giovedì 21 luglio 2022

e-CARTA E PENNA 32 (34)

From: Stac

To: cucciola di mezzo

Object: Hello!

Hi,cucciola di mezzo! I hope you are having a wonderful time at camp! Yay, you finally made it!

We are so excited to see you soon, and Kelly and Amy are looking forward to meeting you. Enjoy the rest of your stay in Michigan! We can’t wait to hear all about it.


Stac and To with Amy and Kelly

CARTA E PENNA 31 (33)

Da: nonna MM

A: Cucciola di mezzo

Ciao cucciola,

Spero che questa mia ti arrivi in tempo perché ormai sono pochi giorni che mancano alla tua partenza… Sei triste o contenta o tutte e due le cose insieme? Immagino che ti dispiaccia lasciare il campo e le nuove amiche ma lo stesso tempo hai voglia di casa, la tua, e della tua famiglia. Io ora sono sola a Nizza perché la mamma e la microba sono partite ieri in treno per Milano. Non so se lo sai, ma qui in Europa fa un caldo rovente e mai visto prima. Penso che a Londra hanno fermato i voli perché si è sciolto l’asfalto della pista, senza contare gli incendi che stanno distruggendo vaste zone in Francia, Spagna e Italia. Ora basta raccontarti cose tristi tre… Sappi che la microba e la mamma hanno provato ad andare in SUP (stand up paddle) con effetti comici degni di paperissima. Sono tornati stanchi e doloranti perché oltre a non stare in piedi, faticavano a pagaiare in ginocchio!  Mi sa che tu, dopo l’esperienza del kajak sul Mississippi, potresti insegnare loro qualcosa… Qui oltre al SUP ti aspettano sempre i divanetti e il parachute di buona memoria… ma soprattutto ti aspetto anch’io, a braccia aperte, perché Nizza, senza cucciola di mezzo… Non è Nizza. Ho tanta voglia di vederti e di ascoltare in vivavoce le tue emozioni vissute al camp. 

A presto, prestissimo


nonna MM

mercoledì 20 luglio 2022

e-CARTA E PENNA 30 (32)

Da: XX

A: cucciola di mezzo

Oggetto: guardaroba

Ciao CDM, ti penso sul fiume, ormai trasformata tu anche tu in una zanzara gigante: da tanto ti hanno punto, ti hanno fatto fatto una di loro. In questi giorni sono stata un po’ in Francia (compreso il 14 luglio con tutta la storia dei raggi di luce) e compreso il 17 luglio, quando ti ho scritto del nonno Giorgio. Oggi la microba e io siamo tornate facendo un viaggio da pazzi in treno, con il primo trenino fino a Ventimiglia che era pieno più di un nuovo. C’era una tizia che aveva i suoi molti bagagli in una carrozzina enorme, di quelle con le ruote grandi… ma senza bambino - la usava al posto della valigia, c’erano sopra stuoie, ombrelloni e coperte. Ti immagini com’era agevole in un treno locale pienissimo? Niente, lei era lì, piantata come un albero, davanti alla porta, inamovibile. Poi sul treno da Ventimiglia, la microba e io eravamo a due carrozze di distanza. Ho chiesto a una signora che viaggiava da sola se poteva fare cambio e lei mi ha detto di no. Grazie molte. Così la microba è stata da sola per quattro ore e mezza durante le quali ha perso i suoi biglietti del treno e ho chiesto al papà di rimandarglieli. Ci siamo video chiamate con whatsapp intanto che pranzavamo proprio come ai tempi del covid. Dalla Francia sono stata via una notte a Tolosa, così ho incontrato il mio capo. Nel corso di quella notte in cui la nonna dormiva da sola, è caduta dal letto (come qualcuno a Disneyland Parigi, del resto). L’altra volta che ero a Tolosa, la nonna era caduta contro il condizionatore sul terrazzo e si era distrutta tutta quanta la faccia. Che ci sia un pattern? Dal mare la microba mi ha dato alcuni tuoi vestiti da riportare a Milano, che immagino di doverti portare negli States giusto? Cercherò di farci stare tutto, perché prima di venire da te devo prendere 1 milione di voli… come ho voglia di vederti… ti penso forte forte. 


mamma

lunedì 18 luglio 2022

e-CARTA E PENNA 29 (31)

Da: YY

A: cucciola di mezzo

Oggetto: aggiornamento

Ciao cucciola, quando riceverai questo messaggio avrai terminato la tua avventura in kayak sul Mississippi. Non vediamo l’ora di sentire i tuoi racconti e di vedere un po’ di foto! In realtà, spero che riescano a caricare qualche foto sul portale già dopo la tappa di rifornimento; ma fino ad ora, non si è visto niente.

Aggiornamento 1: ho esteso la validità della tua SIM americana fino a quando resterai negli USA; quindi, il tuo telefono dovrebbe funzionare, quando te lo ridaranno. Ho scoperto che non potrai fare le chiamate dirette a voce a telefoni italiani; però potremo sentirci con whatsapp, e potrai chiamare le tue compagne di camp, se ti mancheranno già…!

Aggiornamento 2: il melone è ormai maturo; anzi lo è da qualche giorno. Ho provato ad aspettare a raccoglierlo che tornassi tu, ma questa mattina ho dovuto toglierlo dalla pianta perché si stava rompendo vicino al picciolo, essendo diventato troppo pesante. Spero di riuscire a conservarlo finché non ritorni, per fartelo assaggiare, ma non ne sono sicuro… Vediamo come si conserverà. E poi, speriamo che nascano degli altri meloncini, che fino ad ora non sono comparsi tre… 

Aggiornamento 3: la tua zucca invece sta bene! La sto tenendo d’occhio: non è ancora il momento di raccoglierlo anche se questo si sta avvicinando anche per lei. Però tanto poi va fatta maturare per un mesetto almeno; quindi direi che questa non rischi di perdertela! 

Aggiornamento 4: ci sono un po’ di novità per la pallavolo (la tua) -  abbiamo fatto una riunione e ci hanno parlato del programma del prossimo anno; ma è più facile se te lo racconto a voce quando torni (quindi questo non è un vero aggiornamento).

Abbiamo ricevuto due tue letterine (letterone!) che ci hanno fatto molto piacere. Buon proseguimento di vacanza americana! 


papà

CARTA E PENNA 28 (30)

Da: Cucciola di mezzo 

A: nonna MM e microba

Care nonna e sorella microba, grazie per le lettere!!!

Mi sono arrivate oggi tutte insieme, perché è il rerashing day: stiamo in un campeggio per un giorno e possiamo farci la doccia finalmente! Avrebbero dovuto anche portarci dei sacchi con dei vestiti puliti, dato che abbiamo la stessa maglietta e le stesse tre mutande da una settimana e mezza, ma se ne sono dimenticati. Già, dovevano portarci tre cose: lettere, cibo e vestiti, e se ne sono dimenticati una. Adesso abbiamo mandato tutti i vestiti a lavare in sacchi della spazzatura e abbiamo tutte addosso solo la giacca e pantaloni antipioggia, le uniche cose che non devono essere lavate. Facciamo abbastanza ridere, ma è l’unica soluzione. Mancano ancora sette giorni e 20 miglia da fare con il kajak, e poi torniamo al campo per essere accolte come eroine. In tutto siamo in 12 (contando anche le tue leaders) e le altre ragazze sono tutte simpaticissime; cantano e scherzano tutto il tempo e una ha anche memorizzato dei corsi di stand up comedy che esibisce di quando in quando. Non abbiamo molto tempo per annoiarci nei giorni in cui navighiamo per il Mississippi, tra il montare e smontare le tende, accendere i fornelli per cucinare e girare i kajak così che gli orsi non riescono a mangiarci il cibo.

A proposito di orsi, non ne ho ancora visto uno, ma le aquile che vediamo tutti i giorni (a volte anche a meno di 20 m di distanza) possono compensare. Ho anche visto un paio di cervi e degli stormi di anatre alzarsi in volo.

 Abbiamo anche dei giorni in cui non remiamo, o perché qualcuno ha degli eczema che devono essere visitati, o perché il giorno prima per sbaglio abbiamo fatto il doppio delle miglia che dovevamo fare (entrambe cose già successe). Ma anche i giorni di pausa non sono poi così tranquilli; dobbiamo fare la cacca nel bosco e seppellirla e andare a fare rifornimento d’acqua. Una delle mie leaders ha anche inventato un sistema a cinque stelle per valutare la propria cacca (ve lo racconto meglio quando torno). Nel tempo libero possiamo scrivere lettere, fare braccialetti e leggere, anche se siamo a corto di libri. Ultimamente c’è stato uno scambio di libri per tenerci occupate, ma qualcuna ne aveva degli altri nelle sacche di vestiti puliti che non sono arrivati, quindi finiremo tutte per leggere gli stessi cinque libri. Per ora nessuna a voluto cimentarsi nella lettura di un romanzo di Valerio Massimo Manfredi di 700 pagine, chissà perché. Per quanto mi stia divertendo qua, non vedo l’ora di tornare a casa e raccontarvi tutto. 

Mi mancate moltissimo, 


Cucciola di mezzo 

PS: Vi racconterò anche dei posti sui kajak, a dir poco interessanti

domenica 17 luglio 2022

e-CARTA E PENNA 27 (29)

Da: XX

A: Cucciola di mezzo

Ciao cucciola!

Ti scrivo da una bollentissima Nizza, il termomentro accanto a me (sul terrazzo dove sto lavorando) segna 38°C (no, no lo so in Farenheit) e la tastiera scotta. Non tanto i tasti, quanto piuttosto il resto, la parte di metallo su cui appoggiano i polsi.

Oggi è il lunedì della vostra ripresa del viaggio, se non ho capito male. In realtà, ora che leggerai questa lettera sarai già felicemente rientrata al camp e sarete accolte con i migliori onori della gloria. Chissà che emozione pazzesca. Non vedo l'ora di sapere tutto, ma proprio tutto.

In realtà in questo messaggio volevo condividere con te un pezzo di storia e riflessioni di famiglia: ieri era il 17 luglio, il mio papà se ne è andato esattamente 25 anni fa. Lo so che siamo tutti e tutte un po' curiose di sapere come sarebbe stato, averlo accanto a noi, al fianco della nonna Tella. E probabilmente sarebbe stato curioso anche lui. Così ho cercato di raccontarvi, di raccontarci in questo scritto, che ti copio e incollo qui sotto.

UNA GENERAZIONE

Nella storia, quando si contano le generazioni, si assegna arbitrariamente un valore di venticinque anni tra una generazione e l’altra. Me l’ha ricordato proprio ieri la nonna MM, nel ricordarti, papà. Una generazione è passata da quel giorno tempestoso di venticinque anni fa, quando hai smesso di essere qui. 

E allora vorrei raccontarti che cosa è successo, in questa generazione, raccontarti chi c’è ora ad animare quegli stessi luoghi che sono stati i tuoi.

La nonna MM, di cui sei stato amore appassionato e vivace, è ora una super mamma (quello da sempre) e super nonna, ce la invidia tutto il vicinato. Le amiche, che mi dicono ‘che mamma in gamba’, e poi anche la generazione dei nipoti, ai quali lei dà asilo nelle condizioni più improbabili. Pare che al parco si sia ormai sparsa la voce ‘se ti fai male, vai a citofonare alla nonna microba, abita nella casa d’angolo’. Ci sono state anche richieste da alcuni papà in caso di ferite da calcetto…

YY, che tu hai conosciuto e in cui vi siete riconosciuti con la forza dell’ironia e della solidità, resta sempre più solido e ironico al nostro, al mio fianco a tenere insieme i complessi fili di questa famiglia quasi tutta al femminile che vedi da lassù.

E poi ci sono loro, che rischiarano, movimentano e definiscono tutte le nostre giornate, loro per le quali tu sei una figura un po’ mitologica, spesso presente nei racconti di famiglia.

In ciascuna di loro, alcuni tuoi tratti. 

La cucciola grande, che diventerà maggiorenne tra qualche mese (eh, il concetto della ‘generazione’ di prima, in effetti), riflessiva e un po’ selvatica. Ha come te la forza di perseguire quello che le interessa, ‘no matter what’. Così negli anni ci sono state le gare di velocità dei vermi della pioggia sul balcone, gli esperimenti di cristallizzazione nella mia cabina armadio, un dito accorciato da un cavallo e lo stesso amore e passione per questi bestioni da oltre mezza tonnellata, che lei cura e capisce. Lei fa quello che deve, e fa quello che le piace. Riservata e riflessiva, non risparmia l’energia che dedica ai suoi interessi. 

Poi c’è il lato coraggio e curiosità. La cucciola di mezzo, che sa usare la parola in modo sapiente e diretto a partire da quel ‘attento, signore!’ pronunciato stentoreo a tre anni dal basso della sua mini bici con rotelle che cavalcava sul marciapiede, proprio dove un ignaro povero passante pensava di poter camminare. Nemmeno per idea, fare largo, please. L’uso della parola, come quella delle lettere che scrivevi magari per protesta e dei cui risultati traevi grande piacere.

E poi, il coraggio, la sfida, i limiti. Tu con l’aliante, gli ultraleggeri, il paracadute (l’idea di saltare giù da un aereo per il gusto di aver superato quel sensatissimo senso si sopravvivenza che ci farebbe stare al sicuro all’interno della fusoliera) - e lei con l’ignoto, la curiosità, la messa alla prova. È partita qualche settimana fa alla volta del camp dove anche io e il cugino one FFF siamo stati - solo che lei è partita tutta da sola, noi eravamo due e il mondo non era ancora stato rivoluzionato dalle torri gemelle. Dunque ora non solo è tutta da sola negli Stati Uniti, irraggiungibile, ma sta anche facendo una specie di cammino di Santiago in kayak lungo il fiume Mississippi, attraversando tre stati e dormendo sotto le stelle. Decisamente, il coraggio e l’idea del limite sappiamo da dove le arriva.

E poi c’è lei, che forse più di tutte respira e vive i tuoi luoghi. La tua stanza è la sua, il tuo balcone da lavoro è diventato il suo campo di fragole. Lei che vuole capire le cose, aggiusta i computer e crea i meglio sistemi a base di telefono, robot, go pro e pc, tutti insieme, tutti che si parlano. Si intende sulla tecnologia con YY, dà lezioni e risolve i problemi alla nonna MM - in effetti, dal punto di vista della tecnologia di generazioni in questi venticinque anni ne sono passate almeno dieci, tutto è incredibilmente accelerato. Così tu avevi una grande radio e il microfono del radioamatore, mentre ora, è di qualche giorno fa la notizia, il più grande telescopio viaggia a un milione e mezzo di chilometri da qui e fotografa le stelle neonate appena dopo il Big Bang. Si, in effetti, almeno dieci generazioni. Torniamo alla microba, che vive di tecnologia e anche si sentimenti, in un mix che a dodici anni può essere ancora complesso da sbrogliare. Lei è curiosa, non rinuncia, determinata e testarda, curiosa. Mi ricorda qualcuno…

Questa sera ti salutiamo, nel ricordare la generazione che è passata senza che il tuo cammino potesse incrociarla, ahimè, ma che ha tratto da te, più che i cosa, i molti come di te. I molti come di noi e i come di loro.

sabato 16 luglio 2022

e-CARTA E PENNA 26 (28)

Da: microba

A: cucciola di mezzo

Oggetto: SUP!

Ciao sorella, ieri ti abbiamo spedito una lettera, ma tanto vedrai tutto insieme. 

Oggi io e la mamma siamo andate sul SUP… non siamo cadute tante volte (io solo due) però andavamo in ginocchio. Quando provavamo ad andare in piedi, visto che c’erano un po’ di onde, facevamo qualche pagaiata e poi cadevamo. Ora ci fanno malissimo le gambe, ma domani, sperando che l’acqua sia un po’ più calma, vogliamo riprovarci. 

Quando abbiamo chiamato il papà a casa la sorella grande ha scoperto che non riusciva più a fare le pernacchie, e faceva troppo ridere.


microba

CARTA E PENNA 25 (27)

Da: Cucciola di mezzo 

A: XX e YY

Cari Mamma e papà, domani è il re-racing day. Il che vuol dire pizza calda, docce, vestiti puliti e lettere.tutte le lettere che non ho ricevuto né inviato in questa settimana e mezzo.vuole anche dire che siamo a metà di questo percorso, di questa avventura che non voglio finisca. Mi sembra ieri quando vi salutavo a Linate, quando compravo una brezel a Francoforte, e poi il cambio della Sim del terminal Chicago e infine il minuscolo aeroporto di maschi Gone, dove, nonostante la grandezza, sono comunque riusciti a perdere la mia valigia… Mi sembra ieri eppure era 20 giorni fa e a mezzo mondo di distanza quando gli ho visti per l’ultima volta per cinque settimane a venire e non sapevo ancora che cosa aspettarmi. Adesso so come saranno le mie giornate per altre due settimane e un po’, ma sicuramente non posso prevedere le nuove ed eccitanti esperienze che vivrò.a capo la traversata del Mississippi per andare dall’ultima spiaggia fino ad una nuova isola non è stata delle più semplici; ci siamo ritrovati in acqua bassissima, con la corrente e il vento che ci spingevano dalla parte opposta, senza considerare le onde che si infrangevano contro i lati dei nostri Kayak.questo sarebbe dovuto essere il primo segno di quello che ci avrebbe aspettato su di isola, decisamente non la più ospitale su cui abbiamo campeggiato. subito sopra la spiaggia c’era uno spiazzo senza alberi, cosparso delle cacche di qualche animale di cui non ho capito il nome. Abbiamo provato a piantare le tende lì ma siamo state ben presto dissuase dal vento che le faceva volare via in continuazione oppure le piegava su loro stesse. Abbiamo trovato spazio sufficiente per le tende dietro una macchia di alberi, che ci proteggevano almeno un po’. E meno male che ci siamo messe dietro gli alberi; infatti quella notte è scoppiata una tempesta coi fiocchi e abbiamo dovuto lottare per tenerci la rain flight stretta. Non so che abbia pensato che gli stecchini nella sabbia sarebbero stati abbastanza solidi da tenere giù la tenda, ma guarda caso, non lo sono. Mentre io e ebbi eravamo fuori dalla tenda in mezzo alla pioggia, chiamando Claire perché ci mettete ci mettessi a posto la rain fly, quella ci urlava di tornare dentro a sederci sui nostri clan penso a costo di bagnare i sacchi a pelo. Alla fine è riuscita a sistemare la nostra tenda, e abbiamo dormito quasi all’asciutto.

E la mattina dopo abbiamo scoperto che non eravamo neanche quelle messe peggio, nonostante metà della nostra Ten stesso volando via. Sam, medi e cori avevano caparbiamente deciso di mettere la loro tenda su una mini altura poco distante, che però non era molto riparato. Quindi la tempesta non aveva solo strappato nare in fly, ma aveva anche piegato la tenda su se stessa, creando così una pozzanghera nella metà della tenda che era ancora per terra. Inoltre erano troppo lontane per essere sentite da Claire, quindi hanno passato tutta la notte ammassate Condividendo gli unici sacchi a pelo che non erano ormai zuppe. Almeno avrebbero avuto tutto il giorno per far asciugare le cose che si erano bagnate, dato che Python aveva annunciato che avremmo avuto un lei o verde, perché già è una delle sue sorelle nell’altro gruppo avevano un ex Emma, e sarebbero andate in una clinica a farsi visitare. Non abbiamo fatto molto per tutta la mattina, a parte scoprire che l’isola era anche infestata di formiche, anche loro molto amichevoli.dopo pranzo abbiamo giocato a paranoia per quasi due ore, ed è stata l’attività più rilevante della giornata. Di notte siamo andati a vedere le stelle, che non si vedevano perché la luna era troppo luminosa. Il giorno dopo abbiamo avuto noi un altro giorno libero, questa volta non ho capito perché. ancora una volta, a parte, della quale ho approfittato ho anche finito il mio libro quindi adesso me ne farò il giorno dopo siamo finalmente partite dall’isola maledettae abbiamo trovato un’isola, un po’ più  grande, questa volta riparata dagli alberi. C’erano sacco di conchiglie madreperla, alcuni anche più grosse di un palmo. Ne ho prese un po’ , perché voglio farne degli orecchini.

L’indomani qualcuno ha proposto di fare ‘solo’, dato che c’era una spiaggia enorme, con abbastanza spazio per stare da soli. I ‘solo’ e consistono nello stare da soli per un po’, noi abbiamo fatto quattro ore. Mentre camminavamo verso i rispettivi spazi abbiamo visto un serpente e lo abbiamo chiamato Jeffrey. Durante quelle quattro ore ho finito di disegnare le spiagge nell’altra lettera, ho trovato altre conchiglie e una chela di granchio. Peyton ha trovato anche un teschio, o parte di esso, che pensiamo si di un qualche roditore. Non so se conta come avvistamento di animale, però. Per aggiornare la lista, recentemente ho visto: ancora un sacco di aquile dalla testa bianca, tra cui una che pescava a meno di venti metri dai nostri kayak; Jeffrey e un suo amico, questa volta chiamato David; due gatti il primo giorno di fronte alla nostra cabin, che però poi non si sono fatti più vedere(mi ero dimenticata di scriverlo); un coniglio in un prato mentre stavamo caricando l’autobus per partire (anche questo non mi ricordo se ve l’ho già detto); più di una tartaruga (purtroppo tutte morte); non pochi cani, tutti ritti a prua di un qualche barchino troppo rumoroso e troppe, troppe zanzare. Alcuni ragazzi hanno detto di aver visto un coyote al nostro primo camp, e sull’isola maledetta’ Erika ha detto di aver visto una coda indistinta, forse di volpe, forse di coyote. 

Dopo il solo siamo tornate tutte alle tende, dopo aver cenato, e Abby mi ha insegnato a fare un gioco con le carte, ‘nar’, che decisamente non richiede tanto sforzo quanto burraco.

Il giorno dopo, e cioè oggi, ci siamo svegliate alle nove, nonostante Peyton avesse detto alle otto. Abbiamo pagaiato per un paio di miglia fino ad arrivare a Fountain City. Lì abbiamo fatto rifornimento di acqua ad un autogrill e poi ci siamo incamminate verso una gelateria. Peyton ci ha spiegato che il camp offre un ‘treat’  di circa quattro dollari prima, durante e dopo il rerashing per ogni camper. Per ovvie ragioni questo di solito è un gelato. Mentre facevamo la strada abbiamo passato delle case bellissime ed enormi, con giardini altrettanto belli. In particolare ce n’era una con una distesa di ibiscus davanti, rossi e arancioni e magnifici. Alla fine la gelateria era chiusa, non si sa perché, ma sbirciando dentro ho visto che una sola pallina costava 3.60 $, quindi mi viene quasi da dire meno male. Siamo tornate all’autogrill e abbiamo preso una vaschetta per uno, e siamo riuscite a prendere tutti gusti diversi. Io ho deciso di optare per ‘brookie dough’, gelato alla vaniglia e cioccolato con pezzi di brownies e chocolate chip cookie dough. Era un po’ una puzzolata, ma non era poi terribile. Peyton ci aveva detto che anche a Fountain City ci sarebbe stata un’attrazione che entrambi i gruppi prima di noi avevano visitato. Ci aveva detto che si chiamava ‘rock house’, e sono state proposte delle teorie a dir poco interessanti in proposito: qualcuno diceva che era un museo delle pietre, altri che fosse una casa con tutte le rockstar della storia. Qualcuno ha perfino altro proposto che ci avrebbero portato direttamente da The Rock Dwayne Johnson. Alla fine era semplicemente una casa su cui era caduta una pietra, piuttosto grande, nel 1958 (se non ricordo male). Non siamo nemmeno potuto entrare per vederla da vicino, ma è comunque stato divertente! Ci siamo rimesse nei kajak e dopo nemmeno due miglia abbiamo trovato una buona spiaggia. Mi sa che il gruppo dei ragazzi ha già campeggiato qui, perché continuiamo a trovare cartacce degli oatmeal di colazione. Per ora questo è il posto più grande che abbiamo trovato, con due spazi enormi liberi dagli alberi.

Stanotte dormiamo sotto le stelle, non è prevista pioggia. Domani leggerò le vostre lettere e vi sentirò un po’ più vicini.

Mi mancate,


Cucciola di mezzo 

PS ho una nuova borraccia perché un giorno, dopo cena, abbiamo perso il tappo della bottiglia del gas, e la mia borraccia, per fortuna, aveva lo stesso identico tappo. Alla fine lo abbiamo trovato ma il mio topo sarebbe comunque stato sporco di gas, quindi ho tenuto l’altra borraccia.

venerdì 15 luglio 2022

CARTA E PENNA 24 (26)

Da: nonna MM e microba e XX

A: cucciola di mezzo

Ciao CDM!

In questi giornitu stai navigando in kayak sul Mississippi…hai fatto amicizia col fiume? Ci racconterai le tue emozioni proprio come fai nelle tue lunghe lettere che la mamma, arrivata ieri sera in treno, ci ha letto.

Ti confesso che qualche volta, parlandone con la microba, ci chiedevamo come sarebbe ‘capottarsi’ con il kayak, insomma, è facile ribaltarsi in un fiume, anche se si è fatta qualche picola esperienza sui navigli di Milano…ma se invece la nostra cucciola di mezzo fosse così brava da dominare la corrente di un fiume tanto importante? Sono sicura che sia così. Volevo chiederti: hai avuto qualche difficoltà con l’inglese? O meglio, l’americano?nelle tue lettere non ne fai cenno, come se tu fossi…born in the USA. Ora lascio spazio alla microba e alla mamma, come vedi questa volta a scriverti siamo in tre. Con tanta voglia di riabbracciarti.


nonna MM

—-

Magari la prossima lettera scrivila qui in Francia, che alla nonna fa piacere. Ora sto per andare a Cap 3000 con le amiche, ma una volta ci vorrei andare anche con te.

Prima la mamma ha visto una mail del camp in cui c’era una foto di aggiornamento del vostro viaggio, ma non ti trovavvamo. La mamma è preoccupatissima, mentre il papà ha solo detto che secondo lui non eravate tutte in quella foto e che quindi non c’è niente di cui preoccuparsi (speriamo!).

Quest’anno nessun avvistamento di polpi o relitti, ma meduse tantissime!

Come va con la GoPro? Riesci a fare le foto? E dove la ricarichi?

Quando tornerai a Casa vedrai ‘l’ufficio’ della mamma qui in Francia ^_^ (non so disegnare le emoji).

La mamma ci ha portato qui le tue lettere e ho anche visto il tuo disegno, sei bravissima!

Adesso scrive la mamma, infatto ho schiacciatomle mie righe se non non c’è più spazio per lei.

Mi manchi.


microba \/ (non so disegnare neanche i cuori)

—-

Ciao cucciola! Eccomi anch’io nel completare questa lettera a sei mani. Come ti hanno scritto nonna e microba, siamo in Francia, in questa casa che per me è sempre stata sinonimo di armonia e leggerezza.

Ho appena fatto un primo bagno su una spiaggia affollata, e poco fa ti ho scritto di quell’orizzonte con un google form, sperando che ce la faccia a rientrare nel re-ration.

La. Icroba ha ragione, oggi è arrivata dal camp una mail di aggiornamento, ma tu non eri nelle foto, non è che ti hanno perso lungo il fiume, anzi, ‘la fiuma’, vero?

Papà è sicurissimo di no ed è quasi riuscito a convinceri (quasi…).

Ieri era il 14 luglio, che per questa città è al tempo stesso una festa e  la commemorazione di una tragedia, un dram,a che vi ha sfiorato da vicinissimo.

Come gli altri anni, anche ieri non ci sono stati i fuochi d’artificio, nel rispetto di quello che è avvenuto sei anni fa. Li hanno fatti il 13 luglio, però, credo per non deludere i turisti - non mi è del tutto chiara questa logica…

Comunque, ierimper la prima volta la commemorazione è stata pubblica, sulla Promenade. Alle 22.34, all’ora in cui il camion è stato fermato, dalla Promenade si sono accesi 86raggi di una luce bianco-azzurra che si proiettavano nel cielo, ciascuno a ricordo di una vita, una famiglia, una storia.

Dal terrazzo della nonna abbiamo visto i raggi di luce passaresulle nostre teste e convergere verso il cielo profondo, nella direzione delle colline.

Un angelo stilizzato è stato inaugurato sulla Promenade, lo vedrai quando arrivi.

Per me è stato bello poter ricordare, attraversare lo spavento e la tragedia e mi piace l’idea di condividerlo con te. Ti che vedrai la luce delle stelle come forse solo ad Asisko…

E non vedo l’ora di sentire (e leggere) di te.

Un mondo di bene.


mamma