domenica 21 giugno 2015

IL SILENZIO IMPERIALE

Un inizio estate di corse e saltelli per XX, oltre che di emozioni forti generate dalle tre cucciole che finiscono due delle tre scuole in cui sono impegnate, mille lacrime e sorrisi.
Il primo di questi saltelli d'estate è in realtà un po' più di un saltello, un saltone a cavallo di due continenti per raggiungere il Giappone, paese sconosciuto e lontano.
Il primo assaggio di Giappone: il silenzio. Il silenzio sull'aereo, pieno come un uovo di cittadini dell'impero d'oriente ma quieto e silenzioso. Subito dopo, il silenzio in aeroporto, un aeroporto internazionale in una mattina domenicale, affollato e silenzioso ma efficiente ed ordinato. Il silenzio sul bus che la porta in albergo, il quieto bisbiglio delle conversazioni sussurrate nella lobby dell'hotel dove la sua stanza non sarà pronta prima di quattro ore, che si sommano all'ora di trasferimento dall'aeroporto Narita, le undici di volo, le due di anticipo in aeroporto in Italia e cominciano ad essere un bel po'.
XX in quest'attesa non ha ancora colto molti aspetti di costume di questo paese così diverso e complesso, se non una certa tendenza al silenzio. Senza imbarazzo, quel silenzio di chi parla soltanto quando ha qualcosa di davvero significativo da dire. Non come in Italia, dove troppo spesso "si parla perché è gratis".

domenica 14 giugno 2015

QUELLE MONTAGNE NEI LORO CUORI, E NON SOLO

Al termine della settimana "tranquilla", quella in cui le cucciole erano ad arrampicare con la rocciosa Lux e che come settimana di tranquillo in effetti ha avuto proprio pochino, ecco arrivato il momento di recuperarle. Come le altre volte, il rifugio si raggiunge dopo una breve salita nei boschi di circa mezz'ora, si arriva alle falesie dove sono aperte, e frequentate, almeno sei vie dalle corde variopinte. Variopinti sono anche loro in parete, appesi con gli imbraghi alla roccia grigia. Variopinti sono i sempre più creativi soprannomi assegnati in questa come in altre occasioni, dunque oggi si faceva il tifo per Squallido, Kleenex e Bulldozer. Loro, anche i nani piccoli, hanno guadagnato il loro nome sul campo, dunque mentre Potts è diventato Botta - diciamo che tende a cascare piuttosto spesso, ma senza lamenti - la microba, più giovane partecipante al campus di arrampicata, è ormai per tutti Goccia.
Fiera nel suo nuovo nome, che fa riferimento alla sua certa permalosità, pare aver arrampicato senza sosta e partecipato a tutti i giochi proposti, anche quando bisognava scrivere e lei la regola della G morbida o dura non la conosce ancora.
Queste montagne, scaldate dall'entusiasmo di Lux e dei suoi aiutanti Silente, Pecora e Godzilla, sono ormai entrate nel cuore delle cucciole che purtroppo le vivono una settimana soltanto, ma per ricordarne l'emozione non mancano di spalmarsi di residui dell'ambiente e non lavarsi, per portarsi un pezzettino di monti con sé. Tre a zero, tre cucciole, zero docce all'attivo.
Qualche racconto del ritorno: "Cucciola di mezzo, scusa, sto smontando il tuo zaino, ma l'asciugamano mi sembra pulito e piegato molto bene. Non l'hai usato?" "No." "NOOO? Ma le mani, la faccia, il muso quando ti lavavi i denti dove li asciugavi?" "Nel tappetino. Le mani, la faccia e anche il sedere."
Potts-Botta chiede alla sua mamma: "Ma l'altra sera, quando mi hai telefonato, era sera o mattina?" "Sera." "Era sera anche qui." Pensa!
Le montagne nel cuore, sulle ginocchia e sotto le unghie. Una settimana di vita gioiosa ed educativa come poche altre.

lunedì 8 giugno 2015

BAGNATI DI GAVETTONI E LACRIME

Atteso, agognato, un po' temuto, è arrivato l'ultimo giorno di scuola. Che per la cucciola grande è in realtà l'ultimo giorno di scuola elementare, addio scale azzurre, addio cortile di cemento e addio classe intensa, a tratti faticosa.
In mattinata XX ha scattato le più inutili fotografie di un anonimo ingresso a scuola carico sì di emozione ma che verrà rappresentato nelle immagini come uno dei tanti anonimi ingressi a scuola. Verso le 16 iniziano i preparativi a base di commozione e coriandoli esplosivi, cominciano ad uscire tutte le classi mentre le quinte vengono lasciate per ultime a raccogliere gli applausi, i sorrisi e le lacrime. Loro sono felici ed allegri, lanciano in aria il tocco di cartoncino nero alla moda americana e parlano fitto fitto di come fare a festeggiare. C'è chi è armato di pistole ad acqua, chi si è organizzato con i gavettoni e chi si arrangia con vecchie bottiglie. Le cucciole vengono in realtà trascinate a casa molto in fretta, non c'è tempo per le battaglie d'acqua, ci si veste da montagna perché Lux è in attesa delle tre (tre!) cucciole al rifugio per arrampicare, dunque si parte. Appena bagnati di gavettoni e molto di lacrime (XX). Di questa giornata intensa due sono le immagini indimenticabili: l'abbraccio stretto di XX con la cucciola grande, XX che singhiozza di commozione e la cucciola che la guarda perplessa chiedendole "Ma perché piangi?" con occhi che dicono "Ma sei matta? Guarda che non potrei essere più felice di così..." ; e poi lo zaino da 40 litri arancione e grigio che si muove nel bosco grazie ai sottili piedi della microba, che si allontana felice con due sorelle, due amiche e due educatrici per raggiungere finalmente il rifugio. Nessuna lacrima, solo sorrisi.

mercoledì 3 giugno 2015

E POI LA LORO MILANO, CON LO ZAMPINO DI LUX

Un po' più in periferia, in un caldo pomeriggio di giugno, loro invece giocano a fare il giro dell'isolato. Senza toccare il marciapiede con i piedi. Attraversando cancellate, circumnavigando in quota piloni e colonne, graffiandosi sulle siepi ma caschi il mondo i piedi non a terra non si mettono. Una batteria di circa venticinque nani colorati e sorridenti, i più grandi dei quali caricati anche di materassi sulle spalle, sono stati avvistati su svariate cancellate, davanzali e portoni di un isolato assolato, zona Milano sud. La rocciosa Lux guidava la comitiva armata di scopettone d'ordinanza con cui indicare ai nani le prese migliori. Obiettivo: niente piedi a terra. Eccola, la loro Milano.

martedì 2 giugno 2015

LA NOSTRA MILANO

Palazzo Marino è la sede del comune di Milano e nel giorno della festa della Repubblica era aperto alle visite. La frizzante Fede ha creato una guida interattiva che raccontando dei suoi primi inquilini ha guidato le cucciole attraverso la sala del consiglio, la sala verde dove è nata la monaca di Monza e perfino l'ufficio del sindaco, con il quale una sorridentissima cucciola di mezzo si è fatta fotografare in uno scatto di cui è orgogliosissima. Orgoglio, cultura, senso civico, amore, affetto per la propria città. In questa calda giornata di festa, tutte queste emozioni si sono stemperate anche nella visita alla nuova darsena, la riapertura delle vie d'acqua, gli antichi canali che fanno Milano ancora più bella.

martedì 26 maggio 2015

I FIGLI SONO COME GLI AQUILONI

Dedicata dalle maestre della scuola materna ai quarantadue remigini nei quali milita la microba alla festa per il loro congedo.

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato...
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra...
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.

Infine sono in aria: 
Gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
Il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno
l'aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.

Allora soltanto saprai  
di avere assolto il tuo compito.

Erna Bombeck


sabato 23 maggio 2015

RITORNARE

Cara mamma,
ti voglio tanto bene e quando parti e non ci sei si sente.
Quando parti e sei lontana io, nel profondo del mio cuore, ti sento ugualmente: tu sei sempre con me.
È come se una parte di te restasse in noi.
Con questo biglietto di voglio dire BENTORNATA!
Ti voglio un mondo di bene.
La mamma è la metà del mio cuore, il tesoro più prezioso al mondo, grazie mamma per tutti quei regali che ci hai dato, compresa la vita!
SMACK un bacio da lontano.
La tua cucciola di mezzo.

E che bacio.

domenica 17 maggio 2015

E ALLA FINE

E alla fine, oggi è il giorno in cui hai ereditato un mio paio di scarpe. Turchesi, con le stringhe, numero 38. Ti vanno perfette, molto più che a me.

lunedì 4 maggio 2015

OH-OH

Alle 16.15 XX fruisce di qualche mezz'ora di permesso per inforcare la bici e presentarsi alla riunione della scuola materna, l'ultima della sua vita. Qui, con le lacrime pronte, scopre che la brillante Taat, accompagnati i bimbi di cinque anni come la microba alla scuola elementare, chiederà il trasferimento verso altri lidi. Al termine della riunione, si avvia verso casa, riceve un'inquietante telefonata della cucciola di mezzo che lamenta l'assenza di Tatogiù che non si palesa a recuperarla dal catechismo. XX fa per scapicollarsi al recupero, ma un occhio all'orologio le suggerisce di richiamare l'oratorio chiedendo di mandare a casa la cucciola da sola, dibatte con il Donantonio per un po' e alla fine lui, stremato, decide di far scortare la cucciola triste da alcuni ragazzi più grandi, che si rivelano essere quattro, alti almeno come XX, qualcuno più brufoloso e anche antica conoscenza del mare dove con la cucciola battagliavano a buttarsi in acqua. Nel frattempo XX si scapicolla al recupero della cucciola grande, sempre causa assenza ingiustificata di Tatogiù. Alla lezione di scherma XX recupera una cucciola grande dalla spalla semiparalizzata, più bassa e forse lussata. Tatogiù si è perso il recupero di oggi causa distrazione, molte, moltissime scuse (che sarà chiamato e ripetere alla prima occasione ad una offesissima cucciola di mezzo che si è sentita abbandonata, molto abbandonata). Oh-Oh.

venerdì 1 maggio 2015

NEPPURE SE TI METTI D'ACCORDO

Un sacco di tempo, quello passato con XX quando entrambe erano prima piccolissime, poi allgre bambine, poi ragazzine e oltre. Un sacco di tempo, troppo tempo, quello che ha separato la frizzante amica LLL da XX. Oggi, in una giornata festiva stanca ma frenetica, si sono incontrate per uno di quei casi che se ti metti d'accordo non ti verrà mai così bene, proprio sotto casa, si sono abbracciate in un abbraccio stretto, hanno parlato di bambini, quelli di LLL, affiliati al gioco del pallone e dispersi oggi, a seguito del pallone, per mezza Lombardia, e di bambine, quelle di XX, che erano lì a disposizione ad investigare sulla variopinta fauna che frequenta casa di LLL, di cui i tre cani, ma anche il passaggio di pappagalli e tartarughe hanno destato un colorito interesse.
Un abbraccio stretto, LLL dallo sguardo indimenticabile, LLL con spirito dalla simpatia travolgente. Che bello che è stato rivedersi.