Lo so, che non eri felice. Lo so, che hai avuto i crampi alla pancia per tutto il giorno. Ma so anche che hai fatto e farai delle cose speciali e che questo nuovo trampolino, oggi magari un po' più triste di come ce lo eravamo aspettato, sarà una nuova, entusiastica partenza. Buon debutto in prima C. Sono con te sempre.
lunedì 14 settembre 2015
IL DEBUTTO
Li ricordo ancora, con chiarezza, e ricorderò anche questo debutto, tenendolo stretto nel cuore. Ricorderò l'emozione della prima volta in prima elementare con te, cucciola grande, nella ormai tradizionale camicetta a quadretti, quando sei stata separata dai tuoi amici turchesi con grande tristezza di tutti. Per poi scoprire che questa nuova avventura ti lanciava in un universo nuovo, ricco di emozioni e di amici, che è diventato il tuo mondo speciale. Oggi il tuo nuovo debutto, quello delle scuole medie, in una mattinata affollata di frizzante entusiasmo, è stato un po' lo stesso: sei finita lontana dagli amici, in una classe con altri non proprio scelti dal tuo cuore...ebbene, è vero. Dopo questi anni intensi ed impegnativi tutti speravamo in un po' di sana normalità. Tutto sembra, sulla carta, questo debutto, tranne che normale. Il mio cuore si è stretto nel vedere le tue lacrime alla definizione delle classi. Però. Però è bello pensare che nulla accade per caso, e che anche questa piccola delusione di oggi sia un trampolino ancora più forte per farti volare più in alto, ancora più su. Come più in alto mi, ci hai fatto volare questa mattina, quando ancora sorridente ed emozionata di hai accompagnato al debutto microbo. Qui, in assoluta e segreta complicità con la maestra dei tuoi voli e che sarà la guida della microba, hai preparato negli scorsi mesi un racconto che parla di alberi, rami, scuola, impegno e scoperte. L'albero Pensierino è rimasto nel mio cuore, è entrato oggi nel cuore di ventidue microbi che vi hanno sostituito ai banchi della classe mentre voi passate il testimone virtuale delle meraviglie della conoscenza per raccogliere quello di tredicenni che lasciano la scuola media e prendere il loro posto.
Lo so, che non eri felice. Lo so, che hai avuto i crampi alla pancia per tutto il giorno. Ma so anche che hai fatto e farai delle cose speciali e che questo nuovo trampolino, oggi magari un po' più triste di come ce lo eravamo aspettato, sarà una nuova, entusiastica partenza. Buon debutto in prima C. Sono con te sempre.
Lo so, che non eri felice. Lo so, che hai avuto i crampi alla pancia per tutto il giorno. Ma so anche che hai fatto e farai delle cose speciali e che questo nuovo trampolino, oggi magari un po' più triste di come ce lo eravamo aspettato, sarà una nuova, entusiastica partenza. Buon debutto in prima C. Sono con te sempre.
martedì 8 settembre 2015
LEI È ANCORA LÌ
È qualche giorno, ormai, che verso le otto del mattino è ripreso, anche se non ancora a pienissimo ritmo, il via vai verso di lei. Lei è sempre lì, immutabile ma anche un po' migliorata, con il suo carico di emozioni intense. La scuola materna Pezzi, che ha accompagnato le cucciole nello sviluppo di una indipendente autonomia, che le ha stimolate e divertite, commosse ed educate, è sempre lì. I mattoni rossi, le finestre tutte nuove, gli alberi del giardino che vengono potati proprio in questi giorni. E poi finalmente i bagni nuovi, belli e a misura di gambe corte, tutti in comune per potersi fare compagnia e magari aiutare al bisogno. Ed ecco Barbix, lei che l'alba non è proprio il suo tempo preferito, che accoglie, prodiga di sorrisi e complimenti, una ancora stampellante microba che aveva voglia di fare un salutino e rivedere la riga verde, le sue maestre e i suoi spazi, che ora appartengono irreversibilmente ad altri. Prossimo appuntamento il primo giorno di scuola, all'uscita, per raccontare a chi l'ha lanciata nella vita come le è sembrata la prima giornata di nuova vita. Scuola Pezzi: ci manchi già.
martedì 25 agosto 2015
UN PO' DI BARAONDA
Il rientro a casa dopo il lavoro, in una giornata di agosto che sembra novembre in cui le cucciole sono rimaste confinate a casa, poteva essere più tranquillo. XX ha chiesto ad un sempre meraviglioso MrDan non solo di prestarle un passeggino per favorire la mobilità esterna della microba con stampelle, ma anche di portarle il passeggino a casa perché lei era in bici la cui pur enorme capacità di carico non consentiva il trasporto del passeggino.
Al portone XX e MrDan incontrano la vicina del piano di sotto, una frizzante signora dai capelli rossi, armata di un nipotino (di due gemelli) in braccio e la di lei figlia con l'altro gemellino. Le signore con i gemellini prendono l'ascensore, aprono la porta di casa e il loro gatto scappa sul pianerottolo di XX. Qui nel frattempo sono atterrati MrDan e XX, un passeggino rosso in prestito. Sulle scale ci sono anche: un gatto bianco e grigio che non ha nessuna intenzione di muoversi, la vicina dai capelli rossi con un gemellino in braccio, la di lei figlia con l'altro gemellino in braccio. Nessuno riesce a prendere il gatto, dunque XX apre la porta di casa e chiede alle cucciole, impegnate in un gioco di travestimenti dunque agghindate à la façon, di cercare di recuperare il gatto. La cucciola grande, dall'interno di una lunghissima sottoveste di raso grigio perla, si fionda sulle scale alla caccia del gatto. Il gatto prima sale, poi scende, poi entra in casa di XX, la cucciola di mezzo cerca di farlo uscire affinché entri nella sua, di casa, la microba zompetta con le stampelle all'inseguimento (non sulle scale, per fortuna). La vicina strilla di non farlo scendere troppo perché altrimenti il gatto arriva fin giù e poi hai voglia a farlo risalire, la cucciola grande continua ad inseguirlo e finalmente lo prende ma la porta di casa è chiusa per paura che escano gli altri gatti domestici. XX e MrDan inebetiti scaricano il passeggino e si lanciano anche loro all'inseguimento del gatto. Finalmente la porta di apre, il gatto scappato entra come pure la vicina+figlia con i loro gemellini. XX, MrDan, le cucciole e la vestaglia di raso rientrano anche loro in casa soltanto per incominciare un nuovo circo a base di carrucole, animali da salvare e vulcani che eruttano, tutto a beneficio di un sempre allegrissimo MrDan. Passeggino consegnato, gatti a casa loro, gesso firmato. Ma che baraonda.
Al portone XX e MrDan incontrano la vicina del piano di sotto, una frizzante signora dai capelli rossi, armata di un nipotino (di due gemelli) in braccio e la di lei figlia con l'altro gemellino. Le signore con i gemellini prendono l'ascensore, aprono la porta di casa e il loro gatto scappa sul pianerottolo di XX. Qui nel frattempo sono atterrati MrDan e XX, un passeggino rosso in prestito. Sulle scale ci sono anche: un gatto bianco e grigio che non ha nessuna intenzione di muoversi, la vicina dai capelli rossi con un gemellino in braccio, la di lei figlia con l'altro gemellino in braccio. Nessuno riesce a prendere il gatto, dunque XX apre la porta di casa e chiede alle cucciole, impegnate in un gioco di travestimenti dunque agghindate à la façon, di cercare di recuperare il gatto. La cucciola grande, dall'interno di una lunghissima sottoveste di raso grigio perla, si fionda sulle scale alla caccia del gatto. Il gatto prima sale, poi scende, poi entra in casa di XX, la cucciola di mezzo cerca di farlo uscire affinché entri nella sua, di casa, la microba zompetta con le stampelle all'inseguimento (non sulle scale, per fortuna). La vicina strilla di non farlo scendere troppo perché altrimenti il gatto arriva fin giù e poi hai voglia a farlo risalire, la cucciola grande continua ad inseguirlo e finalmente lo prende ma la porta di casa è chiusa per paura che escano gli altri gatti domestici. XX e MrDan inebetiti scaricano il passeggino e si lanciano anche loro all'inseguimento del gatto. Finalmente la porta di apre, il gatto scappato entra come pure la vicina+figlia con i loro gemellini. XX, MrDan, le cucciole e la vestaglia di raso rientrano anche loro in casa soltanto per incominciare un nuovo circo a base di carrucole, animali da salvare e vulcani che eruttano, tutto a beneficio di un sempre allegrissimo MrDan. Passeggino consegnato, gatti a casa loro, gesso firmato. Ma che baraonda.
venerdì 14 agosto 2015
UN OSSO, UNA PICCOLA DONNA CORAGGIOSA, LE CHIACCHIERE AL PRONTO SOCCORSO
Le giornate allungate di fine vacanza, gli amici stretti del mare, un aperitivo insieme. Un gioco di bambine, ci rincorriamo, saltiamo e giochiamo a rialzo. Qualcuna scivola, il sandalo la tradisce, un dito del piede sinistro assume una posizione innaturale. Molto innaturale e molto storta. Il ditone del piede sinistro appartiene alla frizzante microba che in queste ore si è rivelata una piccola, grande donna molto coraggiosa. Il ditone storto viene accompagnato in ambulanza all'ospedale della vicina Lavagna, dove esiste un reparto di pediatria allegro e colorato ma non curano le fratture pediatriche. Curioso, no? La piccola donna coraggiosa con frattura scomposta all'alluce del piede viene ricoverata all'ospedale (lei sceglie di stare con papà, che dormicchia in una branda lunga la metà di lui), XX grazie agli amici stretti riesce a rientrare a casa a tarda notte e inizia le attività di chiusura casa, valigie, bucati e dispensa. Alle sette del mattino successivo si catapulta all'ospedale per dare il cambio a YY che si incarica di caricare le valigie formate nottetempo in quell'accrocchio valigie/bici che rendono le vacanze Noicinque così stile "famiglia Brambilla anni Sessanta". Nel frattempo XX negozia con pediatri e ortopedici liguri una dimissione che li autorizzasse a viaggiare fino a Milano, non soltanto fino all'ospedale dei bambini di Genova dove hanno tentato di indirizzarli nelle precedenti didici ore. Finalmente la famiglia si ricompone, la dimissione, non priva di stecca di cartone che le rendeva il piede microbo, pur rotto, pericolosamente simile a un piede hobbit, li autorizza ad arrivare a Milano dove, ancora in versione auto carica di mille bici e bagagli, la microba con piede da hobbit e XX sbarcano all'istituto ortopedico di riferimento.
Qui, dopo un paio d'ore d'attesa, il brillante ortopedico fa una puntura al piede - prima dose di coraggio vero della piccola grande donna - e poi le riduce la frattura con l'aiuto di due colleghi nel tentativo di scongiurare un probabile intervento. Lei strilla, lui racconta storie di barattoli di lacrime e la conquista con il solletico - seconda, enorme dose di coraggio - infine la ingessa con un rigido, enorme stivale bianco. Lei non vede l'ora di farsi firmare il trofeo del coraggio, rimane ad occupare l'ambulatorio intanto che una stravolta XX corre a prenotare le prossime visite e radiografie e li ritrova che chiacchierano come vecchi amici lui, il brillante ortopedico e lei, la piccola donna coraggiosa con uno stivale di gesso. Si raccontano storie, si raccontano di amici e di cani. XX è davvero grata all'istituto ortopedico e al simpatico medico che ha dedicato dieci minuti extra di chiacchiere allungate alla sua paziente cinquenne.
Qui, dopo un paio d'ore d'attesa, il brillante ortopedico fa una puntura al piede - prima dose di coraggio vero della piccola grande donna - e poi le riduce la frattura con l'aiuto di due colleghi nel tentativo di scongiurare un probabile intervento. Lei strilla, lui racconta storie di barattoli di lacrime e la conquista con il solletico - seconda, enorme dose di coraggio - infine la ingessa con un rigido, enorme stivale bianco. Lei non vede l'ora di farsi firmare il trofeo del coraggio, rimane ad occupare l'ambulatorio intanto che una stravolta XX corre a prenotare le prossime visite e radiografie e li ritrova che chiacchierano come vecchi amici lui, il brillante ortopedico e lei, la piccola donna coraggiosa con uno stivale di gesso. Si raccontano storie, si raccontano di amici e di cani. XX è davvero grata all'istituto ortopedico e al simpatico medico che ha dedicato dieci minuti extra di chiacchiere allungate alla sua paziente cinquenne.
L'ESSENZA
L'essenza di un amico: fa quello che è necessario fare, prima ancora che tu abbia la consapevolezza di che cosa serve. Non chiede, agisce rendendoti la vita infinitamente più facile e felice. Grazie Sara, grazie Simone, amici di cuore e di sorrisi. Grazie ELE, grazie Tins, amiche di mare e di vacanza, di cuore e di sorrisi come la vostra mamma e il vostro papà.
domenica 2 agosto 2015
QUANDO CI VUOLE
Il passo, in genere frettoloso e affannato, rallenta. L'orologio rimane a casa, abbandonato inutile sul comodino. Il telefono, quell'infernale aggeggio che tiene ormai tutti collegati, sempre, a dispetto del riposo e dei fusi orari, giace sepolto in fondo alla borsa. Viene degnato di un'occhiata ogni tanto, giusto per mettersi d'accordo con gli amici che verranno alla stessa spiaggia.
Ecco, queste solo le vacanze. Dopo un anno di frenesia, impegni, giornate zeppe di tutto, vacanza è lasciare l'orologio, rallentare il passo e non stupirsi più se sulle strisce pedonali le auto ti fanno passare, senza clacson indiavolati. Vacanza, al solito, rassicurante mare. Il ritmo insolito che ci voleva.
Ecco, queste solo le vacanze. Dopo un anno di frenesia, impegni, giornate zeppe di tutto, vacanza è lasciare l'orologio, rallentare il passo e non stupirsi più se sulle strisce pedonali le auto ti fanno passare, senza clacson indiavolati. Vacanza, al solito, rassicurante mare. Il ritmo insolito che ci voleva.
mercoledì 29 luglio 2015
SI MA DOMANI...
Vacanze finalmente. Il tempo dilatato, le giornate tranquille senza occhi all'orologio, le onde del mare, mosso e impetuoso da giorni, la spiaggia e i gusti familiari. In questi giorni finalmente meno frenetici, XX decide di mettere alla prova alcuni dei recenti insegnamenti della sua ricerca interiore, che oltre a una speciale luce sul cuore insegna anche, prodromico a pratiche più strutturate, un rilassamento guidato alla portata dei bambini.
Nella speranza di condividere questa nuova condizione con le bambine, XX conduce, con un testo piuttosto preciso, circa cinque minuti di rilassamento guidato, le cucciole nei loro letti e nel cuore di XX la certezza di un sonno immediato, soprattutto dopo l'infinito bagno nelle onde alte del pomeriggio. Il rilassamento si è invece concluso così: "mamma...si, bello...ma domani ci leggi Peppa Pig e la fatina dei denti?"
In effetti, non c'è gara.
Nella speranza di condividere questa nuova condizione con le bambine, XX conduce, con un testo piuttosto preciso, circa cinque minuti di rilassamento guidato, le cucciole nei loro letti e nel cuore di XX la certezza di un sonno immediato, soprattutto dopo l'infinito bagno nelle onde alte del pomeriggio. Il rilassamento si è invece concluso così: "mamma...si, bello...ma domani ci leggi Peppa Pig e la fatina dei denti?"
In effetti, non c'è gara.
martedì 14 luglio 2015
IL MOLLUSCO CONTAGIOSO DAVVERO?
La cucciola di mezzo, ormai è chiaro, non solo ha sviluppato una certa tendenza al melodramma, ma riesce a cacciarsi nelle peggio situazioni pungenti. Dalle ortiche alle meduse passando per i microscopici esserini marini brucianti, è sempre stata lei il bersaglio di tante divertenti amenità. Ebbene, prima di partire per la montagna - oltre due settimane fa - la cucciola mostra perplessa un brufolo sulla pancia, dichiara di averlo pastrugnato un po' e a settimane di distanza i brufoli bollosi sembrano essersi moltiplicati raggiungendo il naso, le gambe e la schiena. La nonna MM, non paga delle "vacanze" al mare, si offre di portare lei e una microba con verruca sul piede dalla pediatra d'ordinanza. Verdetto: mollusco contagioso, probabilmente mischiato con impetigine bollosa. la dottoressa non è sicura, però, il caso è complesso. Meglio andare da un dermatologo che tolga anche l'orrenda (e sempre più grande, nonostante i crio-trattamenti) verruca microba.
Intanto, niente piscina del centro estivo, ovviamente, per evitare di contagiare di mollusco tutti gli amici ancora rimasti in una bollente città.
Intanto, niente piscina del centro estivo, ovviamente, per evitare di contagiare di mollusco tutti gli amici ancora rimasti in una bollente città.
lunedì 13 luglio 2015
I SORRISI BRILLANTI
In un prevacanze forsennato come poche altre volte, dopo che XX ha attraversato fusi orari come fette di anguria, dal Giappone al Brasile in due settimane passando per una di quelle giornate inglesi, loro, le cucciole, sono finalmente tornate. Sono tornate da una vacanza rilassata e divertita con la super nonna MM, abbronzatissime e sorridenti (YY le ha individuate dal balcone soltanto grazie ai denti bianchissimi su visi molto, molto scuri) le tasche piene di sassi, per citare Jovanotti, ma dipinti. Dipinti dalle forme suggerite dalla forma del sasso stesso, un becco di papera o un grazioso riccio, ma anche decorati di arcobaleni e paesaggi o gocce astratte multicolori. Hanno allestito la mostra dei sassi, l'hanno aperta in onore degli zii FF e PP in visita con il microscopico e pacificissimo neonato cuginetto Edo al quale hanno dispensato carezze inaspettatamente delicate e sorrisi a tuttidenti. Sono andate a letto con molto ritardo rispetto alle più pessimistiche previsioni facendo ritornare una casa silenziosa e ordinata decisamente chiacchierina, se non rumorosa, e parecchio più creativamente disordinata. Bentornate, cucciole dai sorrisi brillanti.
mercoledì 1 luglio 2015
UNA GIORNATA DI QUELLE
Il periodo prevacanze si prospetta caldo e frenetico come mai prima: appena dopo la trasferta asiatica, il tempo di toccare il muro in ufficio e XX è chiamata a ripartire, destinazione UK, senza potersi godere neppure un po' una casa silenziosa e la calda compagnia di YY con le cucciole in trasferte varie. Il volo all'alba, la sveglia prima dell'alba, l'aeroporto intasato di vacanzieri e gite scolastiche, il volo in ritardo di due ore, l'arrivo in una Londra bollente del giorno più caldo dell'anno. E poi, naturalmente, la prima riunione saltata causa ritardo del volo, il congresso a cui deve partecipare in centro che più centro non si può, ci possiamo andare soltanto in metropolitana, ci mettono oltre un'ora e mezza in un caldo che nemmeno a Tunisi.
XX fa la sua parte di conferenza, le pongono una domanda polemica a cui risponde polemica a sua volta, riprendono la metropolitana nel solito clima bollente per recuperare l'auto, in custodia all'aeroporto.
Da qui partono alla volta di Trowbridge, tempo stimato due ore e mezza ma nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie e senza traffico. Di ore ne impiegano quattro e mezzo, sembra il tempo dilatato dell'India, alla guida una giovane e simpatica ragazza italiana che ha imparato a guidare a destra e vorrebbe continuare a farlo. A circa sei metri dalla meta, mancava soltanto un ponte da attraversare, dei lavori stradali impediscono l'accesso e soltanto lo charme della fanciulla ha permesso che gli orsi che stavano lavorando li lasciassero passare.
Naturalmente l'ora era tarda e la cena non è più servita, dunque tocca riprendere l'auto in cerca di cibo. Dopo una rapida e distesa cena messicana, XX con i colleghi ritorna all'hotel, tipicamente inglese, in mezzo alla campagna. Fa ancora caldo, ormai fanno diciannove ore di veglia e tutti non vedono l'ora di andare a dormire. Peccato che l'ingresso sia chiuso, il numero da chiamare per farsi aprire suoni a vuoto e nei dintorni non ci sia anima viva. Dopo aver valutato, nel corso dei successivi tre quarti d'ora, le ipotesi più fantasiose spaziando dal dormire in macchina al cercare un hotel nei dintorni (che naturalmente è risultato pieno), dal chiamare la polizia al fracassare il vetro della porta con una valigia, un altro ospite finalmente li sente e li fa entrare da un accesso secondario attraverso la cantina, l'unica chiave che aveva.
Una (lunga) giornata di quelle.
XX fa la sua parte di conferenza, le pongono una domanda polemica a cui risponde polemica a sua volta, riprendono la metropolitana nel solito clima bollente per recuperare l'auto, in custodia all'aeroporto.
Da qui partono alla volta di Trowbridge, tempo stimato due ore e mezza ma nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie e senza traffico. Di ore ne impiegano quattro e mezzo, sembra il tempo dilatato dell'India, alla guida una giovane e simpatica ragazza italiana che ha imparato a guidare a destra e vorrebbe continuare a farlo. A circa sei metri dalla meta, mancava soltanto un ponte da attraversare, dei lavori stradali impediscono l'accesso e soltanto lo charme della fanciulla ha permesso che gli orsi che stavano lavorando li lasciassero passare.
Naturalmente l'ora era tarda e la cena non è più servita, dunque tocca riprendere l'auto in cerca di cibo. Dopo una rapida e distesa cena messicana, XX con i colleghi ritorna all'hotel, tipicamente inglese, in mezzo alla campagna. Fa ancora caldo, ormai fanno diciannove ore di veglia e tutti non vedono l'ora di andare a dormire. Peccato che l'ingresso sia chiuso, il numero da chiamare per farsi aprire suoni a vuoto e nei dintorni non ci sia anima viva. Dopo aver valutato, nel corso dei successivi tre quarti d'ora, le ipotesi più fantasiose spaziando dal dormire in macchina al cercare un hotel nei dintorni (che naturalmente è risultato pieno), dal chiamare la polizia al fracassare il vetro della porta con una valigia, un altro ospite finalmente li sente e li fa entrare da un accesso secondario attraverso la cantina, l'unica chiave che aveva.
Una (lunga) giornata di quelle.
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