"Microba! Hai mangiato un biscotto. Un biscotto cantuccio. Prima di mangiare la frutta. Perché?"
"EHHMM PE-KÉ...MI SE-VE." (=che domanda è? Perché ho mangiato un biscotto? Perché mi serve: per nutrirmi, sopravvivere, gustare il delicato zucchero di canna che si scioglie fondendosi con la vanillina, mi serve per sorridere alla vita, godere di un momento estatico e nel frattempo crescere anche un po'. Mi serve per placare i morsi della fame, anche se ormai sopiti dai numerosi piatti di pasta cinese che ho comunque ingurgitato, mi serve per stuzzicare quella voglia di buono. In breve, l'ho mangiato perché mi serve.)
mercoledì 9 maggio 2012
lunedì 7 maggio 2012
ED È SOLO (UN ALTRO) LUNEDÌ
La quotidiana routine della mattina ha subito oggi un drastico rallentamento (o accelerazione, dipende da che parte la si vuole guardare) grazie alla presenza delle due cucciole minori, rientrate dalle rispettive trasferte. Riportata la sveglia sulle consuete 6.45, nella mattinata si sono fatti quattro letti, lavati sessanta denti più i propri, pulito un paio di sederi, messe tre scarpe (la quarta graziosamente messa in autonomia dalla collaborativa cucciola di mezzo).
Dopo un convulso giro-scuola, accompagnato dal brivido sull'aver notificato o meno l'assenza della microba al nido, dal daffare dettato dai doveri di rappresentante di classe di XX con foto di classe, raccolta fondi, ecc, XX e YY atterrano più o meno in salvo nei rispettivi uffici.
La logistica del pomeriggio, però, non è prevista leggera: ore 15.30, uscita della microba dal nido (al quale l'assenza era grazie al cielo stata anticipata) recuperata da una provvidenziale e sempre preziosissima nonna MM; ore 16.30, uscita della cucciola grande che di volata viene affidata a due supermamme per recarsi alle prove estemporanee del coro dei guantini bianchi. Nel frattempo, più o meno alla stessa ora, nell'ufficio di XX si scatena il finimondo. Motivo, l'assegnazione ex cathedra dei nuovi uffici in cui lei e i colleghi si dovranno trasferire a breve.
Ore 17.10, XX abbandona il finimondo mentre questo raggiunge il culmine e si precipita alle prove del coro, dove trova una finalmente soddisfatta maestra ma neppure un bambino. Sono già tutti alla festa di Elena, compagna ottenne della cucciola grande. Ore 17.15, XX raggiunge la festa degli esagitati e scatenati compagni, fa mille raccomandazioni alla cucciola grande e la abbandona per precipitarsi a rotta di collo alla scuola materna.
Ore 17.30 arrivo, con tempismo chirurgico, alla scuola materna dove XX recupera la cucciola di mezzo e la sua amica Bea, per l'occasione invitata a giocare con lei e poi a cena. Nel frattempo si rende conto che non ha prenotato l'indispensabile colloquio con le maestre, che la prossima (ed ultima) possibilità di colloquio è prevista per quando lei sarà in volo per gli Stati Uniti, che non ha ancora pagato il pullman del ritorno della gita.
Ore 18.30, YY tenta di distogliere la cucciola grande dalla festa e riportarla a casa, riuscendo ad arrivare finalmente a destinazione alle 19.15.
XX nel frattempo carbonizzava le verdure, serviva in tavola una pastasciutta che i minorenni non hanno mangiato e ringraziava il cielo che di lì a un'ora sarebbe calata la pace. Temporanea, però.
Dopo un convulso giro-scuola, accompagnato dal brivido sull'aver notificato o meno l'assenza della microba al nido, dal daffare dettato dai doveri di rappresentante di classe di XX con foto di classe, raccolta fondi, ecc, XX e YY atterrano più o meno in salvo nei rispettivi uffici.
La logistica del pomeriggio, però, non è prevista leggera: ore 15.30, uscita della microba dal nido (al quale l'assenza era grazie al cielo stata anticipata) recuperata da una provvidenziale e sempre preziosissima nonna MM; ore 16.30, uscita della cucciola grande che di volata viene affidata a due supermamme per recarsi alle prove estemporanee del coro dei guantini bianchi. Nel frattempo, più o meno alla stessa ora, nell'ufficio di XX si scatena il finimondo. Motivo, l'assegnazione ex cathedra dei nuovi uffici in cui lei e i colleghi si dovranno trasferire a breve.
Ore 17.10, XX abbandona il finimondo mentre questo raggiunge il culmine e si precipita alle prove del coro, dove trova una finalmente soddisfatta maestra ma neppure un bambino. Sono già tutti alla festa di Elena, compagna ottenne della cucciola grande. Ore 17.15, XX raggiunge la festa degli esagitati e scatenati compagni, fa mille raccomandazioni alla cucciola grande e la abbandona per precipitarsi a rotta di collo alla scuola materna.
Ore 17.30 arrivo, con tempismo chirurgico, alla scuola materna dove XX recupera la cucciola di mezzo e la sua amica Bea, per l'occasione invitata a giocare con lei e poi a cena. Nel frattempo si rende conto che non ha prenotato l'indispensabile colloquio con le maestre, che la prossima (ed ultima) possibilità di colloquio è prevista per quando lei sarà in volo per gli Stati Uniti, che non ha ancora pagato il pullman del ritorno della gita.
Ore 18.30, YY tenta di distogliere la cucciola grande dalla festa e riportarla a casa, riuscendo ad arrivare finalmente a destinazione alle 19.15.
XX nel frattempo carbonizzava le verdure, serviva in tavola una pastasciutta che i minorenni non hanno mangiato e ringraziava il cielo che di lì a un'ora sarebbe calata la pace. Temporanea, però.
sabato 5 maggio 2012
MMHH, SA DI...
Si narra una conversazione intercorsa tra la microba e la pimpante nonna MM avvenuta in realtà senza testimoni in terra francofona.
"Ti ho visto, stai mangiando un capperotto! Bleah!"
"TI HO MANZATO." (=si, infatti, ho l'ho gustato con piacere)
"Bleah! Scusami, ma di che cosa sa?"
"MMHH ZA DI IL...ZALLO!" (=allora, se mi hai detto bleah non capisco come mai ti interessi tanto il gusto di tali prelibatezze. Comunque, per soddisfare la tua curiosità, direi che questo capperotto sapeva di...GIALLO, che, per inciso, sarebbe anche il mio colore preferito. Quindi è buonissimo.)
"Ti ho visto, stai mangiando un capperotto! Bleah!"
"TI HO MANZATO." (=si, infatti, ho l'ho gustato con piacere)
"Bleah! Scusami, ma di che cosa sa?"
"MMHH ZA DI IL...ZALLO!" (=allora, se mi hai detto bleah non capisco come mai ti interessi tanto il gusto di tali prelibatezze. Comunque, per soddisfare la tua curiosità, direi che questo capperotto sapeva di...GIALLO, che, per inciso, sarebbe anche il mio colore preferito. Quindi è buonissimo.)
venerdì 4 maggio 2012
E POI TU CHE...
E poi anche tu, così intensa, curiosa, sensibile e profonda;
tu che vai a scuola gioiosa, consumi un refill di lusso ogni settimana, costruisci animali e bambole con le tue amiche di scuola con 'diversi materiali' (non meglio definiti);
tu che la tua migliore amica è la cagnolina TT, alla quale riesci a far fare l'obbediente come con nessun altro mai;
tu, che la cagnolina adesso quando passa davanti alla tua scuola, non importa che ore sono e se tu sei appena entrata, si siede e piange e ti aspetta e ti chiama e la sua padrona MONI non sa più che fare;
tu che ami fare gli scherzi e ridi con gli occhi di una risata contagiosa;
tu, saggia e responsabile, che sei riuscita a far scendere da in alto sull'albero la tua sorella di mezzo con un tono rassicurante e dicendole: 'ti devi AFFIDARE', commuovendomi profondamente;
tu che non vedi l'ora di invitare MrDan per mostrargli la perizia con cui maneggi la spada laser e per montare con lui innumerevoli lego di Guerre Stellari;
tu, che approfitti dell'assenza del resto della banda bassotte per leggere i tuoi molti libri tranquilla (ne hai letti due negli ultimi due giorni), e per fare quelle costruzioni difficili, con i pezzi minuscoli, progettate per bambini che hanno il doppio dei tuoi anni;
tu, che ti stai godendo quattro inaspettati giorni di 'figliaunicicitudine', assapori i momenti di pace ma appena la sorella microba telefona vi parlate fitto fitto di animali per mezz'ore;
tu, a cui siamo sempre troppo impegnati a chiedere della scuola, dei compiti, delle maestre, dello sport e ci dimentichiamo di accarezzare la tua profonda emotività.
Sono così contenta di aver potuto gustare con te questi giorni silenziosi.
tu che vai a scuola gioiosa, consumi un refill di lusso ogni settimana, costruisci animali e bambole con le tue amiche di scuola con 'diversi materiali' (non meglio definiti);
tu che la tua migliore amica è la cagnolina TT, alla quale riesci a far fare l'obbediente come con nessun altro mai;
tu, che la cagnolina adesso quando passa davanti alla tua scuola, non importa che ore sono e se tu sei appena entrata, si siede e piange e ti aspetta e ti chiama e la sua padrona MONI non sa più che fare;
tu che ami fare gli scherzi e ridi con gli occhi di una risata contagiosa;
tu, saggia e responsabile, che sei riuscita a far scendere da in alto sull'albero la tua sorella di mezzo con un tono rassicurante e dicendole: 'ti devi AFFIDARE', commuovendomi profondamente;
tu che non vedi l'ora di invitare MrDan per mostrargli la perizia con cui maneggi la spada laser e per montare con lui innumerevoli lego di Guerre Stellari;
tu, che approfitti dell'assenza del resto della banda bassotte per leggere i tuoi molti libri tranquilla (ne hai letti due negli ultimi due giorni), e per fare quelle costruzioni difficili, con i pezzi minuscoli, progettate per bambini che hanno il doppio dei tuoi anni;
tu, che ti stai godendo quattro inaspettati giorni di 'figliaunicicitudine', assapori i momenti di pace ma appena la sorella microba telefona vi parlate fitto fitto di animali per mezz'ore;
tu, a cui siamo sempre troppo impegnati a chiedere della scuola, dei compiti, delle maestre, dello sport e ci dimentichiamo di accarezzare la tua profonda emotività.
Sono così contenta di aver potuto gustare con te questi giorni silenziosi.
giovedì 3 maggio 2012
E TU CHE...
E tu che sei l'ultima arrivata, quella che nessuno considera perché nessuno ha mai tempo, tutti sempre troppo impegnati nella gestione compiti/ scuola/ attività sportive per preoccuparci delle tue semplici e tenere richieste;
tu che nonostante questo sei sorridente praticamente sempre, di un sorriso arricciato e contagioso;
tu che quando non sorridi è soltanto perché stai cercando il tuo posto in questa famiglia così fitta fitta, e lo fai gridando NO a pieni polmoni, a più non posso, un no abbigliato anche di un muso corrucciato;
tu che con la tua solarità positiva sei la prima a preoccuparti dell'altra tua sorella, quella che strilla e strepita un po' a casaccio, e a portarle i suoi amici del cuore, i peluche che hai presto imparato la fanno ritrasformare nella deliziosa persona che è;
tu che sembri impermeabile ai castighi, alla voce grossa e che quando decidi di fare di testa tua neppure uno schiacciasassi ti farebbe cambiare strada;
tu che ti sai mettere le scarpe (soprattutto al contrario, che è anche più difficile), che sai fare pipì da sola, che hai una competenza e una autonomia guadagnate grazie a nonsisacosa, sicuramente non grazie a me;
tu che sei stata invitata dalla sempre frizzante e vulcanica nonna MM nella sua casa a Nizza, dove sei con lei ormai da tre giorni;
tu che hai scoperto il piacere della conversazione telefonica e oggi hai raccontato le meraviglie del parco degli animali: TE LO-TE KE FA-ZE-VA-NO TU-FFI, AHAHAHA (= tre lontre che facevano i tuffi, e mi hanno molto fatto divertire), DU-E ZI-VE-TTE DI NE-VE (= due civette delle nevi, veramente belle, bianche e maestose), CAN-GU-RI-NO NE-LLA TA- CA (=il cangurino nella tasca della sua mamma, non si vedeva tanto ma io lo so che voleva uscire, di sicuro);
tu che hai raccontato all'altra tua sorella, quella meno strana, che c'era un coccodrillo ma si vedeva solo a metà perché dormiva appoggiato al muro, che sei stata inseguita da un pellicano, svariate oche e che le tartarughine d'acqua non c'erano più, sostituite da tre tartarugone di terra;
tu che passi le notti fuori, oltre confine, e non hai nostalgia;
tu che impazzisci per le ruspe e costringi i tuoi accompagnatori a stazionare accanto agli escavatori per ore;
tu, che hai conquistato il cuore della nonna MM che ti si dedica con trasporto, hai conquistato anche il nostro, di cuore, mio e di YY, e siamo tanto orgogliosi di te. Anche se ci preoccupiamo sempre prima della scuola, dei compiti e delle attività sportive.
Buona vacanza al mare, indipendente e libera, piccola microba sorridente.
tu che nonostante questo sei sorridente praticamente sempre, di un sorriso arricciato e contagioso;
tu che quando non sorridi è soltanto perché stai cercando il tuo posto in questa famiglia così fitta fitta, e lo fai gridando NO a pieni polmoni, a più non posso, un no abbigliato anche di un muso corrucciato;
tu che con la tua solarità positiva sei la prima a preoccuparti dell'altra tua sorella, quella che strilla e strepita un po' a casaccio, e a portarle i suoi amici del cuore, i peluche che hai presto imparato la fanno ritrasformare nella deliziosa persona che è;
tu che sembri impermeabile ai castighi, alla voce grossa e che quando decidi di fare di testa tua neppure uno schiacciasassi ti farebbe cambiare strada;
tu che ti sai mettere le scarpe (soprattutto al contrario, che è anche più difficile), che sai fare pipì da sola, che hai una competenza e una autonomia guadagnate grazie a nonsisacosa, sicuramente non grazie a me;
tu che sei stata invitata dalla sempre frizzante e vulcanica nonna MM nella sua casa a Nizza, dove sei con lei ormai da tre giorni;
tu che hai scoperto il piacere della conversazione telefonica e oggi hai raccontato le meraviglie del parco degli animali: TE LO-TE KE FA-ZE-VA-NO TU-FFI, AHAHAHA (= tre lontre che facevano i tuffi, e mi hanno molto fatto divertire), DU-E ZI-VE-TTE DI NE-VE (= due civette delle nevi, veramente belle, bianche e maestose), CAN-GU-RI-NO NE-LLA TA- CA (=il cangurino nella tasca della sua mamma, non si vedeva tanto ma io lo so che voleva uscire, di sicuro);
tu che hai raccontato all'altra tua sorella, quella meno strana, che c'era un coccodrillo ma si vedeva solo a metà perché dormiva appoggiato al muro, che sei stata inseguita da un pellicano, svariate oche e che le tartarughine d'acqua non c'erano più, sostituite da tre tartarugone di terra;
tu che passi le notti fuori, oltre confine, e non hai nostalgia;
tu che impazzisci per le ruspe e costringi i tuoi accompagnatori a stazionare accanto agli escavatori per ore;
tu, che hai conquistato il cuore della nonna MM che ti si dedica con trasporto, hai conquistato anche il nostro, di cuore, mio e di YY, e siamo tanto orgogliosi di te. Anche se ci preoccupiamo sempre prima della scuola, dei compiti e delle attività sportive.
Buona vacanza al mare, indipendente e libera, piccola microba sorridente.
mercoledì 2 maggio 2012
TU CHE...
Tu che sei schiacciata tra due sorelle ingombranti, ma il tuo ego non ci sta a fare la parte del prosciutto nel panino e fai di tutto per plasmare e comprimere l'altrui personalità;
tu che parli, canti, chiacchieri, strilli o protesti a gran voce, tutto pur di non stare in silenzio;
tu che qualche volta (o magari anche un po' più spesso) ti arrabbi di una rabbia cieca ed incontenibile, che poi però riusciamo, con fatica, ad imbrigliare nella sua scatola;
tu che leggi e scrivi con passione, un po' prima del tempo, e i tuoi amici ti chiedono di scrivere per loro il titolo del piano diabolico "come scappare dalla scuola" - e tu lo scrivi senza battere ciglio;
tu che osservi con cura, e il tuo intuito ti mostra aspetti invisibili ai più;
tu che ricordi con precisione, correggendo le molte sviste della tua mamma con piglio napoleonico;
tu che è da un mese che chiedi di preparare i bagagli per la gita e alla fine li abbiamo fatti insieme, con solo qualche giorno di anticipo, perché hai ritenuto indispensabile la tua supervisione;
tu che stamane ti sei alzata entusiasta, ben conscia che oggi era il giorno della partenza, la TUA partenza;
tu che hai corso fino a scuola, hai posato paziente davanti al portone per la foto documentale dell'evento e poi sei entrata diligente e composta come poche altre volte;
tu che sei salita sul pullman della gita tenendo per mano una bambina a me sconosciuta, ti sei accomodata sui sedili e non stavi più nella pelle dalla felicità;
tu che dal finestrino ci hai mandato mille baci, ma hai presto dimenticato i nostri sorrisi commossi per accogliere con intensità questa profonda esperienza;
tu che mi sei sembrata così piccina, eppure così grande e competente...
Buona gita di quattro giorni a scuola natura, cucciola di mezzo.
tu che parli, canti, chiacchieri, strilli o protesti a gran voce, tutto pur di non stare in silenzio;
tu che qualche volta (o magari anche un po' più spesso) ti arrabbi di una rabbia cieca ed incontenibile, che poi però riusciamo, con fatica, ad imbrigliare nella sua scatola;
tu che leggi e scrivi con passione, un po' prima del tempo, e i tuoi amici ti chiedono di scrivere per loro il titolo del piano diabolico "come scappare dalla scuola" - e tu lo scrivi senza battere ciglio;
tu che osservi con cura, e il tuo intuito ti mostra aspetti invisibili ai più;
tu che ricordi con precisione, correggendo le molte sviste della tua mamma con piglio napoleonico;
tu che è da un mese che chiedi di preparare i bagagli per la gita e alla fine li abbiamo fatti insieme, con solo qualche giorno di anticipo, perché hai ritenuto indispensabile la tua supervisione;
tu che stamane ti sei alzata entusiasta, ben conscia che oggi era il giorno della partenza, la TUA partenza;
tu che hai corso fino a scuola, hai posato paziente davanti al portone per la foto documentale dell'evento e poi sei entrata diligente e composta come poche altre volte;
tu che sei salita sul pullman della gita tenendo per mano una bambina a me sconosciuta, ti sei accomodata sui sedili e non stavi più nella pelle dalla felicità;
tu che dal finestrino ci hai mandato mille baci, ma hai presto dimenticato i nostri sorrisi commossi per accogliere con intensità questa profonda esperienza;
tu che mi sei sembrata così piccina, eppure così grande e competente...
Buona gita di quattro giorni a scuola natura, cucciola di mezzo.
lunedì 30 aprile 2012
MA NON SI DOVEVA SEMPLIFICARE?/2
Avere un passaporto per una duenne non è cosa troppo comune, ma neppure troppo semplice da ottenere. Soprattutto se accanto alla richiesta del suo passaporto bisogna presentare in commissariato tre richieste tre di affido provvisorio alla nonna MM che intende viaggiare con le tre cucciole nel mese di luglio, senza genitori, all'estero, in paese extra Schengen, fuori continente.
Così, in un giorno lavorativo per YY e "di vacanza" per XX e cucciole, alle nove in punto è fissato l'appuntamento presso il commissariato di polizia di zona, dopo una faticosa raccolta di tutti (quasi) i documenti necessari che ha impegnato XX e YY nelle passate settimane.
Alcune difficoltà che limitano la semplificazione del processo sono: la necessità di avere la domanda presentata CONTESTUALMENTE da entrambi i genitori, che devono essere entrambi presenti, non importa quanti e quali documenti hanno già firmato; la presenza di una duenne non necessariamente collaborativa; la raccolta di fotocopie di documenti che mostrassero una firma (ma questo non ė specificato da nessuna parte), così tutte le fotocopie del passaporto di XX non vengono accettate e a XX viene richiesto di andare a fare una fotocopia della carta d'identità - operazione non necessariamente immediata in un lunedì di ponte alla mattina presto, tanto che dopo aver vagabondato per il quartiere ticinese a vuoto per venti minuti circa si fionda in banca non sua pregando gli allibiti impiegati di fotocopiarle la carta d'identità.
Accanto a queste faticose operazioni, pende sui Noicinque la spada di Damocle di un potenziale rifiuto della domanda del passaporto microbo causa la presentazione di un suo documento di identità scaduto nelle settimane precedenti, ahimè, ma sulla cui obbligatorietà di allegarlo alla richiesta di passaporto pare non ci sia accordo presso i burocrati deputati.
Al termine delle estenuanti operazioni che hanno visto le microbe "allietare" l'intera sezione del commissariato, alle nove e cinque del mattino è già ora di parco, dove mentre XX aiuta a pattinare la microba con pattini rosa fucsia (proprietà cucciola di mezzo, of course) di appena sei misure più grandi, la proprietaria dei pattini si arrampicava su un albero a quota sette metri circa e non riusciva più a scendere. L'allarme viene dato da una scimmiesca cucciola grande, che come Cita scende invece dalla stessa quota per andare ad allertare XX. XX, dal canto suo, tenta di ricordare il numero dei pompieri, toglie i pattini di appena sei misure più grandi, va alla base dell'albero sopra il quale sta appesa, a quota sette metri, sempre, una cucciola di mezzo in lacrime ed esausta. Grande savoir-fare della cucciola grande, che questa volta come Tarzan risale a quota sette metri e guida passo passo alla discesa la sua sorella di mezzo.
Sono solo le nove e trentacinque del mattino di una giornata di vacanza che tutto sembra tranne che semplice.
Così, in un giorno lavorativo per YY e "di vacanza" per XX e cucciole, alle nove in punto è fissato l'appuntamento presso il commissariato di polizia di zona, dopo una faticosa raccolta di tutti (quasi) i documenti necessari che ha impegnato XX e YY nelle passate settimane.
Alcune difficoltà che limitano la semplificazione del processo sono: la necessità di avere la domanda presentata CONTESTUALMENTE da entrambi i genitori, che devono essere entrambi presenti, non importa quanti e quali documenti hanno già firmato; la presenza di una duenne non necessariamente collaborativa; la raccolta di fotocopie di documenti che mostrassero una firma (ma questo non ė specificato da nessuna parte), così tutte le fotocopie del passaporto di XX non vengono accettate e a XX viene richiesto di andare a fare una fotocopia della carta d'identità - operazione non necessariamente immediata in un lunedì di ponte alla mattina presto, tanto che dopo aver vagabondato per il quartiere ticinese a vuoto per venti minuti circa si fionda in banca non sua pregando gli allibiti impiegati di fotocopiarle la carta d'identità.
Accanto a queste faticose operazioni, pende sui Noicinque la spada di Damocle di un potenziale rifiuto della domanda del passaporto microbo causa la presentazione di un suo documento di identità scaduto nelle settimane precedenti, ahimè, ma sulla cui obbligatorietà di allegarlo alla richiesta di passaporto pare non ci sia accordo presso i burocrati deputati.
Al termine delle estenuanti operazioni che hanno visto le microbe "allietare" l'intera sezione del commissariato, alle nove e cinque del mattino è già ora di parco, dove mentre XX aiuta a pattinare la microba con pattini rosa fucsia (proprietà cucciola di mezzo, of course) di appena sei misure più grandi, la proprietaria dei pattini si arrampicava su un albero a quota sette metri circa e non riusciva più a scendere. L'allarme viene dato da una scimmiesca cucciola grande, che come Cita scende invece dalla stessa quota per andare ad allertare XX. XX, dal canto suo, tenta di ricordare il numero dei pompieri, toglie i pattini di appena sei misure più grandi, va alla base dell'albero sopra il quale sta appesa, a quota sette metri, sempre, una cucciola di mezzo in lacrime ed esausta. Grande savoir-fare della cucciola grande, che questa volta come Tarzan risale a quota sette metri e guida passo passo alla discesa la sua sorella di mezzo.
Sono solo le nove e trentacinque del mattino di una giornata di vacanza che tutto sembra tranne che semplice.
giovedì 26 aprile 2012
MA GUARDA!
In un tardo pomeriggio finalmente non piovoso, XX è andata a recuperare una sempre frizzante cucciola di mezzo alla terza lezione supplementare di ginnastica artistica per preparare il saggio di fine anno in odore di olimpiadi.
La conversazione a bordo della bicicletta ricorda molto alcune vignette di Charles Schultz e i suoi Peanuts:
"Mami, ma guarda! Lo vedi? Ah, no, certo, non lo vedi, non puoi guardare...SSHHHHH!"
"Ma che cosa hai visto?"
"Lì, lì! Vedi dove c'è il balcone con tutti i fiori? No, non lo vedi. Comunque, sul balcone con tutti i fiori c'è un MERLO! Con una briciola."
"Hai visto un merlo da qui? E hai visto anche la briciola? Come hai fatto a vedere la briciola?"
"Eeehh, l'ho vista perchè è gialla."
"Gialla? Ma non sarà stato il becco?"
"Noooo, il becco ė arancione. La briciola è gialla. Probabilmente è una briciola di formaggio coi buchi."
"..."
La conversazione a bordo della bicicletta ricorda molto alcune vignette di Charles Schultz e i suoi Peanuts:
"Mami, ma guarda! Lo vedi? Ah, no, certo, non lo vedi, non puoi guardare...SSHHHHH!"
"Ma che cosa hai visto?"
"Lì, lì! Vedi dove c'è il balcone con tutti i fiori? No, non lo vedi. Comunque, sul balcone con tutti i fiori c'è un MERLO! Con una briciola."
"Hai visto un merlo da qui? E hai visto anche la briciola? Come hai fatto a vedere la briciola?"
"Eeehh, l'ho vista perchè è gialla."
"Gialla? Ma non sarà stato il becco?"
"Noooo, il becco ė arancione. La briciola è gialla. Probabilmente è una briciola di formaggio coi buchi."
"..."
sabato 21 aprile 2012
MA NON SI DOVEVA SEMPLIFICARE?
Le ultime settimane di aprile e le prime di maggio sono caratterizzate dalla fibrillazione legata alla burocrazia per i piazzamenti cuccioli estivi, leggi le scuole dell'estate. In una mattina frenetica (quella di ieri), XX ha scoperto la necessità di espletare le seguenti pratiche presso un numero imprecisato di uffici pubblici:
- ritirare il modulo per l'iscrizione al centro estivo della cucciola di mezzo presso la segreteria della scuola dell'infanzia
- compilare il modulo
- restituire il modulo in segreteria e chiedere la compilazione del bollettino postale da parte della segreteria stessa
- ritirare il bollettino postale in un momento successivo
- recarsi di persona posso gli uffici di Milano Ristorazione per ritirare il bollettino relativo ai pasti estivi della cucciola di mezzo (gli uffici si trovano chiaramente dall'altra parte della città)
- effettuare i pagamenti in posta
- riconsegnare le ricevute di pagamento alla segreteria
- recarsi di persona in orario di segreteria (NON orario di ingresso o di uscita dei bambini) presso il nido micro cucciolo per ritirare il modulo di iscrizione al centro estivo microbo
- compilare il modulo
- restituire il modulo alla segreteria della scuola dell'infanzia (sede diversa) e chiedere la compilazione del bollettino postale da parte della segreteria stessa
- ritirare il bollettino postale in un momento successivo
- effettuare il pagamento in posta
- riconsegnare la ricevuta di pagamento alla segreteria
- con altre modalità, effettuare l'iscrizione online, per la quale era scaduta la password, della cucciola grande ai centri estivi comunali
XX e YY, con incroci ed acrobazie pirotecniche, sono riusciti a raccogliere tutti i documenti necessari in sole 32 ore, manca solo la presentazione finale di tutti i documenti alla segreteria. Un quasi miracolo, in una palude di burocrazia che neppure a Trivanathapuram, Kerala, India...
- ritirare il modulo per l'iscrizione al centro estivo della cucciola di mezzo presso la segreteria della scuola dell'infanzia
- compilare il modulo
- restituire il modulo in segreteria e chiedere la compilazione del bollettino postale da parte della segreteria stessa
- ritirare il bollettino postale in un momento successivo
- recarsi di persona posso gli uffici di Milano Ristorazione per ritirare il bollettino relativo ai pasti estivi della cucciola di mezzo (gli uffici si trovano chiaramente dall'altra parte della città)
- effettuare i pagamenti in posta
- riconsegnare le ricevute di pagamento alla segreteria
- recarsi di persona in orario di segreteria (NON orario di ingresso o di uscita dei bambini) presso il nido micro cucciolo per ritirare il modulo di iscrizione al centro estivo microbo
- compilare il modulo
- restituire il modulo alla segreteria della scuola dell'infanzia (sede diversa) e chiedere la compilazione del bollettino postale da parte della segreteria stessa
- ritirare il bollettino postale in un momento successivo
- effettuare il pagamento in posta
- riconsegnare la ricevuta di pagamento alla segreteria
- con altre modalità, effettuare l'iscrizione online, per la quale era scaduta la password, della cucciola grande ai centri estivi comunali
XX e YY, con incroci ed acrobazie pirotecniche, sono riusciti a raccogliere tutti i documenti necessari in sole 32 ore, manca solo la presentazione finale di tutti i documenti alla segreteria. Un quasi miracolo, in una palude di burocrazia che neppure a Trivanathapuram, Kerala, India...
venerdì 20 aprile 2012
LA VISITA DI COLLEGAMENTO
Dopo una settimana faticosa e affaticata, spagnola per XX e tutta milanese per gli altri quattro quinti di famiglia, la nonna MM accoglie con un sorriso l'invito a mangiare insieme. Nel corso della cena, XX scopre che alcune attività fondamentali di "collegamento didattico" hanno avuto luogo nel corso dei giorni passati. Tra le scuole di zona, infatti, esiste la lungimirante procedura di portare i bimbi della scuola dell'infanzia a visitare la propria futura scuola elementare. Con una ulteriore, tenerissima attenzione, le insegnanti si preoccupano anche di verificare se ci sono fratelli che già frequentano la scuola primaria e di fare in modo che si possano incontrare e visitare tutte le classi. Così la cucciola grande pare abbia ospitato nella sua seconda A una frizzantissima e gasata cucciola di mezzo entusiasta della gita e delle relazioni sociali che è riuscita a tessere nel breve tempo della visita scolastica. Le rigide regole delle attività extra scolastiche prevedono però che i bambini, rigorosamente in fila per due con le code allineate, non possano salutare, se incontrano per le strade del quartiere, persone conosciute. Il caso ha voluto ahimè mettere alla prova più di una volta l'esuberante cucciola di mezzo, che pare aver incontrato una ignara e sorridente nonna MM nel corso di ogni singola uscita.
"Ma quindi quando eravate fuori per andare alla scuola elementare hai incontrato la nonna MM?"
"Eeehh, siiii, nonna MM, ti incontro sempre. Ti ho incontrato quando siamo andati al teatro, e non ti potevo salutare, ti ho incontrato quando siamo andati a raccogliere le foglie al parco, e non ti potevo salutare, ti ho incontrato quando sia o andati a fare i vigili, e non ti potevo salutare, ti ho incontrato ieri che siamo andati alla scuola elementare, e non ti potevo salutare. Ma sei sempre in giro!"
"Io? E tu, scusa, che dovresti essere sempre a scuola?"
"Ma quindi quando eravate fuori per andare alla scuola elementare hai incontrato la nonna MM?"
"Eeehh, siiii, nonna MM, ti incontro sempre. Ti ho incontrato quando siamo andati al teatro, e non ti potevo salutare, ti ho incontrato quando siamo andati a raccogliere le foglie al parco, e non ti potevo salutare, ti ho incontrato quando sia o andati a fare i vigili, e non ti potevo salutare, ti ho incontrato ieri che siamo andati alla scuola elementare, e non ti potevo salutare. Ma sei sempre in giro!"
"Io? E tu, scusa, che dovresti essere sempre a scuola?"
Iscriviti a:
Post (Atom)