giovedì 21 maggio 2026

HOST FAMILY!

In un anonimo giovedì di primavera, arriva quel messaggio che darà forma ai prossimi sei mesi microbi.

Il suo papà australiano si chiama Gilder, insegna inglese e filosofia. La sua mamma australiana si chiama Yuki, è giapponese e studia. Ci sono un fratellino e una sorellina che hanno due visi simpaticissimi, gli occhi a mandorla e i capelli ricci ricci.

La casetta in cui vivono è una villetta essenziale, la stanza microba ha l’aria frugale, ma tanto c’è il mare a meno di due chilometri, sai che meraviglia?

Non si sa molto di loro, sarebbe bello scrivere e organizzare una call per presentarsi (all’alba, vista la differenza di fuso), per ora si può solo immaginare una vita nuova all’altro capo del mondo, dove per andare a scuola hai l’uniforme tre pezzi ma poi il mare è proprio lí accanto, dove studi solo cinque materie e poi i club e gli sport ti impegnano quasi di più.

È un’emozione grande, vedere la nuova famiglia microba, e che possano essere legami di rispetto e gioia.

lunedì 11 maggio 2026

GITA COMPETITION

Ha vinto a mani basse la ‘gita competition’, la gara delle gite. Complice la pandemia, o forse no, la microba sbanca il borsino delle gite partendo con la sua classe in terza liceo per sei giorni in Sardegna a fare scuola di vela.

Le sorelle, che in gita sono state in giornata rispettivamente a Piacenza e a Brescia (Brescia!!! Vibra di indignazione la cucciola di mezzo) protestano retroattivamente per viaggi d’istruzione non goduti e la profonda ingiustizia del mondo.

In Sardegna hanno studiato i venti, qualcuno ha scuffiato, loro sono arrivati secondi alla regata che non hanno fatto perché c’era troppo vento, ma se fosse stata la regata quasi vincevano perché filavano velocissimi. Ed erano pure senza istruttore.

Pare la microba abbia vinto al trivial della vela (che forse lo facessero con i logaritmi e la termodinamica, le gare tipo ‘giochi senza frontiere’, imparerebbero volentieri pure quelli. Per vincere però, mica per saperlo).

Comunque. La gita in Sardegna, ops, il ‘viaggio d’istruzione’, ha visto preparativi variopinti: lo smarrimento di otto - si, otto - scarpine da scoglio, l’acquisto di una mezza muta ‘che la porto in Australia’, la chat dei genitori che esplode sul come fare i bagagli, e loro che sono quasi maggiorenni e una borsa per la vacanza se la potranno pure fare da soli, no? (certo, a trovare le scarpine da scoglio….). La negoziazione tranchant per stare in casetta a tre a tre. Oltre a Mart e Meg, le amicissime di classe, di compiti e di vita, c’era in classe un altro trio, quindi la stanza da sei era perfetta. Solo che era anche molto ambita, e alla fine, al grido di ‘siamo a nostro agio senza velo solo con loro’, le altre tre con il velo hanno vinto. Così, velo e no che la loro integrazione è cosa fatta, alla fine la stanza da tre era un appartamento con tre stanze da due, quindi loro hanno unito i letti, dormito in tre nelle stanze da due e lasciato le valigie belle paciocche in una camera tutta loro.

Mentre le sorelle pensavano alle meraviglie di Piacenza e di Brescia (Brescia!!!).

venerdì 8 maggio 2026

UN PASSATEMPO DI VIAGGIO

Viaggiando spesso in aereo, sto cominciando a sviluppare qualche bizzarra abitudine. L’osservazione attenta, al limite della maleducazione, degli altri passeggeri mentre salgono. Io facilmente ho il privolegio di sedermi tra i primi, e posso osservare indisturbata chi sale dopo. L’ansia di trovare un posto in alto per la valigia. Lo sguardo che saetta sui numeri delle file, come preoccupato che quel sedile non ci sia. 

Tutti i dove sei tu, finestrino, ah no in mezzo. Le acrobazie per infilare corpi grandi nei posti piccoli. I sacchetti dello shopping in aeroporto, i macaron francesi; chi non chiude il pc nemmeno mentre imbarca, le creaturine piccine spavalde che corrono avanti e quelle intimidite che non si muovono. 

I genitori con i neonati appesi, chi arriva e sembra in pigiama. Sullo stesso volo è facile vedere qualcuno con il piumino e qualcuno con i sandali, e possono essere la stessa persona.

I cappelli improbabili che non sai come sia possibile appoggiare la testa, le giacche stazzonate di fine giornata e quelle perfette, di ottima fattura. 

Vedo occhi di viaggio, occhi stanchi, occhi abituati e occhi curiosi. Cerco di individuare la lingua, la nazionalità, di indovinare il perché del viaggio.

E chissà perché, mi sento più vicina al mondo.

domenica 3 maggio 2026

I MEDICI DEGLI UMANI

‘Che pastiglia è?’

‘È l’antibiotico, me l’ha dato il dentista.’

‘E perché? Hai un’infezione?’

‘No, è proprio per non avere un’infezione, è profilassi.’

‘Ma tu pensa. Come sarebbe, che ti danno l’antibiotico preventivo? Noi, prima di dare un antibiotico, dobbiamo fare il batteriologico. Per la resistenza agli antibiotici, sai. Quindi, vedi, è colpa dei medici degli umani, che danno l’antibiotico a caso.’

I. Medici. Degli. Umani.

mercoledì 29 aprile 2026

UNA GIORNATA DOPPIA

Oggi è il giorno del secondo esame di guida microbo. Ha fatto lezione diligente, ha imparato a usare le marce, c’è il percorso lento da fare e poi quello veloce. E qui, per un secondo di troppo, le hanno detto che non aveva passato l’esame.

Uffa. Ha ricevuto parecchie dimostrazioni di solidarietà, una torta sacher, i ravioli cinesi, molti abbracci.

E poi l’universo si deve essere messo una mano sul cuore e le ha fatto arrivare via mail il visto per l’Australia!

sabato 25 aprile 2026

OLTRE LO SPAZIOTEMPO

La microba in quel bilancio di dare e avere fa in conti con quello che lascerà nei mesi australiani.

‘No, ma hai capito? Il 13 settembre c’è un concerto di Marra e Gué insieme. Non lo fanno da dieci anni. Cavoli.’

‘Vado io e ti videochiamo.’ Il problem solving delle sorelle maggiori.

martedì 7 aprile 2026

IL SIGNORINO QUINDICENNE

[Clop] Allora vi siete ricordati. Lo vedo, che voi bipedi festeggiate i compleanni, e che fate anche quella cosa rischiosissima con le candele e il fuoco, che poi non lo sapete che noi siamo curiosi e magari ci viene voglia di mangiare una candela e poi ci facciamo male? 

Beh, sono contento che il compleanno l’abbiate ricordato anche per me. Che sono venuto al mondo un sette di aprile di quindici anni fa da nobile stirpe olandese, come si evince dal tipico nome nordico che porto, Gino.

Durante i compleanni si fa un po’ il bilancio di dove si è arrivati. E allora te lo dico, bipede cucciola, che sono contento di dove sono arrivato. Il mio box è un po’ buio e io mi infango un pochino, ma vuoi mettere il divertimento? E poi mi piace quando arrivi e sento la tua voce da dietro l’angolo e lo so che staremo insieme e faremo una creatura sola. E alzo la zampa e tu mi dai solo mezzo biscotto, credi che non lo sappia che ce l’hai tutto intero? Però oggi sei arrivata con un bel mazzone di erba fresca e tutta mia, slurp. Ti prendi cura di me e l’ho visto, sai, che hai campionato la mia cacca? Che dopo essere stata nel frigo di casa Noicinque per tre giorni, l’hai portata in università a cercare i parassiti, e io di parassiti non ne ho!

Mi piace quando stiamo insieme, quando saltiamo alti nel cielo (veramente salto io, ma facciamo finta che qualche merito ce l’abbia anche tu), e quando mi porti a brucare l’erbetta più succulenta, quella che piace a tutti i cavalli e infatti ce n’è sempre troppo poca. Quando andiamo in passeggiata che poi mi viene voglia di stare primo e galoppare senza nessuno davanti, quando mi accarezzi con quel tocco speciale che sente.

Si, sono contento di questo compleanno, di stare in questo posto di campagna dove vieni con una dedizione commovente. Magari come regalo, possiamo allontanare tutte le farfalle? Quelle si, sono pericolose. Dai, magari l’anno prossimo. [Clop]

IL TUTOR

Giorno di vacanza da scuola, eppure la sveglia microba suona presto. È in programma la call con il tutor della scuola australiana, quello che magari spiega che cosa sono le materie tipo ‘furniture’ (falegnameria), ‘outdoor studies’ (gite e arrampicata e forse surf), ‘visual art’ (creazione di loghi), ‘textiles’ (taglio e cucito), in modo da scegliere per il meglio. Alla fine si scopre che la selezione è solo di cinque materie, che il suo accento australiano è incomprensibile, che l’orario di fotografia si sovrappone a fisica e allora vabbè andiamo in laboratorio a studiare il calore, che le foto le faccio da me.

Mancherebbe ancora la scelta dei club (dilemma tra armi cadets, quelli che si allenano per entrare nell’esercito, e fashion che è un’altra versione di taglio e cucito - in fondo le due attività si assomigliano).

Mancano da scegliere pure gli sport, vela ormai è suo quando ha scoperto che non si va sempre sullo stesso fazzoletto di mare - ‘piece of ocean’, nella verisone originale, ndt. Per il resto football, pallanuoto e chissà che altro c’è nel suo basket di desideri.

venerdì 3 aprile 2026

HIRE RATE, TAKE 2

Driiin

‘Pronto.’

‘MammamihannoassuntodaZara! Per un mese, solo che non ci posso andare sempre perché ho già una settimana occupata. Cosa faccio?’

‘Mi sa che devi dirglielo…’

‘No, ma uffa. Vabbè adesso le scrivo.’

Driiin

‘Pronto.’

‘No vabbè, ha detto che le serviva tutto il mese. Sono stata assunta e licenziata nel giro di un’ora, un record.’

‘Ma veramente a me sembra un record la tua hire rate: tu ti candidi e ti chiamano sempre!’

‘Seee, figurati. Una volta a febbraio NON MI HA RISPOSTO NESSUNO PER TRE GIORNI.’

Ah, quando mordi il mondo a diciannove anni…

giovedì 2 aprile 2026

SELFIE

I licei moderni non si occupano quasi mai. Vige una sorta di compromesso, pace armata con le autorità, nota come cogestione. Nella cogestione, il preside rinuncia a due, tre o quattro giorni di didattica, dipende da quanto è bravo a negoziare. Quei giorni sono riempiti dai ragazzi che organizzano assemblee con ospiti, dallo storico di arte bizantina ai campioni olimpici. Da cogestioni passate sono transitati ex politici, comici, cantanti, scrittori e varia umanità.

La cogestione al liceo microbo, dai racconti ricevuti, rischia di assomigliare un po’ di più alla guerriglia urbana, ci vuole un servizio d’ordine interno fatto dai ragazzi più grossi e speriamo non siano loro a fare casino, ci vuole l’ok del preside per fare la sicurezza. Devono essere quelli grossi, si, ma anche capaci di non accogliere le provocazioni. Perché ci saranno provocazioni? Pare, da ragazzi di altre scuole…

E poi ci sono le assemblee, e quella che più ha intrigato lo sguardo microbo è stata quella tenuta da carcerati. Non ex.

La microba mostra fierissima un selfie con uno di loro: lei è felice e posa come fosse con un vip, lui vestito bene per l’occasione dell’incontro con i ragazzi, sorridente come un vip, finalmente riconosciuto.

L’abbiamo già detto, che lei scombina tutte le carte del pregiudizio, e fa il mondo più bello, vero?