microbi e cuccioli in genere, sta generando il seguente bilancio dare/avere.
Dare: ceduta una entusiasta cucciola di mezzo ad una mamma eroica che ha caricato lei e altre cinque decenni piuttosto loquaci in due macchine alla volta della montagna piemontese. Staranno via per quarantott'ore scandite da scivoloni sulla neve e cene a base di racklette.
Avere: poteva la microba farsi sfuggire l'occasione di avere un posto libero a tavola per non tentare di riempirlo con due amiche? Le settenni vengono recuperate tutte e tre alla lezione di inglese e lasciate allo stato brado in casa Noicinque. YY al momento di andare alla sua partita, abbandonando il campo casalingo, per usare una metafora sportiva -  chiede a XX, asserragliata in cucina ad imbastire una cena, la sua posizione rispetto all' eventualità dimuna domestica esplosione termonucleare. Lei esce dal fortino e minaccia di far saltare la cena a tutti se la casa non riprende un minimo di aspetto civile. Le multimicrobe fanno un ordine "cosmetico" imboscando ovinque ogni genere di masserizia. XX se ne accorge soltanto dopo cena.
Avere: dopo anni di relazioni faticose, la cucciola grande ha finalmente trovato qualche amica preziosa. Tra loro la frizzante Liluz e la spumeggiante Ely. Così le invita, in numero non inferiore a cinque, a dormire a casa Noicinque a partire dalle tre di sabato pomeriggio. I bagordi si sviluppano a base di caramelle dai gusti orrendi e polenta al formaggio gentilmente offerta dalla splendida nonna MM.
Il totale del week end: ceduta una cucciola, acquisite due + cinque. Differenza: + sei. Quandratura (zero spese e zero guadagni) molto, molto lontana.